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Storie novelle e Fantarcheologia |
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e da molti servi che
con attenzione
conducono pesanti carri, dove sicuramente ci sono mercanzie rare e di
valore, conoscono le usanze della città e sanno che non hanno nulla da
temere da un popolo che rispetta
gli ospiti
( per
ascoltare usa real player note a
) , così come
hanno sempre fatto i loro padri da sempre, hanno già fatto le loro
offerte
al tempietto poco prima di entrsre nells città, a stento
hanno frenato i loro carri giù per la diaccia ma adesso possono
rilassarsi anche se avranno da fare per mercanteggiare parte dei
prodotti, magari ingrziandosi con doni particolari i signori ed i loro
colleghi che vivono in questa città nuova ai piedi di poggio
Castiglioni . Stanno cercando il ferro per costruire le loro
armi, minacciano la loro terra e già molti sono i greci in
armi e come sempre le guerre sono
divoratrici di metalli anche i più
preziosi come il ferro , e poi schiavi per seguire i militi alla
guerra
, i Tirreni trovano schiavi forti al nord , alti e robusti provengono
inseme all'ambra dai paesi baltici o sono celti comprati con il
vino prodotto a Vergaio o a Paperino, non è buono ma i celti ne
vanno matti e finchè non inventeranno la Guinness
sono una vera miniera
per i Tirsenoi.

Il
greco, è assai timoroso non sono molti i mercanti di Atene
che si sono
spinti così lontani dal porto di Adria e con circospezione
avanza, ha notato un pozzo, posto
vicino al centro della città, lui con le spalle al monte, lo sguardo
verso un tramonto che è ancora lontano da venire, è giovane ancora e
robusto, ma la vista del pozzo ha fatto improvvisamente
riaffiorare alla sua mente le divinità di Ade e Persefone o come
sono
chiamate a Gonfienti Aita
e Phersipnati
o
come saranno
chiamati presso i romani Plutone
e Proserpina ,
un momento
solo e poi le immagini che si formano nella sua mente lasciano il
giovani greco immobile, ed estremamente pensioroso vede il Tempo che
divora insaziabile i propri figli ed il grande Tinia
che fugge
lungo la gora della bella, infino alla fonte di Roselle e lì stremato
nascosto da un canneto di esili canne grecchie, è fuggito da Creta
appena partorito da Rea e si è salvato proprio qui, lo
sostengono
anche i sacerdoti del tempio, e suo fratello l'orrido Aita , giurano di
sentirlo proprio in fondo al pozzo mentre offre il frutto
del melograno alla bellissima Phersinati, giovane e formosa , tutta la
città giura di averla vista nelle notte di luna ballare sulle
prata dei fiorentini , altre volte dietro il campino, o ancora
più in alto a Boboli accanto alla villa
Bandinelli finchè qualcuno non congelerà la sua
bellezza nel marmo portato dalle terre dei Liguri lei non smetterà di
ballare, e poi riposarsi
stanca seduta nella platea davanti alla bottega di Ezio.
Il mantice del
fabbro soffia sulla destra del Greco smarrito , e
lentamente
trasforma il ferro portato da Fufluna , Temperino ne ricaverà un
buon coltello
e forse una
punta per una lancia e qualche punta di freccia , poco

Ricapitoliamo, uno sprovveduto Ateniese
sbarca ad Adria,
non si
accontetnta di vendere la propria mercanzia nelle città
costiere
Adriatiche, come fanno tutti i suoi colleghi, sfruttando un sistema
di
mercati che fanno invidia
anche al Datini ed ai mercanti
Pratesi di
ieri e di oggi, mercati e sistemi viari che si dipanano per
mezza
Europa raggiungendo i territori dei Celti, ma anche oltre fino all'area
Danubiana e Baltica, ma raduna un'accozzaglia di teppisti e tagliagole
gli incita a seguirlo al grido " Via ragazzi quest'anno l'adriatico m'è
venuto annoia si va' tutti a Viareggio " , i rapporti con gli Etruschi
sono buoni, ma l'immaginario Ateniese ne approfitta, in realtà lui e i
suoi amici teppisti non avrebbero avuto neppure la
possibilità di raggiungere Chiavica Pignatta senza
provare il ferro di Populonia dalla parte sbagliata ,
perchè anche allora non c'era tradizione o divinità
che potesse tenere a bada interessi così forti come
il controllo del commercio."
.. Oggi
è morto l'amico mio.
Mia è la colpa.
Ho raccolto il suo corpo trafitto. Ho tolto la punta dell'arma e con
quella ho
ferito il mio corpo. Su di lui ho sanguinato. Il sangue invincibile è
caduto a fiotti intermittenti sul cadavere, ma non l'ha rianimato.
La perdita di Briseide è stata superata dalla sua.
Una semplice
ancella si è gettata alle mie ginocchia implorandomi di amarla.
Ormai per me è tempo del regno delle ombre.
Aspetto solo di uccidere Ettore e vorrei invece sopprimere il
tempo, che
mi rapisce la luce del sole e il suo respiro, il suo anelito
che non
ho mai bevuto e mai berrò, era così giovane e non ha mai
visitato Chiavica Pignatta ..."

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