Le tre regole del ritratto:
1. La naturalezza: i ritratti migliori sono quelli che riprendono le persone in pose genuine. Uomo o donna, bello o brutta, non importa. Ciò che conta quasi sempre è soprattutto la spontaneità.
2. Emozioni e situazioni: qualsiasi espressione emotiva del volto si presta efficacemente ai ritratti. Le foto più originali, spesso, sono quelle che non si pianificano e riprendono il soggetto in situazioni particolari.
3. Scattare molte foto: per catturare l’espressione più bella e l'attimo magico occorrono diversi tentativi.
Diversamente da altri tipi di fotografia, per i quali esistono regole e tecniche più precise, per il ritratto esistono una serie di indicazioni importanti, ma non sempre determinati per definire la riuscita di uno o più scatti. Vediamo quelle fondamentali.
Soggetto. Perfino in studio e quando non si tratta di un set di posa, il fotografo deve sempre cercare di instaurare un rapporto di comunicazione capace di smorzare l’effetto imbarazzo causato dalla presenza dell’obiettivo. Guardate attentamente i dettagli e le espressioni di chi dovete fotografare: se volete evitare l’effetto fototessera è importante valutare con attenzione questi particolari. Laddove possibile, cercate scatti tali da porre una maggiore enfasi sui dettagli del viso che vi sembrano di maggior interesse fotografico. Tutto questo lavoro di analisi costituirà la base del ritratto e vi permetterà di decidere tecniche, luci e obiettivi. Per paradosso però, una volta pronti a scattare cercate nuovamente la strada della spontaneità del soggetto e adattate ogni vostra fotografia alla ricerca delle espressioni migliori. Se possibile, cercate sempre di scattare un numero abbastanza alto di immagini: in questo modo le probabilità di riuscire a riprendere un’emozione, probabilmente l’ingrediente più importante di un ritratto, si moltiplicano.


Obiettivo
Tecnicamente le lenti migliori sono i cosiddetti teleobiettivi medi, da circa 80 mm a massimo 135 mm. Con queste lenti si ha la possibilità di riprendere bene praticamente qualsiasi tipo di inquadratura, decidendo facilmente anche quanto “sfondo” includere nell’immagine.
E' possibile, comunque, fotografare anche con un grandangolare. La scelta dipende dall'importanza che desideriamo dare all'ambiente intorno al soggetto.
Il grandangolare abbraccia un ampio angolo di campo e si usa per inserire il soggetto in un contesto, ad esempio accanto ad un monumento o in un giardino. Occorre, però, non avvicinarsi molto perché si rischia di deformare i lineamenti del soggetto. Il teleobiettivo, invece, si usa per realizzare dei primi piani isolando il soggetto dal contesto.
Quale inquadratura?
Dal basso o dall'alto?
In genere il punto di ripresa migliore è quello che vede l'obiettivo della macchina fotografica all'altezza degli occhi del soggetto.
Se inquadrate dall’alto, il soggetto risulterà come schiacciato verso terra; se inquadrate dal basso, invece, il soggetto risulterà più imponente. Ricordatevi che per dare più slancio, comunque, occorre riprendere il soggetto leggermente dal basso.
Per ritratti originali e divertententi provate scattare da posizioni inconsuete; per esempio, da punto molto alto o sfacciatamente basso, oppure di sbieco.
Passaggio dal "Campo totale" al "Piano medio"
A volte è facile trasformare un "Campo totale" in cui le figure umane sono visibili nella loro totalità ma sono parte integrante di un ambiente ristretto come in questa foto
in un "Piano medio" in cui l'inquadratura riprende la figura (o le figure) dalla vita in su. Basta con un po' di fantasia ed un programma di editing ruotare e ritagliare la foto, avendo un effetto zoom originale che dà maggior rilievo alle figure. In particolare nella foto ho ruotato, ritagliato e migliorato il contrasto e la saturazione dei colori avendo questo risultato
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