ITALIA
VIGNETI SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA
VIGNETI SAN MARTINO DELLA BATTAGLIA
ITALIA
Zona viticola comunitaria C1-C2-C3b


Definizioni:
denominazione di origine: per denominazione di origine dei vini si intende il nome geografico di una zona viticola particolarmente vocata utilizzato per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all’ambiente naturale e ai fattori umani.

Indicazione geografica tipica: per indicazione geografica tipica dei vini si intende il nome geografico di una zona utilizzato per designare il prodotto che ne deriva.

prodotti definiti: le denominazione di origine e le indicazioni geografiche tipiche sono riservate ai mosti e ai vini. Alle condizioni previste dalla legge 164/1992.

prodotti esclusi: le bevande di fantasia a base di vino, le bevande di fantasia provenienti dall’uva, i succhi non fermentati della vite, i prodotti vitivinicoli aromatizzati, nonché i vini frizzanti gassificati e i vini spumanti gassificati non possono utilizzare le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche tipiche nella loro designazione e presentazione.

nomi geografici: il nome geografico che costituisce la denominazione di origine o l’indicazione geografica tipica e le altre menzioni riservate non possono essere impiegati per designare prodotti similari o alternativi a quelli definiti né, comunque, essere impiegati in modo tale da ingenerare, nei consumatori, confusione nell’individuazione dei prodotti.

utilizzazione le denominazioni di origine e le loro sottozone nonché le indicazioni geografiche tipiche sono utilizzate per designare vini appartenenti a una pluralità di produttori, fatte salve le situazioni giuridiche acquisite, In casi eccezionali, tenuto conto delle specifiche particolarità ambientali di singole microzone, anche se ricadenti in un’unica proprietà, che diano un prodotto di interesse nazionale altamente qualitativo anche ai fini della promozione dell’immagine del vino italiano all’estero, può riconoscersi ai vini il nome della sottozona e un disciplinare di produzione autonomo con regolamentazione più restrittiva nell’ambito di una denominazione di origine o di una indicazione geografica tipica esistente o di una nuova di interesse diffuso.

classificazione: le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche tipiche si classificano in:
DOCG: denominazione di origine controllata e garantita;
DOC: denominazione di origine controllata;
IGT: indicazione geografica tipica
Le DOCG e le DOC sono menzioni specifiche tradizionali utilizzate dall’Italia per designare i vini a DOP (denominazione di origine protetta) dell’Unione Europea (reg. 479/2008).
La menzione IGT è utilizzata dall’Italia (Vin de pays per la Valle d’Aosta e Landweine per la provincia di Bolzano) per designare i vini a IGP (indicazione geografica protetta) dell’Unione Europea (reg. 479/200).

ambiti territoriali: per DOC e DOCG si intendono i nomi geografici e le qualificazioni geografiche delle corrispondenti zone di produzione usati per designare i vini le cui caratteristiche dipendono dalle condizioni naturali, correlate alla vocazione vitivinicola.
All’atto del riconoscimento della denominazione e della delimitazione dell’area viticola, le zone di produzione possono comprendere oltre al territorio indicato con la denominazione di origine, anche territori adiacenti o vicini, quando in essi esistano analoghe condizioni ambientali, gli stessi vitigni e siano praticate le medesime tecniche colturali, purché i vini prodotti e commercializzati da almeno un decennio abbiano uguali caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche.
Nell’ambito della zona di produzione possono sussistere aree più ristrette, denominate sottozone, aventi specifiche caratteristiche ambientali o tradizionalmente note, designate con specifico nome geografico o storico-geografico, anche con rilevanza amministrativa, purché espressamente previste e più rigidamente disciplinate e purché vengano associate alla relativa denominazione di origine.
Le sottozone delle DOC possono essere promosse a DOCG separatamente o congiuntamente alla DOC principale.

