Cronologia
 
 



Terminologia  elettrica

  




ORZA ELETTROMOTRICE
AMPÈRE per METRO FREQUENZA

GENERATORE ELETTRICO 
AMPIEZZA GRANDEZZA SCALARE
ASSORBIMENTO ELETTROMAGNETICO NELL’UOMO GRANDEZZA VETTORIALE

INDUTTORE 
AUTOINDUZIONE INDUZIONE MAGNETICA 
CALORE SPECIFICO INTENSITA' DI CORRENTE
CALORE ISOLANTE
CAMPI ELETTROMAGNETICI PULSANTI (PEMF) LAVORO ELETTRICO
CAMPO ELETTRICO LAVORO
CAMPO ELETTROMAGNETICO LUCE
CAMPO MAGNETICO LUNGHEZZA D'ONDA
CARICA ELETTRICA ONDA ELETTROMAGNETICA
CONDENSATORE 
CONDUTTORE OHM
CORRENTE ELETTRICA ALTERNATA PERIODO
CORRENTE ELETTRICA CONTINUA PERMEABILITA' MAGNETICA
CORRENTE ELETTRICA  POTENZA
CORRENTE INDOTTA POTENZIALE ELETTRICO
COSTANTE DIELETTRICA PRODOTTO VETTORIALE
DENSITÀ DI CORRENTE REOSTATO

RESISTENZA ELETTRICA
DIELETTRICO RISONANZA
EFFETTO PIEZOELETTRICO SISTEMA INTERNAZIONALE DI MISURA

TEOREMA  (THEVENIN) 

TEOREMA (NORTON)
ELETTRICO TESLA
ELETTRICITA' TRASDUTTORE
ELETTROLISI VALORE QUADRATICO MEDIO
ELETTROMAGNETISMO VOLT per METRO
ELETTRONVOLT
ENERGIA
FLUSSO MAGNETICO


AMPÈRE per METRO (A/m): unità di misura nel Sistema Internazionale dell’intensità di campo magnetico
       (H). 1 A/m corrisponde ad un campo magnetico prodotto da una corrente lineare di 1 A alla distanza  di
       1/2p m.
AMPIEZZA: l’ampiezza è il valore assunto istante per istante dalle componenti di un’onda; nel caso di
       un’onda elettromagnetica è il valore istantaneo del campo elettrico (misurato in V/m) e/o del campo
       magnetico (misurato in A/m). (Vedi ONDA ELETTROMAGNETICA)
ASSORBIMENTO ELETTROMAGNETICO NELL’UOMO: il corpo umano esposto ad un campo      elettromagnetico assorbe energia. L’entità dell’assorbimento di energia dipende dalla frequenza dell’onda elettromagnetica incidente, oltre che dalla forma e dalle dimensioni del corpo esposto al fronte d’onda.   L’assorbimento presenta un massimo ad una frequenza (frequenza di risonanza) che è legata alle
dimensioni del corpo. A frequenze inferiori a quella di risonanza l’assorbimento decresce rapidamente,
mentre a frequenze superiori inizialmente decresce e poi rimane ad un valore quasi costante. Per un uomo di dimensioni medie la frequenza di risonanza è intorno ai 70 MHz, mentre per parti esposte del corpo di  minore dimensione, la frequenza di risonanza risulta più elevata, fino a raggiungere frequenze dell’ordine
delle centinaia di MHz; ad esempio per la retina si ha una frequenza di risonanza di circa 21 Ghz, per il cristallino circa 9 GHz, ecc.. L’energia elettromagnetica assorbita da un tessuto biologico viene rasformata in energia termica (calore), poiché il campo elettromagnetico mette in oscillazione le cariche e i dipoli molecolari presenti nella materia, e queste oscillazioni, attraverso l’interazione tra le molecole, vengono degradate in moti molecolari disordinati, cioè, appunto, calore. Una delle molecole più importanti nell’assorbimento di energia elettromagnetica è l’acqua, che costituisce un dipolo molecolare permanente
(vedi DIPOLO ELETTRICO). Vedi anche MECCANISMI DI REGOLAZIONE E DI DISPERSIONE DEL CALORE.
AUTOINDUZIONE

Quando varia la corrente circolante in un conduttore, il campo magnetico variabile che ne deriva investe il conduttore stesso inducendo su di esso una differenza di potenziale. Questa differenza di potenziale autoindotta si oppone alla differenza di potenziale applicata e tende a limitare o invertire la correnteoriginaria. Il concetto di autoinduzione elettrica è simile a quello di inerzia meccanica. Una bobina d'arresto tende ad addolcire l'andamento di una corrente variabile, così come un volano addolcisce quello rotatorio di un motore. La capacità di autoinduzione di una bobina viene quantificata dall'induttanza, che è indipendente dall'intensità di corrente o dalla differenza di potenziale ed è determinata unicamente dalle caratteristiche geometriche della bobina e dalle proprietà magnetiche della sostanza che ne costituisce il nucleo.

