{TESTO}
DAL PIU' RECENTE AL PIU'ANTICO!
CHIESA S. CATERINA D'ALESSANDRIA
CHIESA DI SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA
Il culto dei Santi Giorgio e Caterina è legato alla presenza dei Genovesi a Cagliari. Nei primi anni dell’XI secolo le Repubbliche Marinare di Pisa e Genova erano sempre in conflitto, contendendosi la Sardegna, la Corsica e il dominio del Tirreno, per ovvi interessi economici.
Nel 1014, il Papa Benedetto VIII, trovandosi a combattere contro il principe arabo Mugahid, chiese la collaborazione di Pisa e Genova che accettarono e sconfissero gli arabi. Ma questo fatto non fece altro che riaffiorare le divergenze tra loro, soprattutto per questioni di interessi e privilegi da parte delle personalità sarde che usufruirono della loro collaborazione nel combattere gli arabi.
Questi scontri portarono i pisani a controllare il cagliaritano, e i genovesi il sassarese, ma con gravi ripercussioni sulle capacità difensive della Sardegna stessa, che cadde nel XV secolo sotto la dominazione aragonese.
Questa situazione fece perdere molti privilegi ai mercanti genovesi che erano ben inseriti nel cagliaritano e faticarono non poco per riconquistare il mercato a scapito dei mercanti iberici.
Alla fine del XVI secolo i genovesi divennero nuovamente potenti. Nel 1580 l’imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo d’Asburgo concesse il titolo di “Serenissima” a Genova, la quale acquisì anche altri privilegi tra i quali avere un “ Console” in varie città italiane che potesse curare gli aspetti religiosi, politici ed economici.
Intorno al “Console” di Cagliari si formò una comunità sotto la protezione dei S.S. patroni di Genova ,Giorgio martire e Caterina d’Alessandria.
Ecco radicarsi il culto di questi Santi nel Cagliaritano, e quindi anche a Villaputzu. Infatti la chiesa parrocchiale di S.Caterina venne costruita dai Genovesi (forse insieme alla chiesa di S.Giorgio ) , e in seguito ricostruita probabilmente per dare maggior spazio al numero sempre crescente di fedeli che la frequentavano, al posto di quella di S.Giorgio ormai troppo piccola. Purtroppo non esistono registri parrocchiali di quegli anni, comunque si pensa venne stabilita la costruzione grazie ad un decreto di Monsignor Alfonso Cidonio , in visita pastorale a Villaputzu nel maggio del 1601.I lavori iniziarono certamente prima del 1621 , notizie apprese dai lasciti dei villaputzesi “ a la fabrica de Santa Caterina “. Risulta anche che nel 1656-1659 , periodo della peste ,i cittadini ancora lasciavano dei beni per la costruzione della chiesa.I lavori ripresero nel 1731 con rettore Francesco Orru’, terminati nel 1741 con balaustra e pulpito.
Nel 1742 venne costruita la sacrestia; dal 1747 al 1753 il campanile ; dal 1764 al 1774 vennero collocati i marmi .In questi ultimi anni la chiesa è stata ristrutturata in alcuni spazi, ma sarebbe auspicabile un recupero completo, anche negli interni.

L’altare maggiore della chiesa di S.Caterina, è stato realizzato da un maestro marmoraro che proveniva dalla comasca Valle d’Intelvi : Domenico Andrea Spazzi. E’ stato un illustre marmoraro che ha prestato la sua opera in tante chiese della Sardegna, tra queste anche a Villaputzu, ci risulta da un contratto risalente al 1764. La sua linea artistica si avvicina molto alla produzione barocca e rococo’, soprattutto per il gioco cromatici e gli accostamenti dei marmi colorati. Caratteristiche sono le teste dei cherubini scolpite, i medaglioni e i cosiddetti racemi vegetali. Anche l’autore degli altari laterali, Giovanni Battista Franco, ha prodotto i suoi capolavori con la stessa concezione artistica.

