L'INSEDIAMENTO ETRUSCO TRA PIZZIDIMONTE E GONFIENTI (PO)
( Pagina ripresa da http://dadacasa/EMURO/ 1^ versione  anno 1998 )




PREMESSA



L'area dei ritrovamenti è localizzata al confine sud di Pizzidimonte in gran parte nel territorio di Gonfienti, al confine tra i comuni di Prato (PO) Campi (FI) e Calenzano (FI) a ca. 700 mt dalla antica chiesa di S.Martino a Gonfienti . I primi reperti sono stati rinvenuti nel 1996 nell'area denominata Pantano 2, equidistanti da Pizzidimonte e da Gonfienti di ca. 1000 mt., nei mesi successivi a ca. 500 mt dai primi, nuovi e più evidenti segni di una presenza etrusca nell'area confermavano l'ipotesi di un insediamento etrusco / arcaico nei pressi delle due frazioni del comune di Prato.

Numerose fonti letterarie parlano di ritrovamenti nell'area di Pizzidimonte , a queste si aggiungono i rinvenimenti degli ultimi anni, e una serie di costruzioni che  testimoniano l'importanza dell'area nel corso dei secoli  :

BRONZETTO


Bronzetto Etrusco di Pizzidimonte conservato al British Museum -



Del tutto simile ai bronzetti etruschi di Monte acuto Ragazza (BO



( Al centro Il Bronzetto Etrusco di Pizzidimonte detto l' OFFERENTE “ )


GONFIENTI o GONFIENTI in Val di Bisenzio. Casale che porta il nome di una rocca distrutta e di un'antica chiesa parrocchiale (S. Martino a Gonfienti) già suffraganea della pieve di Filettole, attual-mente della prepositura di Capalle, nella Comunità Giurisdizione e 2 miglia toscane a scirocco di Prato, Diocesi e Compartimento di Firenze. Trovasi fra lo sbocco delle valli del Bisenzio e delle.due Marine sulla strada R. postale pratese, rasente la ripa sinistra del fiume Bisenzio, alla base del poggio di Pizzidimonte, che è l'ultima propagine meridionale della Calvana, là dove un tempo dovettero confluire i due fiumicelli di Marinella e Marina innanzi che fosse stato tracciato ai medesimi un nuovo alveo per dirigerli nel Bisenzio in un punto più basso. La chiesa di S. Martino a Gonfienti nel secolo X era padronato della C, Villa madre del marchese Ugo, dalla quale fu ce-duta con i suoi beni alla badia de'Bene-dettini da essa fondata in Firenze, e con-fermata a quei monaci dal pontefice Alessandro II, Pasquale II, Innocenzo II e Ales-sandro III con altrettanti brevi, nei qua-li si nota fra le dotazioni della badia fiorentina Ecclesiam S. Martini in loco Confluenti cum pertinentiis suis. Mentre la chiesa di Gonfienti dai marchesi di Toscana passava sotto la giurisdizione dei monaci Benedettini, i conti Alberti signori di Prato (alla di cui comunità da lungo tempo appartiene la villa e popolo di Gonfienti) erigevano costà un fortilizio a (difesa del loro contado; ed è quella Rocca Confienti che l'imperatore Federigo I confermò in feudo a quei dinasti con privilegio dato in Pavia li 10 agosto 1164. La parrocchia di S. Martino a Confienti, ossia Gonfienti conta 277 abitanti CONFIENTI nella Valle del Bisenzio. - Si aggiunga. - La chiesa di S. Martino a Confìenti inoltre è rammentata in un atto pubblico rogalo in Firenze lì 9 maggio 1494, col quale Lorenzo del fu Pier Francesco di Lorenzo de' Medici cittadino e mercante fior. in nome ancora di Giovanni di lui fratello vendé ai figli del fu Orsino Lanfredini per il prezzo di 1610 fiorini d'oro larghi, soldi 16 e denari 8, sette pezzi di terre posti nel popolo di S. Cristina (a Pimonte), ed un ottavo pezzo di terra nel popolo di S. Martino a Concenti, oltre quattro altri appezzamenti situati nel suburbio della Porta Tieri di Prato. - (ARCH. DIPL. FIOR. Carte dell'Arch. gen.) GONFIENTI nel Val d'Arno fiorentino. - Si aggiunga in fine. - La parrocchia di Gionfienti nel 1845 contava nella Comunità principale di Prato 319 abitanti ed una frazione di 14 persone entrava nel territorio comunitativo di Campi. - Totale abitanti 333.


