Il palazzo del disincanto

I percorsi dello sviluppo

Elucubrazioni di Sergio Vivi basate sulla lettura del libro di
Tomaso Freddi: Una teoria delle libertà
Collana "Nel Terzo Millennio", EFFEELLE EDITORI, Nov.2003, 15€

Alcuni concetti del libro si possono leggere
sul sito Phrontistérion - FORUM N° 6 - Le libertà
Intervento di Tomaso Freddi «Le libertà naturali e le libertà istituzionali»

Prologo

Adamo ed Eva vivevano nudi e felici nel paradiso terrestre (le foglie di fico, assicurano le malelingue, sarebbero una invenzione prenatale della Moratti). Erano gli unici componenti di una comunità retta da un Signore assoluto, benevolo ma inflessibile, autoritario ma non tirannico. Si alimentavano di vegetali di cui disponevano in quantità tale da costituire un'eccedenza perenne di risorse (epr) non solo per se stessi ma per tutti i loro discendenti futuri qualunque numero fossero stati.

Un giorno, anche se «...è lecito supporre che Dio avrebbe concesso loro di mangiare i frutti dell'albero della vita, che stava al centro del giardino, accanto all'albero della conoscenza del bene e del male, facendoli diventare immortali ...» , si ribellarono all’unica legge che era loro imposta e mangiarono il frutto dell'albero della conoscenza. Fu una rivoluzione non violenta ma l’esito non poteva essere più catastrofico. «...Da quel momento nasce la storia umana... L'uomo comincia a vivere "ad occhi aperti"... Il Signore da Dio della creazione si trasformerà in Dio della storia...» [1]. Cacciati dall’Eden riscattarono, sì, tutte le loro libertà naturali, ma furono costretti a sopportare il dolore, ad affrontare la morte e si ritrovarono con risorse drasticamente ridotte.

Loro figlio Caino uccise il fratello Abele con spietata efferatezza. Il Signore frenò l’ira furente di Adamo esclamando «nessuno tocchi Caino» (e i fratelli della unobianca): nessun peccato fu più grande di quello originale che non fu perdonato ai due sventurati in virtù di quella che possiamo considerare la prima legge autoritaria. In seguito Adamo ed Eva ebbero altri trenta figli e trenta figlie. Secondo un antico documento apocrifo, i giovani per moltiplicarsi si accoppiarono tra di loro ed anche con alcune scimmie particolarmente seducenti e simpatiche (nonchè grandi bevitrici di Crodino) dando probabilmente luogo alla prima applicazione delle leggi di Mendel e consentendo a Darwin, dopo un po’ di tempo, di farneticare sulla “Teoria dell’evoluzione”.

Sorsero così le prime comunità di umanoidi che vivevano allo stato di natura. Cominciò allora il cammino dell’uomo nel tentativo di riconquistare il paradiso perduto. Come ha proclamato solennemente nel 1776 la Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti il “conseguimento della felicità” è uno dei diritti inalienabili degli uomini. Ogni passo verso lo sviluppo richiese inenarrabili sacrifici. Secondo Freud e Marcuse il costo più grande fu costituito senza dubbio dalla rinuncia alla felicità (l’Eros) sostituita dal principio di prestazione (il lavoro alienante).

Una rappresentazione grafica della Comunità

Tenendo presente le definizioni di sviluppo economico e culturale, di libertà naturali e istituzionali e la distinzione tra leggi virtuose e tiranniche riportate nel libro di Freddi (a cui si rimanda), cerchiamo di dare una rappresentazione grafica dello stato di sviluppo e di civiltà di una generica Comunità.
(In verde le citazioni dal libro).

Ammettiamo di poter misurare in qualche modo con grandezze fra loro omogenee la quantità di «risorse economiche accumulate», le quantità di «libertà naturali rimaste integre», le quantità di «libertà istituzionali generate moltiplicate per il numero dei cittadini che ne dispongono», le quantità di «libertà naturali limitate e/o abolite in virtù di leggi istituzionali virtuose» e le quantità di «libertà naturali limitate e/o abolite in virtù di leggi istituzionali autoritarie o tiranniche» presenti in una data Comunità in un dato periodo storico. (Ci sono persone che vanno a nozze se possono fare questi calcoli).

