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Cronologia |
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| Terminologia
elettrica |
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| AMPÈRE per METRO (A/m):
unità
di misura nel Sistema Internazionale dell’intensità di campo
magnetico (H). 1 A/m corrisponde ad un campo magnetico prodotto da una corrente lineare di 1 A alla distanza di 1/2p m. |
| AMPIEZZA: l’ampiezza è il
valore assunto
istante per istante dalle componenti di un’onda; nel caso di un’onda elettromagnetica è il valore istantaneo del campo elettrico (misurato in V/m) e/o del campo magnetico (misurato in A/m). (Vedi ONDA ELETTROMAGNETICA) |
| ASSORBIMENTO ELETTROMAGNETICO
NELL’UOMO:
il corpo umano esposto ad un campo elettromagnetico assorbe energia.
L’entità dell’assorbimento di energia dipende dalla frequenza
dell’onda elettromagnetica
incidente, oltre
che dalla forma e dalle dimensioni del corpo esposto al fronte
d’onda. L’assorbimento presenta un massimo
ad una frequenza (frequenza di risonanza) che è legata alle dimensioni del corpo. A frequenze
inferiori a quella di risonanza l’assorbimento decresce rapidamente,
(vedi DIPOLO ELETTRICO). Vedi
anche MECCANISMI DI REGOLAZIONE E DI DISPERSIONE DEL CALORE.mentre a frequenze superiori inizialmente decresce e poi rimane ad un valore quasi costante. Per un uomo di dimensioni medie la frequenza di risonanza è intorno ai 70 MHz, mentre per parti esposte del corpo di minore dimensione, la frequenza di risonanza risulta più elevata, fino a raggiungere frequenze dell’ordine delle centinaia di MHz; ad esempio per la retina si ha una frequenza di risonanza di circa 21 Ghz, per il cristallino circa 9 GHz, ecc.. L’energia elettromagnetica assorbita da un tessuto biologico viene rasformata in energia termica (calore), poiché il campo elettromagnetico mette in oscillazione le cariche e i dipoli molecolari presenti nella materia, e queste oscillazioni, attraverso l’interazione tra le molecole, vengono degradate in moti molecolari disordinati, cioè, appunto, calore. Una delle molecole più importanti nell’assorbimento di energia elettromagnetica è l’acqua, che costituisce un dipolo molecolare permanente |
| AUTOINDUZIONE
Quando varia la corrente circolante in un conduttore, il campo magnetico variabile che ne deriva investe il conduttore stesso inducendo su di esso una differenza di potenziale. Questa differenza di potenziale autoindotta si oppone alla differenza di potenziale applicata e tende a limitare o invertire la correnteoriginaria. Il concetto di autoinduzione elettrica è simile a quello di inerzia meccanica. Una bobina d'arresto tende ad addolcire l'andamento di una corrente variabile, così come un volano addolcisce quello rotatorio di un motore. La capacità di autoinduzione di una bobina viene quantificata dall'induttanza, che è indipendente dall'intensità di corrente o dalla differenza di potenziale ed è determinata unicamente dalle caratteristiche geometriche della bobina e dalle proprietà magnetiche della sostanza che ne costituisce il nucleo. |
| CALORE SPECIFICO:
capacità termica
(Vedi CAPACITA’ TERMICA) di un corpo omogeneo per unità di
massa, cioè la
quantità
di calore richiesta per innalzare di un grado la temperatura di
un’unità
di massa di una sostanza. Ogni materiale
(sostanza)
ha il suo caratteristico calore specifico che dipende solitamente dalla temperatura e dalla
pressione
dello stesso.
