TAGLIATI MALE

"Tagliati male" è la storia di Luca, un disegnatore di fumetti che ritorna nella sua città dopo alcuni anni. Qui ritrova Angelo, un suo vecchio amico scrittore e una strana ragazza di nome Leda. La sceneggiatura è stata scritta da Daniele Malavolta e il film è stato diretto da Piersandro Buzzanca. Il film è stato girato a basso costo, in digitale, ed è attualmente in postproduzione.

ANDREA PAZIENZA ha lasciato un grande vuoto nel panorama fumettistico italiano, ma anche un segno indelebile in tutti coloro che hanno letto ed amato i suoi fumetti. Opere, quelle di Pazienza, frutto di un ambiente culturale irripetibile, di un momento fortunato per il fumetto italiano d’autore, che vedeva pubblicate sul finire degli anni settanta e nella prima metà degli anni ottanta, riviste come IL MALE, FRIGIDAIRE, LINUS intorno alle quali si sviluppò una schiera di autori, da Pazienza a Tamburini, da Scozzari a Liberatore.

E questa è la storia di un personaggio figlio di quegli anni, uscito forse dal pennarello di Paz, che è sopravvissuto alla morte del suo autore e di quel movimento sotterraneo ormai estinto. Il protagonista si muove nella Bologna che quindici anni prima era stata uno dei centri più vivi di questa rivoluzione fumettistica e non solo, e si muove come un terminator decadente e letale, ultimo esponente di un maledettismo diventato ormai una moda e svuotato di ogni contenuto politico.

Scrivendo questa sceneggiatura ho cercato di recuperare ciò che rimane di quell’ambiente, tentando di dare alla storia la stessa forma surreale e antinarrativa dei fumetti di Pazienza, tentando di creare un modo analogo e originale di raccontare.

Descrivere il mondo dei fumetti di Pazienza attraverso gli occhi di quelli che sono i suoi figli, cercare di riportare su pellicola le sue atmosfere, i suoi personaggi le sue storie ed i suoi intrecci unici è lo stimolo che mi ci spinge a voler perseguire il progetto di "TAGLIATI MALE”. Creare una atmosfera surreale e fortemente stilizzata dove tutto sembra ricostruito anche ciò che è reale. Raccontare personaggi in bilico tra la realtà, la debolezza del loro corpo, dei loro sentimenti, dei loro bisogni e delle loro dipendenze e, la totale irrealtà della loro gestualità e dei fatti da loro vissuti. Nella città scorporata della propria identità si muovono come dei cyborg privi di umanità i protagonisti del film alla ricerca di una vita normale, di schemi sociali di strutture omologanti delle quali cibarsi, divorare ed infine distruggere e disprezzare perché troppo lontane dalla loro cultura e dai loro ideali. Narrare insomma quelli che sono gli archetipi della generazione del consumismo, massacrati dall’idealizzazione del successo, e dalla pseudocultura della televisione e della droga.

 

Il regista, Piersandro Buzzanca, legge il la sceneggiatura agli attori...