Altare Madonna del Carmelo

Di grande rilevanza artistica sono anche gli altari delle cappelle laterali.Entrando sul fondo a destra, vicino all’altare maggiore, troviamo la cappella della Vergine del Rosario, datata 1770 che si avvicina molto come aspetto decorativo e tipologia marmorea, all’altare maggiore. La terza cappella a sinistra invece evidenzia una struttura completamente differente nella decorazione marmorea, riportando con grande evidenza i segni della passione di Cristo, il tutto sovrastato da un magnifico crocifisso nella nicchia centrale.La cappella centrale a destra è dedicata a S.Michele Arcangelo, la prima sempre a destra, a S.Antonio da Padova.
Quella centrale a sinistra e’ dedicata alla Madonna del Carmelo, mentre la prima a S.Francesco D’Assisi.

Da documenti risulta che il 27 Marzo 1787, un intagliatore di marmo, un certo Giovanni Battista Franco, ricevette l’incarico di costruire nell’arco di un anno circa, quattro altari con relative balaustre nella chiesa di S.Caterina a Villaputzu. Secondo i dati riportati nella parte dedicata ai maestri Intelvesi del testo citato in bibliografia, scritto dalla dott.ssa Pasolini storica dell’arte, risulta che gli altari sono costruiti con marmo: bianco di Carrara, intagli policromi di serravezza africana, verde di Susa e di Genova, broccatello di Spagna, diaspro di Sicilia, e nero di Portovenere.L’artista marmoraro, avrebbe dovuto provvedere al trasporto, alla lucidatura e montaggio dei marmi, in cambio avrebbe avuto 390 scudi per ciascun altare, tutto il materiale occorrente, vitto e alloggio per tutto il tempo necessario.

Il 3 Luglio 2004, presso la chiesa di S.Caterina, sono state presentate le statue di S.Antonio da Padova e S.Francesco d’Assisi, che dopo un approfondito restauro sono tornate nella loro parrocchia. S.Antonio è una statua di legno di pioppo, datata fine XVI secolo , che venne danneggiata da un’incendio e da tantissimi insetti che ne avevano intaccato la struttura.Nel restauro venne sostituita la base in rovere , in quanto l’originale era troppo rovinata.

Quella di S.Francesco, in legno di pero, risale al XVII secolo, e’ costituita da un blocco unico, al quale sono state aggiunte le braccia. E’ probabile che dal costato partisse un raggio che sosteneva un crocifisso.
E’ curiosa la base che sostiene il Santo, in quanto riporta il nome di “ San Romano Martire “, evidentemente gia’ utilizzata per un altro Santo in precedenza.
TRATTO DALLA GUIDA:
VILLAPUTZU SOLE,MARE E DINTORNI.

Bibliografia:
Studi Ogliastrini – cultura e società VIII – Zonza editori
Le chiese di Cagliari – di Antioco Piseddu – Zonza editori – Rotary club – 2000
Libro de la administraction del monte a piedad.(traduzione della dott.ssa Pasolini)
ALTARE MAGGIORE
L’altare maggiore della chiesa di S.Caterina, è stato realizzato da un maestro marmoraro che proveniva dalla comasca Valle d’Intelvi : Domenico Andrea Spazzi. E’ stato un illustre marmoraro che ha prestato la sua opera in tante chiese della Sardegna, tra queste anche a Villaputzu, ci risulta da un contratto risalente al 1764. La sua linea artistica si avvicina molto alla produzione barocca e rococo’, soprattutto per il gioco cromatici e gli accostamenti dei marmi colorati. Caratteristiche sono le teste dei cherubini scolpite, i medaglioni e i cosiddetti racemi vegetali. Anche l’autore degli altari laterali, Giovanni Battista Franco, ha prodotto i suoi capolavori con la stessa concezione artistica.

