Grignone e Grignetta

Il gruppo delle Grigne ha due vette principali : la Grigna Settentrionale (2410 m) comunemente chiamata Grignone, e la Grigna Meridionale (2177 m) detta Grignetta.
Quando si parla semplicemente di Grigna, però, specie tra gli alpinisti, s'intende la Grigna Meridionale, dov'è nato l'alpinismo lombardo. Ancor oggi le sue guglie sono scuola per i principianti e palestra di allenamento per gli scalatori esperti.
I Milanesi considerano la Grigna la "loro" montagna, ma a maggior ragione la considerano "loro" anche i Lecchesi che vivono proprio ai suoi piedi. Da Lecco la Grigna purtroppo non si vede molto bene perchè la città è sovrastata dalle ripide pareti del San Martino che forma un avancorpo della Grigna Meridionale e quindi ne impedisce la visuale. I Lecchesi sono proprio fortunati: hanno da scegliere fra diverse montagne per le loro escursioni o arrampicate, e non fa meraviglia che fra di loro vi siano stati e ci siano tanti forti rocciatori: d'estate si possono raggiungere a piedi o in bicicletta tante pareti per allenarsi anche dopo una stressante giornata lavorativa! Se si considera che questi fortunati cittadini hanno anche il lago dove nuotare o praticare sport nautici, o semplicemente da contemplare con il paesaggio circostante, non si può fare a meno di invidiarli un pò.
Lecco si trova all'estremità meridionale del ramo orientale del lago di Como, ed è completamente circondata da montagne. La montagna più bella, vista da Lecco, è sicuramente il Resegone, così chiamato dalla cresta frastagliata come la lama di una sega ("resega" in dialetto lombardo vuol dire sega, e "resegone" grande sega), ma che invita maggiormente all'arrampicata è il San Martino con le sue verticali pareti che si innalzano sopra il lago. Le vie più famose del San Martino sono quelle sulla parete sud-est della Corna di Medale (1029 m), raggiungibile dalla frazione di Malavedo, un imponente muraglione verticale, alto 400 metri dalla base alla cima, su cui si svolgono numerose vie, tutte impegnative, dalla prima aperta da Riccardo Cassin nel 1931, tuttora valutata di V+, a quelle di 6b e 6c aperte negli anni Ottanta.
A sinistra della parete sud-est, si trova la parete dell'Antimedale, una larga fascia rocciosa, lunga circa 200 metri e alta altrettanto, raggiungibile dalla frazione di Rancio, con numerose vie di difficoltà variabile dal IV grado al 6b. La parete dell'Antimedale è stata scoperta negli anni '70 ed è attualmente, assieme alla coeva Gronda del Vaccarese, sotto il versante est della Grigna, una delle falesie più frequentate dagli arrampicatori che arrivano dalla Lombardia, dalle altre regioni e da oltre le Alpi. C'è anche un settore di arrampicata sportiva con circa 50 itinerari attrezzati con spit, perlopiù monotiro, con qualche via di due o tre lunghezze di corda.
Il San Martino, come detto, è un avancorpo della Grigna Meridionale. La cima più alta del San Martino, o Coltignone (1474 m) si può raggiungere a piedi in una ventina di minuti dai Piani Resinelli (1350 m), punto di partenza per le escursioni e le scalate sul massiccio della Grigna.
Ai Piani Resinelli si arriva da Lecco in mezz'ora d'auto, se il traffico dei pesanti autotreni che effettuano i trasporti per le numerose industrie disseminate lungo la Valsassina lo consente. Sono solo 14 Km ma bisogna fare i conti col traffico, almeno per i primi sette chilometri che portano al primo paese della Valsassina, Ballabio. Da lì si devia a sinistra, e 14 comodi tornanti portano ai Piani. La Grignetta si mostra già prima di arrivare a Ballabio e le sue creste frastagliate di guglie ricordano le Dolomiti in miniatura. La roccia è la stessa: dolomia e calcare.

