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Storie novelle e Fantarcheologia



« Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo ».




<>Siamo a Gonfienti esattamente tra Gonfienti e Pizzidimonte ca 2500 anni fa , il Bar Gelli è ancora chiuso, i giornali non sono arrivati e il sole si è levato da tempo da Monte Morello,  la città nuova  dei Rasenna si è destata di nuovo , le grandi strade che portano a nord si riempiono lentamente di genti, ci sono anche alcuni volti nuovi, mercanti greci che percorrono la grande strada principale, accompagnati da uno o più uomini armati armatie da molti servi che con attenzione conducono pesanti carri, dove sicuramente ci sono mercanzie rare e di valore, conoscono le usanze della città e sanno che non hanno nulla da temere da un popolo che rispetta  gli ospiti scarica real player( per ascoltare  usa real player note a   )  , così come  hanno sempre fatto i loro padri da sempre, hanno già fatto le loro offerte al tempietto  poco prima di entrsre nells città, a stento hanno frenato i loro carri giù per la diaccia ma adesso possono rilassarsi anche se avranno da fare per mercanteggiare parte dei prodotti, magari ingrziandosi con doni particolari i signori ed i loro colleghi che vivono in questa città nuova ai piedi di poggio Castiglioni . Stanno cercando il ferro per costruire le loro armi,  minacciano la loro terra e già molti sono i greci in armi e come sempre le guerre sono divoratrici di metalli anche i più preziosi come il ferro , e poi schiavi per seguire i militi alla guerra , i Tirreni trovano schiavi forti al nord , alti e robusti provengono inseme all'ambra dai paesi baltici o sono celti comprati con il vino  prodotto a Vergaio o a Paperino, non è buono ma i celti ne vanno matti e finchè non inventeranno la Guinness sono una vera miniera per i Tirsenoi.guinness
I soldati al seguito dei mercanti parlano del pericolo Persiano, sono preoccupati, perchè mancano da casa da molto tempo, e  sputano a terra in segno di disprezzo ogni qualvolta qualcuno ricorda Dario il temuto re dei persiani, uno di loro ha conosciuto un servo della famiglia Alcmeonidi e gli ha assicurato che tutti a Delfi giurano e spergiurano che i Persiani temono i Greci e mai e poi mai tenteranno di attaccare , i compagni a queste parole si rassicurano , e in silenzio , oseervano con attenzione  le persone che incontrano lungo la grande strada, soprattutto un gruppo di giovani serve che ridono mentre scherzano fra loro , le osservano con attenzione, guardando soprattutto i loro occhi ed i lineamenti quasi a volerne carpire la provenienza.
Il Greco è fortunato, da pochi giorni sono giunte da Arezzo e da Luni nuove e preziose mercanzie e appena nella città si diffonde la notizia della loro presenza, vengono circondati dai servi dei ricchi mercanti che abitano nella città di Gonfienti, con inchini e strattoni con gesti e moine sospinti verso le botteghe dei mercanti etruschi,  intervengono i due armati per liberare il  greco da questi petulanti e noiosissimi servi .
arlecchino
tramontoIl greco, è assai timoroso non sono molti i mercanti di Atene che si sono spinti così lontani dal porto di Adria e con circospezione avanza,  ha notato un pozzo, posto vicino al centro della città, lui con le spalle al monte, lo sguardo verso un tramonto che è ancora lontano da venire, è giovane ancora e robusto, ma la vista  del pozzo ha fatto improvvisamente riaffiorare alla sua mente le divinità di Ade e Persefone o come sono chiamate a Gonfienti  Aita e Phersipnati o olutone e proserpinacome saranno chiamati presso i romani Plutone e Proserpina , un momento solo e poi le immagini che si formano nella sua mente  lasciano il giovani greco immobile, ed estremamente pensioroso vede il Tempo che divora insaziabile i propri figli  ed il grande TiniaTINIA che fugge lungo la gora della bella, infino alla fonte di Roselle e lì stremato nascosto da un canneto di esili canne grecchie, è fuggito da Creta appena partorito da Rea  e si è salvato proprio qui, lo sostengono anche i sacerdoti del tempio, e suo fratello l'orrido Aita , giurano di sentirlo proprio  in fondo al pozzo mentre  offre il frutto del melograno alla bellissima Phersinati, giovane e formosa , tutta la città giura di averla vista nelle notte di luna ballare  sulle prata dei fiorentini , altre volte dietro il campino, o ancora  più in alto a  Boboli  accanto  alla villa  Bandinelli   finchè qualcuno non  congelerà la sua bellezza nel marmo portato dalle terre dei Liguri lei non smetterà di ballare, e poi riposarsi stanca seduta nella platea davanti alla  bottega  di Ezio.
E c'è persino  un cacciatore che usciva la mattina presto dalla città per cacciare il grande cinghiale,  che racconta della dolcezza e della bellezza del canto che proveniva dal pozzo la mattina prima dell'alba, canto di donna triste e  infelice prigioniera del desiderio di Aita il vecchio orrido mangiato insieme ai suoi fratelli dal tempo .crono divora un suo figlio
fabbro etruscoIl mantice del fabbro soffia   sulla destra del Greco smarrito , e lentamente trasforma il ferro portato da Fufluna , Temperino  ne ricaverà un buon coltellocoltello e forse una punta per una lancia e qualche punta di freccia , poco
 sopra la fornace del ceramista già fuma da tempo, bravo e ricco, la sua casa è particolarmente bella e curata, dipinta di colori vivaci e raffigurazioni di animali sacri, è ricco e raffinato il ceramista di Gonfienti, conosce i nomi dei grandi maestri, che in grecia dipingono vasi stupendi, e con orgoglio ne ha appesi molti sulle pareti di casa sua, ( sono una via di mezzo tra il servito buono della nonna e il telivesore a schermo piatto HD ultima generazione interattivo  ) , gli ospiti  si fermano ad osservarli, con stupore e riconoscono immediatamente gli eroi delle storie più seguite, ecco Achille e lì c'è il suo amico Patroclo, Ettore e il padre Anchise, guarda la vendetta di Achille dopo la morte di Patroclo, una degli episodi più  seguiti, superato solo dalla corsa di Maratona, si sa lo Sport  è molto seguito in TV anche a Gonfienti 2500 anni fa .
parigi23
34 Ricapitoliamo, uno sprovveduto Ateniese sbarca ad Adria, non si accontetnta di vendere la propria mercanzia nelle città costiere Adriatiche, come fanno tutti i suoi colleghi, sfruttando un sistema di mercati che fanno invidia anche al Datini ed ai mercanti Pratesi di ieri e di oggi, mercati e sistemi viari  che si dipanano per mezza Europa raggiungendo i territori dei Celti, ma anche oltre fino all'area Danubiana e Baltica, ma raduna un'accozzaglia di teppisti e tagliagole gli incita a seguirlo al grido " Via ragazzi quest'anno l'adriatico m'è venuto annoia si va' tutti a Viareggio " , i rapporti con gli Etruschi sono buoni, ma l'immaginario Ateniese ne approfitta, in realtà lui e i suoi amici teppisti non avrebbero avuto  neppure la possibilità di raggiungere  Chiavica Pignatta senza  provare  il ferro di Populonia dalla parte sbagliata ,  perchè anche allora  non c'era tradizione o divinità  che  potesse  tenere a bada  interessi così forti come il controllo del commercio.
L'Ateniese si ritrova a Gonfienti, due pastine al Papillon e un caffè d'orzo e  poi via  a  vendere vasetti per cosmetici  ai Gonfientesi  (già dimentivo nell'orzo una scorza di arancia) o serviti da vino pieni di figurine. meglio di un album della panini,  .....certo  il mercante Greco  era avvantaggiato  rispetto ai mercanti moderni perchè  aveva a disposizione infrastrutture, ma anche mercanzie .....
Inutile dirvi di quanta ambita fosse per i mercanti Greci, ma oserei dire per tutti i merconti dell'oriente raggiungere la grande città di Chiavica Pignatta, nell'ottocento fu rinvenuto ad Atene un cippo in marmo che indicava la distanza in gomiti tra Atene e Chiavica Pignatta, ed è lo stesso Omero che descrivendo il dolore di Achille  per la scomparsa dell'amichetto Patroclo, mentre incendia la pira su cui è deposta la salma dello sfortunato giovine sembra abbia sussurrato ad Agamennone  :