Dizionario Geografico Fisico della Toscana di Emanuele Repetti provincia: PRATO - PO


Reperti etrusco romani rinvenuti nell'area di Pizzidimonte nel 1700 (oggi dispersi).

    CHIESA DI SAN MARTINO A GONFIENTI x^ SECOLOLe costruzioni, medievali di Gonfienti - Pizzidimonte (Chiesa di S.Martino a Gonfienti citata in un documento del 10° sec.) con connotazioni di architettura militare poste a difesa e controllo della viabilità

PIZZIDIMONTE

Nel 1996 , durante la realizzazione di alcune opere di urbanizzazione nell'area di Pizzidimonte Nord sono venuti alla luce alcune opere murarie classificate di epoca romana sulla base dei reperti rinvenuti, questo per completare il quadro dei ritrovamenti nell'area .    Nell'area attigua al ritrovamento della villa rurale Romana, in molti hanno testimoniato la presenza di resti di epoca Tardo medievale nel podere “ CASTELLARE



Devo inoltre ricordare le segnalazioni e i ritrovamenti fatti a ca 3 Km nella vicina area di Travalle (Calenzano) e nelle aree vicine che testimoniano una costante presenza umana nella zona, presenza sicuramente legata alla viabilità, dettagliatamente studiata e pubblicata in tantissime opere (Piattoli / Lopes Pegna / Nuti / Fantappie' ) , ma legata anche a fattori geomorfologici propri dell'area ( risorgenze nella piana a poche decine di metri dalla Calvana, banchi di argilla depurata e non , banchi di calcare, boschi di querce ) .

                                                     


  1. Coltello in pietra (Piattoli) conservato presso il Museo dell'opera del Duomo;

SCAVOTravalle ( Calenzano ) resti di una villa Romana con annesse terme e di una chiesa paleo cristiana, Chiesa di San Bartolo,-



(SAGGIO Sovrintendenza Archeologica per la Toscana del 1988);

FOLLONICATravalle ( Calenzano ) resti follonica romana rinvenuta durante gli scavi del 1988



  1. Muri a secco alla base del Castellaccio alcuni dei quali addirittura di origine pre-etrusca, resti di una fortificazione medievale alla sommità dello stesso;
    Resti di una fortificazione medievale in località Poggio Uccellaia;
    I complessi murari di casa Sottolano e Ciarlico/torri;
    Rinvenimento di un cippo (pigna) appartenuto ad una tomba Etrusca nell'area di Carraia
    La zona di Pagnelle anch'essa legata etimologicamente al periodo Etrusco;
    I ritrovamenti effettuati dal prof. Nannicini negli anni 70 anello e anfora romana a Poggio Castiglione;
    Le tombe descritte da vari autori, rinvenute nel 1800 su poggio Camerella ;
    Cippo funebre romano del Pratello;
    Vari reperti descritti dal G.A.F. (Gruppo Archeologico Fiorentino) e dal G.A.O (Gruppo Archeologico l' Offerente ) e dal G.S.C. ( Gruppo Speleologico  di Calenzano
    Cippo di Travalle ( Calenzano )
    Complesso murario di Macia ( Travalle )
    Campo dei morti al Pratello