Da documenti risulta che il 27 Marzo 1787, un intagliatore di marmo, un certo Giovanni Battista Franco, ricevette l’incarico di costruire nell’arco di un anno circa, quattro altari con relative balaustre nella chiesa di S.Caterina a Villaputzu. Secondo i dati riportati nella parte dedicata ai maestri Intelvesi del testo citato in bibliografia, scritto dalla dott.ssa Pasolini storica dell’arte, risulta che gli altari sono costruiti con marmo: bianco di Carrara, intagli policromi di serravezza africana, verde di Susa e di Genova, broccatello di Spagna, diaspro di Sicilia, e nero di Portovenere.L’artista marmoraro, avrebbe dovuto provvedere al trasporto, alla lucidatura e montaggio dei marmi, in cambio avrebbe avuto 390 scudi per ciascun altare, tutto il materiale occorrente, vitto e alloggio per tutto il tempo necessario.
S.FRANCESCO
S.FRANCESCO E S.ANTONIO DA PADOVA
Il 3 Luglio 2004, presso la chiesa di S.Caterina, sono state presentate le statue di S.Antonio da Padova e S.Francesco d’Assisi, che dopo un approfondito restauro sono tornate nella loro parrocchia. S.Antonio è una statua di legno di pioppo, datata fine XVI secolo , che venne danneggiata da un’incendio e da tantissimi insetti che ne avevano intaccato la struttura.Nel restauro venne sostituita la base in rovere , in quanto l’originale era troppo rovinata.

Quella di S.Francesco, in legno di pero, risale al XVII secolo, e’ costituita da un blocco unico, al quale sono state aggiunte le braccia. E’ probabile che dal costato partisse un raggio che sosteneva un crocifisso.
E’ curiosa la base che sostiene il Santo, in quanto riporta il nome di “ San Romano Martire “, evidentemente gia’ utilizzata per un altro Santo in precedenza.
RUDERI DEL CASTELLO
IL CASTELLO DEI CARROS
Il castello di Quirra e’ posizionato a 296 mt. In un disegno Aragonese del 1358, e’ raffigurato simile
a quello di Acquafredda di Siliqua (CA), nel quale spiccava la muratura a strapiombo del colle, e difeso
da una torre merlata, con altre due ai lati. L’ingresso era costituito da un portale, difeso da una torre
di pianta triangolare. Osservando attentamente le cinte murarie sono ancora evidenti le aperture per
scoccare le frecce(saettiere). Alcuni studi hanno individuato lo stesso come una struttura
del periodo tardobizantino antimusulmano. Nel 1258 venne annesso al Regno di Gallura, poi come
territorio oltremare della repubblica di Pisa dal 1288 al 1324.
In un excursus storicamente breve, si puo’ ricordare che nel 1257, si formo’ una coalizione militare
filopisana, che si oppose a quella filoligure e all’ ultimo sovrano di Càlari Guglielmo III soprannominato
“di Cèpola”.Questo corpo militare era formato da militari del comune dell’Arno, del regno D’Arborea,
della Gallura e di Gherardo e Ugolino della Gherardesca (proprio quello decantato nella Divina Commedia
di Dante Alighieri, inferno, canto XXXII: La bocca sollevo’ dal fiero pasto, quel peccator, forbendola a’
capelli, del capo ch’elli avea di retro guasto. …)
Pertanto, dopo la guerra, il territorio venne suddiviso in tre parti, e al regno di Gallura sorretto da Giovanni Visconti venne annesso la parte della ex Curatoria dove era compreso il castello di Quirra.In seguito una volta terminato il regno di Gallura, nel 1288, il castello venne assegnato alla Repubblica Pisana. Il 13 giugno del 1323 una potente armata catalano-aragonese sbarco’ nel Sulcis per combattere i Pisani e impossessarsi dei loro territori, con lo scopo di formare il Regno di Sardegna, con il permesso di Papa Bonifacio VIII e del sovrano Giacomo II.
Il castello venne assediato ma non venne mai occupato, in quanto la leggenda diceva della presenza di grotte che arrivavano al mare e che il castellano dopo mesi di assedio , si permise il lusso di mandare del pesce fresco agli avversari, i quali umiliati si ritirarono. In seguito il maniero venne ceduto ai Catalano-Aragonesi con la pace di Bonaria il 19 Luglio del 1324.

