Itinerari nel gruppo delle Grigne

 

Rifugio Bogani mt. 1816 - Rifugio Brioschi mt. 2409 per il "Nevaio"
«I» - itinerario impegnativo in ambiente alpino molto suggestivo
Ore 1,45 -2,15

Dal Rifugio Bogani ci si dirige con il sentiero 36 verso il Passo dello Zapell. Poco prima di giungere al Passo si prende sulla destra una traccia segnata, che risale sfasciumi e roccette e raggiunge il Nevaio, l'unica lingua di neve permanente delle Grigne, spesso divisa in due tratti d'estate da alcune rocce affioranti dalla neve, tra le quali un "sorel" raccoglie l'acqua di disgelo. Si rimonta tutto il Nevaio e quindi la Ganda soprastante fino ad un facile canalino che porta sulla cresta, che si percorre verso destra fino alla vetta.

 

Crebbio mt. 371 - Piani Resinelli mt. 1278
«E» (elementare)
Ore 2-3

Dalla chiesa di S. Antonio si sale lungo la strada con le Cappellette della Via Crucis e si attraversa l'abitato di Lombrino. Si supera una piazzetta con un lavatoio e poco oltre si prende una mulattiera a gradoni, che sale ripida. Alternando tratti ripidi ad altri un po' piu comodi, il sentiero arriva a congiungersi con quello proveniente da Maggiana (segnavia 12) dopo circa ore 1,30 — 2.
Un breve tratto ripido porta alle baite dei Colonghei: si lascia sulla sinistra il sentiero 12, che sale al Rifugio Rosalba e si procede verso il fiume.
Qui si lascia a destra la condotta per i Campelli (segnavia 55) e si sale per la ripida mulattiera oltre il fiume, pervenendo ad una baita ove si gira a sinistra e si entra in un bosco, seguendo un sentiero stretto, ma ben marcato. Si giunge ad una casa ove inizia una carrareccia che porta in circa 20 minuti al Rifugio Alippi.

 

 

Rifugio Cainallo mt. 1270 - Rifugio Bogani mt. 1816 - Grignone mt. 2409
«E» (elementare) - fino al Rifugio Bogani, quindi «I» (impegnativo)
Ore 3,30 - 4,30

Si procede lungo la carrozzabile fino al Vò di Moncodeno, ove esistono ampie possibilità di parcheggio. Qui inizia il sentiero che, dopo una rampa iniziale, prosegue a saliscendi. Dopo circa mezz'ora si perviene ad un bivio: si prosegue diritti in piano, lasciando sulla destra il sentiero 24, che sale alla Bocchetta di Prada, 30 mt. sopra, e quindi prosegue per il Rifugio Bietti. II sentiero prosegue ora in leggera discesa fino al fondo della Val delle Lavinie, poi riprende a salire decisamente e raggiunge prima l'Alpe di Moncodeno e quindi il Rifugio Bogani. Fin qui circa ore 1,30 - 2.
II sentiero prosegue sulle roccette antistanti il Rifugio e quindi rimonta il ripido costone del Bregai, avvicinandosi alle rocce basali della Cresta di Piancaformia, che raggiunge poco oltre la Bocchetta del Guzzi. Qui si congiunge da destra il sentiero proveniente dal Rifugio Bietti. Si prosegue verso sinistra fino ad arrivare al Gerone,
che si rimonta faticosamente, arrivando alle rocce finali, facilitate da alcune catene.

 

Raccordo» tra Cresta Cermenati e Cresta Senigaglia.

«I» (impegnativo)
Ore 0,45-1

E' comunemente chiamato anche «traverso per i Torrioni Magnaghi», in quanto è la via d'accesso più comune alle loro pareti. Inizia sulla Cresta Cermenati (sentiero 7) a quota mt. 1750 circa e traversa all'incirca in piano, superando alcuni passaggi di roccia, fino a raggiungere l'uscita del Canalone Porta. Sale poi alla Bocchetta dei Prati e quindi rimonta il ripido prato che costeggia i Torrioni Magnaghi per arrivare a congiungersi con il sentiero 1 poco prima del Saltino del Gatto. La combinazione: Cresta Cermenati - raccordo - Cresta Senigaglia costituisce una divertente e frequentata via di salita alla Grignetta.

Con questo segnavia sono attualmente segnalati due sentieri: uno di accesso ai Piani Resinelli ed uno di proseguimento verso la Grignetta. I due itinerari vengono di seguito descritti:

 

Rifugio Porta mt. 1426 - Grignetta mt. 2184 per la Cresta Senigaglia.
«I» (impegnativo) fino al «Saltino del Gatto», quindi «IA» (impegnativo attrezzato)
Ore 2 -2,30

II sentiero inizia dietro il rifugio ed è pianeggiante fino al Canalone Porta, che si attraversa, lasciando sulla sinistra il segnavia 2, che invece si inoltra nel canale. Rimontato il primo ripido costone si perviene ad un bivio: si tiene a sinistra (il sentiero di destra porta al vicino Torrione Fiorelli) e si continua a salire. Giunti in vista delle pareti dei Torrioni Magnaghi, il sentiero si perde nel prato: cercando di seguire i bolli rossi si prosegue in ripida salita fino a raggiungere la cresta nei pressi del bivio con sentiero 3. Seguendo la cresta si arriva al «Saltino del Gatto», ove una catena aiuta a superare il primo passaggio impegnativo. Si lasciano sulla sinistra i Torrioni Magnaghi e si perviene all'uscita del Canalino Federazione, segnavia 7. Si supera con l'aiuto di catene un salto di rocce, arrivando quasi alla stessa altezza della vetta: per raggiungerla è però necessario scendere per una decina di metri e risalire poi il salto finale, anch'esso attrezzato con catene.