CALORE SPECIFICO: capacità termica (Vedi CAPACITA’ TERMICA) di un corpo omogeneo per unità di
massa, cioè la quantità di calore richiesta per innalzare di un grado la temperatura di un’unità di massa di   una sostanza. Ogni materiale (sostanza) ha il suo caratteristico calore specifico che dipende solitamente  dalla temperatura e dalla pressione dello stesso.
CALORE: energia che fluisce da un corpo ad un altro per effetto della differenza di temperatura che vi è  fra di essi. Si misura spesso in calorie ma nel Sistema Internazionale l’unità di misura è il joule (J). (Vedi
LAVORO).
CAMPI ELETTROMAGNETICI PULSANTI (PEMF): un campo elettromagnetico che varia ciclicamente con
un certo periodo T, la cui intensità è maggiore di un certo valore (che può essere zero) per un intervallo di  tempo minore di T.
CAMPO ELETTRICO: si può definire campo elettrico una regione dello spazio in cui una carica elettrica (o  corpo carico elettricamente) è sottoposta ad una forza proporzionale alla carica stessa. Per descrivere il  campo si utilizza il vettore campo elettrico, che si indica con E e che rappresenta la forza elettrica che
agisce sull’unità di carica. Nel Sistema Internazionale l’unità di misura del campo elettrico è il newton/coulomb (N/C) o il volt/m (V/m) oppure i loro multipli (per esempio kV/m). Il campo elettrico è
generato da cariche elettriche o anche da un campo magnetico variabile nel tempo (Vedi LEGGE DI FARADAY). Quando le cariche elettriche che generano un campo elettrico sono fisse nello spazio il campo
       elettrico ha un valore costante in ogni punto e si chiama campo elettrostatico.
   
CAMPO ELETTROMAGNETICO: un campo magnetico variabile, di frequenza f, produce nelle adiacenze un   campo elettrico variabile, anch’esso alla frequenza f, il quale dà ancora luogo in prossimità ad un campo   magnetico variabile … e così via. Campi magnetici ed elettrici rapidamente variabili non rimangono quindi    fra loro separati: l’uno dà origine all’altro e ambedue coesistono in un’entità inscindibile che prende il nome  di campo elettromagnetico. Come risultato dei processi di mutua generazione, sotto opportune condizioni,   il campo elettromagnetico si propaga, cioè si allontana dalla sua sorgente, con una velocità caratteristica,   che nel vuoto coincide con la velocità della luce (c»3·108 m/s), generando la cosi detta onda    elettromagnetica.
CAMPO MAGNETICO: il campo magnetico viene generato da cariche in movimento, cioè da correnti
       elettriche, e a sua volta agisce su correnti, ovvero cariche in movimento. Il campo magnetico può essere
       creato anche da un campo elettrico variabile nel tempo (vedi EQUAZIONI DI MAXWELL). Anche i magneti
       permanenti (calamite) generano un campo magnetico, causato dalla presenza di correnti, dette correnti
       atomiche, dovute al moto degli elettroni (spin). Il campo magnetico viene rappresentato tramite un
       vettore B detto induzione magnetica o H detto intensità di campo magnetico. La relazione tra H e B è la
       seguente: H=B/m e m=permeabilità magnetica del mezzo considerato. Graficamente il campo magnetico è
       spesso rappresentato con delle linee di forza che sono in ogni punto tangenti alla direzione del vettore
       campo magnetico (sia B o H); in accordo con Farady, il numero delle linee di forza che attraversano
       perpendicolarmente  l’unità di area è proporzionale all’intensità del vettore. Vedi anche FLUSSO
       MAGNETICO.
CARICA ELETTRICA: la carica elettrica va considerata una proprietà fondamentale della materia.
       Esistono due tipi di carica elettrica, uno positivo ed uno negativo. Due cariche elettriche dello stesso tipo   si respingono, due cariche di tipo opposto si attraggono. L’unità di carica nel Sistema Internazionale è il   coulomb (C) che è definito come la quantità di carica che fluisce in un secondo quando si ha una corrente   stazionaria di 1 ampère. Esiste in natura una carica elettrica minima elementare, che corrisponde a quella dell’elettrone (e =1,6× 10-19 coulomb) ed ogni altra carica è sempre multipla di questa.