Nel 1333 ci fu un ulteriore tentativo dei genovesi di conquistare il castello, ma inutilmente.
Dal 1337 al 1349 ci fu un continuo avvicendarsi di castellani, fino a quando il sedicenne Berengario Carròs al ritorno dalla guerra di Castiglia, venne nominato primo Conte di Quirra.
Inizio’ quindi una tormentata vicenda tra Berengario, che riteneva che la sua concessione comprendesse anche Villaputzu, e Guglielmo ça Costa che era convinto del contrario. La lite vide Berengario vincitore, pertanto Villaputzu venne unito al feudo del Sarrabus.
Nel 1376 Berengario morì lasciando tutto a Violante. Tra il 1391 e 1392, il castello venne di nuovo assediato dal marito della regina Eleonora D’Arborea, Brancaleone Doria. Inizialmente non riusci’ nell’impresa, ma vi riusci’ nel 1406.
Infine, il figlio di Violante : Berengario Carròs di Senesterra, lo ebbe di nuovo e definitivamente il 30 Giugno del 1409 in concomitanza della battaglia di Sanluri.
Nel 1511 dopo l’estinzione dei conti di Quirra Carròs, il feudo passo’ ai Centelles divenendo anch’essi Conti di Quirra.
Il 1674 segnò l’estinzione anche dei Centelles, pertanto il feudo passò a Francesco Pasquale Borja; nel 1726 si impadronirono del feudo i Català; nel 1801 subentrarono gli Osorio de la Cueva fino all’aprile del 1840.
S.NICOLA DI QUIRRA (1250 CIRCA)
S.NICOLA DI CHIRRA
Non esistono documentazioni specifiche sulla chiesetta, ma la sua collocazione temporale e’ stata stabilita attraverso considerazioni sulla storia degli anni 1258-1262, quando Giovanni Visconti ebbe la curatoria orientale del Cagliaritano, che comprendevano: Sarrabus, Chirra, Tolostrai e altre. Questi le mantenne fino alla conquista dell’isola da parte degli Aragonesi.
La chiesetta e’ ad unica navata con abside. Il fronte presenta un’ingresso ad arco a tutto sesto, un campanile cosiddetto a vela e da un gruppo di archetti pensili.
I lati sono caratterizzati da due finestrelle(monofore)e la copertura e’ segnata da una cornice in cotto.
L’abside e’ dotato di una finestrella e una copertura a calotta.
TRATTO DALLA GUIDA:
VILLAPUTZU SOLE,MARE E DINTORNI.
POZZO SACRO
POZZO SACRO " IS PIROIS "
In età nuragica ( 1600-535 A.C. )la religione dei nostri antenati era politeista e naturalistica .
Infatti l’acqua era venerata come una divinità (dea madre fonte di vita) probabilmente a causa dell’importanza che veniva data ad essa in quanto la siccità la faceva da padrona. Pertanto la costruzione che caratterizzava tale concetto era il pozzo sacro. Tale venerazione era così profonda che nei casi di delitti, o furti, l’imputato veniva giudicato dal cosiddetto verdetto dell’acqua , che consisteva nel condurlo nel pozzo per bagnargli gli occhi. Nel caso diventasse ceco, era colpevole. Si svolgevano inoltre riti e cerimonie per avere responsi oracolari e anche per l’allontanamento del malocchio. Questi riti vennero meno con l’avvento del Cristianesimo, ma sono rimasti vivi nei ceti più umili della popolazione e tramandati fino ai giorni nostri sotto forma di superstizioni e magia. In territorio Villaputzese, abbiamo un esempio con IS PIROIS. Si trova in direzione Olbia, appena superato il confine della provincia di Nuoro, dopo 100mt a destra, si trova l’indicazione pozzo sacro. Dopo circa 800mt, superato il fiume si arriva al sito. Si accede con una scalinata che arriva fino alla sorgente.
TRATTO DALLA GUIDA:
VILLAPUTZU SOLE,MARE E DINTORNI.