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| LAVORO). |
| CAMPI
ELETTROMAGNETICI
PULSANTI (PEMF): un campo elettromagnetico che varia ciclicamente con un certo periodo T, la cui intensità è maggiore di un certo valore (che può essere zero) per un intervallo di tempo minore di T. |
| CAMPO ELETTRICO: si può
definire
campo elettrico una regione dello spazio in cui una carica elettrica (o corpo carico elettricamente)
è
sottoposta ad una forza proporzionale alla carica stessa. Per
descrivere
il campo si utilizza il vettore campo
elettrico, che si indica con E e che rappresenta la forza elettrica che
agisce sull’unità di carica. Nel Sistema Internazionale l’unità di misura del campo elettrico è il newton/coulomb (N/C) o il volt/m (V/m) oppure i loro multipli (per esempio kV/m). Il campo elettrico è generato da cariche elettriche o anche da un campo magnetico variabile nel tempo (Vedi LEGGE DI FARADAY). Quando le cariche elettriche che generano un campo elettrico sono fisse nello spazio il campo elettrico ha un valore costante in ogni punto e si chiama campo elettrostatico. |
| CAMPO ELETTROMAGNETICO: un campo magnetico variabile, di frequenza f, produce nelle adiacenze un campo elettrico variabile, anch’esso alla frequenza f, il quale dà ancora luogo in prossimità ad un campo magnetico variabile … e così via. Campi magnetici ed elettrici rapidamente variabili non rimangono quindi fra loro separati: l’uno dà origine all’altro e ambedue coesistono in un’entità inscindibile che prende il nome di campo elettromagnetico. Come risultato dei processi di mutua generazione, sotto opportune condizioni, il campo elettromagnetico si propaga, cioè si allontana dalla sua sorgente, con una velocità caratteristica, che nel vuoto coincide con la velocità della luce (c»3·108 m/s), generando la cosi detta onda elettromagnetica. |
| CAMPO MAGNETICO: il campo
magnetico viene
generato da cariche in movimento, cioè da correnti elettriche, e a sua volta agisce su correnti, ovvero cariche in movimento. Il campo magnetico può essere creato anche da un campo elettrico variabile nel tempo (vedi EQUAZIONI DI MAXWELL). Anche i magneti permanenti (calamite) generano un campo magnetico, causato dalla presenza di correnti, dette correnti atomiche, dovute al moto degli elettroni (spin). Il campo magnetico viene rappresentato tramite un vettore B detto induzione magnetica o H detto intensità di campo magnetico. La relazione tra H e B è la seguente: H=B/m e m=permeabilità magnetica del mezzo considerato. Graficamente il campo magnetico è spesso rappresentato con delle linee di forza che sono in ogni punto tangenti alla direzione del vettore campo magnetico (sia B o H); in accordo con Farady, il numero delle linee di forza che attraversano perpendicolarmente l’unità di area è proporzionale all’intensità del vettore. Vedi anche FLUSSO MAGNETICO. |
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CARICA ELETTRICA: la carica
elettrica
va considerata una proprietà fondamentale della materia.
Esistono due tipi di carica elettrica, uno positivo ed uno negativo. Due cariche elettriche dello stesso tipo si respingono, due cariche di tipo opposto si attraggono. L’unità di carica nel Sistema Internazionale è il coulomb (C) che è definito come la quantità di carica che fluisce in un secondo quando si ha una corrente stazionaria di 1 ampère. Esiste in natura una carica elettrica minima elementare, che corrisponde a quella dell’elettrone (e =1,6× 10-19 coulomb) ed ogni altra carica è sempre multipla di questa. CARICA ELETTRICA (Q) Per la fisica attuale (NB: c'è chi lo nega) è una proprietà della materia. La carica può essere positiva o negativa. La sua unità di misura è il Coulomb (C). La più piccola carica esistente in natura, detta carica