Menzioni: le denominazioni di origine possono essere seguite, dopo la dicitura DOCG o DOC, da nomi di vitigni, menzioni geografiche, riferimenti a particolari tecniche di vinificazione e qualificazioni specifiche del prodotto.
Le predette menzioni aggiuntive devono essere previste dal disciplinare di produzione.
L’impiego del nome del vitigno per i vini a IGT deve essere approvato con apposito decreto del MIPAF sentito il Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.

Classico: questa specificazione è riservata ai vini non spumanti della zona di origine più antica ai quali può essere attribuita una regolamentazione autonoma anche nell’ambito delle stesse DOC o DOCG.

Riserva: viene attribuita ai vini non spumanti che siano stati sottoposti ad un periodo di invecchiamento appositamente previsto dal disciplinare e, di norma non inferiore a due anni, il disciplinare, oltre ad altre eventuali modalità, deve stabilire l’obbligo dell’indicazione in etichetta dell’annata di produzione delle uve.

Superiore: menzione che indica la tipologia di vini all’interno della medesima denominazione di origine, con caratteristiche qualitative di maggior pregio che debbono avere una disciplina più restrittiva per il titolo alcolometrico volumico naturale e totale e a volte anche per un periodo più o meno lungo di invecchiamento.

Novello: questa menzione è riservata ai vini rispondenti alle condizioni, alle caratteristiche ed ai requisiti previsti in materia dalla legislazione italiana e comunitaria.

Coesistenza: è consentito che più DOC e DOCG facciano riferimento allo stesso nome geografico anche per contraddistinguere vini diversi, purché le zone di produzione degli stessi comprendano il territorio definito con detto nome geografico.
E’ consentito che nell’ambito di una denominazione di origine coesistano vini diversi a DOC e DOCG, purché i vini DOCG:
siano prodotti in sottozone o nell’intera area di una DOC individuata con specifico nome geografico e siano prodotti con vitigni inclusi in distinto Albo dei vigneti, le sottozone devono essere delimitate e regolamentate da disciplinari di produzione più restrittivi ed avere Albi dei vigneti distinti.
Oppure riguardino tipologie particolari derivanti da una specifica piattaforma ampelografica o metodologie di elaborazione.
Oppure riportino congiuntamente o disgiuntamente il nome della zona e della sottozona o del vitigno, a seconda della disciplina specifica.

Vigna: questa menzione seguita dal toponimo può essere utilizzata soltanto nella presentazione e designazione dei vini a DOC e DOCG ottenuti
dalla superficie vitata che corrisponde al toponimo, definita nell’Albo dei vigneti e rivendicata nella denuncia annuale di produzione delle uve, a condizione che la vinificazione delle uve corrispondenti avvenga separatamente.

Zone di produzione IGT: Le menzioni geografiche che definiscono le indicazioni geografiche tipiche devono essere utilizzate per contraddistinguere i vini aventi caratteristiche derivanti da zone di produzione anche comprendenti le aree DOC e DOCG, normalmente di ampia dimensione viticola, designate con il nome geografico relativo o comunque indicativo della zona.
La zona di produzione di un vino ad IGT deve comprendere un ampio territorio ambientale e conferisca caratteristiche omogenee al vino stesso e per il quale sussista un interesse collettivo al riconoscimento del vino in esso prodotto.

Scelta vendemmiale: E’ consentita la coesistenza in una stessa area di produzione di più vini a DOC, DOCG e IGT, anche derivanti dagli stessi vigneti, a condizione che a cura dell’avente diritto venga operata annualmente secondo prescrizioni dei relativi disciplinari di produzione, la scelta vendemmiale riferita a ciascuna superficie iscritta separatamente a ogni albo dei vigneti o ad ogni albo delle vigne. Tale scelta può riguardare denominazioni di pari o inferiore livello, ricadenti nella stessa zona di produzione.

