Gli arrampicatori e le Grigne

Le foto in bianco e nero sono del periodo 1910-1920

 

 

Da diversi decenni appartengono all'élite dell'alpinismo italiano :

I RAGNI DI LECCO

 

Storia e ricordi di grandi alpinisti protagonisti di favolose imprese nel mondo.

 

Chi parla è Riccardo Cassin. Il grande alpinista lecchese, che ha compiuto 92 anni il 2 Gennaio 2001, si riferisce ai gloriosi anni '30 che lo videro protagonista di grandi imprese, e sta rievocando le difficoltà di quegli anni a trovare il tempo per arrampicare.   

      Pino Comi, Emilio Comici , Mary Varale e il Boga (1933)                                                                             Boga e Cassin sugli sci

 

In quegli anni erano molti nella zona di Lecco a praticare il bellissimo sport dell'arrampicata, ed erano per la maggior parte operai. Avevano pochissimo tempo libero eppure grazie a loro in quegli anni a Lecco si sviluppò un alpinismo che divenne molto importante e che influenzò senza interruzione le generazioni successive. Lavoravano in officina ed avevano pochissimo tempo per allenarsi. Avevano una grande passione per la roccia e una immensa volontà di misurarsi con vie sempre più difficili. E ad incoraggiarli c'era la Grignetta con le sue belle guglie a due passi da casa. 

Riccardo Cassin, Mario dell'Oro detto "Boga", Giovanni Gandin, Vittorio Panzeri, Ginetto Esposito, Ercole Esposito detto "Ruchin", Vittorio Ratti, Gigi Vitali e altri ancora aprono ininterrottamente vie nuove sulle pareti e le guglie della Grigna, migliorando sempre più la loro tecnica. Nel 1933, l'alpinista Mary Varale, compagna di cordata di Cassin e Dell'Oro, invita a Milano per un tour di conferenze Emilio Comici e lo accompagna in Grigna per presentarlo ai suoi amici. 

 

 

Comici illustra ai Lecchesi la tecnica di arrampicata artificiale, già molto in uso sulle Dolomiti e i Lecchesi ne faranno buon frutto, applicandole e sviluppandole ulteriormente. A Lecco si lavora il ferro e Cassin e diversi suoi compagni hanno fatto anche il fabbro : per loro è davvero un gioco fabbricare chiodi e attrezzature.

Grazie a Mario dell'Oro ora sono rimaste agli alpinisti una serie di belle ed eleganti vie, oppure molto difficili tracciate sulle Grigne, sulle Dolomiti e nella regione del Masino.

 

E' una generazione di scalatori formidabili, che non contenta di aprire entusiasmanti vie nuove sulle montagne di casa, si mette alla prova sulle pareti più contese delle Alpi.

 

Boga all'attacco dell'Angelina

 

Basti pensare alle vie di Cassin e dei suoi compagni sulla Cima Ovest di Lavaredo, sulla parete Nord-Est del Badile e sulla punta Walker alle Grandes Jorasses, o alla via di Ratti e Vitali sulla parete Ovest dell'Aiguille Noire de Peuterey.

 

 

Nel 1946, nasce il gruppo dei Ragni della Grigna, formato da alcuni di quegli abili rocciatori, ormai "anziani", e da giovani principianti entusiasti. Siamo nell'immediato dopoguerra e in Grigna l'alpinismo sta accelerando i suoi passi con alpinisti di una nuova generazione che segneranno un nuovo modo di andare in montagna ma che non cancelleranno mai le indelebili orme lasciate dai loro grandi predecessori.

 

Ai Resinelli nei pressi del SEL

 

Tra di loro ci sono diversi alpinisti del milanese, tra i quali spicca un giovanissimo che diventerà una stella di prima grandezza : Walter Bonatti. Proprio assieme a Bonatti, uno dei giovani Ragni, Carlo Mauri, porterà il suo alpinismo dalla Grigna al Monte Bianco, alla Patagonia, alla vetta del Gasherbrum IV. Una spedizione di Cassin nel 1961 porterà sulla vetta del McKinley Romano Perego, Jack Canali, Annibale Zucchi, Gigi Alippi e Luigi Airoldi. Indomabile, Cassin sale ancora grandi montagne nel Caucaso e nelle Ande, e nel 1975, a 64 anni, guida una spedizione nazionale di cui fa parte anche Reinhold Messner a tentare la parete Sud del Lhotse. Ormai le Alpi non bastano più e altri Ragni si muovono in direzione delle grandi montagne del mondo. Dopo Carlo Mauri, altri giovani si avvicinano al mondo dell'alpinismo estremo, come Casimiro Ferrari guida i lecchesi sulla parete Ovest del Cerro Torre e in altre nel continente sudamericano. La Patagonia è la meta preferita di molti giovani alpinisti ma non mancano salite sull'Himalaya e sulle altre montagne del mondo.

Alle spalle dell'albergo Italia

24 Aprile 1951:Segrista, Umett, Boga e Felice Pio Aldeghi col maglione dei Ragni

 

 

 

 

Una classica espressione del Boga

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel 1978 dal gruppo dei Ragni si stacca un nuovo gruppo : i Gamma.

Che mi impressionano particolarmente son le loro prestazioni a tutti i livelli, spesso assai alti, e il loro modo di aver creato quelle che adesso son le mete preferite in modo particolare dei Lecchesi e dei Milanesi : le falesie e le divertenti guglie della Grignetta!      