elementare,
è quella dell'elettrone (negativa), esattamente (si pensa) uguale a quella del protone (positiva). Essa
vale
1,602*10-19C. Il protone ha una |
| CONDENSATORE
Qualsiasi coppia di conduttori (armature) separati da un
isolante(dielettrico),
costituiscono un Se si applica una tensione tra le armature, si separano cariche elettriche e, nel dielettrico, si forma un campo elettrico. L'armatura collegata al potenziale più alto si carica positivamente, negativamente l'altra. Le cariche positive e negative sono uguali ed il loro valore assoluto costituisce la carica Q del condensatore. La carica è proporzionale alla tensione applicata e la costante di proporzionalità è una caratteristica di quel particolare condensatore che si chiama capacità. Si misura in farad: [F]=[C][V]-1< La capacità di un condensatore piano (armature piane e parallele) è proporzionale al rapporto tra la superficie (A) di una delle armature e la loro distanza (d). La costante di proporzionalità (e) è un a caratteristica dell'isolante interposto e si chiama costante dielettrica assoluta e si misura in farad/m [F][M] La costante dielettrica assoluta del vuoto vale e 0= 8,85*10-12 F/m. Il rapporto tra la costante dielettrica assoluta di un isolante e la costante dielettrica assoluta del vuoto è un numero puro chiamato costante dielettrica relativa (e r=e /e 0). Sintetizzando matematicamente quanto detto: Q=C*U ( definizione di capacità di un condensatore) C=e re 0A/d (capacità condensatore piano) K=U/d (campo elettrico nel dielettrico di un condensatore piano) |
| CONDUTTORE ELETTRICO O CONDUTTORE:
qualsiasi
corpo o mezzo capace di condurre corrente elettrica. |
| CORRENTE ELETTRICA
ALTERNATA: si chiama
corrente elettrica alternata una corrente la cui intensità
varia sinusoidalmente in funzione
del tempo. Per la distribuzione di energia elettrica generalmente si
usa
una corrente alternata a frequenza di 50 Hz (in Europa) o 60 Hz (in USA). |
| CORRENTE ELETTRICA CONTINUA: una corrente elettrica si chiama continua se la sua intensità e la sua direzione (intesa convenzionalmente come direzione di spostamento virtuale delle cariche positive), non variano nel tempo. |
| CORRENTE ELETTRICA: si
chiama corrente
elettrica ogni moto ordinato di cariche elettriche. L’intensità della corrente elettrica è
espressa dalla quantità di carica (in coulomb, C) che attraversa
una certa sezione nell’unità di tempo
(secondi, s). L’intensità di corrente nel Sistema
Internazionale,
ha come unità
di misura l’ampère (A). 1 ampère corrisponde ad 1 coulomb/s. |
| CORRENTE INDOTTA: la corrente indotta è una corrente che si manifesta in un conduttore ogni volta che questo è posto in una regione di spazio dove esiste un campo magnetico variabile nel tempo. In accordo con la legge di Faraday (una delle quattro equazioni di Maxwell) la corrente si mantiene fintantoché vi è una variazione del flusso del campo magnetico ed è tanto maggiore quanto più rapida è la variazione. Sulla legge di Faraday si basano molte applicazioni, per esempio gli alternatori e le dinamo, che permettono, nelle centrali elettriche, di generare energia elettrica partendo da energia meccanica (la rotazione prodotta da un motore termico o dalla caduta dell’acqua). |
| COSTANTE DIELETTRICA e: vedi COSTANTE DIELETTRICA ASSOLUTA e. |
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COSTANTE DIELETTRICA
ASSOLUTA (O
COSTANTE DIELETTRICA) e: è un parametro caratteristico di un materiale e rappresenta
l’effetto
barriera che il materiale stesso produce quando due cariche immerse in esso interagiscono: la forza
di interazione (forza di Coulomb) viene ridotta del fattore e.