NURAGHE MONTE ARRUBIU
LE ORIGINI DAL PRENURAGICO
Le testimonianze che il territorio di Villaputzu sia di radici antichissime, sono ampia
mente documentate da illustri ricercatori, che con grande cura e passione si sono
adoperati nella ricerca storica partendo dall’epoca prenuragica, ricercando testimonianze
attraverso lo studio di reperti ritrovati nei vari siti. La Sardegna è ricca di studi che
ne hanno inquadrato l’epoca storica, risalente a oltre 12.000 anni fa, anche Villaputzu ha
lasciato testimonianze del passaggio di queste ere.
PERIODO PRENURAGICO (10.000-1600 A.C.)
A ogni periodo corrispondono aspetti di cultura che prendono il nome dei luoghi dove, per
la prima volta sono stati ritrovate testimonianze, es. cultura di Bonu Ighinu, di Ozieri, Monte
Claro etc…
Paleolitico 10.000 A.C. ** L’uomo raggiunge la Sardegna. Sono stati trovati reperti a Perfugas.
Mesolitico 10.000 – 6.000 A.C. ** Primi frammenti ossei umani, trovati nella grotta di
Cordeddu Oliena. Nel monte del castello di Quirra sono state ritrovate caratteristiche di
abitabilità, necessarie per quel periodo. Riparo dalle intemperie e dagli animali. Nell’insediamento
Su Stampu VI sono stati rinvenuti strumenti di tipologia paleolitica.
Neolitico 6.000 – 3.000 A.C. ** Sono stati rinvenuti reperti di ceramica riconducibili alla
cultura Garropu. Inizia la sepoltura in
grotticelle artificiali, cultura Bonu Ighinu. La
dea madre viene simboleggiata in modo
cruciforme. Nascono villaggi, Domus de
Janas, Dolmen, Menhir. Nel Neolitico, sempre
nella grotta Stampu VI, grazie al ritrovamento
di frammenti e oggettistica si
ripropose un nuovo insediamento ( cultura
Bonu Ighinu ), a quell’epoca risale la
tomba ipogeica bicellulare di S’Oru.
Età del rame 3.000 – 1800 A.C. ** Epoca
della cultura di Monte Claro. Continuano
le sepolture con Domus de Janas, Dolmen,
Menhir e statue Menhir. Compaiono oggetti
metallici e la dea madre è raffigurata
nel modo a placca traforata.
Bronzo antico 1.800 – 1.600 A.C. **
Cultura di Bonnannaro. Ultima era che utilizza le Domus de Janas. Compaiono gli oggetti in
bronzo.
PERIODO NURAGICO (1.600 – 535 A.C. )
Età del bronzo medio, recente e finale ( 1.600 – 900 A.C. ) ** Si costruiscono i Nuraghi,
a Tholos, semplici o complessi. Anche i Pseudonuraghi, del tipo a corridoio. Si costruiscono
villaggi, tombe dei giganti, templi a pozzo e a megaton. Nel lato Ovest del monte del castello
di Quirra, si trova la grotta di Giuannicu Mele, all’interno della quale sono stati rinvenuti
resti risalenti all’età del bronzo. Grazie alla ricca risorsa mineraria, venne favorita la presen-
Pozzo sacro Is Pirois
VillaputzuGIO.pmd 11 06/05/2005, 23.13
za umana. Nel nuragico arcaico, si inizia la costruzione dei Protonuraghi, dalla forma circolare
ma senza la pseudo cupola.Un esempio l’abbiamo persso il momte Arrubiu a Quirra.
Successivamenteper migliorare il protonuraghe vennero innalzati i Pseudo nuraghi che avevano
scopi anche difensivi e avevano una copertura chiamata pseudo cupola. Esempi sono i
nuraghi di Costa Funtanas e perda Luaxius ( Vedi percorso natura Punta Pranedda).
Età del ferro 900 - 535 A.C.** Cominciarono a comparire sepolture individuali, si costuriscono
armi e oggetti in ferro.