Su un diagramma polare consideriamo il punto S che ha come coordinate
il raggio vettore RO proporzionale alla somma delle «risorse economiche accumulate», delle «libertà naturali rimaste integre», delle «libertà istituzionali generate moltiplicate per il numero dei cittadini che ne dispongono» e
l'anomalia ALFA (in senso antiorario) proporzionale alla somma delle quantità di «libertà naturali limitate e/o abolite in virtù di leggi istituzionali virtuose». Ammettiamo di tarare la scala delle anomalie in modo che all'anomalia ALFA=+180° corrisponda l'abolizione della quantità totale delle «libertà naturali».
Qualsiasi punto S avrà l'anomalia compresa tra 0° e +180°. (diagramma 1)

Analogamente sullo stesso diagramma polare consideriamo il punto T che ha come coordinate
lo stesso raggio vettore RO sopra definito e
l'anomalia TETA (in senso orario) proporzionale alla somma delle quantità di «libertà naturali limitate e/o abolite in virtù di leggi istituzionali autoritarie o tiranniche». Ammettiamo ancora di tarare la scala delle anomalie in modo che all'anomalia TETA=-180° corrisponda l'abolizione della quantità totale delle «libertà naturali».
Qualsiasi punto T avrà l'anomalia compresa tra 0° e -180°.
Varrà, come ovvio, la condizione ALFA + TETA <= 180°. (diagramma 1)

Possiamo affermare che i punti S e T rappresentano lo stato di sviluppo e di civiltà nonché, di riflesso, la forma di governo di quella data comunità -in quel dato periodo storico- con il suo livello di democrazia e il suo tasso di tirannia (attenzione a non confondere la forma di governo con la maggioranza che detiene il potere in quel momento).

Il Paradiso Terrestre -caratterizzato da una eccedenza perenne di risorse rispetto ai bisogni della comunità, dalla quasi totalità di «libertà naturali rimaste integre», da nessuna «libertà istituzionale generata» (nessuna legge istituzionale virtuosa:ALFA=0°) e da una sola legge autoritaria che lascia integre molte «libertà naturali»- conveniamo di rappresentarlo col punto SP (raggio vettore RO=ROepr ed anomalia ALFA=0°) e col punto TP (raggio vettore RO=ROepr e anomalia TETA = -45°). Conveniamo che il tasso di tirannia del 25% (corrispondente a TETA=-45°) rappresenti la demarcazione tra le leggi autoritarie e quelle assolutamente tiranniche. E' comunque sempre possibile attribuire a TP un TETA di valore diverso secondo criteri particolari. (diagramma 2)

Lo stato di natura -caratterizzato da accumulo di risorse zero, libertà naturali integre, nessuna libertà istituzionale, nessuna libertà naturale limitata o abolita in virtù di leggi istituzionali (virtuose o tiranniche)- sarà rappresentato dal punto SN (raggio vettore RO uguale alle sole libertà naturali -che, per semplificare, consideriamo mediamente uguali per tutte le comunità primordiali- e ALFA=0°) e col punto TN (raggio vettore RO uguale alle sole libertà naturali e TETA=0°). Cioè i due punti coincidono. (diagramma 2)

Qualsiasi altra Comunità generica sarà rappresentata da una coppia di punti S e T che si trovano su un'orbita di raggio RO situata tra l'orbita dello stato di natura e quella del paradiso terrestre. Al di sopra del paradiso terrestre può esserci soltanto il paradiso trascendente promesso dalle religioni. Inversamente non tutti i punti dei due semipiani sono necessariamente luogo di punti S o T. Anzi, se provassimo a rappresentare tutte le diverse forme di governo che si sono avute nel corso dei secoli otterremmo sul diagramma un numero discreto di punti. Il semipiano superiore (S) è il luogo delle leggi virtuose cioè è il diagramma della democrazia, mentre il semipiano inferiore (T) è il diagramma della tirannia.
Ovviamente si possono fare i diagrammi di qualsiasi comunità, dal comune, alla provincia o contea, alla regione, allo stato, alla federazione di stati, al mondo intero e di qualunque altra comunità non istituzionale.
Tutte le nazioni -per rispetto dei loro popoli- hanno diritto a far parte dell'ONU. Ma un paese che ha un tasso di tirannia superiore a un dato valore dovrebbe essere sanzionato privandolo, ad esempio, del diritto di voto.

