Il palazzo del disincanto

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (Art. 1)

E' tempo che le "forme e i limiti" siano spostati in direzione della democrazia diretta.

Una legge elettorale democratica deve:

permettere a tutti i cittadini la massima facilità di candidarsi

permettere agli elettori la massima possibilità di scelta

permettere la formazione di una efficace maggioranza di governo

Leggi elettorali
IL MODELLO ITALIANO di Sergio Vivi, 27 giugno 2007

Art. 1
L'Assemblea Nazionale è eletta a suffragio universale e diretto.
Il numero dei deputati è di cinquecento.
Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni e non hanno superato i settantre anni di età.

Art. 2
L’elettore, per candidarsi, deve registrarsi nel comune di residenza nell’apposito elenco, versando -a fondo perduto- una tassa pari a un ventiquattresimo del proprio reddito imponibile annuo, risultante dall’ultima dichiarazione dei redditi presentata prima del giorno delle elezioni.
[Possono candidarsi anche gli italiani iscritti all'Anagrafe Italiani Residenti all'Estero, registrandosi presso un Consolato italiano versando una tassa analoga a quella prevista per i residenti in Italia e stabilita per legge.] [Lasciare o togliere questa possibilità?]
E' fissato per legge un tetto massimo per gli alti redditi ed uno minimo per chi è nullatenente.
Gli elenchi comunali non hanno un limite numerico.
Gli elenchi comunali sono pubblicati in internet sui siti dei rispettivi Comuni.

Art. 3
Il collegio elettorale è unico e nazionale.
L’elenco nazionale dei candidati non ha un limite numerico e si ottiene dalla somma degli elenchi comunali [e di quelli dei consolati.]
Ciascun candidato è inserito nell’elenco col suo cognome e nome. Soltanto in caso di omonimia sono aggiunti uno o più dei seguenti elementi: anno di nascita, luogo di nascita, cognome della madre.
L'elenco nazionale è pubblicato in internet sul sito del Ministero degli Interni.

Art. 4
La scheda elettorale contiene un riquadro con cinque righe.
L’elettore può scegliere di votare da uno a cinque nomi, uno per riga, scegliendoli liberamente dall'elenco nazionale, scrivendo il cognome e il nome dei candidati più gli altri eventali elementi identificativi.

Art. 5
I seggi sono assegnati ai cinquecento candidati che hanno ottenuto più voti.

Art. 6
Entro sette giorni dalla prima convocazione dell'Assemblea Nazionale, i deputati eletti si associano liberamente tra loro, dando vita a gruppi parlamentari costituiti da almeno venti unità.
I deputati dei gruppi che non raggiungono le venti unità formano il gruppo misto.

Art. 7
Il Presidente della Repubblica assegna l’incarico di formare il governo al deputato indicato dal gruppo parlamentare più numeroso.

Nel caso si formino due o più gruppi maggioritari con lo stesso numero di deputati, il Presidente della Repubblica verifica la possibilità di formare un governo di larghe intese. In caso di fallimento il Presidente della Repubblica scioglie l’Assemblea Nazionale.

Art. 8
Premio di maggioranza.
I deputati appartenenti al gruppo parlamentare più numeroso hanno ciascuno a disposizione, dal momento in cui il governo si presenta all'assemblea per chiedere la fiducia, un voto di peso P calcolato con la formula:
P = (Sm + 50) / SM
[ P uguale a (Sm più cinquanta) diviso SM ]
dove:
Sm è il numero totale dei seggi dei gruppi minoritari
SM è il numero di seggi del gruppo maggioritario
50 è il premio di maggioranza prefissato (espresso in numero di seggi virtuali)

Se un deputato da un gruppo parlamentare passa al gruppo parlamentare maggioritario, oppure se un deputato lascia il gruppo parlamentare maggioritario per un altro, il peso P del voto viene ricalcolato.
Il premio di maggioranza non viene assegnato nel caso si formi un governo di larghe intese.

Art. 9
Norma antiribaltone.
Se, in seguito al passaggio di deputati dal gruppo maggioritario parlamentare ad altri gruppi, il gruppo maggioritario diventa minoritario il Presidente della Repubblica scioglie l’Assemblea Nazionale.

Art.10
Nessun membro dell'Assemblea Nazionale può avere più di settantotto anni di età.

