Il palazzo del disincanto

Referendum popolare 12, 13 giugno 2005

E' indetto per il 12, 13 giugno 2005 il Referendum Popolare per l'abrogazione parziale della legge 19 febbraio 2004, n.40 "Norme in materia di procreazione medicalmente assistita".
Al Comitato per il Sì (Nascere, Guarire, Scegliere) si contrappongono vari Comitati per il No, ma soprattutto il Comitato per la legge 40, SCIENZA & VITA (Alleati per il futuro dell'uomo) che sostiene l'astensione nell'intento di impedire il raggiungimento del Quorum.

Dialogo di una coscienza con Fede e Scienza

Mi chiamo Confusa, una coscienza tra tante, e devo dettare al mio possessore il comportamento da tenere di fronte ai referendum sulla procreazione assistita. Per cominciare, potete dirmi come si forma l’embrione?

Scienza. L’embrione si forma passando attraverso diversi stadi: zigote, morula, blastocisti, embrioplasto, impianto nell’utero, sviluppo dell’embrione.
(Una descrizione completa si può leggere nell’articolo di Edoardo Boncinelli, intitolato «Embrioni: Non esiste l’ora X», del 25 gennaio 2005 sul Corriere della Sera). Vedere anche la descrizione ricavata dall'articolo

Confusa. «Lo zigote è un individuo? E, soprattutto, è un individuo la morula di otto o sedici cellule presente il giorno dopo, cioè il secondo giorno di gestazione, quando si può eseguire, volendo, una diagnosi preimpianto»?

Scienza. «È certamente un progetto di individuo, ma lo diverrà effettivamente soltanto nel 15-20% dei casi, perché la maggioranza delle morule non porterà, anche in condizioni normali, a nessun embrione e una percentuale non trascurabile di queste porteranno a due o più embrioni». (Edoardo Boncinelli)

Fede. Allo stato attuale, "la induzione logica dei dati forniti dalle scienze sperimentali conducono all’unica possibile conclusione, e cioè che, a parte fortuiti eventi di disturbo, alla fusione di due gameti un nuovo reale individuo umano incomincia la propria esistenza, o ciclo vitale, durante il quale – date tutte le condizioni necessarie e sufficienti – realizzerà autonomamente tutte le potenzialità di cui è dotato. L’embrione, pertanto, dal tempo della fusione dei gameti è un reale individuo umano, non un potenziale individuo umano" [A. Serra e R. Colombo, Identità e statuto dell’embrione umano: il contributo della biologia, in Pontificia Accademia Pro Vita, Identità e statuto dell’embrione umano, LEV, Città del Vaticano 1998, pag. 146].

Confusa. Quando è che un embrione diventa persona e come tale gode dei diritti scritti e non scritti spettanti ad una persona?

Fede. L’embrione è persona fin dal concepimento. Infatti secondo la biologia «L’embrione … dal tempo della fusione dei gameti è un reale individuo umano, non un potenziale individuo umano». Secondo la filosofia «L’individualità … connota il modo più alto di essere di un essente … E’ stato Aristotele il primo ad affermare che l’autenticamente essente è l’individuo nella sua insostituibile irripetibilità
…. L’essere un individuo non è solo dell’uomo: tali sono anche piante ed animali. Esiste un modo di essere individuo specifico ed esclusivamente proprio dell’uomo? E’ il modo connotato dal termine “persona”; l’integrazione del concetto [biologico] di “individuo” nel concetto [filosofico] di “persona” costituisce la risposta filosofica alla nostra domanda». Sempre la filosofia dimostra che «alcune operazioni compiute dall’uomo … quali il pensare o la libera scelta o l’amore ablativo, esigono la presenza di un principio puramente spirituale … comunemente chiamato “anima”», il quale «informando il corpo costituisce, fa essere la persona». Secondo la teologia, infine, si può concludere che: «l’embrione umano è un individuo-persona creato da Dio a sua immagine e somiglianza».
(Mons. Carlo Caffarra)
[ per la trattazione completa vedere www.caffarra.it ]