Gli ostacoli frapposti allo sviluppo

La legge del più forte, le lotte per il potere, gli imperi con le loro politiche di espansione territoriale, le monarchie assolute, le torture, la schiavitù, la dominazione dell'uomo sulla donna, lo sfruttamento dei bambini, i regimi tirannici sorti in seguito all'affermarsi di ideologie che si ritenevano più o meno scientifiche ed anche le religioni, determinate -in ogni luogo e in ogni tempo- ad imporre i loro dogmi, sono stati gli ostacoli che, sul piano dello sviluppo culturale, hanno fatto sì che le anomalie tiranniche prevalessero sulle anomalie democratiche nel corso dei secoli. In una parola, la Storia.

«Per funzionare meglio, le leggi devono essere poche, semplici e generali. Credo addirittura che sarebbe meglio non averne affatto, piuttosto che averne troppe, come avviene oggi» [Montaigne nel 1500]. «Le leggi inutili indeboliscono quelle necessarie» [Montesquieu].
La burocrazia è la bestia nera per tutti i cittadini ma, in particolare, stringe con mille lacci e lacciuoli attività di grande importanza come ad esempio la libertà di intraprendere e la ricerca scientifica.
E' possibile definire una misura del tasso di burocrazia e fare paragoni tra paesi diversi. Consideriamo ad esempio i diagrammi rappresentativi della Gran Bretagna e dell'Italia caratterizzati da RO dello stesso ordine di grandezza. Se, nei due diagrammi, sostituiamo il raggio vettore RO con il raggio vettore RO1 uguale a RO diviso il numero delle leggi vigenti rispettivamente in Italia e in Gran Bretagna (moltiplicato eventualmente per una costante atta ad ottenere numeri significativi), l'andamento nei due paesi potrebbe essere quello rappresentato nel (diagramma 3). A parità di RO, più piccolo è RO1 più alto è il tasso di burocrazia che affligge un dato paese.
Nel trattato di Maastricht si dovrebbe prevedere una sanzione per i paesi che hanno un tasso di burocrazia superiore a un valore dato.

Da considerare un monito più che un ostacolo sono, infine, le serie obiezioni avanzate dal movimento degli ecologisti. L'aumento degli indici economici non porta allo sviluppo del benessere inteso come felicità e diversità culturale. L'incremento indefinito dei beni materiali non è compatibile con il funzionamento della terra e, pertanto, è impossibile a tempo indeterminato. State attenti, ammoniscono, se tirate troppo la corda il diagramma rappresentativo del mondo -e di conseguenza quelli di tutte le comunità- può implodere e il raggio vettore RO, rappresentativo dello sviluppo, tornare ad essere quello che era allo stato di natura.

Il processo dello sviluppo

Consideriamo la situazione attuale di un paese occidentale avanzato. Il raggio vettore RO sarà determinato da diverse variabili fra le quali, ad esempio, il PIL pro-capite, le riserve monetarie e in oro della banca centrale, il valore delle esportazioni, il reddito pro-capite, le entrate fiscali, i diritti civili ecc. ecc. L'anomalia ALFA sarà determinata prevalentemente dai Codici e dalle altre leggi e regolamenti.
Si sostiene nel libro che «per attuare riforme sociali e mettere in atto libertà istituzionali attraverso un processo redistributivo, occorrono risorse. Per avere risorse occorre mantenere uno sviluppo e quindi un'efficienza operativa, capaci, nel tempo, di aumentare le risorse. Per mantenere efficienza, occorre rispettare la legge universale dello sviluppo, che impone di lasciare agli individui più dotati lo spazio per esercitare le libertà naturali. ... C'è una circolarità in questo processo ... occorre considerare la variabile tempo che è insita nell'idea di processo». (pag. 51)