Rappresenta
la
cosiddetta dispersione dielettrica.caratteristica del materiale come isolante. La costante dielettrica assoluta del vuoto e0 vale nel Sistema internazionale 8.85×10-12 (C2/N)m2. Solitamente una sostanza ha una costante dielettrica e maggiore di e 0; Il rapporto e/e0 = er rappresenta la cosiddetta costante dielettrica relativa. er dipende dalla frequenza e dal campo elettromagnetico applicato: questa dipendenza dalla frequenza rappresenta la |
| COSTANTE DIELETTRICA RELATIVA er: vedi COSTANTE DIELETTRICA ASSOLUTA e. |
| DENSITÀ DI CORRENTE:
la densità
di corrente in un punto viene definita dal rapporto fra
l’intensità
di corrente attraverso un elemento
di superficie (perpendicolare alla direzione della corrente) e la
superficie dell’elemento stesso. La densità di corrente è un vettore e si indica con J. Si dimostra che l’intensità di corrente può essere rappresentata come il flusso del vettore J attraverso la sezione del conduttore. La densità di corrente, nel Sistema Internazionale, si misura in ampère/metro2 (A/m2). Si utilizzano spesso i sottomultipli: milliampère/metro2 (mA/m2), microampère/metro2 (mA/m2) o microampère/centimetro2 (mA/cm2); talvolta si usa anche il nanoampère/metro2 (nA/m2). |
| DIELETTRICO: è un materiale
non conduttore
o isolante. In queste sostanze non si hanno cariche elettriche libere, cioè gli elettroni sono strettamente legati agli atomi e non possono essere rimossi dalla loro sede da un campo elettrico ordinario. |
| EFFETTO PIEZOELETTRICO: consiste nella comparsa di cariche elettriche di segno contrario sulle facce di alcuni cristalli sottoposti a deformazioni meccaniche lungo certe direzioni e viceversa (effetto duale): la polarizzazione di un materiale per opera di un campo elettrico produce in esso una deformazione meccanica. Questo effetto ha una grande importanza pratica, per esempio è utilizzato nella costruzione di oscillatori che provocano degli ultrasuoni, o per convertire oscillazioni meccaniche in oscillazioni elettriche. Anche alcuni tessuti biologici, come le ossa hanno delle proprietà piezoelettriche. |
| Elettrico dal greco ELEKTRON = AMBRA |
| Elettricità termine introdotto nel 1694 da R. Boyle nella terminologia scientifica. |
| Elettrolisi Decomposizione chimica mediante corrente elettrica ,termine coniato da Faraday |
| ElettromagnetismoTermine coniato da Oersted |
| ELETTRONVOLT (eV): unità di
misura
per l’energia utilizzata in fisica per misurare energia su scala atomica. Un elettronvolt (eV) rappresenta l’energia acquisita da un elettrone che passa attraverso una differenza di potenziale di un Volt. Poiché nel Sistema Internazionale e= carica dell’elettrone =1.6x10-19 C allora segue che 1 eV= 1.6x10-19x1V=1.6x10-19 J. |
| ENERGIA: l’energia può essere definita come la capacità di un corpo a compiere lavoro, e la misura di questo lavoro è anche misura dell’energia. Vi sono diverse forme di energia: un corpo che si muove possiede un’energia detta cinetica. Anche un corpo fermo può avere energia, dovuta alla sua posizione detta energia potenziale. Inoltre ogni corpo possiede un’energia interna connessa all’energia dei suoi componenti atomici. Ancora, la legge di Einstein E=mc2 (con m=massa e c=velocità della luce=3x108m/s) stabilisce che ad ogni massa è associata un’energia e, virtualmente, viceversa. Sebbene siamo abituati a pensare l’energia come un attributo di un corpo, essa può esistere anche senza la presenza di un corpo materiale (cioè avente massa). Per esempio un campo elettromagnetico possiede energia, detta energia elettromagnetica, anche dove non c’è materia. L’energia è una grandezza scalare ed ha come unità di misura nel Sistema Internazionale il joule (simbolo J). |
| FLUSSO MAGNETICO: numero di
linee di
forza che attraversano una determinata superficie perpendicolare. Dividendo il numero delle linee di forza per la superficie stessa si ottiene la densità di flusso magnetico. |