CARICA ELETTRICA (Q)     Per la fisica attuale (NB: c'è chi lo nega) è  una proprietà della materia. La carica può essere positiva o  negativa. La sua unità di misura è il Coulomb (C). 

La più piccola carica esistente in natura, detta carica elementare, è quella dell'elettrone (negativa), esattamente (si pensa) uguale a quella del protone (positiva). Essa vale 1,602*10-19C. Il protone ha una 
 massa pari a 1840 volte la massa dell'elettrone. 

CONDENSATORE 

Qualsiasi coppia di conduttori (armature) separati da un isolante(dielettrico), costituiscono un 
condensatore. 

Se si applica una tensione tra le armature, si separano cariche elettriche e, nel dielettrico, si forma un campo elettrico. L'armatura collegata al potenziale più alto si carica positivamente, negativamente l'altra. Le cariche   positive e negative sono uguali ed il loro valore assoluto costituisce la carica  Q del condensatore. La carica  è proporzionale alla tensione applicata e la costante di proporzionalità è una caratteristica di quel particolare  condensatore che si chiama capacità. Si misura in farad: [F]=[C][V]-1< 

La capacità di un condensatore piano (armature piane e parallele) è proporzionale al rapporto tra la superficie (A) di una delle armature e la loro distanza (d). La costante di proporzionalità (e) è un a caratteristica dell'isolante interposto e si chiama costante dielettrica assoluta e si misura in farad/m [F][M] 

La costante dielettrica assoluta del vuoto vale e 0= 8,85*10-12 F/m. Il rapporto tra la costante dielettrica  assoluta di un isolante e la costante dielettrica assoluta del vuoto è un numero puro chiamato costante   dielettrica relativa (e r=e /e 0). 

Sintetizzando matematicamente quanto detto: 

Q=C*U ( definizione di capacità di un condensatore) 

C=e re 0A/d (capacità condensatore piano) 

K=U/d (campo elettrico nel dielettrico di un condensatore piano) 
 

   
CONDUTTORE ELETTRICO O CONDUTTORE: qualsiasi corpo o mezzo capace di condurre corrente
       elettrica.
 
CORRENTE ELETTRICA ALTERNATA: si chiama corrente elettrica alternata una corrente la cui intensità
varia sinusoidalmente in funzione del tempo. Per la distribuzione di energia elettrica generalmente si usa
una corrente alternata a frequenza di 50 Hz (in Europa) o 60 Hz (in USA).
CORRENTE ELETTRICA CONTINUA: una corrente elettrica si chiama continua se la sua intensità e la sua  direzione (intesa convenzionalmente come direzione di spostamento virtuale delle cariche positive), non variano nel tempo.
CORRENTE ELETTRICA: si chiama corrente elettrica ogni moto ordinato di cariche elettriche. L’intensità
della corrente elettrica è espressa dalla quantità di carica (in coulomb, C) che attraversa una certa sezione nell’unità di tempo (secondi, s). L’intensità di corrente nel Sistema Internazionale, ha come unità
di misura l’ampère (A). 1 ampère corrisponde ad 1 coulomb/s.
CORRENTE INDOTTA: la corrente indotta è una corrente che si manifesta in un conduttore ogni volta che   questo è posto in una regione di spazio dove esiste un campo magnetico variabile nel tempo. In accordo  con la legge di Faraday (una delle quattro equazioni di Maxwell) la corrente si mantiene fintantoché vi è  una variazione del flusso del campo magnetico ed è tanto maggiore quanto più rapida è la variazione. Sulla  legge di Faraday si basano molte applicazioni, per esempio gli alternatori e le dinamo, che permettono, nelle centrali elettriche, di generare energia elettrica partendo da energia meccanica (la rotazione prodotta da un motore termico o dalla caduta dell’acqua).
 