Se la situazione attuale del paese considerato è rappresentata dal punto S1, la maggioranza che detiene il potere in quel momento -ma anche le forze politiche di opposizione- cercheranno, muovendosi nell'ambito della dialettica destra-sinistra, di promuovere riforme istituzionali, sia abolendo leggi esistenti (secondo la concezione anglosassone) sia introducendo nuove leggi, allo scopo di accumulare nuove risorse, obiettivo quest'ultimo possibile solo se si riesce ad avvicinarsi al punto che rappresenta il giusto equilibrio tra libertà naturali e libertà istituzionali, punto che nel libro è definito come «... un certo limite, variabile nel tempo, variabile da realtà a realtà, impossibile da definire, ma certamente esistente ... » (pag. 26) e che nella nostra trattazione, rappresentiamo coll'anomalia di valore ALFAgE.
Non bisogna fare l'errore di ritenere che aumentare l'angolo ALFA sia di sinistra e che diminuirlo sia di destra.
Dopo qualche tempo si passerà dal punto S1 al punto S2 di raggio RO1 + dRO1 e anomalia ALFA1 + dALFA1 (diagramma 4). Se le riforme sono efficienti dRO1 sarà positivo e il punto S2 si troverà su un'orbita più alta di S1. Se, invece, non lo sono dRO1 sarà negativo e si passerà al punto S3 di raggio RO1 - dRO1 e anomalia ALFA1 + dALFA1. Dopo di che si fisserà un nuovo obiettivo e si cercherà di ottenere un nuovo incremento.

A questo punto non è ben chiaro se per ALFAgE esista un limite superiore oppure se ALFAgE possa aumentare a tempo indeterminato -pur facendo soste anche molto lunghe nel tempo- fino addirittura a raggiungere il valore di 180°.

Nel primo caso possiamo supporre che -raggiunto ALFAgEi massimo possibile per quella realtà- di incremento in incremento il punto S rappresentativo dello sviluppo continuerà a salire di orbita in orbita, oscillando intorno al raggio di anomalia uguale al massimo ALFAgEi e tenderà ad avvicinarsi -supponendo che il processo continui a tempo indeterminato- all'orbita del punto SP rappresentativo del Paradiso terrestre, che raggiungerebbe nel punto SPR1 (diagramma 5).

Il secondo caso non è però meno probabile perchè la realtà non rimane immutabile per sempre ed è lecito pensare che più alto è il livello delle risorse, più avanzata possa essere la legislazione e, col tempo, il relativo ALFAgE possa aumentare fino a tendere al valore di 180°.

Quello che abbiamo supposto accadere per il paese sopra considerato vale anche per gli altri paesi occidentali avanzati e, col tempo, accadrà per quelli in via di sviluppo e poi per quelli poveri, finchè i diagrammi di tutti i paesi tenderanno ad ad avere un andamento simile.
Se poi consideriamo che «la partecipazione di un numero sempre maggiore di cittadini alla vita pubblica, l'aumento delle risorse economiche culturali disponibili, la globalizzazione dell'informazione e delle tecnologie e altri fattori determinanti, decreteranno prima o poi la fine di tutte le leggi limitatrici di libertà che ancora infestano il panorama istituzionale delle comunità umane», (pag.57) l’anomalia TETA di tutti i diagrammi diventerà uguale a zero gradi.

RO dello stato di natura e del paradiso terrestre che, per come sono stati definiti, non dipendono dalla numerosità della popolazione, abbiamo invece visto che, per ogni altra comunità, lo sviluppo globale dipende anche dal numero della popolazione, per cui se vogliamo paragonare i diagrammi dei diversi paesi dobbiamo renderli omogenei rapportando i diversi raggi RO a un’«unità di comunità». Questa può essere definita in vari modi: il più immediato è quello di scegliere come unità la comunità composta da due abitanti (come nel Paradiso terrestre); volendo, invece, fare paragoni tra stati possiamo considerare i raggi vettore RO rapportati a UN MILIONE di abitanti.