Riclassificazione: è consentito per i mosti e i vini ottenuti con una determinata classificazione il passaggio, sia dal livello più elevato a quelli inferiori (da DOCG a DOC e a IGT) sia da DOCG ad altra DOCG, sia da DOC ad altra DOC, sia da una IGT ad altra IGT, purché le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche si trovino nella medesima area viticola e il prodotto abbia i requisiti prescritti per la denominazione prescelta e quest’ultima sia territorialmente più estesa rispetto a quella di provenienza. La riclassificazione può essere effettuata a cura del detentore, nel rispetto della regolamentazione comunitaria.

DOCG: le denominazioni di origine controllate e garantite sono riservate ai vini già riconosciuti DOC da almeno cinque anni che siano ritenuti di particolare pregio, in relazione alle caratteristiche qualitative intrinseche, rispetto alla media di quelle degli analoghi vini così classificati, per effetto dell’incidenza di tradizionali fattori naturali, umani e storici e che abbiano acquisito rinomanza e valorizzazione commerciale a livello nazionale e internazionale.

Disciplinari di produzione: il riconoscimento delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche e la delimitazione delle rispettive zone di produzione vengono effettuati contestualmente all’approvazione dei relativi disciplinari di produzione, con decreto (storicamente D.P.R. poi D.M. oggi D.D.) previo conforme parere del Comitato nazionale per la Tutela e la Valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini.
I disciplinari delle DOCG devono prevedere una disciplina più restrittiva rispetto a quella delle DOC e progressiva con il passaggio a sottozone o a comuni.
I disciplinari DOC e DOCG stabiliscono:
La denominazione di origine
La delimitazione della zona di produzione delle uve
Il vitigno o i vitigni che concorrono alla formazione della piattaforma ampelografica
La resa massima dell’uva per ettaro
Il titolo alcolometrico volumico naturale potenziale minimo delle uve
La resa uva-vino
Le caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche del vino
Le condizioni di produzione
Le modalità dell’esame chimico-fisico e organolettico
Eventuale periodo minimo di invecchiamento
L’eventuale imbottigliamento in zone delimitate
Ulteriori elementi da includere facoltativamente nei disciplinari
I disciplinari possono essere modificati su documentata istanza degli organismi interessati.

Nei disciplinari di produzione delle IGT sono stabiliti:
L’indicazione geografica e gli eventuali nomi dei vitigni o menzioni aggiuntive
La delimitazione della zona di produzione delle uve
I vitigni che concorrono alla formazione della piattaforma ampelografia
Le tipologie enologiche, ivi comprese quelle relative al colore
La resa massima di uva per ettaro
Il titolo alcolometrico volumico minimo naturale delle uve
La gradazione alcolometrica minima al consumo del vino
La resa uva-vino
Le eventuali pratiche correttive.

Esame chimico-fisico e organolettico: I vini prodotti nel rispetto delle norme previste per la designazione e presentazione delle DOC e DOCG e degli specifici disciplinari di produzione, nella fase di produzione, secondo le norme Comunitarie, ai fini dell’utilizzazione delle rispettive denominazioni di origine devono essere sottoposti ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico.
Per i vini a DOCG inoltre, l’esame organolettico deve essere ripetuto, partita per partita, nella fase dell’imbottigliamento. La certificazione positiva dell’analisi e dell’esame è condizione per l’utilizzazione delle denominazioni di origine.

Denuncia superfici vitate: I conduttori dei vigneti devono denunciare ai competenti uffici regionali, ai fini della costituzione del catasto dei vigneti DOCG, DOC e IGT, la superficie dei terreni vitati, con allegata planimetria dei vigneti.

Albo dei vigneti ed Elenco delle vigne: Per ciascuno vino a DOC e DOCG i rispettivi terreni vitati devono, su denuncia dei conduttori interessati, essere iscritti in un apposito Albo dei vigneti contraddistinto dalla rispettiva denominazione di origine e dalla sottozona, se prevista dal disciplinare, dal vitigno o dalle altre tipologie disciplinate.
I terreni vitati destinati alla produzione dei vini a IGT devono essere denunciati e iscritti negli speciali elenchi delle vigne.