COSTANTE DIELETTRICA e: vedi COSTANTE DIELETTRICA ASSOLUTA e.
COSTANTE DIELETTRICA ASSOLUTA (O COSTANTE DIELETTRICA) e: è un parametro caratteristico di  un materiale e rappresenta l’effetto barriera che il materiale stesso produce quando due cariche immerse in esso interagiscono: la forza di interazione (forza di Coulomb) viene ridotta del fattore e. Rappresenta la
caratteristica del materiale come isolante. La costante dielettrica assoluta del vuoto e0 vale nel Sistema internazionale 8.85×10-12 (C2/N)m2. Solitamente una sostanza ha una costante dielettrica e maggiore  di e 0; Il rapporto e/e0 = er  rappresenta la cosiddetta costante dielettrica relativa. er dipende dalla frequenza  e dal campo elettromagnetico applicato: questa dipendenza dalla frequenza rappresenta la
 cosiddetta dispersione dielettrica.
COSTANTE DIELETTRICA RELATIVA er: vedi COSTANTE DIELETTRICA ASSOLUTA e.
DENSITÀ DI CORRENTE: la densità di corrente in un punto viene definita dal rapporto fra l’intensità di corrente attraverso un elemento di superficie (perpendicolare alla direzione della corrente) e la superficie
dell’elemento stesso. La densità di corrente è un vettore e si indica con J. Si dimostra che l’intensità di corrente può essere rappresentata come il flusso del vettore J attraverso la sezione del conduttore. La densità di corrente, nel Sistema Internazionale, si misura in ampère/metro2 (A/m2). Si utilizzano spesso i sottomultipli: milliampère/metro2 (mA/m2), microampère/metro2 (mA/m2) o microampère/centimetro2  (mA/cm2); talvolta si usa anche il nanoampère/metro2 (nA/m2).
DIELETTRICO: è un materiale non conduttore o isolante. In queste sostanze non si hanno cariche
elettriche libere, cioè gli elettroni sono strettamente legati agli atomi e non possono essere rimossi dalla loro sede da un campo elettrico ordinario.
EFFETTO PIEZOELETTRICO: consiste nella comparsa di cariche elettriche di segno contrario sulle facce   di alcuni cristalli sottoposti a deformazioni meccaniche lungo certe direzioni e viceversa (effetto duale): la   polarizzazione di un materiale per opera di un campo elettrico produce in esso una deformazione   meccanica. Questo effetto ha una grande importanza pratica, per esempio è utilizzato nella costruzione di   oscillatori che provocano degli ultrasuoni, o per convertire oscillazioni meccaniche in oscillazioni elettriche.  Anche alcuni tessuti biologici, come le ossa hanno delle proprietà piezoelettriche.
Elettrico    dal greco ELEKTRON = AMBRA
Elettricità termine introdotto nel 1694 da R. Boyle nella terminologia scientifica.
Elettrolisi Decomposizione chimica mediante corrente elettrica ,termine coniato da Faraday
ElettromagnetismoTermine coniato da Oersted

ELETTRONVOLT (eV): unità di misura per l’energia utilizzata in fisica per misurare energia su scala
atomica. Un elettronvolt (eV) rappresenta l’energia acquisita da un elettrone che passa attraverso una
differenza di potenziale di un Volt. Poiché nel Sistema Internazionale e= carica dell’elettrone =1.6x10-19 C allora  segue che 1 eV= 1.6x10-19x1V=1.6x10-19 J.
ENERGIA: l’energia può essere definita come la capacità di un corpo a compiere lavoro, e la misura di questo lavoro è anche misura dell’energia. Vi sono diverse forme di energia: un corpo che si muove possiede un’energia detta cinetica. Anche un corpo fermo può avere energia, dovuta alla sua posizione detta energia potenziale. Inoltre ogni corpo possiede un’energia interna connessa all’energia dei suoi componenti atomici. Ancora, la legge di Einstein E=mc2 (con m=massa e c=velocità della luce=3x108m/s)  stabilisce che ad ogni massa è associata un’energia e, virtualmente, viceversa. Sebbene siamo abituati a  pensare l’energia come un attributo di un corpo, essa può esistere anche senza la presenza di un corpo  materiale (cioè avente massa). Per esempio un campo elettromagnetico possiede energia, detta energia  elettromagnetica, anche dove non c’è materia. L’energia è una grandezza scalare ed ha come unità di  misura nel Sistema Internazionale il joule (simbolo J).
FLUSSO MAGNETICO: numero di linee di forza che attraversano una determinata superficie
       perpendicolare. Dividendo il numero delle linee di forza per la superficie stessa si ottiene la densità di
       flusso magnetico.
FORZA ELETTROMOTRICE (E) 

                    E' l'energia che il generatore effettivamente fornisce all' unità di carica positiva. Essa corrisponde alla  tensione presente ai morsetti del generatore quando esso non eroga corrente (funzionamento a vuoto, circuito    aperto).   Si misura in Volt. 