Prima di arrivare ai Piani, sulla destra, si notano due roccioni isolati, uniti fra loro da una sella. Sono i Corni del Nibbio. Sulla parete est-nord-est, alta un'ottantina di metri e strapiombante si possono leggere, affiancate in uno spazio di forse 40 metri, le tappe della storia dell'arrampicata nelle vie di Cassin, Comici, Panzeri, Ratti, Gogna, Chiappa e delle avanguardie dell'arrampicata contemporanea. Ora tutte le vie sono state riattrezzate con spit e sono frequentate quasi esclusivamente da arrampicatori di alto livello. Ai piedi della parete, una serie di massi staccati, alti pochi metri e piuttosto levigati, sono stati usati fin dagli anni '30 per allenamento dagli arrampicatori lecchesi, ignari precursori del "bouldering".
Il modo migliore per ammirare la Grignetta è percorrere il sentiero della Direttissima, che non porta sulla vetta come potrebbe far pensare il nome, ma al Rifugio Rosalba, sulla cresta sud-ovest. E' una bellissima traversata panoramica del versante sud della montagna, in mezzo alle torri e alle guglie che costituiscono la maggiore attrazione della Grigna. Hanno nomi ben noti agli alpinisti: il Fungo, la Lancia, la Torre, l'ago Teresita, la punta Giulia ... E poi la torre Costanza, la torre Cecilia, il Cinquantenario: sono moltissime, tutte eleganti, tutte gremite di vie. Su queste guglie hanno tracciato vie nuove Cassin, Bonatti, Mauri, i Ragni di Lecco, alpinisti che da qui sono partiti per nuove ascensioni sulle Alpi e sulle grandi montagne del mondo. La Direttissima è parzialmente attrezzata con corde fisse nei punti più esposti e nella bella stagione è percorribile da qualsiasi escursionista. Dalla Direttissima si può raggiungere la vetta abbandonando il sentiero prima del rifugio e prendendo verso nord il Sentiero Cecilia, oppure percorrendo la Cresta Segantini, un itinerario classico di II e III grado aperto nel 1901- in discesa!
La via normale per la vetta parte dal rifugio Carlo Porta, alla base della cresta sud-est della Grignetta o cresta Cermenati. E'un sentiero molto frequentato che passa sotto i Torrioni Magnaghi e il Sigaro Dones. Più a est, si può salire lungo un itinerario più divertente, nel canalone Porta, arrampicandosi su roccette con qualche breve passaggio di II grado.
Dalla vetta della Grignetta si può raggiungere la vetta del Grignone lungo la cresta che collega le due cime (esse distano ben 3.5 Km!). Si tratta della Traversata Alta della Valsassina: un itinerario classico per buoni escursionisti. Sette metri sotto la vetta sommitale del Grignone troviamo il rifugio Luigi Brioschi, un tempo osservatorio meteorologico. La vetta della Grigna Settentrionale è una meta scialpinistica molto frequentata. La discesa si può effettuare sul versante sud-est sino al rifugio Pialeral (ex rifugio Tedeschi distrutto da una valanga, ma in attesa della ricostruzione i custodi del rifugio hanno attrezzato una baita nelle vicinanze per rifocillare e eventualmente ospitare gli alpinisti), e rientrare ai Piani Resinelli lungo la Traversata Bassa, una bella passeggiata nei folti boschi.
Il Grignone si può raggiungere anche dal versante del lago, partendo da una frazione sopra Mandello, oppure più comodamente dalla Valsassina. Mandello è anche il punto di partenza per il Sasso dei Carbonari e il Sasso Cavallo (1923 m), un gigantesco sperone ad ovest del Grignone. Sulla sua formidabile parete sud, alta 500 metri, vi sono vie storiche di Cassin e Oppio e vie moderne tutte durissime. Sulla Oppio al Sasso Cavallo, i primi salitori usarono, per superare passaggi allora (nel 1938 !) impossibili, dei chiodi rudimentali da inserire in fori praticati con un bulino, antenati dei moderni spit.
Le Grigne sono un paradiso per tutti gli arrampicatori, i più classici come i più moderni. Sulle strutture di valle si può arrampicare tutto l'anno. Anche l'escursionismo si può praticare a tutti i livelli, dalla passeggiata domenicale con famiglia al trekking a qualcosa di più impegnativo come l'Alta Via delle Grigne o sentieri su roccette ben attrezzati tra le spettacolari bastionate rocciose e le suggestive guglie. E si può volare, col deltaplano o col parapendio, ammirando dall'alto le valli e le creste frastagliate che hanno ispirato Leonardo da Vinci a far sfondo ai dolci visi delle sue madonne.