Scienza. «Questa è una domanda che esula dalla biologia e dalla scienza in generale e qui mi fermo. Ma non senza aver notato che alla fin fine è questa l’unica domanda rilevante, alla quale tutti siamo chiamati a dare una risposta, anche provvisoria e rivedibile. Per noi e per i nostri figli. Non possiamo chiedere alla natura o alla scienza di cavare le castagne dal fuoco al posto nostro. Occorre prenderci le nostre responsabilità e fissare dei limiti, che non potranno che avere una componente di convenzionalità.» (Edoardo Boncinelli)

Confusa. Non è facile dare una risposta. Vorrei mettere l’accento su un aspetto considerato marginale e che nel dibattito in corso viene quasi sempre liquidato con poche battute. Mi sembra che quell’inciso «date tutte le condizioni necessarie e sufficienti» sia più pesante di un macigno. Nell’80 percento dei casi le condizioni non si danno: soltanto il 20 percento dei nuovi reali individui umani raggiungeranno l’utero materno e probabilmente riusciranno a nascere. Come siamo scelti?

Fede. «In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo… predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo"(San Paolo, Ef 1,4-5). «Siamo stati scelti; ciascuno di noi è stato scelto, pensato cioè e personalmente voluto già prima della creazione del mondo».

Confusa. Cosa significa “ci ha scelti”? Dio ci ha eletti tutti o ci ha selezionato tra tanti? Ha scelto certamente tutti quelli in cui ha messo l’anima. Ma ha messo l’anima anche nell’80/85 percento delle morule che non sopravvivono? Se la risposta è affermativa, si deve logicamente ammettere che mentre nascevano i 6 miliardi di persone oggi esistenti, almeno 24 miliardi di altre persone morivano mentre erano ancora nella tuba delle loro madri. Una sorta di manicheismo secondo cui ci sarebbero due umanità differenti (quella effimera quattro volte più numerosa di quella che vivrà), dai destini e dalle speranze divergenti. Come spiegare questa ecatombe? Chi ha peccato, le morule o i loro genitori, perché le prime morissero? Dobbiamo pensare che non fossero persone fatte a immagine e somiglianza di Dio? Dobbiamo pensare che, dopo aver detto «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra …» (Genesi 1,28), il Signore possa tollerare una così drastica limitazione delle nascite come nemmeno il più risoluto dei malthusiani potrebbe concepire? O che ponga dei contingentamenti come fanno gli Stati con l’ingresso degli extracomunitari? Se così fosse, altro che i trecentomila embrioni soprannumerari, altro che Erode, questa sì che sarebbe una vera strage degli innocenti!

Scienza. Molto semplicemente è la natura che, non soggetta ad alcuna etica, applica in modo massiccio il principio di precauzione per impedire che embrioni difettosi (ma anche qualcuno perfetto, chi lo sa?) possano raggiungere l'utero.

Fede. Parafrasando l’evangelista Giovanni (9,3), né le morule hanno peccato, né i loro genitori, queste cose avvengono perché la gloria di Dio si manifesti tramite il suo figlio prediletto.

Confusa. Anche Gesù Cristo è nato come tutti gli uomini?

Fede. Certamente, «Gesù di Nazereth è stato anche, per nove mesi della sua vita, un uomo concepito. Lo è stato attraversando tutte quelle fasi dello sviluppo embrionale, necessarie alla crescita organica di ognuno di noi, e che continueranno a essere la strada obbligata per ogni uomo che si affaccia alla vita».

Confusa. Chi è Gesù Cristo?

Fede. Gesù è il frutto del concepimento virginale di Maria per opera dello Spirito Santo.

Confusa. Gesù è dunque una mescolanza di divino e di umano?