ASPETTI GEO-MORFOLOGICI E SEGNALAZIONI

Con quanto premesso e sulla base di una segnalazioni fatte da un contadino di Gonfienti, ho cercato, con scarsi risultati, per diversi anni una traccia della presenza umana premedievale nell'area . Sono riuscito a circoscrivere un'area sulla base della composizione del terreno e su quanto emergeva sullo stesso. Il terreno e' composto in maggior parte di argilla a differenze dei terreni a sud ed ad ovest piu sabbiosi e friabili, cosa che evidenziava un apporto di detriti dalla Calvana e dal torrente Marinella e altri torrenti oggi scomparsi, che avevano formato una striscia di terra a Nord del Bisenzio . In superfice non emergevano manufatti se non di piccolissime dimensioni ai quali non ero in grado di dare una collocazione cronologica, mentre si notavano molti ciottoli di fiume di arenaria (provenienza Bisenzio) che contrastavano con il substrato argilloso (provenienza Calvana Marinella). Altra particolarità geologica dell'area è rappresentata da due risorgenze a poche decine di metri a nord della Chiesa di S.Martino a Gonfienti nel podere detto BUCETO , risorgenze oggi completamente asciutte, ma che in passato con tutto un loro corollario di microrisorgenze che trasportavano in superficie strati di argilla scura caratterizzavano sicuramente la zona. Tutto questo mi faceva ipotizzare (ipotesi errata) la presenza di un gruppo di villanoviani dando per scontato un piccolo insediamento (o sacrario) di epoca successiva (Etrusco) nell'area dove sorge attualmente l'abitato di Pizzidimonte .



IL RINVENIMENTO DI ELEMENTI DEL PERIODO ETRUSCO

Al momento della realizzazione delle opere di urbanizzazione per la costruzione del complesso Interporto di Prato ho iniziato una ricerca sulle trincee di scavo che si è protratta per alcuni anni senza alcun risultato. Solo a Novembre. 1996 nella zona di Pantano 2^ (limite est dell'area interessata) compaiono in numero assai rilevante reperti e alcuni muri a cassaforma, immediatamente avvertita la Sovrintendenza guido la stessa in un primo sopralluogo durante il quale un tecnico della ditta appaltatrice informa l'archeologa del S.A.T che i lavori sono quasi terminati, manca solo un invaso di compensazione nell'area in prossimità di V.lla Niccolini (limite ovest dell'area interessata) ,esterno alla archeologa le mie preoccupazioni e la stessa assicura un controllo sugli scavi successivi come penso poi sia avvenuto . I lavori nell'area proseguono per parte del 1997 mettendo in luce in una area molto vasta un notevole quantitativo di reperti fittili (tra i quali un frammento di vaso a figure nere su fondo rosso, vasellame di uso comune con inclusi, coppe e vasellame in argilla depurata, tegole con inclusioni di mica, tegole in argilla depurata con inclusioni nere), nello scavo emergono anche fondamenta a cassaforma, i lavori non si fermano, ma vengono effettuati sempre nel 1997 due piccoli saggi che mettono in evidenza le fondamenta di costruzioni etrusco/arcaiche, anche il materiale fittile sembra confermare questa datazione del sito. L'area interessata ha inoltre fatto emergere ai propri limiti tracce di reperti Romani, questo potrebbe far pensare che siamo vicini alla mansio "AD SOLARIA" citata nella T.P.- Altri reperti vengono evidenziati durante questi anni ad una distanza massima dal primo rinvenimento di ca. 1,5 Km., l'area si presenta estremamente estesa, ma la zona con probabili tracce di antropizzazione si può circoscrivere tra i 9 e i 30 ettari,il quadro generale e le ricerche in superfice fanno ipotizzare che non si tratti, tranne nella parte centrale di un unica struttura, ma di alcune costruzioni, poste ai limiti di una struttura centrale, (insediamento/citta'  vero e proprio )  l'orientamento dell'abitato  sembra allinearsi con gli assi nord sud con uno scarto di pochi gradi . Inoltre da quanto osservato  durante i lavori nell'area sembra delinearsi una serie di attività diversificate per zona :

1. Area Pantanello ( Pantano 2 ): rinvenimento di frammenti di grossi dolii per la conservazione delle derrate alimentari, microframmenti di bucchero fine, muri a cassaforma (con una maggiore presenza di blocchi di alberese) fa pensare a delle attività agricole legate a questa area .
Inoltre alcuni frammenti di tegolone sicuramente di epoca romana, potrebbero far ipotizzare una continuazione nell'utilizzo dell'area di Pantano 2 anche in epoca successiva, il suo allineamento con il ritrovamento di Pizzidimonte fa anche pensare che vicino si possa trovare la diramazione verso Nord della Cassia-Clodia.

