Il palazzo del disincanto

La disaffezione dei cittadini nei confronti della politica è in continua crescita in tutti i paesi democratici. Per molti addetti ai lavori l'imperativo del 21° secolo è di trovare nuovi modi di governare.
Come sappiamo la democrazia -come fu realizzata in Atene- comprende due momenti: il momento della pubblica discussione di un problema cioè della "deliberazione" e quello dell'approvazione della legge cioè della "decisione".
Nella democrazia rappresentativa questi due momenti si svolgono formalmente nel Parlamento. Di fatto la formulazione di un disegno di legge avviene all'interno di specifiche commissioni ristrette o addirittura all'interno di comitati di esperti che non sono rappresentanti del popolo ma consulenti scelti dal Capo del governo o dai singoli Ministri: la deliberazione è sempre più spesso sottratta al Parlamento a cui resta soltanto il momento della decisione.
D'altra parte i cittadini cominciano a reclamare quel maggiore potere di decisione che le nuove tecnologie (Internet) ormai permettono.
Può il modello di "glossed democracy" delineato nel sottostante articolo costituire un passo avanti rispetto alle forme e ai limiti dell'attuale democrazia rappresentativa?

Una possibile forma di governo a democrazia diretta
perfettibile, modificabile, non praticabile ... magari da buttare

di Sergio Vivi


Il Mondo si riparte in Federazioni di stati, Stati, Regioni e Comuni, sulla base del federalismo senza aggettivi. Vengono formati un Governo mondiale e i Governi federali, statali, regionali e comunali. Quello del governo mondiale é un discorso prematuro (Kant dovrà attendere ancora un pò) e, pertanto, non viene trattato in questa sede.

I governi degli altri quattro livelli sono formati -con le opportune modifiche nominalistiche (ad es. giunta invece di governo, governatore o sindaco invece di presidente)- allo stesso modo, secondo il seguente schema che delinea alcuni dettagli del modello di teledemocrazia proposto. Le figure istituzionali evidenziate in giallo vengono elette a suffragio universale e diretto.



Sistema elettorale

Alle elezioni presidenziali, a un solo turno maggioritario, ad ogni candidato è abbinato un candidato alla vicepresidenza e una squadra di 9 candidati a consigliere. Il candidato che ottiene più voti é eletto alla presidenza assieme alla sua squadra. Il candidato che arriva secondo viene eletto Oppositore assieme alla sua squadra. Con una seconda scheda, contenente una seconda lista, il candidato che ottiene più voti viene eletto Interprete sovrano (ovvero Interprete del Popolo sovrano) assieme alla sua squadra.

Sono eleggibili tutti i cittadini che hanno diritto di voto. Per candidarsi occorre registrarsi -via internet- nell'apposito elenco, versare a fondo perduto una tassa pari a 1/24 del proprio reddito netto annuo personale e raccogliere almeno 11 firme di presentazione. Nei due elenchi dei candidati a Presidente e a Interprete sovrano, appariranno in testa quelli con il maggior numero di firme (in ordine alfabetico a parità di firme). Un meccanismo di elezioni primarie, organizzate dai Partiti e dalle Associazioni, servirà a ridurre il numero dei candidati, fermo restando che tutti possono candidarsi.

Cariche istituzionali

Il Presidente é il Capo dello stato. Sceglie e nomina i Ministri, i suoi Esperti, i Giudici della Corte Suprema e il 25% dei glossatori. Può revocare i Ministri e i suo Esperti. Dirige la politica generale del Governo e ne é responsabile. Coordina l'attività dei Ministri. Ha il comando delle Forze armate.

L'Oppositore sceglie e nomina i suoi Esperti in numero uguale a quello del Presidente e il 25% dei glossatori. Può revocare i suoi Esperti. Può chiedere all'Interprete sovrano la sfiducia del Presidente. Può chiedere all'Interprete sovrano la messa in stato d'accusa del Presidente.

L'Interprete sovrano presiede la Camera dei glossatori. Sceglie e nomina il 50% dei glossatori. Sentiti il Presidente e l'Oppositore, decide l'agenda politica. Promulga le leggi con gli emendamenti approvati dal Popolo.

Il Presidente e l'Oppositore sono eletti per quattro anni. L'interprete sovrano è eletto per cinque anni.

Formazione delle leggi

L'iniziativa delle leggi appartiene al Governo, all'Oppositore e al Popolo sovrano. Ogni disegno di legge è inviato e illustrato dai proponenti alla Camera dei glossatori alla presenza della controparte in modo che questa possa, a sua volta, proporre degli emendamenti. In caso d'urgenza il Governo può fare ricorso ai Decreti legge, da approvare comunque entro 60 giorni.

La funzione principale della Camera dei glossatori é quella di tradurre il testo del disegno di legge e degli emendamenti proposti in quesiti semplici, chiari e univoci adatti per essere sottoposti al voto degli elettori e di garantire che i quesiti rispecchino la sostanza e lo spirito della legge. Se il testo viene considerato "intraducibile" dai glossatori, l'Interprete sovrano può decidere di rinviare il testo ai proponenti per le opportune modifiche. In caso di disaccordo sul testo dei quesiti, decide il voto dell'Interprete sovrano.

Meccanismi di garanzia

L'Oppositore può chiedere la sfiducia del Presidente o la sua messa in stato d'accusa davanti alla Corte suprema, secondo i seguenti schemi.

Commenti

1) La forma di governo proposta realizza il massimo della sovranità popolare e il massimo dell'accesso alle cariche politiche (tutti, in pratica, possono essere candidati).

2) Realizza il massimo della collaborazione fra le forze politiche (nei meccanismi di garanzia é applicato una sorta del "dilemma dei due prigionieri").

3) La legge elettorale maggioritaria garantisce governi stabil e porta rapidamente al sistema del bipartitismo.

4) La formazione dell'agenda politica è chiaramente attribuita a una figura indipendente per la quale non sarà difficile rimanere al di sopra delle parti.

5) L'istituzione della Camera dei glossatori -assieme al fatto che i disegni di legge sono predisposti da esperti- risolve i problemi del "grado di competenza" dei votanti e della "predisposizione dei quesiti". Per mezzo della TV e di internet sarà possibile fornire ai cittadini la capacità di esprimere "giudizi ragionati".

6) Il fatto di votare il testo della legge e gli emendamenti proposti dall'opposizione (ma anche la maggioranza potrebbe accompagnare la sua legge con dei propri emendamenti), impedisce un esito della votazione a somma zero (chi vince vince tutto, chi perde perde tutto) e fratture insanabili fra i sostenitori e gli avversari della legge. Permette invece un certo grado di compromesso fra interessi divergenti.

7) Mentre nella democrazia rappresentativa i parlamentari sono in stragrande maggioranza uomini, nella democrazia diretta voterebbero tutti gli uomini e tutte le donne, con l'apporto della sensibilità e del grande senso pratico delle seconde.

8) I partiti -associazioni volontarie di cittadini- continueranno a svolgere la loro funzione, diffondendo le loro concezioni politiche e sociali e cercando di attuarle attraverso la partecipazione alla vita pubblica e alla direzione dello Stato.

Bologna, capitale europea della cultura, 15 maggio 2000



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Anno di pubblicazione: 2000
Ultima modifica: 2001
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