FREQUENZA: numero di volte che un fenomeno periodico si verifica nell’unità di tempo, ovvero numero di  oscillazioni  nell’unità di tempo. In genere la frequenza si misura in hertz (Hz) o, in modo equivalente, in secondi–1 (s-1), che rappresenta il numero di oscillazioni (o cicli) al secondo.
GENERATORE ELETTRICO 

                    E' una  macchina che utilizzando una diversa forma di energia (termica, meccanica, chimica, solare ecc.) la trasforma in energia elettrica, creando una separazione di cariche ( eccesso di elettroni al polo negativo, carenza di elettroni al polo positivo). 

                    Se i poli del generatore sono collegati tra loro, si stabilisce nel circuito una corrente elettrica il cui verso   convenzionale esce dal polo positivo del generatore. All'interno del generatore la corrente convenzionale   fluisce dal polo negativo al polo positivo (le cariche acquistano energia), all'esterno dal polo positivo a  quello negativo (le cariche perdono energia). 



GENERATORE IDEALE DI TENSIONE (U=E per ogni I). 

E' un generatore elettrico che mantiene costante la tensione tra i suoi morsetti qualunque sia il valore della intensità della corrente che lo attraversa. 


GENERATORE IDEALE DI CORRENTE(I=I0 per ogni U). 

E' un generatore elettrico che mantiene costante la corrente erogata qualunque sia il valore della tensione ai  suoi morsetti. 


GENERATORE REALE LINEARE DI TENSIONE (UAB=E-Ri*I) 

E' un generatore elettrico nel quale la tensione ai morsetti decresce proporzionalmente alla intensità di  corrente da cui è attraversato. E' schematizzato da un generatore ideale di tensione con in serie una resistenza Ri, detta resistenza interna del generatore. 

La forza elettromotrice del generatore ideale di tensione è la tensione a vuoto. 

La massima corrente che il generatore può erogare, si ha in condizioni di cortocircuito, cioè quando la 
tensione ai morsetti è azzerata mediante un collegamento di resistenza nulla. Tale corrente si chiama 
corrente di cortocircuito del generatore e vale Icc=E/Ri. Il prodotto della resistenza interna per la corrente  rappresenta la caduta di tensione interna. 

GENERATORE REALE LINEARE DI CORRENTE (I=I0-UAB/Ri) 

E' un generatore elettrico nel quale la corrente erogata decresce proporzionalmente alla tensione presente ai  suoi morsetti. Viene schematizzato con un generatore ideale di corrente, il cui valore, I0, corrisponde alla   corrente massima erogabile dal generatore ( che si ha in cortocircuito) con in parallelo una resistenza Ri  detta resistenza interna. Se ai terminali del generatore è presente una tensione pari ad Ri*I0 la corrente  erogata è nulla ( il generatore funziona a vuoto)  

GRANDEZZA SCALARE (O SCALARE): grandezza che è completamente determinata dal numero che la misura in una certa scala. E’ un numero che esprime il rapporto tra una grandezza e  un’altra grandezza
dello stesso tipo usata come unità. Per esempio, la lunghezza, il tempo, la temperatura sono grandezze
scalari; esse possono essere definite con un numero che esprime la loro misura.
GRANDEZZA VETTORIALE (O VETTORE): grandezza determinata da un modulo (o intensità), che ne rappresenta il valore numerico in accordo con una scala fissata arbitrariamente, e dalla sua direzione.
Graficamente una grandezza vettoriale si rappresenta tramite un segmento orientato la cui lunghezza è ’intensità del vettore. I vettori sono spesso indicati con lettere in grassetto o con lettere soprassegnate
da una freccia (per esempio a o  ). Un vettore può essere addizionato o sottratto ad altri vettori e può
essere anche moltiplicato sia per una grandezza scalare sia per un altro vettore: nell’algebra vettoriale ci
sono due tipi di moltiplicazione possibile: il prodotto scalare e il prodotto vettoriale (o prodotto interno e
prodotto esterno).
INDUTTORE

                    E' un componente che produce un campo magnetico. Da questo punto di vista qualsiasi conduttore percorso  da corrente è un induttore. Chiameremo però preferibilmente induttore il componente che è stato  appositamente realizzato per produrre un campo magnetico di dato valore. Il parametro che lo caratterizza è il coefficiente di autoinduzione L che è definito come il rapporto tra il flusso magnetico concatenato con il conduttore e l'intensità di corrente che lo produce. Quindi 
                                             L=Fc/I 

                    L'unità di misura si chiama henry (H) e corrisponde al rapporto tra il weber e l'ampere; poiché il weber,   unità di misura del flusso magnetico, è il prodotto di volt*secondo, l'henry è il prodotto di ohm per   secondo. 