 

Rifugio Porta mt. 1426 - Grignetta mt. 2184 - Grignone mt. 2409.
«F» (facile) fino in vetta alla Grignetta, quindi «IA» (impegnativo attrezzato)
Ore 4,30 - 6

La prima parte rappresenta il sentiero più comune per salire in vetta alla Grignetta; la seconda parte, comunemente nota come "Traversata alta", e una stupenda e panoramica traversata lungo la cresta che congiunge le due Grigne.
Dietro il Rifugio Porta si prende il sentiero in salita che attraversa il bosco Giulia. All'uscita dal bosco si prosegue in salita, lasciando sulla sinistra il sentiero pianeggiante, che rappresenta l'inizio della "Direttissima" (segnavia 8). II sentiero si innalza subito molto ripido lungo il largo crestone Cermenati. Dopo circa 45 minuti si incontra il bivio con il sentiero 3, che si stacca pianeggiante sulla destra. Si continua a salire e dopo un po' si incontra un breve traverso pianeggiante, che termina in corrispondenza dell'uscita superiore del Canalone Caimi. Si procede sempre in ripida salita. In prossimità della vetta si incontra sulla sinistra il bivio con il sentiero "Cecilia" (segnavia 10) e ci si trova quindi ad affrontare le facili roccette che portano in cima alla Grignetta. Fin qui ore 1,30 — 2.
Volendo proseguire per il Grignone, ci si porta dietro l'igloo e ci si cala lungo la catena. Si percorre un tratto comune con il sentiero 1 fino a raggiungere l'imbocco del canalino Federazione: qui si lascia il sentiero 1 e si scende a sinistra nel canale. Al termine del canale si continua a scendere lungo la cresta, raggiungendo in breve la Bocchetta Giardino, ove arriva il sentiero 11 dal Colle Valsecchi.
Si scende a destra fino ad una conca e si inizia poi una lunga traversata quasi pianeggiante, lungo la quale si incontrano dapprima sulla destra il sentiero 32, che scende a Balisio lungo la Val Campione, e poi sulla sinistra il sentiero 14, che scende al Rifugio Elisa e quindi a Mandello Lario. Poco oltre questo bivio inizia una breve ripida discesa che porta all'inizio dello Scudo Tremare, che viene in parte aggirato sulla sinistra e quindi risalito con l'aiuto di corde fisse lungo un canalino in qualche tratto friabile e scivoloso. Si risale poi fino a riprendere la cresta lungo la quale si perviene al secondo Scudo, che offre qualche tratto di divertente arrampicata (corde fisse). In cima allo scudo inizia una traversata pianeggiante che termina alla Bocchetta della Bassa, ove sorge il ricovero Ugo Merlini e ove si incontra il sentiero 33 proveniente dal Pialeral. Si prosegue con questo sentiero, che segue la cresta, e dopo aver superato la Bocchetta di Releccio, ove giungono da sinistra i sentieri 15 e 26, si perviene rapidamente al Rifugio Brioschi e quindi alla vetta del Grignone. II panorama stupendo, che si gode lungo tutto il percorso, compensa ampiamente la fatica della lunga camminata. Si possono inoltre ammirare moltissime varieta di fiori alpini.

 

Laorca mt. 420 - Piani Resinelli mt. 1278
«F» (facile) - Sentiero della Val Caldoden, una volta frequentatissimo e ora riservato a pochi amatori
Ore 2 - 2.30

Si prende la mulattiera in faccia alla Chiesa di Laorca e si prosegue in leggera salita fino a raggiungere la Val Calolden. II sentiero diventa subito ripido e rimonta tutta la valle. In prossimità dei Resinelli si prende a sinistra e si perviene al Rifugio SEL.
E' possibile iniziare questo itinerario anche dalla strada per la Valsassina: al tornante successivo al capolinea dell'autobus (linea 1) si costeggia il torrente Gerenzone sulla sinistra, pervenendo all'imbocco della mulattiera.

 

Rifugio Porta mt. 1426 - Bocchetta dei Prati mt. 1840 per il Canalone Porta.
«I» (impegnativo) con numerosi passaggi in roccia; attenzione ai sassi se si è preceduti o seguiti da altri alpinisti.
Ore 1,15 -1,45

Pervenuti al Canalone Porta con lo stesso sentiero dell'itinerario 1, lo si rimonta, seguendo i bolli rossi, fino a raggiungere il sentiero 3, con il quale si può salire in vetta alla Grignetta (usciti dal canale si prende a destra) o scendere ai Piani Resinelli (prendendo a sinistra).
N.B.: Gli itinerari 1 e 2 (parte alta) possono essere iniziati anche dal Rifugio SEM: si prende la carrareccia per l'Alpe Cassino e si prosegue per un centinaio di metri. In corrispondenza della prima curva ad angolo retto si trova sulla sinistra un sentiero, che sale a raggiungere quello proveniente dal Rifugio Porta.