Contrassegno DOCG/IVA: bandella (ottenuta dopo il positivo esito dell’analisi chimico – fisico e dell’esame organolettico) da applicare sul tappo o attorno al collo della bottiglia (a cura delle ditte imbottigliatrici), recante una serie e un numero identificativo che definisce lo status di denominazione di origine controllata e garantita oltre al contrassegno IVA.

Coltura specializzata: è un vigneto coltivato in via esclusiva a vite;

Coltura promiscua: è un territorio parzialmente coltivato a vite (più sovente in minoranza) in coabitazione con altre colture, seminativi, ortofrutticole ecc.
VIGNETI PIANE VERDICCHIO DI MATELICA
VIGNETI PIANE VERDICCHIO DI MATELICA
I NUMERI

L’Italia con la vendemmia 2007 ha superato la Francia riconquistando il primato mondiale per la produzione di uve e di vino.
Secondo l’inventario delle superfici vitate comunitarie (2004) l’Italia ha 726.984 ettari di vigneti di cui 268.940 ettari iscritti agli Albi delle denominazioni di origine e 458.044 ettari tra IGT e vini da tavola.
I dati ISTAT per il 2006 danno queste indicazioni:
superficie iscritta al catasto viticolo 678.868 ettari
di cui:
235.549 per il settentrione,
113.451 ettari per il centro,
329.868 ettari per il meridione

La produzione globale delle uve è stata di 68.208.347 quintali di cui:
28.159.707 quintali per il settentrione,
10.360.319 quintali per il centro,
29.686.321 quintali per il meridione.

La resa media nazionale è stata di 105,9 quintali per ettaro di cui:
127,9 quintali per il settentrione,
97,8 quintali per il centro
96,8 quintali per il meridione.

La produzione di vino è stata (sempre dati ISTAT 2006)
14.794.424 ettolitri di vino a DOP di cui:
8.294.786 ettolitri al nord,
3.498.829 ettolitri al centro,
3.000.809 ettolitri al sud.

12.598.401 ettolitri di IGP di cui:
7.314.564 ettolitri al nord,
2.029.518 ettolitri al centro,
3.254.319 ettolitri al sud.

19.723.822 ettolitri di Vini da Tavola di cui:
4.272.189 ettolitri al nord,
1.914.141 ettolitri al centro,
13.537.492 ettolitri al sud.

Il totale nazionale è stato di 47.116.647 ettolitri di vino

Il panorama delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini è il seguente (al 01/05/2010):

118 IGT di cui
2 interregionali
1 triregionale;

318 DOC di cui:
9 interregionali
93 sottozone
18 zone “classico”
11 menzioni di località;

46 DOCG di cui:
82 sottozone
8 zone “classico”

Situazione regionale:
Il Piemonte è la regione con il maggior numero di DOP (46 DOC e 12 DOCG) e con la percentuale di produzione di vini DOP più elevata, il 16,50% sul totale nazionale, seguita dal Veneto con il 14,80%, Toscana con l’11,55%, l’Emilia e Romagna con il 10,14%, Lazio e Abruzzo con il 7,16%, chiudono la graduatoria la Calabria con 0,35%, la Basilicata con il 0,20% e la Valle d’Aosta con il 0,09%.
Tenendo presente la produzione regionale, la percentuale di DOP sulla produzione locale è la seguente:
Provincie di Bolzano e Trento con oltre l’80%, il Piemonte e la Valle d’Aosta con il 66%, il Friuli Venezia Giulia con il 64%, la Lombardia con il 59%, la Toscana con il 57%, Lazio e Liguria con il 46%, Abruzzo, Veneto Marche Umbria con circa il 33%, la Sardegna con il 27%, L’Emilia e Romagna il 24% sino a scendere alla Puglia con il 12%, Molise Campania e Calabria con il 10,50%, Sicilia 4,50%.

Il Veneto è la regione con la maggior produzione di vini ad IGT con il 33% della produzione nazionale, seguito dall’Emilia e Romagna con il 21%, Sicilia 12%, Campania il 9%, Toscana il 6,20%, sino alla non produzione della Valle d’Aosta e del Piemonte.