                                            [H]=[W][s] 

                    Il coefficiente di autoinduzione dipende dalle caratteristiche geometriche del conduttore, che compaiono    come numero di spire N (numeri di angoli giri compiuti dal conduttore), e dalle dimensioni e dalle   proprietà fisiche del mezzo in cui il conduttore sviluppa il suo campo magnetico. Per fissare le idee  pensiamo ad un solenoide ( avvolgimento) rettilineo costituito da N spire circolari di diametro D,  uniformemente distribuite su una lunghezza l. Si ha: 

                                            L= N2/Ri 

                    dove Ril=(1/m)*l/A è detta riluttanza. A=pD2/4, è l'area della superficie piana delimitata da una spira, m è la permeabilità magnetica assoluta del mezzo in cui il campo si forma. Poiché N è un numero puro, l'unità  di misura della riluttanza è l'inverso dell'henry [H]-1. La permeabilità magnetica è, teoricamente, il coefficiente di autoinduzione che caratterizza da una particolare configurazione circuitale: quella per la quale N2*A/l=1. Si misura pertanto in henry diviso metro [H][M]-1, unità che non possiede un nome proprio. 

                    Molto importante è la permeabilità magnetica del vuoto: m0=4*p*10-7 H/m 

                    Si definisce permeabilità magnetica relativa di un mezzo fisico il rapporto tra la sua permeabilità assoluta e  la permeabilità del vuotomr=m/m0 . E' un numero puro. 

INDUZIONE MAGNETICA o DENSITA’ DI FLUSSO MAGNETICO: in ogni punto dello spazio in cui è resente un campo magnetico si definisce induzione magnetica un vettore B, la cui ampiezza è data dal valore massimo della forza che si esercita sull’elemento di corrente esploratore diviso per il prodotto della  corrente stessa e per la lunghezza dell’elemento. Questo vettore caratterizza in modo completo tutte le proprietà del campo magnetico e viene misurato, nel Sistema Internazionale, in tesla (simbolo T) dal nome
del fisico croato Nicola Tesla. A volte è anche usata una vecchia unità di misura detta gauss (simbolo G,  1G=10-4T). Vedi anche FLUSSO MAGNETICO.
INTENSITÀ DI CORRENTE (o CORRENTE): si definisce intensità di corrente attraverso una superficie S la
       quantità di carica che passa nell’unità di tempo attraverso la superficie stessa. Essa è una grandezza
       scalare ed ha come unità di misura, nel Sistema Internazionale, l’ampère (A). 1 A = coulomb/s, dove
       coulomb (C) indica l’unità di carica.
ISOLANTE ELETTRICO O ISOLANTE: dispositivo ad alta resistenza elettrica usato per sostenere o
separare conduttori al fine di prevenire flussi di corrente non voluti tra i conduttori stessi e altri oggetti.
 
