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Portate il puntatore del mouse sulla scritta qui sopra, ascoltate il clip audio e, se siete nostri fan "doc", cantate a squarciagola e completate la frase!
 

22 febbraio 2003 ± Lorenzo Merloni, label manager di Loudblast Records, recensisce per noi "Rock A Cesena 2003": non siete d'accordo con i suoi personalissimi (e mooolto severi) giudizi? Dite la vostra sul nostro guestbook!


La carrellata si apre con gli AIRON, con il loro rock-metal o metal rock. Il cantante non contribuisce granché con gli yeah-i-yeah con cui condisce la sua sortita davanti al microfono. L'assolone inutile a metà pezzo (i chitarristi che potevano fare un assolo sensato sono già tutti passati a miglior vita) affossa ulteriormente il pezzo che però, nonostante tutto, non innesca la propensione a premere il tasto "skip" per passare oltre. La loro pagina del booklet è inspiegabile. "Sento il fuoco acceso"… e allora scappiamo…

Secondo nome del lotto i COUNTERS, che finiranno per essere tra i "supportabili" dell'intero disco col loro grunge strascicato e innocente, ma almeno si lasciano ascoltare. Un corso di pronuncia a chi canta (non è dato saperne il nome) renderebbe il tutto un po' più prof… Il nome (i "banconi" !) è tra i più infelici sentiti negli ultimi anni ma, come detto sopra, se proveranno più di una volta al mese da qui in poi, potranno farsi valere.

Odio lo ska, e odio anche di più lo ska-core. Quesi fiati e questi tempi in levare hanno spappolato i coglioni al mondo, quasi più dei power-metallari con le mutande di pelliccia e gli spadoni. Gli ARKEOBATTERI non riescono a farmi cambiare idea: il cantante (anche in questo caso per fortuna non è dato saperne il nome) non solo non canta, ma fa anche fatica a parlare! "Non sono fatto per loro, non sono fatto per quel lavoro". Qualunque lavoro fosse, credo che queste giovani braccia farebbero molto bene a dedicarsi alla raccolta delle pesche.

I WENDANDSOUND ti confondono fin dal nome, di una bruttezza più unica che rara. Però alla fine davvero carino il pezzo… vagamente Jane's Addiction soprattutto nella voce, una sorta di roccketto genialoide con un testo che fa sorridere volendo far ridere (comunque meglio di chi fa ridere senza volerlo!). La parodia del vicino sessuomane è carina, le chitarre vanno un po' per i fatti loro ma alla fine danno parecchi giri a quasi tutti i partecipanti della compila. Simpatica anche la pagina del booklet.

YANKEE ROSE! Dio mio, salto indietro nel tempo di almeno 10-15 anni. Giocano a fare gli street-metallari fighi ma il risultato riporta ai Dokken più sbronzi e spompati (a proposito, un saluto all'italianissimo produttore degli Hu:t Alex De Rosso, che dei Dokken è diventato il chitarrista ufficiale). "I'm here tonight for a while"… per fortuna solo per "a while". Si consiglia un bel corso di aggiornamento. E basta con gli assoli INUTILI. Il peggio doveva ancora venire però.

Già il nome che questi E45 si son scelti (considerata tutta la gente che su quella strada è morta) non ti mette proprio di buon umore. Il titolo ("You really fuck me" ) mi faceva pensare ad un gruppazzo punk di serie z. ERA TUTTO MOLTO PEGGIO ! Il/la "cantante" (le virgolette sono d'obbligo in questo caso) sembra Paperino con la sinusite. Il pezzo si "rivela" essere una cover di "You really got it" un po', come dire, riarrangiata. La base "musicale" è ORRENDA, il testo in linea con la base… e vi giuro che ho rimpianto di non essere in aereo (nonostante non mi piaccia volare): almeno avrei avuto a portata di mano un sacchetto di quelli di carta. Braccia strappate all'agricoltura.

I DOUBLE X alla fine non suonano malaccio. Il pezzo scorre via senza infamia e senza lode (gran risultato se paragonato ad alcuni compagni di compilation). Ancora un assolo inutile ma gli arrangiamenti mostrano una certa cura. Gli stacchi sono ancora un po' "chi arriva prima, aspetta"… ricordano vagamente gli Estra dopo una serie di cannoni di quella buona, ma comunque sembrano avere potenzialità per fare meglio.

Gli A4M prima di tutto si aggiudicano la palma della migliore pagina dell'intero booklet. Il pezzo è innocente e forse non morde come vorrebbe, grazie anche a chi sta dietro al bancone che ha deciso che la chitarra è un di più. Cazzo, un altro assolo: quando sarò padrone del mondo abolirò gli assoli, giuro! Gli A4M se ne escono però con questa melodia che ti si ficca in testa neanche fosse un jingle di qualche spot famoso. Menzione d'onore anche per (e non è davvero poco) il testo: già il coraggio di pubblicarlo integralmente vale doppio, poi le parole sono veramente belle. "I'll be back nowhere drowning my dreams". Bravi!