            

 

 

Ma ecco una più dettagliata ricerca riguardante:

 L'ESPLORAZIONE DEI MONTI LECCHESI

 

 

Le prime pagine di storia alpinistica lecchese vengono scritte a partire dal 1837, anno della prima ascensione da Varenna al Grignone: autori Vincenzo Cesati, botanico napoletano, e Carlo Nasazza, sindaco di Esino. La prima ripetizione si farà attendere fino al '68, quando il tedesco Kramer Dürer e l'indigeno Venini salgono in vetta per la Cresta di Piancaformia.    

Sei anni dopo è la volta della Via dei Chignoli, aperta da Giovanni Gavazzi e da Julien Grange.Da Milano, dove nel 1873 si costituisce una sezione del CAI presieduta dall'abate lecchese Antonio Stoppani, viene la prima grande ondata di esploratori: negli anni 1881-1882 si realizzano le prime salite dal versante orientale, la via oggi nota come Guzzi, le prime ascensioni invernali; il 1888 è l'anno della prima traversata Grignone-Grignetta, che si perfeziona nel 1893, quando Luigi Ganasalli compie da sud a nord il percorso della Traversata Alta.

 

Sulla Grigna Meridionale si salgono le Creste dell'Asinino, poi intitolata a Mario Cermenati, e di Grigna, ribattezzata Sinigaglia. Nel 1894 Angelo Locatelli accompagna Edoardo Banda e Democrito Prina lungo l'interminabile Val Scarettone sino alla vetta della Grignetta per la parte NO. Nel 1896 Carlo Porta, nipote del poeta dialettale milanese, sale con Locatelli il canalone SE, che da lui prenderà nome.

Intanto sono state costruite, a cura del CAI milanese, le prime capanne :

primo rifugio delle Grigne e tra i primi nelle Alpi italiane, la Capanna Moncòdeno, in zona Bregai basso, sul versante settentrionale del Grignone, viene inaugurata nell'Ottobre del 1881 (avrà vita breve, travolta da una valanga nel 1897); quella di Releccio, ora Bietti, nel 1886 e la Capanna Grigna Vetta, ora Brioschi, nel 1895. Nel 1899 è la volta del primo rifugio in Grignetta: la Società Escursionisti Milanesi edifica una capanna sopra i piani che diventeranno Resinelli.

Il 1900 è un anno decisivo: inizia l'esplorazione del versante SO, un caos di guglie di non facile approccio (il Porta sale il Canale del Caminetto; i fratelli Colombo il Canale dei Piccioni, e nel nome si coglie la facile ironia degli invidiosi), ma soprattutto si affronta per la prima volta una parete: Casati, Buzzi e Ghinzoni scalano la parete est del Torrione Magnaghi Meridionale. Ma l'argomento strettamente alpinistico, per quanto entusiasmante e ricco di memorabili imprese (ricordo soltanto che in Grignetta nel 1915 si realizzavano vie di V e negli anni trenta si superava, su pareti compatte ed esposte, il VI grado, in netto anticipo sui tempi), esula dalla nostra trattazione. Molto restava peraltro da fare, in quel glorioso periodo, per gli escursionisti.

Il 13 Giugno 1903 Casati realizza una seconda impresa memorabile percorrendo da solo l'inesplorata Cresta Segantini dalla vetta della Grignetta fino al colle del Pertusio. Due anni più tardi, Eugenio Moraschini e Giuseppe Clerici, saliti da Mandello lungo la Val Scarettone, compiono lo stesso tragitto in salita. Durante il loro tentativo, i portatori Pietro Rompani e Giovanni Battista Poletti cercando un passaggio tra le guglie per scendere dal Colle Valsecchi (che naturalmente non si chiamava ancora così) alla SEM tracciano un nuovo itinerario che la Sezione milanese del CAI inaugurerà nel 1912 col nome di Sentiero Cecilia, dal nome delle moglie di Davide Valsecchi, che alla figlia Rosalba aveva già dedicato un rifugio nel 1906.

Nello stesso anno il CAI di Monza apre un sentiero nel Canale dello Zapell (200 gradini intagliati nella roccia e 26 metri di fune metallica) e inaugura sul Grignone una Capanna col nome della città, poi ribattezzata Bogani.

Al 1908 risalgono la Capanna Escursionisti Lecchesi ai Resinelli e il Rifugio Pialeral, poi Tedeschi, sul versante est della Grigna Settentrionale. Costruito nel 1911 il Rifugio Porta, ai Resinelli, la Sezione milanese del CAI cerca un passaggio per collegare quest'ultimo alla Capanna Rosalba: l'impresa si rivela ardua e la soluzione, il Sentiero La Direttissima, potrà essere inaugurata solo nel '23. Intanto nel '13 viene effettuata la prima ascensione dal Canalone di Val Cassina.

Dopo l'interruzione degli anni della Grande Guerra, l'esplorazione riprende con la discesa prima e la salita poi della Val Mala e la costruzione del sentiero della Val Verde tra S.Martino e i Resinelli. Nel '27 la Sezione CAI Grigne di Mandello inaugura la capanna Elisa nell'alta Val Méria.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel '44, le milizie fasciste incendiano le Capanne Elisa, Monza, Tedeschi, e Brioschi in Grigna, Azzoni e Monza sul Resegone, che ospitavano gruppi di partigiani.

I primi ad essere ricostruiti furono il Brioschi e il Bogani (ex Monza), mentre ai vecchi rifugi si aggiungeva il Riva (1950), ai piedi del Pizzo della Pieve e il nuovo Rosalba in muratura (1955), accanto alla vecchia capanna che verrà distrutta dalle nevicate nel 1982.

Nel '64 e nel '68 due cappelle-bivacco, una alla memoria della 89^Brigata Garibaldi, l'altra a quella di Bruno Ferrario, trovano posto rispettivamente alla Bocchetta di Prada, sul Grignone, e sulla vetta della Grignetta.