2. Area tra la Croce di Abramo e V.lla Niccolini, nella parte più vicina a Pizzidimonte i manufatti sono più ricchi, gli stessi tegoloni sono fatti di un argilla più depurata con inclusi di grafite invece della argilla locale con inclusi di mica, da qui tra l'altro proviene il piccolo frammento di ceramica a figure nere, mentre attorno alla stessa area appare evidente un suo utilizzo a livello artigianale rosticci di fusione, blocchetti di mica e grafite (forse di provenienza ligure), una grossa quantità di residui di carbone (quercia) numerosissimi frammenti di calcite con angoli taglienti, frantumazione della stessa in loco o per la lavorazione dell'argilla (inclusi bianchi di molti reperti ) o per abbassare il punto di fusione (improbabile) del bronzo e o ferro.

3. Altre zone (zona mulino Corsi, zona V.lla Niccolini/fiume Bisenzio, zona sotto ferrovia) hanno fatto emergere in superfice, tenue tracce di epoca etrusca e medioevale, i reperti e lo  strato antropizzato sembrano  indicare una possibile  presenza etrusca  in aree lontane dai saggi di scavo .



  LA VIABILITA'

Particolarmente interessante è l'aspetto della viabilità e il delinearsi di un'altra importante strada per il nord oltre a quelle storicamente certe , la connessione tra il bacino Firenze Pistoia e il Mugello attraverso la Val Marina passando da Travalle, Carraia, etc. Il toponimo Gonfienti potrebbe far pensare alla confluenza di strade, ed è difficile pensare ad un passaggio del Bisenzio (sempre che il suo corso, non  sia stato modificato nel corso degli anni)  in zone diverse da quelle comprese tra Capalle e Ponte Petrino a Prato.


LE ANALOGIE CON ALTRI CENTRI

(...in preparazione)



AGGIORNAMENTO SETTEMBRE 1999

Il 24 agosto 1999 sono iniziati saggi di scavo, nell'area dell'interporto, finanziati dalla Societa' Interporto,  realizzati dalla Coop. Archeologia di Firenze  sotto la direzione  dell'Ispettore di zona della Sovrintendenza Archeologica di Firenze (S.A.T.) la Dr.ssa Poggesi Gabriella , con l'assistenza della Signora Bocci Elisabetta .
I lavori si sono protratti per circa 4 settimane scoprendo un'area di scavo di ca 100 mq e portando alla luce le fondazioni di una parte di un'abitazione Etrusca .
Lo scavo ha cercato di identificare la costruzione nel suo perimetro senza indagare sugli strati dei livelli piu' bassi (evidentemente per problemi legati alla stabilita' delle strutture murarie) . Sono stati evidenziati ampi locali, con fondamenta in cassaforma (ciottoli di Bisenzio)  ed in alcuni casi in blocchi di pietra locale (alberese - galestro - arenaria).
La costruzione, simile a quelle scavate nell'area di Marzabotto, sembra databile (come riportano dagli organi di stampa) attorno al 3°o 4° secolo a.C. -
Dopo il 3° secolo gli Etruschi subiscono pesantemente l'espandersi delle popolazioni del nord (Celti), abbandonano Marzabotto e fotificano con mura Fiesole. E' quindi ipotizzabile che questo periodo rappresenti anche per l'insediamento etrusco di Gonfienti il suo momento di declino e coseguente abbandono, anche perchè gli scavi, per ora, non hanno rivelato tracce di opere di difesa, ed inoltre la collocazione geografica risulta particolarmente vulnerabile.
Sono certo che lo scavo diventerà ancora piu' interessante nel momento in cui saranno studiati stratigraficamente anche periodi anteriori al 4°secolo.
Sarà possibile comprendere appieno il valore dei risultati degli scavi quando verrà rilasciato dal S.A.T. un comunicato stampa ufficiale, ma purtroppo a tutt'oggi....