Madonna gli EX VOTO! Già ci vuole un certo fegato per presentarsi con una cover quando quasi tutti i gruppi di questo "wild bunch" fanno pezzi propri… e poi scusate, ma se vi presentate con una cover dev'essere PERFETTA. Questa cover di "Don't Cry" dei Guns'n'Roses è quasi IRRITANTE. Se Axl Rose fosse morto ballerebbe il tango nella tomba. Non vanno insieme nemmeno ad accompagnarli per mano, il cantante fa venire la pelle d'oca per lo schifo… imbottite i Guns'n'Roses di cloroformio, fiondatevi nel loro hotel alle 9 di mattina, tirateli giù dal letto a calci nei maroni, minacciateli con un Uzi di suonare Don't Cry e forse otterrete una VAGHISSIMA idea di quello che gli Ex Voto hanno prodotto. A CASA!

MATTIA E CHICCO sono la classica coppia da piano-bar-da-parrocchia. Il pezzo è così educato che ci si imbarazza quasi ad ascoltarlo. Arrangiato discretamente, cantanto con poco feeling, banalmente sanremese nelle parole, scorre senza lasciar traccia. Inutili.

Lasciano invece una brutta traccia i BAD VISION, che già dal nome non ti fanno venir voglia di ascoltarli. La proposta cerca disperatamente di ricordare i caustici Nirvana di Bleach. Il risultato è che i Nirvana, sbronzi e fatti di ero fino in fondo, li ricordano davvero, ma in una delle loro peggiori e più drogate serate. Fanno meno male di altre "primizie" che li hanno preceduti ma non aggiungono nulla alla musica del 2003. Capisco che non si possa evitare di essere ispirati da qualcuno, ma suonare come una cover band di un disco vecchio di 12 anni non ha senso. Mitico il colpo di tosse finale.

I F.I.T. sono la brutta copia dei Bad Vision, forse un po' più HC, ma con l'efficacia in attacco dell'Inter senza Vieri e con l'aggravante di cantare in italiano. A volte sarebbe veramente meglio non capire, rimanere e vagare nell'ignoranza. Ma d'altronde ringraziano gli Arkeobatteri nella loro bruttissima pagina del booklet e quindi TUTTO è molto più chiaro.

Alla fine della loro "High Pressure" non ci si può non chiedere i motivi dell'esistenza dei MOSAICINARIA, che di carino hanno solo il nome, e forse nemmeno quello. Suonano male e in aggiunta a tutto ciò la "cantante" è penosa, quasi ti fa venir voglia di entrare nel cd e strapparle il microfono dalle mani. Un bel corso di ripetizioni, questa volta nella sala prove degli A4M, non farebbe davvero male.

I PIKABO non hanno capito un cazzo perché non riescono a presentarsi con un loro pezzo ma con l'ennesima, fottuta, stramaledetta cover (altra cosa che abolirò dopo gli assoli e i risciò) di "Long train running". Loro sono anni luce avanti rispetto agli Ex Voto (bella fatica!) ma il botta e risposta finale COMPLETAMENTE fuori tempo tra la gentil voce di lei e la di lui ugola fa proprio incazzare. Banali.

Il pezzo dei FUNKY MONKS è di una bruttezza più unica che rara, con l'indispensabile supporto di un cantante TOTALMENTE stonato che spara parole a caso (credo che se avesse letto la formazione della Reggina di domenica scorsa non avrebbe fatto differenza). A parte le trapattoniane digressioni del vocalist di turno, come direbbero i nostri vecchi "non c'è davvero trippa per gatti". Riescono a far peggio dei Mosaici Volanti e si aggiungono alla lista delle braccia strappate all'agricoltura.

I tecnicismi di questi ONE MORE MURDER e del loro death metal di stampo tipicamente californiano (Cannibal Corpse, Six Feet Under and company) vengono uccisi dal buon Marco Barduzzi, che nel booklet si è definito "ingeniere del suono"… alla faccia dell'ingegno: le chitarre sembrano i rumori di fondo di una tv senza antenna. I O.M.M. ce la mettono tutta per spaventarci con la loro "Created to kill", ma con questi suoni fanno meno male di una zanzara sul parabrezza ai 160 in autostrada. Peccato.

Altrettanto innocui e martoriati da un altro cantante in vena di cagate sono i WOZNIAKS, col loro up-tempo-doom che ricorda i Cathedral quando ancora non sapevano suonare. L'ennesimo, superfluo assolone regala attimi di puro terrore e il dito corre veloce al tasto skip, come se da quel tasto dipendesse la nostra stessa vita.

I NON CONFORME l'assolone l'hanno piazzato in apertura, suscitando subito un moto di sincera e cordialissima antipatia in me. Con queste premesse è difficile andare avanti nell'ascolto di questo pezzo dalle solite, anonime, sanremesi parole. La figura che fanno, indipendentemente dall'assolone iniziale (con la "simpatica" aggiunta di un bis a metà pezzo), è forse meno peggiore di tanti altri ma devono ancora mangiare un vagone di Plasmon per partorire qualcosa di lontanamente ascoltabile.

La classifica di gradimento risulta, alla fine, la seguente: Counters, A4M, Wenandsound, DoubleX, Yankee Rose, Airon, Mattia e Chicco, Non Conforme, Bad Vision, F.I.T., One More Murder, Wozniaks, Mosaicinaria, Funky Monks, Arkeobatteri, E45, Pikabo, Ex Voto.

Lorenzo, label manager di Loudblast Records


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