 

Rancio mt. 370 - Piani Resinelli mt. 1278
«F» (facile) fino alla Chiesa del S. Martino, quindi «IA» (impegnativo attrezzato)
Ore 3 - 4: "Sentiero Riccardo Spreafico"

Sentiero del S. Martino e della Val Verde in ambiente panoramico e spesso selvaggio e suggestivo. Piuttosto faticoso il tratto dalla Chiesa del S. Martino ai Piani Resinelli, ripristinato di recente. Alla Chiesa di Rancio (possibilità di parcheggio) si prende, a sinistra guardando la Chiesa, la via Don Giovanni Bosco che sale, curvando a sinistra. Alle scuole si gira a destra in via Fumagalli che, sempre in ripida salita, raggiunge e costeggia una scalinata, si incassa sotto un ponticello e perviene all'inizio di via Brogno, una scalinata asfaltata nel tratto iniziale.
Qui si può arrivare anche partendo dalla Chiesa di Castione (piazza S. Carlo, ornata da una graziosa fontana e con possibilità di parcheggio), prendendo via Isidoro Calloni, che inizia costeggiando la Chiesa e che, in ripida salita e con qualche curva, termina proprio ad angolo retto con l'inizio della via Brogno.
Si sale lungo questa scalinata fino alle case di Brogno, dove, in corrispondenza di un lavatoio, si gira a sinistra, prendendo la mulattiera che esce pianeggiante dalle case.
Si perviene ad un bivio: si piega decisamente a destra in salita sempre più ripida e si continua a salire, guadagnando quota, e panorama, rapidamente e raggiungendo dopo circa tre/quarti d'ora la Cappella della Madonna del Carmine.
Ammirata la splendida vista su Lecco, si prosegue sulla sinistra in leggera salita verso Nord. Proprio al culmine della salita si incontra il bivio per il Corno di Medale (sentiero n. 56): si prende in discesa a sinistra, raggiungendo in breve il Rif. Piazza e la contigua Chiesetta di San Martino.
Fin qui ore 1,15 1,30.
Si prosegue oltre la chiesa verso Nord lungo una comoda traccia pianeggiante, che attraversa ripiani alberati. II percorso diventa poi più accidentato e presenta accentuati saliscendi. Supera un roccione attrezzato con catene e sale verso la Bocchetta del Portantino, dove sorgeva il Baitello del Capraio. Qui perviene anche, da sinistra, il sentiero dei Tecett (n. 54).
Si prosegue a destra, rimontando un costolone erboso e raggiungendo il fondo della Val Verde. Si rimonta prima il canale e poi il costone di sinistra fino a raggiungere la cresta poco a sinistra della Bocchetta di Val Verde. Raggiunta la Bocchetta si procede per i Piani Resinelli con la comoda carrareccia.

 

Ballabio Superiore mt. 721 - Piani Resinelli mt. 1278.
«E» (elementare) - Sentiero della Val Grande
Ore 1 circa

Si segue la carrozzabile per i Piani Resinelli fino al ponte. Attraversato il fiume si prende a destra in salita e si superano le ultime case del paese. Si riattraversa il torrente Grigna e lo si costeggia fino ad una casa diroccata. Qui il sentiero prende a salire deciso e si rimonta la Val Grande fino all'Alpe Cavallo.
Si attraversa in piano verso sinistra per un buon tratto e quindi si riprende a salire, raggiungendo la strada per l'Alpe Cassino poco a valle del Rifugio SEM, scendendo per la strada asfaltata si raggiungono in pochi minuti i Piani Resinelli.
Nella parte alta del percorso si stacca sulla sinistra un sentiero che porta ai prati antistanti i Corni del Nibbio.

 

 Corno Medale mt. 1029 - Monte Coltignone mt. 1479
«IA» (impegnativo attrezzato)
Ore 1,30 - 2: "Sentiero G.E.R.", molto panoramico

Dalla selletta sottostante la cima del Corno di Medale ci si dirige per cresta, seguendo l'itinerario 57. Superate le prime asperità della cresta, si trova l'imbocco di questo sentiero, che si stacca sulla destra e traversa con moderata pendenza verso gli speroni rocciosi del sovrastante Torrione Regismondo, dove una corda metallica agevola il passaggio. La traversata prosegue poi con percorso via via sempre più ripido ed accidentato fino a raggiungere un canale, che si rimonta con l'aiuto di una lunga catena. Un tratto di prato adduce infine, sempre con pendenza molto sostenuta, alla cima del Monte Coltignone.
Da questo punto ci sono due possibilita:
1°) Scendere ai P. Resinelli e tornare a Lecco per il sentiero della Val Calolden n. 2.
2°) Seguire le indicazioni "Anello Alto" e tornare a San Martino-Rancio per l'itinerario n° 52 (Val Verde), realizzando cosi un giro alto e panoramico, anche se lungo ed impegnativo.
N.B: Con il ripristino di questo sentiero il San Martino offre ora la possibilità di svariati anelli, sia sulle penclici medio-basse, che sui rilievi più alti, di sicuro interesse alpinistico e panoramico. Tra i più interessanti indichiamo:
1) n. 54 - 54 A - 53 (sulle pendici medio basse)
2) II giro del Medale dalla Chiesetta del S. Martino n. 56 + 57
3) n. 58 (Ferrata) - 59 - Anello Alto (lungo ed impegnativo)  

 

Lierna mt. 220 - Alpe di Lierna mt. 1249 - Bocchetta di Calivazzo mt. 1420 (Ortanella mt. 958)
«E» (elementare)
Ore 3 - 3,30 - splendida vista sul lago

Dalla Stazione ferroviaria si sale alla Frazione di Genico, si passa sotto la superstrada e quindi si sale in mezzo ai boschi fino a raggiungere prima la Croce di Brentalone e poi l'Alpe Mezzedo, ove è possibile ammirare, perfettamente conservata, un'antica ghiacciaia, o «nevera», a pianta circolare, Poco sopra le cascine si incontra un bivio: prendendo a sinistra si perviene in breve alla Chiesetta romanica di San Pietro di Ortanella e quindi ai bei prati di Ortanella (circa due ore da Lierna). II nostro itinerario prosegue invece prendendo a sinistra: si raggiunge la forcella dell'Alpe, si contorna l'Alpe d'Esino e si giunge all'Alpe di Lierna (circa 2,30 ore da Lierna).
Si prosegue attraverso un bel bosco di larici e di abeti fino a raggiungere la larga insellatura della Bocchetta di Calivazzo, punto di transito di sentieri, che la collegano alla Bocchetta di Prada e all'entroterra di Mandello.
N.B.: Questo itinerario presenta all'inizio tre varianti, segnalate con 71A, 71B, 71C. Tutte e tre però si ricongiungono in breve al sentiero 71.

