RAFFAELA MARIA SATERIALE
FISIOGNOMICA
Pagine di passato e presente.
Composit di tratti somatici, sguardi, sorrisi accennati, colori ed espressioni. Si mostrano così sulla carta, quarantatre visi scelti. Ho guardato oltre la bellezza, ho cercato di penetrare il mistero che aleggia intorno ad ogni individuo e di renderlo unico.
Unico perchè visto con l’occhio dell’artista che lo analizza e lo ricompone sulla tela.
Ho cercato di creare un momento magico che consacra un volto al destino di “Ritratto” idealizzato ed eterno. Scatto la foto e la riproduco: i colori, le forme, i visi prendono vita, domani saranno portavoce di sé stessi.

Raffaela Maria Sateriale
IL CATALOGO
FISIOGNOMICA "tratti somatici"
a cura di Raffaela Maria Sateriale
CONSULENZA SCIENTIFICA
Roberto Russo
Hanno collaborato:
Fabio Bertini, Giorgio Mandalis, Francesca Pepi,
Giancarlo Sacripanti, Susanna Tofanari
DALLA GALLERIA DEI VOLTI

Siamo accompagnati in una galleria di volti.
Sono volti che si affacciano dalla soglia della memoria, che sostano, interrogando inquietudini o, apparentemente sorridenti, accolgono nel regno della loro serenità soffusa.
Forse amerebbero lasciarsi avvolgere e trattenere dallo sguardo di chi sosta davanti a loro vedendoli svanire nel vapore colorato del quadro.
Si susseguono volti ignoti e volti conosciuti, di personaggi sobri o estrosi, che nella storia
hanno lasciato l’impronta di distinzione.
Sono personaggi illustri o indotti ad essere tali, illustrati dalle copertine patinate e dalle pagine impudiche dei rotocalchi e del gossip:
facce sfacciate!
Tra questi si insinuano volti ignoti alle masse, ma familiari alle vite di chi li ha amati, frequentati, custoditi interiormente nel ricordo o nel portaritratti sopra il comò.
Notorietà di affetti e di memoria collettiva non stridono affacciandosi in questa galleria di immagini attraverso cui traluce l’aspirazione ad un’identità.

Francesca Pepi
ALBERTO
ALBERTO

Dentro di lui risuona il sentore di lande sterminate e di egizii tramonti che si rispecchiano nelle acute pupille. Rinascendo in lui il ‘faraonico sembiante’, ha fatto costruire con perizia e precisione quasi ossessiva la propria sede, dove vive con gli affetti più cari. Controllato e misurato, a stento trattiene lo slancio e la generosità di cui è pervaso e di cui fa frequente dono al prossimo. A lui ci si può affidare come al tronco di un florido olivo..

Roberto Russo
BRUNO
BRUNO

Il significato del coraggio lo ha dimostrato nella vita più che sui campi di tende e nelle ampie camerate . Al fucile ha spesso preferito gli occhi pacifici di un bambino. L’aria ne domava l’indole irruente e lo spirito audace, nei voli che trascoloravano ogni volta dal dovere al sogno. Oggi rende dovuto omaggio alla madre terra, prendendone saggi frutti e sciogliendo gli occhi azzurri nel cielo ceruleo.

Roberto Russo
FLAVIA
FLAVIA

Lineare e marmorea la sua persona che staglia se stessa nelle difficoltà e fatiche della vita. Schietta, affronta pareri e sentimenti avversi, tanto da smontarli e ricostruirli in armonica concordia. Concreta quanto basta, ama sognare albe ammiccanti e travolgenti tramonti. Il fuoco d’amore la stringe al compagno e alla simpatica famiglia, dove dolcezza regna con dose e maestria sopraffina.

Roberto Russo
COTONIX
DIPINGERE IL VOLTO

Priva di nobiltà è quest’epoca
Come possono le nostre facce esprimerla?
Cerco l’amore.
Sporgo le labbra
Secche e screpolate dalla voglia
Che ne ho.
Oh va bene.


Solo
in una poesia
viene un’immagine – che dominiamo
la linea della penna
in mano al pittore a mezzo metro
da me.
Disegnando la faccia
e la sua tortura.
Ecco perché nessuno osa affrontarla.
Tenuti come sono in mano
a forze
che non sanno capire.
Quella disperazione
è sulla mia faccia e si vedrà
nelle linee più minute d’ogni uomo.