Fede. « 464 L'evento unico e del tutto singolare dell'incarnazione del Figlio di Dio non significa che Gesù Cristo sia in parte Dio e in parte uomo, né che sia il risultato di una confusa mescolanza di divino e di umano … Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo. 465 … il Figlio di Dio è generato, non creato, della stessa sostanza (homousios) del Padre 466 … si dice che il Verbo è nato secondo la carne ».
[ Catechismo della Chiesa Cattolica ]
(Parte Prima, Sezione Seconda, Capitolo Secondo, Articolo 3, Paragrafo 1,III)

Confusa. Questo significa che, mentre l’anima è divina, il corpo di Gesù è veramente generato secondo le leggi della biologia. Ma lo Spirito Santo non era un po’ preoccupato? Sapeva certamente che c’era uguale probabilità che Gesù nascesse donna. Sapeva che le morule venivano “saggiate” dalla natura ed eventualmente scartate per non dar luogo ad embrioni troppo difettosi. Sapeva che Maria poteva generare due o più gemelli. Era di capitale importanza che Gesù nascesse Unigenito. «Unigenito perché il Padre si dona totalmente, non parzialmente, e questo dono è giunto fino al punto della morte sulla Croce». In che cosa è consistita l’opera dello Spirito Santo?

Fede. L’opera dello Spirito Santo era nella mente di Dio.

Scienza. Ha prodotto certamente due effetti. Ha supplito, in modo misterioso, alla mancanza del gamete maschile (la teologia esclude qualsiasi tipo di partenogenesi). Cosa più importante, ha difeso l’embrione dai rischi che questo normalmente incontra mentre vaga nella tuba della madre e lo ha sottratto alle differenti modalità dell’esito. Gesù era un individuo unico e irripetibile, così come era unica la sua anima che non poteva essere infusa una seconda volta. Affinché -giunta la pienezza del tempo- il piano salvifico di Dio potesse attuarsi occorreva che il corpo [biologico] maschio e unigenito di Gesù fosse generato con certezza. Occorreva eludere «la sorprendente [democratica!?] casualità dell’esistenza». Non si poteva giocare a dadi col Verbo che si faceva Carne, ma non si voleva barare con le leggi della biologia.

Confusa. In che modo lo Spirito Santo può avere difeso l’embrione senza infrangere le leggi della biologia? Ad esempio, possiamo pensare che abbia impiantato direttamente l’embrione di Gesù nell’utero di Maria? E che solo a quel punto, fatto il corpo, Dio abbia messo l’anima nell’embrione e Gesù sia diventato Persona?

Scienza. La possibilità di impiantare un embrione nell’utero per la biologia esiste come provano le odierne tecniche di fecondazione artificiale. Ma se ciò è avvenuto, è stato possibile a rigore di logica –essendo Gesù vero uomo- soltanto se il momento dell’immissione dell’anima nell’embrione di Gesù è stato lo stesso dell’immissione dell’anima in tutti gli altri uomini, a partire da Adamo.

Confusa. In verità si legge: «Ed il Signore Dio fece l'uomo dalla polvere della terra ed alitò [/insufflò] un soffio vitale nel suo naso, e l'uomo fu [/divenne] una creatura vivente» (Genesi 2,7).

Fede. Non è un’ipotesi lecita. La descrizione della Genesi è un’allegoria ad uso degli uomini di duemila anni fa.

Scienza. Tornando ai comuni mortali, sono tutti d’accordo -cattolici, laici, teologi e scienziati- che il passaggio da zigote ad embrione è certamente un processo senza soluzione di continuità: è un continuum. Tutti dovrebbero prendere atto, però, che il processo nella stragrande maggioranza dei casi si interrompe a causa di passaggi molto critici. La popolazione mondiale attualmente è di circa SEI miliardi; l’incremento annuo attuale è dell’1,2 per cento cioè 72 milioni all’anno, 82190 nati ogni 10 ore. Le morule che soccombono nella tuba, nello stesso tempo, sono circa 328 MILA.