 

Somana mt. 390 - Zucco di Sileggio mt. 1373 - Alpe di Calivazzo mt. 1130
«F» (facile)
Ore 4,30 - 6

Dal piazzaletto del Cimitero di Somana (possibilità di parcheggio) si prende a sinistra la strada asfaltata e la si segue per una cinquantina di metri. Si imbocca poi sulla destra, in corrispondenza di una cappella, una mulattiera in salita. Si supera una prima mulattiera, che si stacca in salita sulla sinistra, per imboccare la successiva, sempre in salita sulla sinistra, in corrispondenza di un bivio segnalato. (Qui si può anche arrivare seguendo inizialmente l'itinerario n. 15: poco sopra le case di Sonvico, ad un bivio segnalato, si prende una mulattiera sulla sinistra, che perviene in breve al bivio di cui sopra).
Si sale per un breve tratto, poi, all'inizio di un traverso piano, si lascia la mulattiera e si prende sulla sinistra un sentiero che s'inerpica ripido per un costone boscoso, fino a raggiungere un traverso pianeggiante. Si prende a destra, si scopre che la salita riprende subito, anche se meno ripida di prima e si perviene ad un baitello (un'ora circa da Somana). Si rimonta il costone dietro la baita e poi si traversa sulla sinistra fino a raggiungere una larga dorsale con una stupenda vista sul centro lago. La salita diventa via via piu ripida fino a raggiungere una selletta, dove si incontra un sentiero che sale dai Saioli e che prosegue per un breve tratto lungo la cresta, costeggiando un bel bosco di betulle, e poi traversa decisamente a sinistra in un bosco di faggi e betulle. Si supera un "casello" ed un facile salto roccioso e si raggiungono i ruderi di una baita: si lascia a sinistra la traccia per la Bocchetta di Verdascia e si traversa verso destra fino alla ormai vicina cresta sommitale, poco al di sotto del punto più alto. Si segue la cresta verso destra, in discesa per pochi metri, fino alla punto che si affaccia su Mandello e che offre un panorama incredibilmente bello e ampio (ore 2,30 - 3).
Si ritorna indietro lungo la cresta, si scavalca la cima principale e si scende nel bosco fino alla Bocchetta di Verdascia. (Da qui è possibile scendere sulla destra, lungo una traccia segnalata, e raggiungere in 15 - 20 minuti la mulattiera n. 17, in corrispondenza di una bella e grande cascina e di alcuni baitelli, e quindi rientrare a Somana in un'ora circa).
Si rimonta la cresta oltre la Bocchetta e si inizia una lunga traversata, che alterna tratti in salita ad altri pianeggianti, costeggiando prima la Cresta della Tagliata e poi il Monte Palagia, fino a raggiungere l'ampia Bocchetta di Calivazzo (ore 4 - 5 da Somana). Importante e frequentato valico, questa Bocchetta offre varie alternative: salire sulla sinistra sul Monte Palagia (mezz'ora); scendere sulla sinistra all'Alpe di Lierna e quindi all'0rtanella e ad Esino (un'ora e mezza); continuare la traversata più o meno pianeggiante fino alla Bocchetta di Prada (un'ora) o, come prevede il nostro itinerario, scendere all'Alpe di Calivazzo. Si prende in moderata discesa sulla destra, continuando però a traversare verso il fondo della valle. Si entra poi nel bosco e si scende più decisamente fino all'Alpe di Calivazzo, una vasta radura con due baite, circondata da un magnifico bosco di faggi (che vanta probabilmente i più superbi esemplari delle montagne lecchesi) e chiusa a valle da uno sperone roccioso (ore 4,30 - 6).
Qui si incontra l'itinerario n. 17: prendendo a sinistra si sale in circa un'ora alla Bocchetta di Prada; prendendo a destra, sempre in salita, perchè si deve rimontare inizialmente lo sperone che chiude a valle l'alpeggio, si scende a Somana in circa un'ora e mezza. II tempo complessivo per questo interessante anello e pertanto di 6 - 8 ore. Si consiglia di portare acqua, perche praticamente non ci sono sorgenti fin sotto l'Alpe di Calivazzo.

 

Rifugio Cainallo mt. 1247 - Pizzi di Parlasco mt. 1500 - Bellano mt. 200
«I» (impegnativo) sino ad Agueglio (molto panoramico); indi «F» (facile)
Ore 4,30 - 5,30

Dal Rifugio Cainallo si sale al Passo di Cainallo lungo la carrozzabile, indi a sinistra sino alla cresta per la carrareccia, che si abbandona per proseguire sul sentiero che sale lungo la cresta stessa sulla cima del Pizzo di Cich (mt. 1450). Da qui si scende per roccette e pascoli al passo di Mudrogno, quindi si sale sulle cime di Zirlaca e di Broncino per poi scendere alla Porta di Cavee, in vista della conca omonima. Sempre per cresta si risalgono i Pizzi di Parlasco, raggiungendo dapprima la cima delle Ferrere e poi, con passaggi molto suggestivi a picco sulla Valsassina, la cima di Daso con le caratteristiche "Lunelle", formazioni rocciose che si ergono ad ometto sul ripido pascolo. Ancora per cresta si discende verso Agueglio che si raggiunge dopo aver superato antiche miniere. All'altezza della chiesetta si piega decisamente a destra e si rintraccia la mulattiera che scende verso la Valsassina entrando nel bosco. Poco oltre si lascia sulla destra il sentiero per Parlasco, si passa quindi la Val Portone e si raggiunge la carrozzabile Esino-Parlasco.
Attraversatala, si prosegue verso Pegnino tra boschi di faggi e di castagni. Sempre a mezza costa si scende sino a Bonzeno dove si ritrova la carrozzabile della Valsassina. L'antica mulattiera porta attraverso i tornanti sino al ponte sull'orrido e alla chiesa di San Rocco, per terminare quindi nella piazza della prepositurale di Bellano.