| FORZA ELETTROMOTRICE
(E)
E' l'energia che il generatore effettivamente fornisce all' unità di carica positiva. Essa corrisponde alla tensione presente ai morsetti del generatore quando esso non eroga corrente (funzionamento a vuoto, circuito aperto). Si misura in Volt. |
| FREQUENZA: numero di volte che un fenomeno periodico si verifica nell’unità di tempo, ovvero numero di oscillazioni nell’unità di tempo. In genere la frequenza si misura in hertz (Hz) o, in modo equivalente, in secondi–1 (s-1), che rappresenta il numero di oscillazioni (o cicli) al secondo. |
| GENERATORE ELETTRICO
E' una macchina che utilizzando una diversa forma di energia (termica, meccanica, chimica, solare ecc.) la trasforma in energia elettrica, creando una separazione di cariche ( eccesso di elettroni al polo negativo, carenza di elettroni al polo positivo). Se i poli del generatore sono collegati tra loro, si stabilisce nel circuito una corrente elettrica il cui verso convenzionale esce dal polo positivo del generatore. All'interno del generatore la corrente convenzionale fluisce dal polo negativo al polo positivo (le cariche acquistano energia), all'esterno dal polo positivo a quello negativo (le cariche perdono energia). GENERATORE IDEALE DI TENSIONE (U=E per ogni I). E' un generatore elettrico che mantiene costante la tensione tra i suoi morsetti qualunque sia il valore della intensità della corrente che lo attraversa. GENERATORE IDEALE DI CORRENTE(I=I0 per ogni U). E' un generatore elettrico che mantiene costante la corrente erogata qualunque sia il valore della tensione ai suoi morsetti. GENERATORE REALE LINEARE DI TENSIONE (UAB=E-Ri*I) E' un generatore elettrico nel quale la tensione ai morsetti decresce proporzionalmente alla intensità di corrente da cui è attraversato. E' schematizzato da un generatore ideale di tensione con in serie una resistenza Ri, detta resistenza interna del generatore. La forza elettromotrice del generatore ideale di tensione è la tensione a vuoto. La massima corrente che il generatore può erogare, si ha in
condizioni
di cortocircuito, cioè quando la GENERATORE REALE LINEARE DI CORRENTE (I=I0-UAB/Ri) E' un generatore elettrico nel quale la corrente erogata decresce proporzionalmente alla tensione presente ai suoi morsetti. Viene schematizzato con un generatore ideale di corrente, il cui valore, I0, corrisponde alla corrente massima erogabile dal generatore ( che si ha in cortocircuito) con in parallelo una resistenza Ri detta resistenza interna. Se ai terminali del generatore è presente una tensione pari ad Ri*I0 la corrente erogata è nulla ( il generatore funziona a vuoto) |
| GRANDEZZA SCALARE (O
SCALARE): grandezza
che è completamente determinata dal numero che la misura in una certa scala. E’
un numero che esprime il rapporto tra una grandezza e un’altra
grandezza dello stesso tipo usata come unità. Per esempio, la lunghezza, il tempo, la temperatura sono grandezze scalari; esse possono essere definite con un numero che esprime la loro misura. |
| GRANDEZZA VETTORIALE (O
VETTORE):
grandezza determinata da un modulo (o intensità), che ne rappresenta il valore numerico
in accordo con una scala fissata arbitrariamente, e dalla sua
direzione. Graficamente una grandezza vettoriale si rappresenta tramite un segmento orientato la cui lunghezza è ’intensità del vettore. I vettori sono spesso indicati con lettere in grassetto o con lettere soprassegnate da una freccia (per esempio a o ). Un vettore può essere addizionato o sottratto ad altri vettori e può essere anche moltiplicato sia per una grandezza scalare sia per un altro vettore: nell’algebra vettoriale ci sono due tipi di moltiplicazione possibile: il prodotto scalare e il prodotto vettoriale (o prodotto interno e prodotto esterno). |
| INDUTTORE