Ridisegnati i diagrammi dei vari paesi e del mondo intero con i RO rapportati al milione di abitanti, è ipotizzabile pensare che, almeno nella parte finale della “storia”, essi tenderanno a sovrapporsi e -nell'atto di instaurazione dell'eccedenza perenne di risorse (che potrà avvenire in momenti diversi nei diversi paesi)- a coincidere con quello del mondo intero.
Di particolare interesse, come vedremo subito, è il diagramma del mondo intero costituito dalla spirale che unisce il punto SN (lo stato di natura) con il punto SPR (il Paradiso terrestre ritrovato) avente l'anomalia ALFA=180° dovendosi considerare abolite in quel momento tutte le libertà naturali soltanto per effetto di leggi istituzionali virtuose.
(diagramma 6)

Ipotesi conclusive

a) La spirale SN, S1, S2, Si, SPR del diagramma 6 rappresenta il percorso virtuale che lo sviluppo globale avrebbe compiuto finora (e compirebbe d'ora in avanti) se fosse avvenuto (e avvenisse d'ora in avanti) sempre con l'emanazione soltanto di leggi virtuose attuate, in modo efficiente, per soddisfare sempre il limite attuale tra libertà naturali e libertà istituzionali.

b) Ad ogni valore del giusto equilibrio tra libertà naturali e libertà istituzionali (ALFAgEi) corrisponde un valore massimo dello sviluppo globale, che non può essere superato, rappresentato dal punto Si (intersezione del raggio di anomalia ALFAgEi con la curva virtuosa dello sviluppo).

c) Di conseguenza ogni percorso dello sviluppo passato, attuale e futuro potrà svolgersi soltanto all'interno della zona delimitata dal percorso virtuale di diagramma 6 e dall'asse polare (ma al disopra dell'orbita dello Stato di Natura).

d) Quando da un generico (ALFAgEi-dALFAgE) si passa ad ALFAgEi è ipotizzabile che lo sviluppo globale riprenda ad aumentare oscillando intorno al raggio ALFAgEi=cost (come nel diagramma 5) finchè non si sia raggiunto il valore massimo Si (del diagramma 6) o non ci si sia sufficientemente avvicinati, dopodichè il punto di giusto equilibrio si sposta nuovamente in avanti. Può accadere anche il contrario: in caso di crisi (notevole recessione economica) il punto di giusto equilibrio diminuisce.

e) Esiste un nesso tra punto di giusto equilibrio, sviluppo globale e numerosità della popolazione. « ... se l'obiettivo principale resta lo sviluppo, possiamo ragionevolmente pensare che una distribuzione soddisfacente dei due tipi di libertà dipenda in misura prevalente dalle risorse economiche e culturali disponibili nella società in quel momento storico. Più alto è il livello delle risorse, più avanzata potrà essere la legislazione ... » (Pag. 50) e, siccome il livello delle risorse dipende anche dal numero dei cittadini che partecipano alla loro realizzazione, più numerosa potrà (o dovrà) essere la popolazione.
Ma cos'è che rende sopportabile un continuo aumento delle leggi? E' ragionevole pensare che con l'aumento delle leggi si produca una specie di sedimentazione delle stesse. Le più vecchie finiranno per essere condivise da tutta la popolazione, quelle un pò meno saranno percepite come «common law», mentre la quantità di leggi percepite come coercitive (le più recenti) rimarrà pressochè costante nel tempo. E' ragionevole pensare che a questa sedimentazione si accompagnerà una progressiva evoluzione della forma di governo dalla più pesante alla più leggera come elencato a pag.62 del libro.
Alla fine (nel punto ALFAgE=180°) tutti gli uomini avranno «opinioni eguali senza alcuna restrizione delle loro libertà ... il sistema dei vettori-opinione coinciderà con il sistema dei vettori azione ... lo stato, inteso come ordinamento di convenzioni e di leggi, » (pag. 63) non sarà più necessario.

f) La curva del diagramma 6 è stata costruita manualmente cercando di raccordare nel modo più sensato il punto SN col punto SPR. Se si stampa il diagramma e si misurano i raggi vettori virtuali (a prescindere dal tipo di scala impiegato) in corrispondenza, ad esempio, delle anomalie ALFA=45°, ALFA=90°, ALFA=180° e si fa il rapporto prima tra RO(90°) e RO(45°) e poi tra RO(180°) e RO(90°) si trovano valori intorno a 1,6. La curva, pertanto, potrebbe essere una spirale logaritmica per cui ad ogni raddoppio dell'anomalia ALFA il raggio RO aumenterebbe di 1,618 volte. Vale a dire che la crescita dello «sviluppo globale virtuale» in funzione del «grado della legislazione» avverrebbe secondo il numero aureo 1,618. Riportiamo l'ipotesi -non si sa quanto fondata- a solo titolo di curiosità.

g) Come abbiamo visto si possono definire un Tasso della tirannia e un Tasso della burocrazia.