Confusa. La scienza ci fa «notare che è una fortuna che non tutte le morule giungano a dare un embrione. Si tratta infatti di un fondamentale «periodo di prova» [la permanenza nella tuba] durante il quale le morule che potrebbero dar luogo a embrioni difettosi vengono “saggiate” dalla natura e eventualmente scartate». Per la Fede, invece, tutte le morule sono già individui irripetibili, persone provviste di anima con peccato originale embedded, “enti terzi” che posseggono già un attributo della soggettività giuridica: l’inalienabilità (non appartengono né alla madre, né al padre, né tanto meno al potere scientifico). Peccato che le morule-persone che soccombono siano, come è stato detto, circa 328 MILA ogni 10 ore che passiamo a discuterne, lo stesso numero degli embrioni soprannumerari esistenti. Ma perché sarebbero state scelte, una per una, prima della creazione del mondo per fare una così misera fine: individui unici e irripetibili, trattati come anonimi “grumi di cellule” e ignoti a tutto l’universo?

Fede. « … non c’è bisogno di aggrapparsi alle percentuali per replicare. La morte è l’esito inevitabile di ogni vita umana. Il 100% degli uomini muore e la loro mortalità non elimina la loro umanità, né la precocità della morte può avere un significato ontologico» (Sì alla vita, N°2, febbraio 2005). «Nell'embrione c'è tutto l'uomo, anche se nella fecondazione naturale solo il 15-20 per cento degli embrioni riesce ad annidarsi nell'utero materno e una percentuale ancor minore riuscirà a nascere. Questo argomento, però, ha la stessa forza logica di quello che, constatando l'alta mortalità infantile presso alcune popolazioni africane, ne traesse spunto per giustificare l'infanticidio … In realtà, che l'embrione sia vita umana sin dal concepimento è la tesi oggi più ragionevole, anche se non incontestata. Nel dubbio - che certo rimane, dal punto di vista scientifico - dovrebbero valere due argomenti. Da un lato … l'onere della prova spetta a chi intende sostenere che l'embrione umano non è vita: solo ove ciò fosse provato scientificamente al di là di ogni ragionevole dubbio, potremmo accettare la negazione della sua natura di essere umano. Dall'altro … il prezioso strumento del principio di precauzione … invita ad evitare comportamenti altamente pericolosi anche in casi dubbi (lo si applica in campi in cui gli effetti nocivi sono incerti, come l'elettrosmog e gli Ogm). Due buone ragioni per escludere la riduzione dell'embrione a cosa, stanti i dubbi sulla sua natura scientifica» (Marco Olivetti – Avvenire –11 marzo 2005).

Confusa. La morula umana è certamente vita, ma quello che conta è sapere se è persona. Non si può chiedere dimostrazione di questo alla scienza, sarebbe come chiedere alla teologia di dimostrare che la morula ha l’anima. Semmai è materia della filosofia come si desume anche dalla risposta della Fede alla terza domanda. In caso di dubbio « che certo rimane, dal punto di vista scientifico», l’affermazione che «la morula è già persona» oppure che «la morula non è ancora persona» in filosofia hanno la stessa legittimità. Perché non si può dire che l'onere della prova spetta a chi intende sostenere che la morula umana è persona? Solo ove ciò fosse provato teologicamente al di là di ogni ragionevole dubbio, potremmo accettare l’affermazione della sua natura di essere umano. Dato che non c’è un dogma in proposito, è consentito pensare che il Signore possa scegliere il momento più adatto in cui inserire l’anima nell’embrione? Perché mettergli fretta? Perché tirarlo per la giacca, come si dice oggi? Perché non aspettare che si siano verificate tutte le condizioni necessarie e sufficienti? Perché non evitare la continua ecatombe? Ogni uomo è un capolavoro di Dio, l’infusione dell’anima è il suo imprimatur, la sua firma: si è mai sentito di un pittore che abbia messo la firma subito dopo la prima pennellata? Anche la presenza di un utero che accoglie l’embrione è una delle condizioni necessarie al “processo continuo”. Quale momento può essere più bello –per infondere l’anima- di quello in cui avviene la congiunzione tra madre e figlio, l’inizio effettivo della maternità? E’ consentito pensare –nel caso di Gesù- che l’«opera dello Spirito Santo» sia consistita in una particolare procreazione assistita –beninteso virginale- evento altrettanto possibile a Dio dell’Immacolata Concezione o dell’Assunzione o della Risurrezione della Carne?