E' un componente che produce un campo magnetico. Da questo punto di
vista
qualsiasi conduttore percorso da corrente è un induttore. Chiameremo però
preferibilmente
induttore il componente che è stato appositamente realizzato per produrre un campo magnetico di dato
valore. Il parametro che lo caratterizza è il coefficiente di
autoinduzione
L che è definito come il rapporto tra il flusso magnetico concatenato con il conduttore e l'intensità di
corrente che lo produce. Quindi L'unità di misura si chiama henry (H) e corrisponde al rapporto tra il weber e l'ampere; poiché il weber, unità di misura del flusso magnetico, è il prodotto di volt*secondo, l'henry è il prodotto di ohm per secondo. [H]=[W][s] Il coefficiente di autoinduzione dipende dalle caratteristiche geometriche del conduttore, che compaiono come numero di spire N (numeri di angoli giri compiuti dal conduttore), e dalle dimensioni e dalle proprietà fisiche del mezzo in cui il conduttore sviluppa il suo campo magnetico. Per fissare le idee pensiamo ad un solenoide ( avvolgimento) rettilineo costituito da N spire circolari di diametro D, uniformemente distribuite su una lunghezza l. Si ha: L= N2/Ri dove Ril=(1/m)*l/A è detta riluttanza. A=pD2/4, è l'area della superficie piana delimitata da una spira, m è la permeabilità magnetica assoluta del mezzo in cui il campo si forma. Poiché N è un numero puro, l'unità di misura della riluttanza è l'inverso dell'henry [H]-1. La permeabilità magnetica è, teoricamente, il coefficiente di autoinduzione che caratterizza da una particolare configurazione circuitale: quella per la quale N2*A/l=1. Si misura pertanto in henry diviso metro [H][M]-1, unità che non possiede un nome proprio. Molto importante è la permeabilità magnetica del vuoto: m0=4*p*10-7 H/m Si definisce permeabilità magnetica relativa di un mezzo fisico il rapporto tra la sua permeabilità assoluta e la permeabilità del vuotomr=m/m0 . E' un numero puro. |
| INDUZIONE MAGNETICA o
DENSITA’ DI
FLUSSO MAGNETICO: in ogni punto dello spazio in cui è resente un campo magnetico si
definisce induzione magnetica un vettore B, la cui ampiezza è
data
dal valore massimo della forza che
si esercita sull’elemento di corrente esploratore diviso per il
prodotto
della corrente stessa e per la lunghezza
dell’elemento. Questo vettore caratterizza in modo completo tutte le proprietà del campo
magnetico
e viene misurato, nel Sistema Internazionale, in tesla (simbolo T) dal
nome del fisico croato Nicola Tesla. A volte è anche usata una vecchia unità di misura detta gauss (simbolo G, 1G=10-4T). Vedi anche FLUSSO MAGNETICO. |
| INTENSITÀ DI
CORRENTE (o
CORRENTE): si definisce intensità di corrente attraverso una
superficie
S la quantità di carica che passa nell’unità di tempo attraverso la superficie stessa. Essa è una grandezza scalare ed ha come unità di misura, nel Sistema Internazionale, l’ampère (A). 1 A = coulomb/s, dove coulomb (C) indica l’unità di carica. |
| ISOLANTE ELETTRICO O ISOLANTE:
dispositivo ad
alta resistenza elettrica usato per sostenere o separare conduttori al fine di prevenire flussi di corrente non voluti tra i conduttori stessi e altri oggetti. |
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| LAVORO ELETTRICO: lavoro fatto
da un
campo elettrico per spostare una carica elettrica da un punto A a un punto B. Il lavoro elettrico
è dato dalla seguente espressione: L=q(VA-VB) dove VA e VB
sono i potenziali elettrici di A e B rispettivamente. |
| LAVORO: quando una forza agendo su un corpo lo muove per una certa distanza si dice che la forza sta compiendo un lavoro. Il lavoro è definito come il prodotto scalare fra il vettore che rappresenta l’intensità della forza e il vettore spostamento. L’unità di misura del lavoro, nel Sistema Internazionale, è il joule (J). 1J= 1N×m. |