La spirale dello sviluppo virtuoso è naturalmente teorica non essendo possibile definire il raggio ROepr ed avendo trascurato le altre variabili da cui lo sviluppo dipende. Le ipotesi fatte restano tutte da dimostrare.

Epilogo

Il punto SPR rappresenta paradossalmente il luogo dove tutti gli uomini potranno esercitare tutte le loro libertà naturali, essendo state abolite con leggi istituzionali proprio tutte le libertà naturali. Scomparirà la differenza tra "più dotati" e "meno dotati". D'altra parte -essendosi stabilita una perenne eccedenza di risorse - cesserà ogni attività economica compreso qualsiasi tipo di servizio (se non fornito da robot). Gran parte dell'energia fisica e mentale sarà dedicata ad attività ludiche, creative, educative e speculative, mentre diverrà un passatempo visitare le fabbriche costruite nel ventre delle montagne, completamente automatiche, progettate una volta per sempre al tempo della Rivoluzione Tecnologica Risolutiva, al di sopra di ogni stato dell'arte, senza possibilità di errore e di guasto, mosse da un tipo di energia che oggi nemmeno possiamo immaginare.
Fabbriche che forniranno gratis ogni ben di dio nelle varietà più disparate. Chiunque digitando il codice giusto potrà mettere nel suo carrello qualunque prodotto che gli verrà recapitato all'istante fungendo il carrello stesso anche da unità personale di teletrasporto. Non essendo i beni soggetti nè ad usura nè ad obsolescenza si potranno restituire digitando il codice di ritorno. I rifiuti saranno così ridotti al minimo. In casi estremi eventuali smaltimenti avverranno semplicemente spedendo i cassonetti nell'orbita del buco nero più vicino che li inghiottirà. Sarà il trionfo del razionalismo scientifico.
Tornerà in voga il Gran Ballo Excelsior.

Il mondo avrà un'unica Costituzione e, come è accaduto in Inghilterra, non ci sarà neppure il bisogno di scriverla.Tutte le leggi scritte fino ad allora saranno condivise da tutto il popolo della terra e percepite come espressione del senso comune (col passare del tempo saranno addirittura dimenticate), mentre l'imperativo categorico diverrà superfluo. Si vivrà in una pacifica, ordinata e piacevole anarchia o, per meglio dire, armonia. Ogni conflitto d'interesse sparirà come per incanto. Nessuno avrà più interesse per il Potere. Non ci saranno più stanze dei bottoni perchè non ci saranno più i bottoni. La mano invisibile di Smith verrà soppiantata dalle "mani consapevoli e responsabili" di tutti. Ognuno sarà sovrano di se stesso e farà proprio il comportamento dell'imperatore Adriano che si sentiva «responsabile della bellezza del mondo».
Si attuerà finalmente il progetto filosofico di Kant «Per la pace perpetua». Sarà la fine della storia. Dio tornerà ad essere il Dio della Creazione. L'uomo vissuto fino ad allora ad occhi aperti avrà conosciuto tutto il bene e tutto il male.
«... non ci sarà più la morte, nè lutto, nè lamento, nè affanno, perchè le cose di prima sono passate» [Apocalisse di san Giovanni apostolo 21,1-5]. L'uomo diventerà allora immortale? No, ma sicuramente il parto sarà indolore e gli uomini non si ammaleranno più di prostata.