AGGIORNAMENTO DICEMBRE 1999

Alla fine del 1999 sono state eseguite ricerche su una vasta area dell' Interporto con l'ausilio di un GEORADAR. La macchina capace di rilevare e digitalizzare tracce di materiale compatto anche a qualche metro di profondità e a visualizzare i risultati su video  o su carta tramite CAD o simili .
Ufficialmente nessun comunicato è stato rilasciato dal SAT, ma in un'intervista rilasciata dall'assessore all'urbanistica del Comune di Prato apparsa su un quotidiano locale,  lasciava intendere che la ricerca ha dato esito negativo ( ......nessuna città Etrusca sotto l'Interporto ... )
purtroppo a tutt'oggi........



AGGIORNAMENTO GENNAIO - MAGGIO 2000

Da diversi mesi articoli apparsi su quotidiani locali cercano di sminuire il ritrovamento definendolo " un muro isolato ".

Le accuse piu' o meno velate al poveri artigiani Etruschi sono di ostacolare la costruzione dell' Interporto di Prato , probabilmente si tratta di una congiura di qualche " Principe Guerriero " invidioso dello sviluppo economico di Prato....
C'è chi giura di aver visto un manipolo di mercenari  Celti guidati dall'Assessore all'Urbanistica di un comune dell' Appennino calare su Gonfienti ed attaccare con inaudita ferocia un muro che si frapponeva alla conquista della piana .
Sicuramente nello scontro tra il Principe Guerriero, la gente del Nord ed il muro isolato, ci sono stati tantissimi morti a tal punto che un giornale locale " IL TIRRENO " del 10/03/00 cosi' titolava "E DAGLI SCAVI EMERSE UNA NECROPOLI " .
La confusione aumenta ...........
Non solo i nostri artigiani cosruivano muri isolati senza alcuna logica, ma li costrivano sotto la falda acquifera, ( vedi il Tirreno del 10/03/00   e precedenti ) da cio' possiamo dedurre che gli Etruschi era un popolo  " stupido e in malafede " .

Ma sarà grazie a questi articoli del Tirreno e ad altri servizi pubblicati su TV Prato se molti pratesi e non decidono di prendere carta e penna e di scrivere  lettere di indignazione a giornali e al Comune, finalmente la città del prof. Ammannati, la citta' del prof Grassi , la citta' del prof Nuti e del Nannicini ha un moto di orgoglio che da tempo in tanti aspettavamo.-


AGGIORNAMENTO GIUGNO 2000

L'assessore alla cultura del comune di Prato ha comunicato che gli scavi riprenderanno nella bella stagione, i rilievi con il georadar hanno dato risultati soddisfacenti e sulla base di questi risultati piu' squadre di archeologi torneranno al lavoro nell'area di Gonfienti .

A Ottobre si terra' a Carmignano un convegno sulle citta' dell'Etruria Settentrionale ( ... forse il Principe Guerriero cavalchera' fino alle paludose ed infide terre di Gonfienti ? ...)