Fede. Ripeto, non sono ipotesi moralmente lecite. Non sono suffragate né dalla rivelazione né dalla ragione.

Confusa. A proposito chi risusciterà?

Fede. «Chi risusciterà? Tutti gli uomini che sono morti: « Usciranno [dai sepolcri], quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna » (Gv 5,29).» [ 998 - Catechismo della Chiesa Cattolica ].

Confusa. Quindi la risurrezione della carne è l’esito inevitabile di ogni vita umana. Il 100% degli uomini muore e risusciterà. Le parole di Giovanni non sono un’allegoria ad uso degli uomini di 2000 anni fa, ma un criterio di giudizio valido in ogni tempo e recepito dal nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica. In base a quel criterio le morule-persona che non riescono a svilupparsi e ad impiantarsi nell’utero non risusciteranno in quanto impossibilitate a fare o il bene o il male. D’altra parte da dove uscirebbero? Quale carne risusciterebbe? Una pallina di otto o sedici cellule è carne? Con quali occhi sarebbero ammesse a godere per l’eternità il volto di Dio, dal momento che « … al suo interno l’embrioblasto non ha ancora una minima traccia di polarità. Non sa ancora, in parole povere, dove avrà la testa e dove la coda … »

Mi sembra che ci sia una bella differenza tra il destino dei bambini africani morti prematuramente e quello delle morule: i bambini africani “entrati nella storia” risusciteranno al contrario delle morule morte nella tuba della madre. Come si vede, affermare che le morule sono individui umani reali e non potenziali fin dalla fecondazione, porta alla conclusione assurda che si creerebbero due tipi di persone con un destino differente. Per cui il dubbio che l’embrione sia persona già a partire dalla fecondazione rimane anche dal punto di vista teologico oltre che da quello scientifico.

La contraddizione della risurrezione è un’altra buona ragione per pensare che l’embrione diventa persona in uno stadio successivo alla fecondazione: se non proprio alla nascita, almeno nel momento in cui viene impiantato ed attecchisce nel tessuto uterino della madre. Sembra essere d’accordo anche il filosofo cattolico Giovanni Reale quando dice:«L’embrione si forma sì prima di essere collocato nell’utero della donna. Ma solo da quel momento avrà la potenzialità di crescere, di svilupparsi, non prima». (Corriere della sera - venerdì 28 gennaio 2005).

Fede. … ?!? … sono “frasi sfatte”!

Confusa. Un’ultima domanda. E’ giusto che una donna di 63 anni abbia un figlio ricorrendo alla procreazione assistita?

Fede. No, è ingiusto, soprattutto per il figlio perché rischia di rimanere orfano in tenera età. E’ anche immorale.

Confusa. Eppure nel brano dell’annunciazione si legge: «Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile» (Luca 1,36)

Fede. «nulla è impossibile a Dio». (Luca 1,37)

Confusa. E così sia … da parte mia, cosa dovrei dire al mio possessore?

Scienza. Di «dare una risposta, anche provvisoria e rivedibile … in una autentica prospettiva umanistica».

Fede. Di non preoccuparsi più di tanto dei referendum perché, alla fine, quello che conta è il principio di Gamaliele: «se una cosa è da Dio, Dio stesso provvederà a farne trionfare la verità» (Atti 5, 39).


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Il dialogo prosegue con
alcuni personaggi che appaiono o si definiscono scambievolmente conservatori o innovatori o laici o pragmatici e che, per non etichettarli, chiameremo
Tizio, Caio …

Confusa. Non tutti pensano al concetto di persona come all’unione di un corpo con un’anima creata da Dio, ma con anima intendono la qualità che distingue l’uomo dagli animali e dal resto della natura biologica e fa dell’uomo una persona. La domanda è: c’è differenza, nei due casi, per quanto riguarda la tutela dell’embrione?