Il Veneto e la Puglia sono le due regioni con la maggior produzione vinicola nazionale con il 15% ciascuna del totale, seguite dall’Emilia e Romagna con il 13,20%, la Sicilia con l’11,80%, Piemonte e Abruzzo con il 6,80%, Toscana con il 6,30%, Lazio il 4,84%, Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Umbria con il 2,34%, Trento con l’1,80% chiude la Valle d’Aosta con 0,42%.

Come si può notare tutte le 20 regioni italiane coltivano uva da vino e producono vino, tutte hanno DOP, solo il Piemonte e la Valle d’Aosta non hanno IGP, il Trentino Alto Adige, la Liguria, il Molise, la Puglia, la Basilicata e la Calabria non hanno DOCG.
Tutte le province italiane producono vino, solo la province di Cremona produce unicamente vini da tavola, le province di Varese, Lecco, Como, Rovigo ed Enna producono solo vini da tavola e IGT, tutte le altre producono DOP, IGP e vini da tavola.

Le DOCG Asti e Franciacorta e la DOC Marsala non sono tenute nella designazione e presentazione di menzionare il riferimento alla denominazione di origine protetta o alla sigla DOP.
Le DOCG Asti e Franciacorta non devono fare riferimento alla menzione spumante.
Le DOC e DOCG della regione Sardegna portano la menzione aggiuntiva riferita alla regione
Le DOC della provincia di Bolzano portano il riferimento alla menzione Alto Adige.

Indicazioni dei tipi di prodotto (secco, abboccato, amabile e dolce):
Vini tranquilli (vedi pagina Unione Europea)
Vini spumanti (vedi pagina Unione Europea)

Vini frizzanti:
secco da 0 a 15 grammi zucchero residuo,
abboccato: da 12 a 35 grammi zucchero residuo,
amabile: da 30 a 50 grammi zucchero residuo.

Vini liquorosi:
secco fino a 40 grammi zucchero residuo,
semisecco o amabile: da 40 a 100 grammi zucchero residuo,
dolce: oltre i 100 grammi di zucchero residuo.

Menzioni per la designazione e presentazione dei vini a DOP e IGP:
inerente al definizione del produttore:
azienda agricola, azienda viticola, viticoltore, produttore viticolo, contadino, fattoria, tenuta, podere, cascina, masseria, abbazia, castello, torre, rocca, villa.

Inerente all’imbottigliamento:
imbottigliato dal viticoltore, imbottigliato all’origine, imbottigliato all’origine dalla cantina sociale, imbottigliato all’origine dai produttori riuniti, imbottigliato all’origine dall’associazione dei produttori, imbottigliato nella zona di produzione, imbottigliato in..

Filtrato dolce: sinonimo di mosto parzialmente fermentato (vedi Unione Europea)
AUTUNNO IN ROERO
AUTUNNO IN ROERO

"GUARDA IL CALOR DEL SOL CHE SI FA VINO GIUNTO ALL'UMOR CHE DALLA VITE COLA..."

DANTE - PURGATORIO XXV
VIGNETI FURORE COSTA D'AMALFI
VIGNETI FURORE COSTA D'AMALFI
LEGISLAZIONE
legge DOP-IGP
Decreto Legislativo n. 61 08 Aprile 2010
etichettatura DO
D.M. 23 Dicembre 2009
-5100
esame organolettico
decreto 25-07-2003
sottozone
decreto 22-04-1992
schedario viticolo
Decreto 16 Dicembre 2010
zone di imbottigliamento
decreto 31-07-2003
denuncia delle uve
decreto 28-12-2006
-5100
vino novello
decreto 13-07-1999
Liste DOC DOCG IGP
DOP al 31-12-2008
IGP 31-12-2008
NOME LINK
Descrizione link
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WORLD WINES' GEOGRAPHICAL INDICATIONS
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