 

Rifugio Cainallo mt. 1270 - Rifugio Bietti mt. 1719
«E» (elementare)
Ore 1,15 - 1,45

Si procede con il sentiero 25 fino alla Bocchetta di Prada. Lasciato a sinistra questo sentiero e raggiunta la Bocchetta si procede in piano verso sinistra e si perviene subito alla Cappella-bivacco degli Alpini. Si continua in leggera salita fino alla Porta di Prada, imponente arco naturale di roccia. II sentiero prosegue poi all'incirca in piano, anche se con qualche saliscendi, e perviene nel bacino di Releccio e quindi al Rifugio.

 

Vò di Moncodeno mt. 1436 - Monte Pilastro mt. 1823
«F» (facile)
Ore 1

Dal parcheggio della Val di Cino, al termine della strada carrozzabile, si prende in salita verso la bocchetta imboccando sulla destra il sentiero per la Grigna (segnavia n. 25). Subito dopo la prima svolta a sinistra, si prende a destra il sentiero che si inoltra tra faggi e larici, giungendo in breve tempo al Grumellone. Piegando a sinistra si risale e si giunge sulla costa da dove si gode un bel panorama sulla Grigna. Si sale nel bosco per uscire in cresta al Sorel, cosi chiamato per un buco di notevole profondita dal quale esce una fredda corrente d'aria. Sulla destra il sentiero attraversa un bosco di ontano verde inframmezzato da sorbi dell'uccellatore e sbuca sulla vetta prativa del Monte Croce: a destra la Croce a sinistra il Pilastro, con vista notevole sulla Grigna, sul lago e sulla pianura padana.

 

Monte Croce mt. 1784 - Vò di Moncodeno mt. 1466
«F» (facile) interessante variante per la discesa
Ore 1,20 - 1,30

Dalla cima del Monte Croce si scende lungo la costa nord-ovest, detta della Saetta, sino a giungere ad una depressione della stessa: si volta a destra, entrando nel bosco e proseguendo parallelamente alla costa che si ritrova dopo aver superato alcune roccette. Si incrocia qui il sentiero che a destra va verso il Vò di Moncodeno ed a sinistra, dopo breve discesa, conduce alla grande grotta naturale detta Canoa o Canova. Dopo averla visitata, dal bivio si riprende in piano attraversando coste e valloni per giungere al pian di Orscellera, dove, appena oltre, troviamo una sorgente, e quindi al parcheggio della Val di Cino.

 

La Gardata mt. 1040 - Rifugio Elisa mt. 1515
«I» (impegnativo) - Piacevole traversata in ambiente molto suggestivo, a tratti alquanto esposta
Ore 1,45 - 2,15

Si prende la mulattiera che sale dietro la casa e si procede in salita alquanto ripida. La mulattiera diventa poi sentiero e quindi si perde in un prato. Qui si gira decisamente a destra e, seguendo una traccia non sempre evidente, si risale in diagonale il prato e si guadagna la cresta che scende dalla base della imponente parete del Sasso Cavallo. Si ritrova il sentiero che in leggero saliscendi attraversa il Canalone di Val Cassina e si riunisce al sentiero 16, con il quale si raggiunge il Rifugio.

 

Rongio mt. 409 - Rifugio Rosalba mt. 1730.
«E» (elementare) inizialmente, quindi «F» (facile)
Ore 3,30 - 4,30

Alla piazzetta di arrivo della carrozzabile da Mandello si prende la mulattiera in salita, che prosegue comoda fino alla Cappella del Signore.
Qui il sentiero si restringe e, superato il roccioso canalino della Valletta, inizia a rimontare i ripidi prati che portano alle Colonne del Pescee. Si aggirano questi torrioni sulla sinistra e si guadagna la cresta lungo la quale si perviene al Rifugio. Itinerario faticoso, ma in ambiente di selvaggia bellezza.

 

Rongio mt 409 - Zucco di Manavello mt. 1120 - Rifugio Rosalba mt. 1730.
«F» (facile) fino alla Zucco di Manavello, «I» (impegnativo) la successiva salita al rif. Rosalba
Ore 4 - 5


Panoramicissimo e in ambiente suggestivo e spesso selvaggio. II tratto dallo Zucco di Manavello alla Rosalba è segnalato a bolli gialli, ma non esiste praticamente traccia di sentiero, almeno fino all'uscita in cresta. Richiede molta attenzione per individuare il percorso e presenta tratti in canale con pericolo di caduta di sassi
Consigliabile solo ad alpinisti esperti.