[Work in progress]



Nota all’art.1
Questa legge implica una riforma costituzionale che abolisca il Senato.
La Camera dei deputati, unico componente del Parlamento, assume il nome di Assemblea Nazionale.
Il bicameralismo perfetto è criticato sempre più spesso.
Un parlamento monocamerale basta e avanza.
Non ci sarebbe più il pericolo che il Popolo, che è Uno, elegga due maggioranze di tipo diverso come è possibile nel sistema bicamerale.
Si abbrevierebbero i tempi di approvazione delle leggi.
Se si attuasse un vero federalismo, anche un senato delle regioni non avrebbe più senso. Ciascuna regione ha la propria Assemblea legislativa.
Le regioni possono riunirsi in un’associazione come hanno fatto i comuni con l’Anci.
Infine, è sembrato giusto imporre un limite d'età.

Nota all’art. 2
Per candidarsi non occorre più raccogliere firme. Avete mai provato a raccogliere ed autenticare mille firme? Quanto pensate che possa costare, se mettete un tavolino in piazza e avete bisogno di un notaio? Costa almeno dieci volte di più che farsi la propaganda.
Chi guadagna poco, può sempre fare una colletta fra amici ed estimatori. Al limite quell’anno rinuncia alle ferie.
Non ci sarebbe più lo spettacolo dei partiti che raccolgono firme false.
La tassa serve, soprattutto, per ridurre le candidature velleitarie.
I candidati devono pure dimostrare che lo fanno per spirito di servizio e non per interesse personale.

Nota all’art. 3
Si tratta di eleggere il Parlamento nazionale.
L’art. 67 della costituzione afferma che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione” e non che rappresenta il suo territorio. Gli elettori sono benissimo in grado, se lo ritengono opportuno, di difendere la territorialità con un uso accorto delle preferenze.
Gli interessi territoriali si difendono meglio nell'ambito del federalismo -che tanti politici ci promettono continuamente- con una corretta applicazione del principio di sussidiarietà, come prescritto dall’art. 118 della Costituzione e dal diritto comunitario europeo.
Inoltre, il territorio nazionale -inserito nell'Unione Europea- viene percepito sempre più piccolo, tanto che in questi giorni (fine giugno 07) si parla di un prossimo candidato a premier (Walter Veltroni) come del Sindaco d'Italia.

Nota all’art. 4
E' compito delle associazioni e dei partiti pubblicare e propagandare -con tutti i mezzi consentiti dalla legge- l'elenco nazionale e quelli territoriali dei candidati da essi sostenuti.
La scheda elettorale è semplice ed uguale in tutto il territorio nazionale.
Nella scheda non compaiono più i contrassegni dei partiti, liberando così gli elettori da ogni suggestione simbolica
Per esprimere un voto valido, l'elettore sarà costretto "a pensare" ed a "scegliere" almeno un nome.
Ogni candidato sarà presente su tutto il territorio nazionale (non più soltanto i leader) e gli elettori avranno la massima possibilità di scelta.
Saranno anche meno tormentati. Chi fosse indeciso, potrà applicare una sua personale “par condicio” assegnando alcuni voti a candidati sostenuti dal partito A ed uno a candidati sostenuti dal partito B e C (Voto disgiunto).
Ne uscirebbe un Parlamento “scelto con maggiore impegno” dagli elettori e “meno legato agli interessi” dei partiti.

Una legge elettorale impostata su questi principi renderebbe di fatto inutile effettuare “le primarie”, in quanto queste sarebbero un tutt’uno con le elezioni vere e proprie. Sarebbero elezioni con “primarie embedded”.

L’art. 49 della Costituzione afferma che ”tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
I partiti politici continueranno, pertanto, ad essere gli autori principali delle proposte politiche e gli organizzatori del consenso.
Compileranno le liste ufficiose dei loro candidati senza bisogno di escludere nessuno.
Si risolverà, automaticamente, anche il problema delle quote rosa.
Solo che invece di avere liste bloccate, tutti i candidati avranno sulla scheda la stessa “invisibilità”.
Spetta ai candidati (ed ai partiti che li sostengono) farsi propaganda. Come regolamentarla, non è lo scopo di questo scritto.

Nota all’art. 5
La democrazia richiede che tutti gli eletti dal popolo, e solo gli eletti, siedano in Parlamento.
Tutti devono avere diritto di tribuna.
Una legge che prevede lo sbarramento e assegna un premio di maggioranza in seggi -sottraendoli a candidati che hanno raggiunto il quoziente- non è democratica.
I partiti non hanno l'esclusiva del parlamento. Con questa legge è possibile avere deputati indipendenti dai partiti.