Tizio. «… gli scienziati sono tutti d’accordo: fin dal concepimento siamo davanti a un organismo umano, e tutte le successive trasformazioni che lo interesseranno – nel corso del suo sviluppo – non potranno aggiungere o togliere nulla a questo dato iniziale.
… Il punto cruciale, su cui le opinioni divergono, è se l’appartenenza dell’embrione alla specie umana sia sufficiente a costituirlo persona, rendendolo così meritevole della tutela che spetta alle persone. Per Boncinelli, come per molti altri, la risposta a questa domanda è negativa. Lo statuto di persona, a suo avviso, non dipende dalla natura, ma deve essere affidata a scelte convenzionali, inevitabilmente (per sua stessa dichiarazione) arbitrarie. La separazione tra essere umano e persona è sostenuta, del resto, dai più autorevoli esponenti "laici" della bioetica.
… Ma è veramente così? Veramente si può accettare la scissione tra organismo umano e persona? Veramente ha senso stabilire a tavolino, in base a un criterio più o meno convenzionale – l’autocoscienza o qualunque altro carattere – quali esseri umani sono persone e quali no? Ma non è proprio questo che hanno fatto, fino ad oggi, tutti coloro che hanno preteso di discriminare i più deboli – schiavi, neri, ebrei, donne – sostenendo, per l’assenza di qualche "requisito", che non erano persone quanto gli altri? Ora, a noi sembra che l’idea più profonda dei diritti consista nell’attribuirli a tutti gli esseri umani in quanto tali, senza distinzioni. Perciò, riteniamo che questa visione vada energicamente rifiutata. Non in nome della fede, si badi bene, ma della ragione». (Giuseppe Savagnone – Avvenire – 1 febbraio 2005)

Confusa. In effetti, prima o poi, tutti gli uomini si interrogano sul senso della vita e sull’esistenza dell’anima. Se lo chiedevano i pagani: basta ricordare il vecchio saggio imperatore Adriano quando declamava: «Animula vagula, blandula, … » (Piccola anima dolce e vagabonda … ). Cercava risposte e si disperava il poeta Giacomo Leopardi che interpellava inutilmente la luna. Arrivava alla più pessimistica delle conclusioni lo scienziato Jacques Monod: « … l’uomo finalmente sa di essere solo nell’immensità indifferente dell’Universo da cui è emerso per caso. Il suo dovere, come il suo destino, non è scritto in nessun luogo».
Può l’uomo essere per caso?

Tizio. Certamente no. «L’inizio di un essere umano è qualcosa di assolutamente stupefacente. Chi prima era il nulla, improvvisamente comincia ad esistere. La cesura tra il niente e l’esserci è lì: nel concepimento di un uomo. Più intensamente, più significativamente – si direbbe più realmente – che nel big bang, il quale, secondo il più diffuso pensiero della scienza moderna, avrebbe dato inizio all’universo …. Perché se nell’universo c’è un senso, questo va scoperto nell’uomo». (Carlo Casini, presidente del Movimento per la Vita, (La legge sulla fecondazione artificiale, 2004, p. 27).

Confusa. La fecondazione sarebbe, quindi, il “momento magico” che immediatamente fa passare “dal niente al tutto”, cioè dal niente alla persona?