A Rongio si segue il segnavia 12 fino a Rossana. Qui, in corrispondenza di una cascina con annessa fontana, si prende a sinistra in piano per un centinaio di metri fino ad un bivio, ove si gira a destra e si inizia a salire, costeggiando alcuni prati ed inoltrandosi poi nel bosco. Si traversa più o meno marcatamente verso destra e si raggiunge l'ampio costolone occidentale dello Zucco di Manavello, che si risale con notevole pendenza. Superato un baitello, si esce sulla cresta erbosa che adduce all'ampia Bocchetta di Portorella, ove si prende a sinistra e, seguendo il largo crinale, si raggiunge la cima dello Zucco di Manavello, che offre una bella vista sul Grignone e su Mandello (fin qui circa 2 ore).
Si ritorna sui propri passi fino alla Bocchetta di Portorella e si prosegue lungo la cresta, dirigendosi verso le ripide pendici dello Zucco di Portorella e superando prima il bivio con il sentiero precedentemente salito e poi una traccia a bolli rossi, che scende a Rongio per la Val Portorella.
Arrivati alla fine della cresta, seguendo i bolli gialli, si inizia la salita dello scosceso Zucco di Portorella. II segnavia traversa prevalentemente verso sinistra, senza mai concedere respiro, e raggiunge un canale molto ripido, che viene risalito direttamente fino ad uscire in cresta in corrispondenza di una bella betulla.
Si prende a sinistra e, seguendo la cresta con percorso decisamente più facile e comodo, si sale sullo Zucco di Pertusio (mt. 1673). Una breve discesa in un ripido canale erboso porta a riprendere nuovamente la cresta, che, salvo qualche breve deviazione per aggirare spuntoni rocciosi, viene seguita fino ad arrivare al Rifugio Rosalba.
N.B.: Con il segnavia 13B è indicato anche un altro sentiero, che sale allo Zucco di Manavello lungo la Valle di Portorella e che con il precedente forma un possibile anello sui due versanti di questo Zucco:
Da Rongio si segue il segnavia 13 per circa mezz'ora. Attraversata la Val Portorella, si incontra un bivio, ove si prende a destra e si risale la boscosa e a tratti ripida valle fino a raggiungere la Bocchetta di Portorella e quindi la cima. Dei due versanti quello di Val Portorella è più fresco e quindi più consigliabile per la salita nelle stagioni calde.  

 

Somana mt. 390 - Bocchetta di Prada mt. 1626
«E» (elementare)
Ore 3 - 4

Si procede con il sentiero 15 fino al bivio dopo la Chiesetta di S. Maria. Qui si prende a sinistra e con percorso a tratti ripido, a tratti quasi pianeggiante, si perviene dopo circa ore 2 - 2,30 all'Alpe di Calivazzo. Si rimonta poi la Valle di Prada e si perviene alla Bocchetta di Prada, dalla quale si può proseguire per il Rifugio Bogani (sentiero 25 - ore 1) o per il Rifugio Bietti (sentiero 24 - ore 0,45).

 

Somana mt. 390 - Rifugio Bietti mt. 1719 - Grignone mt. 2409.
«E» (elementare) fino ad Era, «F» (facile) da Era al Rifugio Bietti, quindi «IA» (impegnativo attrezzato)
Ore 5 - 6

Da Somana si sale a Sonvico e si prende poi la "Via per Santa Maria": una ripida mulattiera in salita, dove a intervalli regolari si incontrano le Croci della Via Crucis.
Si supera la Cappella di S. Preda e dopo un tratto pianeggiante si affronta la breve rampa che porta alla Chiesa di Santa Maria, posta in splendida posizione dominante la Val Meria. Alla Chiesetta e annesso un ristoro in genere aperto nei giorni festivi. II sentiero prosegue dietro la Chiesa e perviene ad un bivio: si tiene a destra, lasciando a sinistra il sentiero 17, che sale alla Bocchetta di Prada. II sentiero diventa a saliscendi fino a sbucare nella radura antistante la Chiesetta di Era.
Fin qui circa ore 1,30.
II sentiero prosegue a valle della Chiesa, supera una sorgente e quindi piega a destra, risalendo il ripido costone che porta all'Alpe Cetra. Si passa in mezzo alle due cascine e si continua a salire, lasciando sulla destra il sentiero che porta ad una sorgente (5 minuti) e quindi alla Gardata. Dopo una faticosa salita si perviene alla "Termopoli", facile passaggio roccioso che immette nell'ampio bacino di Releccio. Salendo verso destra si superano alcuni ripidi costoni e si raggiunge il Rifugio Bietti.
Fin qui ore 3,15 - 4,15.
II sentiero prosegue sulla destra del Rifugio e raggiunge il fondo del Canalone della Neve per poi risalire verso le ghiaie del "Gerone". Si lasciano sulla destra prima il sentiero 16 per il Rifugio Elisa, poi il sentiero 26, che sale sul Grignone lungo la "Ferrata" del Sasso dei Carbonari. Si rimontano le ghiaie del "Gerone" e si perviene al "Caminetto": una facile salita su roccette attrezzate con catene porta alla Bocchetta di Releccio, ove si incontra il sentiero 33 con il quale si prosegue per la vetta del Grignone, ormai poco lontana.

   

Primaluna mt. 550 - Rifugio Riva mt. 1100.
«E» (elementare)
Ore 1,30 - 2

Superato lungo la strada provinciale il centro del paese, subito all'inizio della discesa per Cortabbio si trova una carrareccia che scende a sinistra fino al torrente Pioverna e lo attraversa sul ponte detto di Primaluna. Si procede in salita via via piu ripida, si oltrepassa il Monumento degli Alpini e si giunge all'inizio del Val Baredo. Qui si piega a sinistra, prima di attraversare il ponticello, e con salita continua si perviene alla radura dell'Alpe Rotin, ove si traversa in diagonale verso destra e quindi si rimonta quasi direttamente il costone del Piatte fino all'Alpe Piatte. II sentiero prosegue in salita lungo il costone ed in breve raggiunge il Rifugio, visibile solo quando se ne è raggiunto il piazzale.