Nota all’art. 6
Quanti gruppi parlamentari si formerebbero?
Sarebbero sette giorni frenetici.
La fame di potere dovrebbe favorire la polarizzazione attorno a due gruppi principali.
Potrebbe essere la strada verso un vero bipolarismo o, meglio, bipartitismo.
Rispetto alla situazione attuale dove i partiti si presentano uniti alle elezioni per, poi, dividersi -in parlamento- in tanti gruppi parlamentari, con questa legge si presentano alle elezioni tante liste informali di partito che saranno indotte a riunirsi in pochi gruppi parlamentari per partecipare al governo: mi sembra una differenza che conta.

Nota all'art. 7
Il capo del governo deve essere un deputato eletto dal Popolo.

Nota all’art. 8
Il premio di maggioranza è dato in voti pesanti invece che in numero di seggi reali secondo la formula:
P x SM = Sm + 50
da cui:

P = (Sm + 50) / SM

dove:
P = Peso del voto assegnato ai deputati del gruppo parlamentare maggioritario
SM = Numero dei seggi del gruppo maggioritario
Sm = Totale dei seggi dei gruppi minoritari
50 = Maggioranza prefissata (espressa in numero di seggi virtuali)

Esempi di calcolo
Supponiamo, per semplicità, che si costituiscano alla Camera dei deputati sempre tre gruppi parlamentari composti come segue:

222, 198, 80
P = [(198 + 80) + 50] / 222 = 1,48
Rapporti di forza alla camera
222 x 1,48 --> 328 vs 278 --> +50

250, 175, 75
P = [(175 + 75) + 50] / 250 = 1,20
Rapporti di forza alla camera
250 x 1,20 --> 300 vs 250 --> +50

275, 152, 73
P = [(152 + 73) + 50] / 275 = 1,00
Rapporti di forza alla camera
275 x 1,00 --> 275 vs 225 --> +50

283, 145, 72
P = [(145 + 72) + 50] / 283 = 0,94
Rapporti di forza alla camera
283 x 0,94 --> 266 vs 217 --> meno 49

Nei primi due casi il peso del voto risulta maggiore di 1.

Nel terzo caso in cui il gruppo maggioritario ha conquistato esattamente 50 seggi (maggioranza prefissata) in più dell’opposizione –come in tutti i casi simili (ad esempio 275,193, 32) il peso del voto è uguale a 1. Ci possono essere, cioè, dei casi in cui non scatta nessun premio.

Nel quarto caso in cui il gruppo maggioritario ha conquistato oltre 50 seggi in più dell’opposizione il peso del voto risulta inferiore a 1.
Cioè la formula permette di mantenere i rapporti di forza alla camera intorno ai 50 seggi virtuali prefissati (le piccole differenze dal valore 50 sono dovute all’approssimazione del calcolo).

Come si vede questo meccanismo di regolazione della maggioranza previene anche l’instaurarsi di una «dittatura della maggioranza» , facendo sì che per l’approvazione di leggi che richiedono una maggioranza qualificata necessiti l’accordo con l’opposizione.

La formula non si riesce ad applicare soltanto nel caso in cui vengano costituiti soltanto due gruppi parlamentari di 250 deputati ciascuno. In questo caso o si fanno le larghe intese o si scioglie l’Assemblea Nazionale.

E’ stato fissato il valore di 50 per la maggioranza (un decimo di 500), ma non è detto che sia quello ottimale (ammesso che ci sia un valore ottimale).

E’ democratico questo metodo?
Certamente più di quello che esclude candidati eletti dal popolo, per mettere al loro posto candidati che hanno avuto meno voti.

Nota all’art. 9
Va bene che i deputati rappresentano la Nazione senza vincolo di mandato ma, se provocano un ribaltone, questo deve essere confermato dagli elettori.

Nota all'art. 10
Gli attuali parlamentari a vita si trasformano in deputati di diritto fino all'età limite ammessa.


Work in progress
Questa è la versione del 27 giugno 2007
Con modifiche apportate il 26 ottobre 2007
Con modifiche apportate il 24 settembre 2011 (eliminazione dei contrassegni di lista dalla scheda elettorale)



Anno di pubblicazione: 2007
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