Le nuove indagini del commissario Cantagallo

September 28th, 2014 | Author: admin

Oggi, nel 2014, con il romanzo giallo «Un vecchio tappeto persiano», Fabio Marazzoli ha iniziato a pubblicare i gialli della serie del commissario Cantagallo con il dottor Cristian Cavinato, della Casa Editrice Cavinato Editore International di Brescia. Al primo giallo ne è seguito quasi contemporaneamente un secondo, «Segreto fra le righe», della serie delle inchieste "marine".

Per la prima volta, il personaggio toscano del commissario Cantagallo varca i confini della sua regione d'origine per giungere in Lombardia nella città detta "La leonessa d'Italia". Qui ripropone ciò che è piaciuto in Toscana: il carattere simpatico e caparbio, la tecnica d'indagine per comporre il "mosaico criminale", i preliminari con il logorroico vicario Bonadonna detto "Garçia", i confronti aspri a colpi di frasi latine e proverbi toscani con il Questore Zondadari detto "Zorro", e i suoi pranzi di lavoro al ristorante "Attanasio" con le passeggiate digestive lungo il fiume insieme a Bandino e Razzo. Perché Cantagallo non è un solitario. Non ama i cani sciolti e preferisce prendere le decisioni solo dopo averne parlato attentamente con la sua squadra. Tutto e comunque insieme alla sua squadra di poliziotti, tanto abili quanto arguti, e sempre molto vicini alle persone del paese. Come lo è anche il loro commissario. Angelo Cantagallo infatti è "uno di noi" perché non solo è un ottimo poliziotto ma è anche un uomo apprezzato in tutto il paese per le sue doti umane. E a ricordarglielo c'è la vedova Valeriana Faraoni che ogni settimana cucina per i poliziotti del commissariato un piatto fragrante a sorpresa per pranzo.

Cantagallo non ha solo una grande umanità ma anche un fiuto poliziesco eccezionale per scoprire i criminali. E ha anche una grande perspicacia per capire gli indizi dei crimini. Sembra strano, ma certe volte gli oggetti “parlano” a Cantagallo. Non in modo chiaro e udibile da tutti, certamente. Semmai ognuno di loro parla con un linguaggio particolare che deve essere bene interpretato, per essere compreso nel modo giusto. Ogni oggetto parla una lingua ai più sconosciuta, ma che può benissimo essere compresa da un abile investigatore. Un bravo poliziotto così è in grado di fare da “interprete” e può interpretare il significato di quello che un oggetto vuol dire. Sta al commissario e ai suoi uomini capire il linguaggio degli oggetti raccolti durante un'indagine, decifrarne il messaggio e scoprire il vero contenuto, che contribuisce alla soluzione di un omicidio. Perché ogni traccia, ogni prova parla con il suo linguaggio: questo è quello che ricorda ai suoi colleghi. Infatti gli oggetti della scena del crimine sono quelli che lui definisce come i "testimoni silenziosi". Cantagallo cerca sempre di migliorare la propria tecnica di analisi dei fatti criminali. Ogni pezzo del “mosaico criminale”, come dice lui, deve avere la sua collocazione precisa. Il commissario inquadra ogni crimine in quello che definisce come il “mosaico criminale”. Ogni indizio è come il singolo pezzo di un mosaico che deve essere composto per scoprire il colpevole. La tecnica d’indagine è particolare: è seguita ogni traccia e ogni indizio, che per Cantagallo costituiscono le tessere di un “mosaico criminale”. Completato il “mosaico”, l'indagine è risolta e l’omicida smascherato. Per rafforzare tale concetto, nel suo ufficio, dietro la scrivania, ha attaccato al muro una stampa della riproduzione del mosaico della “Battaglia di Isso”. Il mosaico ha un significato particolare perché rappresenta l’intelligente vittoria di Alessandro Magno sul re persiano Dario. Il persiano volle affidare la sua vittoria solo al gran numero di uomini, ma fu sconfitto perché la forza numerica si trasformò in una debolezza operativa. Alessandro Magno invece vinse con un minor numero di uomini grazie alla loro intelligenza e alla sua tattica. Questo è un concetto caro anche a Cantagallo che si è dotato di un piccolo “esercito” di pochi, abili e fidati colleghi. Per il commissario Cantagallo tutte le ipotesi devono essere suffragate da prove certe e incontrovertibili. Il commissario analizza i fatti nella sua "stanza da lavoro", il vero e proprio laboratorio investigativo del commissariato. Cantagallo cerca sempre di ricostruire il luogo in cui è avvenuto il crimine e prende in considerazione ogni piccolo dettaglio: visiona anche il filmino girato sul luogo del delitto per immedesimarsi meglio nella scena in cui si è svolto l’omicidio. Il commissario è molto attento al luogo del crimine: indossa sempre e fa indossare ai suoi colleghi guanti mono uso per le mani e scarpini in plastica sopra le scarpe, per non contaminare l'ambiente. Sulla scena del crimine si confronta con il medico legale e amico dottor Baglioni, detto "Stroncapettini", anche lui molto rigoroso nella salvaguardia del luogo in cui si è svolto un delitto. La tecnica d'indagine del commissario Cantagallo è particolare e con un colpo di genio finale riesce sempre a incastrare il colpevole e a farlo confessare.

Ma questo e non solo questo fa parte delle indagini del commissario Cantagallo.

La prima edizione dei libri gialli «Un vecchio tappeto persiano» e «Segreto fra le righe» è in ebook, perché come dice il dottor Cristian Cavinato:"Il multimediale elimina le distanze e, in teoria, migliora l’esistenza".

Il prezzo di copertina è alla portata di tutti e sono nelle migliori librerie on-line.

Guarda il trailer del libro «Un vecchio tappeto persiano».

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Guarda il trailer del libro «Segreto fra le righe».

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Un cordiale saluto per un arrivederci a presto.

Fabio Marazzoli

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