Il palazzo del disincanto

Sviluppo dell'embrione

La seguente descrizione -fatti salvi errori di interpretazione- è stata tratta dall’articolo di Edoardo Boncinelli, intitolato «Embrioni: Non esiste l’ora X»
Corriere della Sera - 25 gennaio 2005.

L’embrione si forma attraverso i seguenti stadi:

Zigote: ha origine dalla fecondazione dell’ovocita maturo della donna da parte dello spermatozoo del maschio. Il processo dura diverse ore e può considerarsi concluso non appena si sono combinati tra loro i Dna dei due genomi, quello paterno e quello materno, per dar vita ad un genoma nuovo e molto probabilmente unico.

Morula: è l’insieme compatto di almeno sedici cellule originate dalla duplicazione dello zigote in due, poi in quattro, poi in otto, poi in sedici.

E’ importante notare che soltanto nel 15-20% dei casi, anche in condizioni normali, le morule riusciranno a passare allo stadio successivo. L’85-80% andranno perdute.

Blastula o blastocisti: a partire dallo stadio di trentadue cellule all’interno della morula si forma una minuscola cavità.

Embrioplasto: il numero di cellule continua a crescere, anche se lentamente; la cavità si espande e verso il quarto giorno (in casi particolari anche verso il settimo) al suo interno comincia a vedersi una masserella di cellule.

Caso particolare embrioplasto multiplo: può accadere in questo stadio che all’interno della stessa blastocisti, di masserelle cellulari interne se ne formino due (o tre) invece di una sola. In questo caso si giungerà ad avere due (o tre) gemelli, cosiddetti identici, invece di un solo individuo.

Impianto nell’utero: in un momento successivo al quarto giorno –che non viene precisato nell’articolo- la blastocisti dopo aver vagato liberamente nella tuba, attraverso una complessa successione di eventi, viene impiantata nel tessuto dell’utero materno, dal quale trarrà d’ora in poi il nutrimento.

Sviluppo dell’embrione: superata la fase molto critica dell’impianto, verso la fine della seconda settimana compaiono all’interno dell’embrioblasto le prime tracce di polarità (testa e coda). A circa tredici giorni si comincia a distinguere un asse corporeo principale e il giorno successivo, il quattordicesimo, i primi tenui segni di un sistema nervoso centrale e di una struttura spinale. A questo stadio il bottone embrionale (è una fase leggermente più avanzata dell’embrioplasto), lungo poco più di un decimo di millimetro, comincia progressivamente a prendere una forma definita di embrione. Compariranno ancora altri organi e tutti quanti dovranno crescere di dimensioni e maturare, ma lo schema generale del corpo è già lì.

E’ importante osservare che soltanto dalla masserella del bottone embrionale trarrà origine il futuro embrione, mentre tutto quello che c’era prima e che c’è intorno ad essa a questo stadio contribuirà soltanto a formare le membrane delle quali l’embrione avrà bisogno per nutrirsi durante la gestazione, ma che alla fine del parto verranno gettate via.

Vedere anche la Tavola illustrata

Anno di pubblicazione: 2005
[ Home | Cerca con Google ]


Il palazzo del disincanto