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Travalle piccolo abitato nel Comune di Calenzano, Prato . Firenze e la Sicilia negli anni 50, fotografati da Gosto dell''Ammannati ,

Figli di contadini e figli di una piccola borghesia di provincia




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"La nostra proposta più moderata sarebbe piuttosto una legge così redatta:

«Art. 1 – La terra appartiene a chi ha il coraggio di coltivarla.

«Art. 2 – Le case coloniche appartengono a chi ha il coraggio di starci.

«Art. 3 – Il bestiame appartiene a chi ha il coraggio di ripulirgli ogni giorno la stalla.

«Art. 4 – I boschi appartengono a chi ha il coraggio di vivere in montagna.
È nostra opinione però che una così tardiva giustizia non basterebbe a fermare l’esodo.

Bisogna ricuperare anche tutte le ricchezze che per secoli son partite dalla terra verso i salotti cittadini (e dire che l’Art. 43 della Costituzione vorrebbe invece indennizzare i salotti!).

Rendere queste ricchezze ai loro veri proprietari, trasformarle in bagni, sciacquoni, scuole, strade, trattori, canali.

Bisogna buttare tutte queste cose ai piedi dei contadini, supplicarli di perdonarci e di fermarsi.

Ma anche per questo è già tardi".

Don Lorenzo Milani  " Esperienze Pastorali "

La Fattoria di Poggio dell'Agnello a Populonia - Azienda Agricola

Appartenuta alla famiglia Desideri dal XVIII frutto di bonifiche  effettuate all'epoca di Leopoldo II^ si tratta  di una grande fattoria che sfruttava come manodopera  tutto un sottoproletariato agricolo, utilizzato, solo per brevi periodi dell'anno (bracciante avventizio ), lontano dalla famiglia a volte alloggiato in baracche sparse in prossimità della fattoria tipica della conduzione agricola  in maremma ( LAVORIA).
Nel 1780 Franceschi di Vignale prende in affitto dai Desideri la tenuta accentuandone l'eredità feudale nella conduzione della tenuta
Nel 1845 la fattoria viene ampliata nuove abitazioni, stalle, tinaie in pietra , locali sotterranei per mantenere le gascie.
1878 muore Giovanni Desideri la F. passa al figlio Curzio fino al 1900 e poi al figlio adottivo di questi VANNI DESIDERI PARODI inizia un rapido declino, ma nonostante questo solo nel 1930 si passerà alla mezzadria con la divisione in poderi di 24-28 Ha - Finendo così la figura del bacciante avventizio una forma di nomadismo moderno .
Si concluderà in pratica attorno agli anni 1946 quando con la legge detta "LODO DE GASPERI" i mezzadri riceveranno il 53% del prodotto - Negli anni 70 la fine della Fattoria di Poggio dell'Agnello.- ( POGGIO DELL'AGNELLO  - Storia di una Fattoria a cura di  Mauro Carrara, Claudio Fornai, Roberto Marmugi, Siolvano Silvestrini ed.. Bandecchi e Vivaldi Pontedera  2003 )

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E puoi dimenticarti dell'inverno:

che curvo sotto le salme di legna
recitavi il tuo rosario
lungo freddi chilometri
per cuocerti il volto al focolare.

Ora ritorna la zecca ai cavalli
ventila la mosca nelle stalle
e i fanciulli sono scalzi
assaltano i ciuffi delle viole.

Rocco Scotellaro
Piombino

Subito dopo Baratti, proseguendo verso sud,i lungo la via della Principessa si trova la  periferia di Piombino, e la sensazione è quella di vedere, sentire, quello che manca, quello che non c'è, quello che questa città ha perso .
L'idea è trovarsi di fronte ad un gigante ferito, ad una città con un passato forte, un passato non così lontano da essere diventato storia.
Una città in cui non puoi meravigliarti  di trovare Efesto dietro il banco di un bar o Hera sua madre a preparare il cacciucco dietro dei fornelli .
Al di là del mare  l'Isola d' Elba detta  Aithále  o la Fumosa  , e quale posto migliore per far nascere il nome dell'Italia, tra il canto dell'incudine ed il soffio sordo del mantice .

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<>Ogni Villaggio ha un Fabbro
<>E l’Incudine suona
<>Che è simbolo di Forgia
<>Sottilissima – e dentro
<>Si imprime e affina i Ferri
<>Impazienti, con Fiamma
<>E con Martello, infine
<>La Luce Designata
<>Ripudia questa Forgia –

Emily Dickinson<>