| LUCE VISIBILE: radiazione non ionizzante avente frequenza compresa tra 385×106 MHz e 750×106 MHz e lunghezza d’onda compresa tra 0,4 e 0,8 mm. (Vedi SPETTRO ELETTROMAGNETICO) |
| LUNGHEZZA D’ONDA: rappresenta
la distanza
fra due massimi (o due minimi) di un onda sinusoidale. La lunghezza d’onda si indica con la lettera l ed ha come unità di misura il metro (m). |
| ONDA ELETTROMAGNETICA: si
chiamano
onde elettromagnetiche i campi elettromagnetici che si propagano nello spazio, anche
in assenza di materia. Le onde elettromagnetiche sono trasversali: il vettore campo elettrico E e il
vettore campo magnetico H sono reciprocamente perpendicolari e
giacciono su di un piano perpendicolare al vettore v, velocità di propagazione dell’onda. La relazione tra E ed H, in un’onda elettromagnetica è determinata dalle equazioni di Maxwell. Come ogni tipo di onda, un’onda elettromagnetica può trasportare energia da un punto ad un altro e può essere caratterizzata tramite la sua frequenza (o la sua lunghezza d’onda) e la sua ampiezza. |
| Ohm Unità di misura della resistenza che ha lo stesso nome del suo scopritore Ohm |
| PERIODO: il più piccolo
intervallo di
tempo dopo il quale un moto periodico riassume le stesse caratteristiche fisiche (ampiezza e sua derivata). Il periodo si indica con il simbolo T ed ha come unità di misura il secondo (s). |
| PERMEABILITA’ MAGNETICA
m: è
un parametro caratteristico del materiale e rappresenta la
capacità
di questo a lasciarsi permeare da campi magnetici. La permeabilità magnetica del vuoto m0 vale, nel Sistema Internazionale, 4p10-7 H/m. Il rapporto m/m0=mr rappresenta la cosiddetta permeabilità magnetica relativa (al vuoto). mr è usata per distinguere tra sostanze diamagnetiche (mr <1) e sostanze paramagnetiche (mr >1). |
| POTENZA: rappresenta la capacità
di produrre
lavoro per unità di tempo. Rappresenta anche l’energia prodotta o dissipata per unità di tempo. Nel Sistema Internazionale l’unità di potenza è il J/s, detto watt (simbolo W ) |
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POTENZIALE ELETTRICO:
esprime il
lavoro che deve essere fatto contro le forze del campo per portare
più basso.
una carica unitaria da un punto di riferimento al punto in questione; il punto di riferimento è posto all’infinito o, per praticità, sulla superficie della terra o di qualche altro grosso conduttore. Il potenziale elettrico è una grandezza scalare e nel Sistema Internazionale si misura in volt, simbolo V (1V=1J/C). Il potenziale elettrico può essere considerato come una quantità intensiva come la pressione, o il livello in un fluido. Una differenza di potenziale può portare una carica positiva da un punto a potenziale maggiore ad uno con potenziale minore, analogamente a quello che fa l’acqua, che scende da un livello più alto ad uno INTENSITA' DI CORRENTE. (I=Q/t) Si definisce intensità di corrente la quantità di carica che attraversa la sezione di un conduttore nell'unità di tempo. Il nome dell'unità di misura è l' Ampere (A) che corrisponde ad 1 Coulomb al secondo. Si assume come verso convenzionale della corrente quello secondo cui si muovono le cariche positive. Nei conduttori metallici le cariche che si muovono sono gli elettroni, quelli di valenza, responsabili anche delle reazioni chimiche. L'intensità di corrente è assunta come campione di
unità
di misura. Si definisce AMPERE ASSOLUTO |
| PRODOTTO VETTORIALE: tra due vettori a e b che sono inclinati di un angolo q è scritto come: a x bed è definito come un vettore che ha il modulo dato da ab×senq, direzione perpendicolare al piano che contiene a e b e verso dato dalla direzione di avanzamento di una vite destrogira, disposta perpendicolarmente al piano contenente i due vettori, che vede andare a su b attraverso l’angolo più piccolo. |
| Reostato Termine coniato da C. Wheatstone resistore a resitenza variabile |
| RESISTENZA
ELETTRICA (R=U/I) - Leggi di Ohm.