AGGIORNAMENTO OTTOBRE  2000
La citta' Etrusca di Pizzidimonte

Sono ripresi nel mese di Luglio gli scavi nell'area dell'Interporto di Prato , l'area scavata e' molto ampia e si sviluppa  tra casa Ciabatti ( v.IGM 1:25000) e il bacino di compensazione oggetto degli scavi dello scorso anno .
Si conferma nella sua intierezza quanto da tempo ipotizzato una citta' etrusca a cavallo tra il v^ ed il III^ sec a.c.
Una citta' nata su una precedente viabilita' ma che deve il suo sviluppo sia ai problemi polico-militari del tempo , gli Etruschi abbandonano le vie marittime del Tirreno e sono costretti ad arrivare al nord via terra .
La confluenza tra le strade,  che da Volterra e dalle aree pisane seguendo il tracciato dei fiumi Arno e Bisenzio,  risalgono e incontrano la Cassia proprio nella zona di Gonfienti .
L'area occupata dagli stessi offriva la sicurezza di insediamenti d'altura ed una vicina presenza gia' affermata in epoca orientalizzante .
L'acqua proveniente da risorgenze, e diversi tipi di argilla , le gradi foreste di quercia ( legna e tannino per colorare la lana e non solo )  , offrvano la materia prima per implementare i ricchi commerci che si sviluppavano con le città del nord, Spina in primo luogo, ma anche Marzabotto (Misa ), Bologna (Felsina ), ma anche dalla Liguria, passando per il ricco mercato di Luni.
Sembra definirsi una citta' mercantile carovaniera, ma con una sua identita' artigianale, una nuova Marzabotto che si sviluppa in maniera organica e predefinita, con le sue strade i suoi quartieri , i suoi canali, le molteplici attivita' svolte al suo interno.
Possiamo pensare ad un vasaio che opera all'interno della sua bottega creando tegole e coppi con l'argilla della Calvana , ma anche interessato a sfruttare quell'argilla scura, formata sui margini del lago tra Firenze e Pistoia migliaia di anni prima e portata in superficie  dalle  risorgenze di Buceto, lo possiamo vedere mentre con attenzione frantuma la mica del Monteferrato o mentre alimenta la sua fornace con pezzi di legna tagliata sulle pendici di Poggio Castiglioni, fuori  lo stridere delle ruote dei  carri sui ciottoli della strada il gridare di bambini, le urla dei conducenti, combattono con il rumore dell'incudine del fabbro poco lontano.

Alcuni pastori tornano  con le  capre del loro padrone  passando per il decumano della citta', l'odore e' forte e il belare si confonde con le grida dei bambini il tintinnare dell'incudine lo stridere delle ruote , i pastori parlano con i servi del fabbro,  hanno portato il gregge poco lontano su un vasto prato ad ovest, qualcuno ha  letto sul fegato di una loro pecora che non sara' la gente  del nord a distruggere la loro citta' , ma un popolo di mercanti di stracci chiamato " Pratesi "

Il momento e' particolarmente delicato e ancora non tutti sembrano comprendere l'importanza del ritrovamento, soprattutto non si capisce se a Prato sono predominanti gli interessi economici o gli interessi di un agglomerato di case , tra l'altro tutte abusive malmesse  e che non hanno mai pagato l' I.C.I. da 2500 anni  -


AGGIORNAMENTO OTTOBRE  2000 (27/10/00)
La citta' Etrusca di Pizzidimonte


 

Da alcune settimane la situazione, nell'area di Gonfienti sembra avviarsi verso un felice esito soprattutto dopo la visita dell' assessore alla cultura della Regione Toscana Prof. Arch. Mariella Zoppi .
Adesso anche i politici  parlano con insistenza di un Parco Archeologico e apertamente di tutela del bene archeologico.
Sono ripresi i rilievi con il Georadar . Lo  scavo effettuato nei mesi precedenti viene ricoperto sicuramente per tutelarlo dagli agenti atmosferici del prossimo inverno.

Sembra anche ben congeniato la serie di incontri che si terranno ad Artimino a partire da domani sera 27/10/2000 sul tema " la citta' etrusca" dove si parlerà dell'Insediamento di Artimino, ma anche di Prato Etrusca e noi speriamo che finalmente venga presentata in maniera ufficiale e da chi ne ha competenza :
" la città Etrusca di Pizzidimonte - Gonfienti "

..............LARGA E' LA FOGLIA STRETTA E' LA VIA  DITE LA VOSTRA CHE IO HO DETTO LA MIA ...............



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