" .. Oggi è morto l'amico mio.
Mia è la colpa.
Ho raccolto il suo corpo trafitto. Ho tolto la punta dell'arma e con quella ho ferito il mio corpo. Su di lui ho sanguinato. Il sangue invincibile è caduto a fiotti intermittenti sul cadavere, ma non l'ha rianimato.
La perdita di Briseide è stata superata dalla sua. Una semplice ancella si è gettata alle mie ginocchia implorandomi di amarla.
Ormai per me è tempo del regno delle ombre.
Aspetto solo di uccidere Ettore e vorrei invece sopprimere il tempo, che mi rapisce la luce del sole e il suo respiro, il suo anelito che non ho mai bevuto e mai berrò,
era così giovane e non ha mai visitato Chiavica Pignatta ..."

atene

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 note   :
a
) Dammi, o padre Giove,
sovra costui che m'oltraggiò primiero,
dammi sovra il fellon piena vendetta.
Tu sotto i colpi di mia destra il doma
sì che il postero tremi, e a non tradire
l'ospite apprenda che l'accolse amico
(Omero Iliade )
DA " CON PAROLE MIE DI U. BROCCOLI VEDI RADIO 1
b) ALCMEONIDI
Antica e nobile famiglia dell'Attica, protagonista nelle vicende politiche e costituzionali ateniesi dal VII al V secolo a.C. A essa appartennero i due Megacle, Clistene, Pericle e Alcibiade.

 

 

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