LAVORO ELETTRICO: lavoro fatto da un campo elettrico per spostare una carica elettrica da un punto A  a un punto B. Il lavoro elettrico è dato dalla seguente espressione: L=q(VA-VB) dove VA  e VB sono i
potenziali elettrici di A e B rispettivamente.
LAVORO: quando una forza agendo su un corpo lo muove per una certa distanza si dice che la forza sta  compiendo un lavoro. Il lavoro è definito come il prodotto scalare fra il vettore che rappresenta l’intensità  della forza e il vettore spostamento. L’unità di misura del lavoro, nel Sistema Internazionale, è il joule (J).   1J= 1N×m.
LUCE VISIBILE: radiazione non ionizzante avente frequenza compresa tra 385×106 MHz e 750×106 MHz  e lunghezza d’onda compresa tra  0,4 e 0,8 mm. (Vedi SPETTRO ELETTROMAGNETICO)
LUNGHEZZA D’ONDA: rappresenta la distanza fra due massimi (o due minimi) di un onda sinusoidale. La
lunghezza d’onda si indica con la lettera l ed ha come unità di misura il metro (m).
ONDA ELETTROMAGNETICA: si chiamano onde elettromagnetiche i campi elettromagnetici  che si propagano nello spazio, anche in assenza di materia. Le onde elettromagnetiche sono trasversali: il vettore campo elettrico E e il vettore campo magnetico H sono reciprocamente perpendicolari e giacciono
su di un piano perpendicolare al vettore v, velocità di propagazione dell’onda. La relazione tra E ed H, in un’onda elettromagnetica è determinata dalle equazioni di Maxwell. Come ogni tipo di onda, un’onda elettromagnetica può trasportare energia da un punto ad un altro e può essere  caratterizzata tramite la sua frequenza (o la sua lunghezza d’onda) e la sua ampiezza.
Ohm                           Unità di misura della resistenza che ha lo stesso nome del suo scopritore Ohm
PERIODO: il più piccolo intervallo di tempo dopo il quale un moto periodico riassume le stesse
caratteristiche fisiche (ampiezza e sua derivata). Il periodo si indica con il simbolo T ed ha come unità di  misura il secondo (s).
PERMEABILITA’ MAGNETICA m: è un parametro caratteristico del materiale e rappresenta la capacità di
questo a lasciarsi permeare  da campi magnetici. La permeabilità magnetica del vuoto m0 vale, nel Sistema Internazionale, 4p10-7 H/m. Il rapporto  m/m0=mr  rappresenta la cosiddetta permeabilità magnetica relativa (al vuoto). mr è usata per distinguere tra sostanze diamagnetiche (mr <1) e sostanze paramagnetiche (mr >1).
POTENZA: rappresenta la capacità di produrre lavoro per unità di tempo. Rappresenta anche l’energia
prodotta o dissipata per unità di tempo. Nel Sistema Internazionale l’unità di potenza è il J/s, detto watt
(simbolo W )
POTENZIALE ELETTRICO: esprime il lavoro che deve essere fatto contro le forze del campo per portare
 una carica unitaria da un punto di riferimento al punto in questione; il punto di riferimento è posto  all’infinito o, per praticità, sulla superficie della terra o di qualche altro grosso conduttore. Il potenziale  elettrico è una grandezza scalare e nel Sistema Internazionale si misura in volt, simbolo V (1V=1J/C). Il potenziale elettrico può essere considerato come una quantità intensiva come la pressione, o il livello in un fluido. Una differenza di potenziale può portare una carica positiva da un punto a potenziale maggiore ad uno con potenziale minore, analogamente a quello che fa l’acqua, che scende da un livello più alto ad uno
più basso.

 INTENSITA' DI CORRENTE. (I=Q/t) 

                    Si definisce intensità di corrente la quantità di carica che attraversa la sezione di un conduttore nell'unità di   tempo. Il nome dell'unità di misura è l' Ampere (A) che corrisponde ad 1 Coulomb al secondo.  Si assume come verso convenzionale della corrente quello secondo cui si muovono le cariche positive.  Nei conduttori metallici le cariche che si muovono sono gli elettroni, quelli di valenza, responsabili anche   delle reazioni chimiche. 

L'intensità di corrente è assunta come campione di unità di misura. Si definisce AMPERE ASSOLUTO 
l'intensità di quella corrente che, percorrendo due fili paralleli di sezione trascurabile e lunghezza infinita, 
posti nel vuoto alla distanza di un metro fa sì che essi si attraggano ( correnti concordi) o si respingano 
(correnti discordi) con una forza pari a 2*10-7 N per ogni metro di lunghezza dei fili. 
 

PRODOTTO VETTORIALE: tra due vettori a e b che sono inclinati di un angolo q è scritto come: a x bed è definito come un vettore che ha il modulo dato da ab×senq, direzione perpendicolare al piano che contiene a e b e verso dato dalla direzione di avanzamento di una vite destrogira, disposta perpendicolarmente al piano contenente i due vettori, che vede andare a su b attraverso l’angolo più piccolo.
Reostato                           Termine coniato da C. Wheatstone   resistore a resitenza variabile
RESISTENZA ELETTRICA (R=U/I) - Leggi di Ohm. 

                    E' il rapporto tra la tensione ai capi di un conduttore e la corrente che lo percorre. Esso si mantiene   pressoché costante se la temperatura del conduttore non subisce grandi variazioni. E' dunque una proprietà  di quel dato conduttore che dipende dal materiale di cui è costituito ed è proporzionale al rapporto  lunghezza del conduttore diviso la sua sezione. 