 

Colle di Balisio mt. 723 - Bocchetta di Val Mala mt. 1862
«F» - ore 2,30 - 3

Interessante percorso lungo la bella Val Campione, che permette di raggiungere la Traversata Alta prima degli Scudi. E' anche interessante come gita a sè ed inoltre l'Alpe Campione è uno dei punti più ricchi di fiori di tutto il Gruppo. Si procede con l'itinerario 31 fino al bivio poco oltre la fine della carrareccia. Qui si prende a sinistra in leggera discesa e si percorre un tratto in comune con il raccordo al sentiero 6 per i Piani Resinelli.
Dopo pochi minuti, superate alcune baite, si trova un bivio: si prende a destra il sentiero in leggera salita e, almeno inizialmente, non molto marcato. Si prosegue nel bosco, risalendo lungo il fiume, che viene raggiunto, proprio dove ci si congiunge con il sentiero 6, proveniente da sinistra dei Piani Resinelli. I due sentieri vanno assieme lungo il fiume per un breve tratto, poi il 6 piega decisamente a destra allontanandosi in salita dal fiume, mentre il 32 lo attraversa in diagonale e dopo una breve salita sbuca in un grande prato. Costeggiandolo sulla sinistra si trova un baitello, sul fianco sinistro del quale sgorgano le sorgenti del Pioverna, che offrono acqua fresca ed abbondante. Dopo questa divagazione ristoratrice, si ritorna nel grande prato e si continua a costeggiarlo sulla sinistra verso l'alto, ritrovando in corrispondenza di un grosso masso il sentiero, l'imbocco del quale e spesso seminascosto dalla vegetazione. Nel bosco il sentiero ritorna molto evidente e si risale un lungo tratto della Val Campione, raggiungendo un baitello riaggiustato di recente all'Alpe Campione. Si rimonta il costone dietro il baitello, traversando prima a sinistra e poi rientrando a destra. Raggiunto il filo del costone si scende alla vicina pozza d'acqua, la si supera sulla sinistra e quindi si sale in diagonale, prima verso destra, poi verso sinistra, fino a trovare nei pressi della Bocchetta di Val Mala il sentiero 7, che permette svariati itinerari di proseguimento: Grignone (ore 2,15 - 3), Grignetta (ore 1), Rifugio Elisa (ore 0,30) e Rifugio Rosalba (ore 1,15 - 1,45).

 

Rongio mt. 409 - Rifugio Elisa mt. 1515 - Bocchetta di Campione (o Buco di Grigna) mt. 1803.
«E» (elementare) fino al Rifugio Elisa, quindi «IA» (impegnativo attrezzato)
Ore 3,30 - 4

Alla piazzetta di arrivo della carrozzabile da Mandello si prende la larga mulattiera, che si inoltra pianeggiante (o quasi) lungo la Valle del Meria. Dopo circa mezz'ora se ne raggiunge la fine e, attraversato il fiume su un ponte, si prosegue per un largo sentiero in ripida salita. Si raggiunge in breve il largo ingresso della grotta "La Ferrera" (fontanino) e si prosegue diritti, lasciando a sinistra la mulattiera che sale alla Gardata. Si continua a salire con pendenza variabile per un lungo tratto, si supera il Canalone di Val Cassina e si perviene al Baitello dell'Aser. Qui la pendenza comincia a diminuire e inizia una traversata in falsopiano, che supera alcuni canaloni e porta alla breve rampa antistante il Rifugio Elisa. Fin qui si arriva in circa 3 ore. II sentiero prosegue ripido sopra il Rifugio, sulla destra, ed in circa un'ora perviene alla Bocchetta di Campione, ove transita il sentiero 7 che offre svariate possibilità di proseguimento. 1I tratti piu esposti sono stati di recente attrezzati con catene.  

 

Lecco mt. 214 - ChieSa del San Martino mt. 767 per i «Pizzetti»
«IA» (impegnativo attrezzato) con un tratto di «ferrata» - molto panoramico
Ore 1,30 - 2

I "Pizzetti" sono i due pronunciati torrioni con i quali il S. Martino, visto da Lecco, praticamente termina verso il lago.
Dalla piazza della Chiesa dei Cappuccini si prende a destra, guardando la Chiesa, e, costeggiando i campi da gioco, si imbocca via Santo Stefano e la si percorre fino alla fine, ove inizia il segnavia. Dopo un tratto nel bosco, si perviene ad un sentiero pianeggiante. Si prende a sinistra, si raggiunge la base del primo Pizzetto e lo si aggira sul retro, rimontando un ripido canale boscoso e pervenendo alla selletta, che divide i Pizzetti e da dove è possibile salire su quello di destra, sormontato da un altare con una Croce. Ci si infila in un canalino (catena) e si contorna anche il secondo Pizzetto.
Si rimonta un tratto abbastanza ripido ed esposto e quindi si traversa verso sinistra il pendio erboso, fino a raggiungere un canalone. Qui inizia la «ferrata», breve, ma impegnativa che rimonta uno sperone roccioso. Quindi si traversa su varie cengie, in direzione Nord e con scorci panoramici molto belli sul lago sottostante, fino alla breve rampa finale che adduce alla Chiesa ed al vicino Rifugio Piazza.