Caio. «In realtà la fecondazione non segna il passaggio dal “niente all’esserci” Infatti, prima della fecondazione c’erano i gameti (quello maschile e quello femminile) che sono qualcosa e non “nulla”. Che cosa sono i gameti? Sono parti del corpo dei genitori, o sono già qualcosa di diverso? Questo è un problema di un certo interesse che non possiamo affrontare qui. Resta il fatto che i gameti umani sono corpo umano (privo di anima). Chiarito questo, il problema è sapere se immediatamente alla loro “unione” si forma una persona (già dotata di anima, ossia della qualità caratteristica richiesta: razionalità, ecc.)
..… C’è anche una via intuitiva per giungere a vedere il difetto dell’argomento in esame ….. Supponiamo di avere una provetta in cui sono già contenuti i due gameti umani (maschile e femminile) che sono in procinto di unirsi, tanto che lo faranno tra una frazione di secondo. Supponiamo anche di avere una seconda provetta in cui i due gameti sono uniti da tre secondi. Chiediamoci: c’è davvero una differenza tanto netta e radicale tra il rompere la prima o la seconda provetta? [Tizio] sembra credere che se distruggessimo la prima provetta è come se non facessimo nulla, perché nella provetta non c’è “niente”, mentre se distruggessimo la seconda provetta, commetteremmo un vero e proprio omicidio, cioè uccideremmo una persona. A me pare che l’esempio mostri bene l’inconsistenza della posizione, perché è davvero incredibile supporre che tra le due provette ci sia tanta differenza. Infatti, a ben vedere il nuovo patrimonio genetico è già presente nella prima provetta, dal momento che i due gameti sono già “uniti nella provetta” e sono già tesi a fondersi. Inoltre, tutto quello che è contenuto nella seconda provetta era già presente nella prima provetta, per cui l’unica differenza è di tempo e di spazio: nella seconda provetta i gameti sono un poco più “uniti” di prima e si trovano in una fase successiva. Ma per il resto è il medesimo processo».
(Maurizio Mori, filosofo del diritto all’Università di Torino)
[ www.swif.it ][per accedere alla pagina interessata (www.swif.it/forum-scuola/Forum-04-05/mori-testo.htm) cliccare su ARCHIVIO, poi su 2004/2005-Forum]
(Maurizio Mori, Bioetica. 10 temi per capire e discutere, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 2002)

Sempronio. «Secondo la filosofia a cui (anche) la Chiesa si ispira, un uomo può nascere solo se, prima di esso, esiste qualcosa che ha la capacità (o «potenza») di diventare uomo. Si badi: qualcosa di unitario. … se, prima della nascita dell’essere umano, non esistesse qualcosa di unitario, avente la capacità di diventare un uomo (se cioè non esistesse un uomo «in potenza»), la nascita di uomini sarebbe impossibile. Orbene, per la Chiesa, l’embrione è, sin dal momento della fecondazione, uomo, persona; e il principio spirituale (l’«anima razionale») per il quale l’uomo non è animale è creato da Dio. Per la Chiesa, cioè, Dio crea tale principio sin dal momento della fecondazione, cioè dell’unione del gamete maschile e femminile. E siamo al punto . La domanda che rivolgo alla Chiesa (e ad altri) è: se un uomo può nascere solo se prima di esso esiste un qualcosa di unitario che ha la capacità di diventare un essere umano, e se sin dal momento della fecondazione l’embrione è essere umano «in atto», che cosa è e dove è mai il qualcosa di unitario che ha la capacità di diventare uomo e senza di cui nessun uomo potrebbe nascere? Dov’è l’uomo «in potenza»? La Chiesa non può rispondere a questa domanda. Infatti, prima dell’unione dei gameti (con la quale, per la Chiesa, esisterebbe già sin dall’inizio un uomo «in atto»), i gameti sono separati e nessuno dei due, in quanto separato , può avere la capacità di diventare uomo. …. E, per la Chiesa, prima della loro unione non può nemmeno intervenire Dio a infondere in essi l’«anima razionale». Che cosa segue da tutto questo? Un assurdo: sostenendo che fin dal momento della fecondazione esiste un uomo «in atto», la Chiesa viene a negare (contro le proprie intenzioni) l’esistenza della capacità, da parte di qualcosa di unitario, di diventare un uomo; e da questa negazione segue ciò che anche per la Chiesa è un assurdo, ossia che non potrebbe nascere alcun uomo. Ma gli uomini nascono. Dunque ciò che provoca questo assurdo è impossibile, ossia è impossibile che sin dall’inizio l’embrione sia un uomo». (Emanuele Severino - Corriere della Sera – 24 febbraio 2005 e 17 maggio 2005)

