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LE LAUNEDDAS
Launeddas
Le launeddas sono uno strumento musicale ad ancia battente, originario della Sardegna. È uno strumento di origini antichissime in grado di produrre polifonia, è suonato con la tecnica della respirazione circolare ed è costruito utilizzando diverisi tipi di canne.
Strumenti suonati con tecniche simili, sono presenti nell'Africa Settentrionale ed in Medio Oriente, rivelando la frequentazione e lo scambio reciproco dei Sardi con queste aree nelle epoche passate. L'uso delle launeddas è attestato in un arco temporale che va dalla preistoria, come si evince dal celebre bronzetto itifallico (nuragico), ritrovato ad Ittiri, rappresentante presumibilmente un suonatore di launeddas e, attraverso varie vicissitudini e con le modificazioni dovute al riuso, sino ai nostri giorni.
Le occasioni d'utilizzo, laiche o religiose, contemplavano l'esecuzione di brani originali; è credibile l'uso in rituali magico-rituali, come nel caso dei riti dell'argia, analoghi alle tarantolate dell'Italia Meridionale o altri riti consimili e, per trasposizione sincretica, all'attuale uso religioso.
Il ballo sardo, che vanta una maggiore sopravvivenza e ricchezza di Nodas o Picchiadas (frasi musicali), pur rivelando una sua specificità, deve essere necessariamente ricondotto ai balli orgiastico-cultuali in cerchio attorno agli officianti o al fuoco dei riti primitivi e questo è dimostrato dal fatto che, in epoca storica, l'occasione di ballo era indissolubilmente legata al ciclo dell'annata agraria, svolta nei sagrati delle chiese o d'antichi siti sacri.
Sino agli inizi degli anni ’60, il suonatore (o più di uno) si poneva al centro di un cerchio di ballerini (su Ballu Tundu), che tenendosi per mano ruotavano lentamente attorno allo stesso, andando avanti e indietro al ritmo della musica, secondo uno schema ossessivo ed ipnotico che prevedeva diversi tipi di passo e di movenze codificati, sincronizzati con i diversi momenti della sonata che normalmente durava 20-30 minuti, ma che poteva protrarsi anche per più di un'ora . Altri usi attestati dello strumento sono l'accompagnamento al canto (Muttettus, Goggius, Canzonis a curba…), l'accompagnamento de Is obreris, l'accompagnamento nei cortei delle sagre, dei matrimoni e di tutte quelle attività che prevedevano partecipazione popolare alla vita sociale.
La diffusione e la coincidenza della scala modale dello strumento con tutta la musica sarda suggerisce la sua diffusione, in passato, in tutta la Sardegna, In epoca storica lo strumento sopravvive a Cabras, nella Trexenta e nel Sarrabus.


I tipi principali di Launeddas sono:
• PUNTO D’ORGANO
• FIORASSIO
• MEDIANA
• SPINELLU
• FIUDA


Esercizio per imparare la tecnica del FIATO CONTINUO
Si utilizza un bicchiere d’acqua e si immerge una cannuccia da bibita. Gonfiando le guance si soffia dentro la cannuccia. Prima di terminare la riserva d’aria si procede ad una inspirazione e così di seguito. Si formeranno le bollicine dentro il bicchiere e questo è il segno che si sta respirando. Si passa in seguito all’utilizzo della destrina e poi gradualmente a tutto lo strumento.
LE LAUNEDDAS
Andrea Pisu di Villaputzu
Andrea Pisu e Giancarlo Seu
LE TRADIZIONI DELLA CUCINA
A Villaputzu è molto forte il legame tra le famiglie e le tradizioni culinarie, soprattutto riguardo il pane e la pasta.
SU PISTOCCU
IS PANADAS
FESTIVAL DELLE LAUNEDDAS 2009
Come tradizione ormai il 7 di agosto si svolge a Villaputzu il festival delle launeddas con la processione della MADONNA DEL RISORTO accompagnata da tantissimi suonatori e gruppi folk provenienti da mezza Sardegna.
A VOI ALCUNI MOMENTI

foto di Alberto Ferrero
Mascia Seu e Pisu
    
Seu Pisu e la conduttrice Ambra Pintore