Si misura in Ohm: 1 Ohm è la resistenza di un conduttore che sottoposto all tensione di 1 volt è 
attraversato dalla corrente di 1 Ampere. 

Il verso della corrente convenzionale che attraversa una resistenza va dal punto a potenziale più alto verso il  punto a potenziale più basso.   

RISONANZA: fenomeno riguardante un sistema fisico con una frequenza caratteristica (oscillazione libera)   che avviene tutte le volte che un sistema atto a oscillare è sottoposto a una serie periodica di impulsi di frequenza uguale o quasi a una delle frequenze proprie di oscillazione del sistema. Quando queste
condizioni vengono soddisfatte lo stato del sistema oscilla con un’ampiezza che aumenta fino a che non
raggiunge un valore massimo nel quale l’energia assorbita dagli  impulsi è uguagliata dall’energia dissipata
dalle forze di attrito.
SISTEMA INTERNAZIONALE DI MISURA: un sistema di unità fisiche nel quale le grandezze fondamentali
       sono la lunghezza, il tempo, la massa, la corrente elettrica, la temperatura, l’intensità luminosa e la
       quantità di sostanza, e le corrispondenti unità di misura sono il metro, il secondo, il kilogrammo, l’ampère, il  kelvin, la candela e la mole.
TEOREMA DEL GENERATORE EQUIVALENTE DI TENSIONE (THEVENIN) 

                    Ogni bipolo ricavato da una rete comunque complessa composta di generatori ideali di tensione e/o di   corrente e da bipoli passivi lineari (resistenze; impedenze in c.a.) è sempre schematizzabile con un   generatore reale di tensione lineare detto generatore di Thevenin. La forza elettromotrice del generatore di  Thevenin (Eth) è uguale alla tensione a vuoto misurata tra i morsetti del bipolo (ETh=(UAB)I=0). La sua  resistenza interna (Rth) si ricava: 

1.dal rapporto tra la forza elettromotrice e la corrente di cortocircuito che si ottiene quando si 
collegano i terminali del bipolo con un filo di resistenza nulla  

2.determinando la resistenza equivalente del bipolo che si ottiene annullando l'azione di tutti i  generatori (quindi aprendo i rami con i generatori ideali di corrente (I0=0), e cortocircuitando i  generatori ideali di tensione (U=0)). 

TEOREMA DEL GENERATORE EQUIVALENTE DI CORRENTE (NORTON) 

                    Ogni bipolo ricavato da una rete comunque complessa composta di generatori ideali di tensione e/o di  corrente e da bipoli passivi lineari (resistenze; impedenze in c.a.) è sempre schematizzabile con un  generatore reale di corrente lineare detto generatore di Norton. L'intensità di corrente del generatore ideale  di corrente (INo, corrente di Norton) è la corrente che si ha cortocircuitando i terminali del bipolo. La sua   resistenza interna (RNo) si ricava: 

1.dal rapporto tra la tensione a vuoto e la corrente di Norton. 

2.determinando la resistenza equivalente del bipolo che si ottiene annullando l'azione di tutti i generatori (quindi aprendo i rami con i generatori ideali di corrente (I0=0), e cortocircuitando i generatori ideali di tensione (U=0)). Quindi RNo=Rth 

TESLA: unità di misura nel Sistema Internazionale dell’induzione magnetica B (simbolo T).
Trasduttore     Dicasi di un apparecchio che effettua da una a un'altra delle forme con cui l'energia si manifesta 
(elettrica, meccanica sonora, termica, luminosa )  .
VALORE EFFICACE DI UNA GRANDEZZA: vedi VALORE QUADRATICO MEDIO.
VALORE QUADRATICO MEDIO (R.M.S.): è la radice quadrata della media dei quadrati di una grandezza
periodica. Per esempio, per un segnale sinusoidale, il valore quadratico medio dell’ampiezza è dato dal
valore massimo dell’ampiezza diviso radice quadrata di due: Aeff=AM/  . Il valore quadratico medio si
utilizza per semplificare alcune formule: per esempio, quando si vuole ricavare la potenza media dissipata  da un’induttanza, e/o una capacità, e/o una resistenza in un circuito percorso da corrente alternata.
VOLT per METRO (V/m): unità di misura nel Sistema Internazionale dell’intensità del campo elettrico (E).   1 V/m rappresenta il campo elettrico esistente tra due punti posti alla distanza di un metro tra i quali c’è  una differenza di potenziale di 1 volt.