 

Maggiana mt. 345 - Rifugio Rosalba mt. 1730.
«E» (elementare) fino ai Colonghei, quindi «F» (facile)
Ore 3-4

Collegato al sentiero 5, che incontra nei pressi dei Colonghei, rappresenta anche la via più comune di salita ai Piani Resinelli da Mandello Lario (ore 2 - 3).
II segnavia inizia in piazza della Chiesa.
Si attraversa in salita il paese e si prosegue con buona pendenza. Si incontra il sentiero proveniente sulla sinistra da Rongio e si prosegue sempre in salita per un buon tratto. La pendenza diminuisce poi e il sentiero diventa pianeggiante fino al punto d'incontro con il sentiero 5, proveniente sulla destra da Crebbio, con il quale si sale fino ai Colonghei. Qui, proprio all'inizio del piano, si lascia il sentiero 5 e si svolta a sinistra in ripida salita. E la ripida salita purtroppo continua fino al Rifugio.
N.B.: E' possibile iniziare questo itinerario anche da Rongio: alla piazzetta di arrivo della carrozzabile si prende la mulattiera in salita (segnavia 13); al primo bivio si prende a destra in ripida salita e si traversa, con pendenza sempre minore, fino a collegarsi col sentiero proveniente da Maggiana.

 

 

BREVI ESCURSIONI DAI PIANI RESINELLI

 

Belvedere - Monte Coltignone - Paradiso
(ore 2 circa per il giro completo)


Dietro il grattacielo si prende la carrareccia (chiusa da un cancello) che porta all'ingresso del Parco Valentino. Si supera il Museo della Grigna, sulla destra, ed un rustico sulla sinistra. Al bivio successivo si prende a destra e in pochi minuti si esce dal bosco e si perviene al Belvedere: panorama stupendo sul lago di Lecco e sui laghi della Brianza.
Si procede oltre per il sentiero, che si fà piu stretto e con breve salita si perviene ad un colletto, ove arriva anche la carrareccia lasciata in precedenza. Si prosegue in salita e dopo pochi metri si lascia sulla sinistra il sentiero per il Paradiso (che si dovrà prendere al ritorno) e si prosegue a destra fin sulla cima del Monte Coltignone, facendo molta attenzione, specialmente con bambini, perche esistono strapiombi pericolosi. Stupendo panorama su Lecco e sulla Brianza. Al ritorno si ripercorre lo stesso sentiero fino al bivio sopracitato per il Paradiso, ove si prende a destra, arrivando in breve sul prato del Paradiso con bellissima vista della Grignetta e di tutti i Piani Resinelli. Si scende per il prato che costeggia lo ski-lift e alla fine del prato si prende il sentiero che scende a destra e che riporta nei pressi dell'ingresso del Parco Valentino.
Buona parte della gita si svolge nella fresca ombra del magnifico bosco che copre tutto il Monte Coltignone.
La gita può essere accorciata come, si vede bene dalla piantina, evitando il giro del Belvedere e/o la salita al Monte Coltignone.

Forcellino
(ore 0,45 circa)


Comoda passeggiata pianeggiante. Si prende la carrareccia, che inizia alla cascina situata in fondo al prato degli ski-lift, e la si percorre fino in fondo, pervenendo alla Bocchetta di Valverde. Ci si puo fermare qui, oppure, facendo molta attenzione agli strapiombi che costeggiano il sentiero, si prende sulla destra e si perviene in pochi minuti ad un minuscolo terrazzo naturale, dal quale si gode una vista «emozionante» sul lago sottostante e sulla Brianza. Il ritorno si effettua per la stessa via.

Prati dei Corni del Nibbio
(ore 0,20 circa)


Lasciata la macchina sul Piazzale di arrivo ai Resinelli, si prende la strada per il Rifugio S.E.M. Dopo un centinaio di metri si imbocca sulla strada una stradina, che inizia con una breve discesa.
La si percorre fino alla fine e si prosegue poi per la mulattiera, pervenendo in breve ai prati antistanti i Corni del Nibbio, dai quali è spesso possibile osservare alpinisti impegnati a scalare la vertiginosa parete.

Prati di Mus'cera
(ore 0,30 - 0,45)


Al Rifugio S.E.M. si prosegue per la carrareccia che porta all'Alpe Cassino. Si supera la fonte di S. Carlo (ove conviene fare scorta d'acqua) ed al bivio successivo si tiene a destra. Si perviene alle case dell'Alpe Cassino, ove la strada finisce, e si prosegue per il sentiero (segnavia 6) che attraversa il grande prato. Dopo pochi minuti si perviene ad una pozza d'acqua dove cominciano i prati di Mus'cera. Questa localita e chiamata anche «le tre ombrelle» .

Colonghei - Campelli
(ore 2,30 — 3 per il giro completo)


Al Rifugio Alippi si prende la strada in ripida discesa, inizialmente asfaltata e successivamente a fondo naturale. La si segue fino in fondo, oltrepassando anche un cancelletto, che vieta solo il passaggio delle macchine. Al termine della carrareccia, sul piazzale di una casa, si prende sulla sinistra un sentiero che scende nel bosco e si arriva in breve ad una baita. Qui si gira a destra, prendendo una mulattiera che in pochi minuti porta ai Colonghei. Al fiume, senza attraversarlo, si prende tutto a sinistra (segnavia 55) e ci si immette sul canale coperto che porta l'acqua al laghetto dei Campelli. Si segue sempre questa condotta, che corre in piano e quasi sempre nel bosco. Dopo circa mezz'ora si sbocca al laghetto artificiale dei Campelli. Si prosegue verso la Chiesetta fino a trovare la mulattiera che sale verso la strada, che inizia un centinaio di metri sopra. Lungo la strada si rientra ai Resinelli. Naturalmente Colonghei e Campelli possono essere mete di gite a sé con ritorno per la stessa via dell'andata.