Tizio. Coi quesiti referendari non è in ballo solo la tutela dell’embrione. Si tratta anche di decidere se è lecito e morale autorizzare «la fecondazione eterologa, lo sperpero degli embrioni, le diagnosi pre impianto, il diritto all’aborto di un embrione impiantato, la famiglia single o omosessuale e tante altre combinazioni artificiali, fino alla produzione di figli on demand e alla clonazione (perché no?) … E si tratta di decidere se si vuole abolire senza spiegazioni etiche la sorprendente [democratica] casualità dell’esistenza.» (IL FOGLIO – 5 dicembre 2003)
Inoltre, non c’è bisogno di essere dei cattolici osservanti per capire che al fondo degli orientamenti della Chiesa e dei suoi ostracismi si agitano questioni decisive, per il futuro di tutta l'umanità.

Confusa. So, anch’io, che sullo sfondo dei referendum si agitano tante altre questioni decisive per il futuro di tutta l’umanità. Ad esempio, le seguenti:

- la contrapposizione tra la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo (1948) che, ricorrendo al diritto naturale e grazie all'eredità della civiltà cristiana, riconosce la centralità della persona e l'universalità dei diritti umani fondamentali, e la promulgazione della Carta della Terra (2000) dove sparisce la centralità della persona per fare posto a una più ampia "comunità di vita" in cui l'uomo si confonde con il regno animale e il regno vegetale in una sorta di panteismo che si pone in aperto contrasto con la visione giudaico-cristiana.
[ www.molecularlab.it ]

- il dibattito aperto nel campo del diritto in cui si mette in dubbio il valore assoluto dei così detti “diritti naturali” per sostenere che i diritti naturali sono «una costruzione storica in espansione: dai diritti dell'individuo si passa ai diritti collettivi, dai diritti di sopravvivenza a quelli socio-economici ai nuovi diritti. E’ sempre esistito un nesso tra mutamento sociale e mutamento nella teoria e nella prassi dei diritti fondamentali. I diritti nascono quando devono e possono nascere, cioè quando il progresso tecnologico fomenta nuove richieste».
[ www.filodiritto.com ]
[ www.solidea.org ]

- la preoccupazione della Chiesa Cattolica di non rassegnarsi all'irrilevanza. La Chiesa ritiene lecito riaffermare l’importanza pubblica del cristianesimo ed impedire che le religioni vengano sempre più confinate nel privato. Anche quei “liberi pensatori” che improvvisamente diventano fautori integrali di una civiltà basata sui valori cristiani, «magari per ragioni di ordine storico, politico o di evoluzione culturale ritengono che mettere tra parentesi la nostra eredità cristiana sia molto pericoloso e indebolisca la nostra società … Le riserve etiche della nostra società vengono in gran parte dalla tradizione cristiana. A forza di contestarle e di reprimerle, poi viene una crisi di eticità e di significato». (Cardinale Camillo Ruini intervistato da la Repubblica il 27 marzo 2005)
La Chiesa si preoccupa di quello che chiama il nuovo uomo naturalistico, parte della natura, osservante di un’etica edonistica ed utilitaristica, che gode la vita e fa calcoli su ciò che giudica più immediatamente vantaggioso per sé. Che considera come guide culturali della nostra civiltà non più i filosofi ma gli uomini di scienza. Che segue una specie di profeta collettivo -novello Epicuro- all’opera in particolare nel sistema dei media, che influenzano la vita e nello stesso tempo la fotografano. Spesso in modo parziale, tendenzioso. (Cardinale Camillo Ruini, intervistato da Sandro Magister sull’Espresso del 31 marzo 2005)

Come si capisce tutti temi di capitale importanza, che richiederebbero un dibattito a parte, ma non strettamente legati ai quesiti del referendum.
Nell’ambito della legislazione sulla procreazione assistita si tratta di ricercare il punto che rappresenta il giusto equilibrio tra libertà naturali (il diritto alla vita) e nuovi diritti.
Il metodo più civile è quello di cogliere la «possibilità di mettere fra parentesi le suddette grandi questioni e di ragionare con spirito pragmatico» (come suggerito da Angelo Panebianco sul Corriere della Sera il 16 marzo 2005).

Anno di pubblicazione: 2005
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