La popolazione della terra sarà espressa da un numero googoliano: perchè sia massimo lo sviluppo del sistema (eccedenza perenne di risorse) dovrà essere massima la quantità totale delle libertà naturali presenti nel sistema stesso che come sappiamo dipende «non solo dalle libertà lasciate ai più dotati, ma anche dal numero dei cittadini che, attraverso le libertà istituzionali, sono in grado di esercitare le loro libertà naturali» (pag. 53) e, pertanto, questi dovranno essere tanti ma tanti, con buona pace di Thomas Robert Malthus [2].
Ci sarà un unico gruppo etnico: quello "umano". Le diverse etnie si erano fuse ed amalgamate da tempo immemorabile. Il processo era iniziato intorno al 2000 con il fenomeno chiamato Californication [3] (da un'espressione dei Red Hot Chili Peppers). In quegli anni si potevano vedere fare jogging nei campus della California studenti nati dalle mescolanze più impensate: «nippo-americani alti un metro e 80 e con la corporatura d'un quarterback texano; ispano-americani, iraniani-italoamericani, scandinavi-sinoamericani, tedeschi-irlandesi-indiani-americani, che sfoggiavano ogni possibile gradazione di colore della pelle e ogni possibile variazione fisiognomica, in combinazioni di frequente incantevoli». La Californication aveva funzionato e si era estesa a tutto il mondo: e pluribus unum. In tutti i paesi un gran numero di persone di diversa provenienza razziale, etnica, religiosa e culturale si era fusa ed amalgamata mantenendo inalterata una comune cultura civica che aveva consentito alla Federazione Mondiale di sopravvivere come unione libera, democratica e sicura di sé.

Naturalmente la terra sarà la Nuova Terra, in qualche parte dell'universo, ricca di panorami stupendi, con città splendide, piene di luce, irrigate d'acque limpide, con frutteti e con campi che produrranno le più belle frutta e le messi più opime. «I pavimenti marmorei delle case parranno mossi da una brezza leggera e si avrà l'impressione di sentire sotto i piedi la sabbia del mare. I soffitti saranno dipinti coi colori del cielo: sembrerà di vedere le nuvole vaganti, il soffio dello zefiro e i pianeti in movimento» [4]. Lassù l'uomo si sarà trasferito prima che il vecchio pianeta scomparisse a causa dello spegnimento del sole. La tecnologia non avrà salvato il pianeta ma avrà salvato l'umanità. Saranno stati abbandonati sulla terra i «racconti delle origini» e il «libro dei miti» e, di conseguenza, la possibilità di trovare su quella nuova altri alberi della vita. Gli ecologisti, attardatisi a un summit mondiale per discutere il da farsi, avranno perso l'ultimo convoglio utile per l'esodo.

Infine nel Paradiso ritrovato non ci saranno più frutti vietati ma l'uomo e la donna saranno cambiati. Per avere un'idea del come, può essere utile ricordare cosa scriveva Platone nella Repubblica. Anche per il grande filosofo il fine dell'uomo era la felicità che identificava con la giustizia cioè con l'armonia derivante dalla pratica delle tre virtù principali: sapienza (prevalente -rispetto alle altre due virtù- nella classe dei filosofi), fortezza (prevalente nella classe dei guardiani) e temperanza (prevalente nella classe dei commercianti). Siccome abbiamo visto che non ci saranno più commercianti a causa della fine delle attività economiche e che anche i guardiani saranno inutili in virtù della pace perpetua, ecco che gli uomini e le donne potrebbero assomigliare ai filosofi e alle filosofe. A questo punto, Freud, Marcuse e Tinto Brass porrebbero un dubbio: riuscirebbero uomini e donne privati dell'anima concupiscente a godere pienamente dell'Eros ritrovato?
Much ado about nothing?

Note
[1] da un articolo di Pietro Citati su la Repubblica.

[2] Intorno al 1972 Cesare Marchetti, per criticare tecnicamente le posizioni del Club di Roma (fautore del rapporto "I limiti dello sviluppo" dei Meadows ed altri) ha scritto un libello intitolato «10 elevato a 12» (mille miliardi), in cui ipotizzava appunto una popolazione di quelle dimensioni, mentre prevede che l'umanità raggiunga i diecimila miliardi di individui (10 elevato a 13) nel 2750.
Cesare Marchetti - studioso dei sistemi globali presso l' Iiasa -International institute for applied system analysis- di Laxenburg Austria
da Il sole24ORE/duemila/Le grandi date del terzo millennio, del 31dicembre 1999

[3] da un articolo di Timothy Garton Ash su la Repubblica del 10 settembre 2003.

[4] da un articolo su la Repubblica.

Bologna, 10 giugno 2004
1° Revisione: 5 luglio 2004
Anno di pubblicazione: 2004
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