ETÁ FENICIA (900 - 535)
In epoca nuragica i Fenici iniziarono a frequentare le coste sarde, costruendo porti, città.
templi e necropoli. Inizia a comparire la scrittura e si effettuano scambi con la moneta.
I Fenici utilizzarono la zona per sviluppare e migliorare il commercio. Sarcopos era il centro
principale. Il commercio era così fiorente che venne dimostrato con il ritrovamento di oggetti
e materiali che risalgono alla cultura greca, etrusca e ionica.
ETA’ PUNICA (535 – 238 A.C.)
Cartagine occupa militarmente la Sardegna, e a differenza dei Fenici che ricercarono miglioramenti
economici, i Punici imposero la loro politica con l’uso delle armi, determinando in questo
modo la fine dell’epoca nuragica.
ETA’ ROMANA (238 A.C. 476 D.C.)
Roma sconfisse Cartagine, pertanto cambiarono lingua e religione, benché vi fosse una resistenza
da parte delle regioni interne ; le costruzioni vennero modificate in abitazioni romane,
inoltre vennero costruiti acquedotti e strade. Nell’era Paleocristiana si diffuse ampiamente il
culto della religione Cristiana, testimoniato dalla costruzione di basiliche, catacombe, battisteri,
statue.
Anche quest’epoca lascia tracce nel territorio Villaputzese, esempio Sarcapos, S’Acciou, e
altri insediamenti, ma soprattutto la tomba ipogeica paleocristiana di Presoni, posizionata
nella parte inferiore del monte del castello.
ETA’BIZANTINA (534 – 1050 D.C.) ALTO MEDIOEVO
Vengono effettuati affreschi nelle chiese che raffigurano la vita di Cristo con episodi avvenuti
nella Bibbia.
ROMANICO (1050 – 1250 D.C.) INIZIA IL BASSO MEDIOEVO
Si favoriscono gli ingressi dei monaci, grazie ai Re o Giudici dei 4 Giudicati Sardi. Inoltre si
instaurano rapporti con artisti di fama che svolgono la loro opera : architetti, scultori etc. Si
costruiscono chiese di fattura Romanica.
GOTICO E TARDOGOTICO (1250 – 1500 D.C.)
Vengono importate nell’isola grandi opere di artisti affermati sia Toscani che Campani. Inoltre
sotto il dominio Aragonese si diffuse la forma architettonica del Gotico-Catalano.
VillaputzuMIRKO.pmd 12 09/05/2005, 18.29
In queste epoche sono tanti i reperti del territorio
Villaputzese. Avanti a tutti il castello di Quirra e la
fortificazione di Gibas nei pressi della torre di P. Corallo,
inoltre villaggi che oramai sono scomparsi, come Santu
Perdu o Lustinchi. Ma un fiore all’occhiello è sicuramente
la chiesetta di S.Nicola di Quirra, i ruderi della chiesetta
di S.Giorgio a Villaputzu. Inoltre le torri costiere sono
state costruite nel periodo di fine medioevo.
Villaputzu è posizionato nella regione del Sàrrabus
TRATTO DALLA GUIDA:
VILLAPUTZU SOLE, MARE E DINTORNI.
INTERNO GROTTA
GROTTICELLA DI GIUANNICU MELE( MELIS ?)
Nel lato Ovest del monte del castello
di Quirra, si trova la grotta di Giuannicu Mele, all’interno della quale sono stati rinvenuti
resti risalenti all’età del bronzo.
ALTRI SPLENDIDI ESEMPI DELLE ORIGINI DEL MIO TERRITORIO
LA TARTARUGA LOC.MONTE ARRUBIU
DISEGNO CASTELLO DI QUIRRA
TOMBE IPOGEICHE S'ORU LOC.QUIRRA
TORRE DI MURTAS
CHIESA S.NICOLA DI QUIRRA
SCORCIO BACCU LOCCI
TOMBA PALEOCRISTIANA LOC. SU MONTI DE SU CASTEDDU
PARTICOLARE POZZO SACRO IS PIROIS
Flumendosa
TORRE P.CORALLO