E' il rapporto tra la tensione ai capi di un conduttore e la corrente che lo percorre. Esso si mantiene pressoché costante se la temperatura del conduttore non subisce grandi variazioni. E' dunque una proprietà di quel dato conduttore che dipende dal materiale di cui è costituito ed è proporzionale al rapporto lunghezza del conduttore diviso la sua sezione. Si misura in Ohm: 1 Ohm è la resistenza di un conduttore che
sottoposto
all tensione di 1 volt è Il verso della corrente convenzionale che attraversa una resistenza va dal punto a potenziale più alto verso il punto a potenziale più basso. |
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RISONANZA: fenomeno riguardante un
sistema
fisico con una frequenza caratteristica (oscillazione libera) che avviene tutte le volte che
un sistema atto a oscillare è sottoposto a una serie periodica
di
impulsi di frequenza uguale o quasi a una
delle frequenze proprie di oscillazione del sistema. Quando queste
dalle forze di attrito.condizioni vengono soddisfatte lo stato del sistema oscilla con un’ampiezza che aumenta fino a che non raggiunge un valore massimo nel quale l’energia assorbita dagli impulsi è uguagliata dall’energia dissipata |
| SISTEMA
INTERNAZIONALE DI MISURA:
un sistema di unità fisiche nel quale le grandezze fondamentali sono la lunghezza, il tempo, la massa, la corrente elettrica, la temperatura, l’intensità luminosa e la quantità di sostanza, e le corrispondenti unità di misura sono il metro, il secondo, il kilogrammo, l’ampère, il kelvin, la candela e la mole. |
| TEOREMA DEL GENERATORE
EQUIVALENTE
DI TENSIONE (THEVENIN)
Ogni bipolo ricavato da una rete comunque complessa composta di generatori ideali di tensione e/o di corrente e da bipoli passivi lineari (resistenze; impedenze in c.a.) è sempre schematizzabile con un generatore reale di tensione lineare detto generatore di Thevenin. La forza elettromotrice del generatore di Thevenin (Eth) è uguale alla tensione a vuoto misurata tra i morsetti del bipolo (ETh=(UAB)I=0). La sua resistenza interna (Rth) si ricava: 1.dal rapporto tra la forza elettromotrice e la corrente di
cortocircuito
che si ottiene quando si 2.determinando la resistenza equivalente del bipolo che si ottiene annullando l'azione di tutti i generatori (quindi aprendo i rami con i generatori ideali di corrente (I0=0), e cortocircuitando i generatori ideali di tensione (U=0)). |
| TEOREMA DEL GENERATORE
EQUIVALENTE DI
CORRENTE (NORTON)
Ogni bipolo ricavato da una rete comunque complessa composta di generatori ideali di tensione e/o di corrente e da bipoli passivi lineari (resistenze; impedenze in c.a.) è sempre schematizzabile con un generatore reale di corrente lineare detto generatore di Norton. L'intensità di corrente del generatore ideale di corrente (INo, corrente di Norton) è la corrente che si ha cortocircuitando i terminali del bipolo. La sua resistenza interna (RNo) si ricava: 1.dal rapporto tra la tensione a vuoto e la corrente di Norton.
2.determinando la resistenza equivalente del bipolo che si ottiene
annullando
l'azione di tutti i generatori (quindi aprendo i rami con i generatori ideali di corrente
(I0=0),
e cortocircuitando i generatori ideali di tensione (U=0)). Quindi RNo=Rth
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| TESLA: unità di misura nel Sistema Internazionale dell’induzione magnetica B (simbolo T). |
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| VALORE EFFICACE DI UNA GRANDEZZA: vedi VALORE QUADRATICO MEDIO. |
| VALORE QUADRATICO MEDIO
(R.M.S.): è
la radice quadrata della media dei quadrati di una grandezza periodica. Per esempio, per un segnale sinusoidale, il valore quadratico medio dell’ampiezza è dato dal valore massimo dell’ampiezza diviso radice quadrata di due: Aeff=AM/ . Il valore quadratico medio si utilizza per semplificare alcune formule: per esempio, quando si vuole ricavare la potenza media dissipata da un’induttanza, e/o una capacità, e/o una resistenza in un circuito percorso da corrente alternata. |
| VOLT per METRO (V/m): unità di misura nel Sistema Internazionale dell’intensità del campo elettrico (E). 1 V/m rappresenta il campo elettrico esistente tra due punti posti alla distanza di un metro tra i quali c’è una differenza di potenziale di 1 volt. |