(John Wieners, Poesia per pittori)
PATRIZIO
PATRIZIO

Dal mare nasce la voglia di serenità e armonia che lo accompagnano da sempre. E’ determinato nella scelta di attività e di amici. Non ama le mezze misure né l’estrema diplomazia. Pane al pane .. secondo il noto andante, ma non ci sta a rimanere in disparte. Vanità strisciante e ambizione ricorrente lo accompagnano in percorsi legati all’arte e al bello, ma non si stacca mai dal suo elemento vitale, l’acqua da dove trae energia e concretezza ulteriore.

Roberto Russo
SABRINA
SABRINA

Sugli abbondanti riccioli dorati risplende l’ambiguo senso del Destino con rapidi e fondamentali mutamenti. L’affascina e la coinvolge il meandriforme percorso del pensiero umano, del quale scova con metodo gli aspetti più arcani. Ricca di familiari sentimenti rinnova nella madre l’amore per il padre e nel fresco nipote l’entusiasta legame col fratello. Volentieri si adagia alle estetiche attrattive della fashion-mania, ricevendo lusinghieri complimenti.

Roberto Russo
BAMBOLA
IL DOLORE NEL VOLTO DEGLI UOMINI

E come dipingo il dolore degli uomini
- un gruppo di cantori che lamenta la morte di un amico?
Chi se ne sta così distaccato dalla vita
da studiare se negli uomini c’è tristezza?
Trovatemi il più triste degli uomini!
Ogni pennellata per spezzare tutti i sistemi
la circonferenza che nutre
il vuoto spettrico –Divoratore!
Dipingere! Per costringer l’ipocrisia
la faccia dell’umano
a diventare la faccia dell’inumano
datemi panni d’oro! Gioielli freddi!
lasciatemi inzuppar di luce il più triste degli uomini-

(Gregory Corso, Rembrandt Autoritratto)
AMEDEO
AMEDEO

Atteone non gli avrebbe fatto un baffo sia per la bravura nella caccia sia per l’amore per i suoi cani. E’determinato e di poche parole. Talora si scatena in prolungati soliloqui, soprattutto se accompagnato dagli amici e da un buon bicchiere. Vive tra grandi scenari naturali e sogni ricorrenti: il verde è il suo colore dominante. Sa essere generoso con chi gli è simpatico …

Roberto Russo
FILOMENA
FILOMENA

Fin quando c’era lui - il suo cuore, la sua luce, il suo compagno - tutto sembrava solido e corrispondeva a felicità. La sicurezza si infranse e subentrò l’ineluttabilità. La mascella si serrò ed il pugno pure. Ma un cuore gentile rimase nel temperare spesso dure decisioni e nel governare la pletora dei figli e dei nipoti. Bastò lo sguardo aquilino a domare spunti ribelli e la mano gentile a suscitare dolci emozioni, mai dimenticate.

Roberto Russo
FRANCESCA
FRANCESCA

Il semplice modo di fare le dona gentile compostezza ma non docile atteggiamento. Ha innato il desiderio di vivere libera in stabile simbiosi… dalla natura nasce infatti la passione per la vita agreste e per la nobile famiglia degli affetti. Il sentimento politico talora vorrebbe uscire impetuoso e appassionante, ma il rispetto per l’altrui opinione prevale e il dibattito ardente si scioglie in un sorriso…

Roberto Russo
GIOVANNI
GIOVANNI

Pizzicando perfette armonie di lancio trae la diritta saetta che lesta va nel centro. Il cuore tanto ambìto gli ha risposto all’unisono e con il suo batte adesso dentro il borgo sulla strada. Concede al lavoro ancora equilibrio e costanza che ciascuno riconosce e che solide generazioni sostengono con affetto e trasporto. Un trasporto che non conosce confini e che egli ritrova sui piani quotidiani di un lavoro in movimento.

Roberto Russo
LEOPOLDO
LEOPOLDO

Sicuro nell’incedere tra le melliflue onde del potere, conserva granitici affetti e tempranti ristori nelle amene insenature dell’Isola. Dalla Storia ricevette nel nome parola di pace e di serena mediazione, oggi dispensa la parola soppesata e diplomatica, e nell’amico riversa gentile atteggiamento e risata discreta. Nel nome di un fiore ha scelto di condividere il vero sentimento…

Roberto Russo
RINO
RINO

C’è un sottile movimento nel suo sguardo altalenante tra l’euforia e la tristezza. E’ il balenare di emozioni e di rimpianti che si affastellano e si materializzano nei multiformi colori e in una massiccia fiducia nel prossimo. Fantasmagorica persona che si fa personaggio quando incontra affetti e amici a cui distribuire bonomia e allegria. Occasioni indimenticabili…

Roberto Russo
SARA
SARA

Dall’ebbrezza di colori incrociati e linde campiture distese sbocciano pure linee di mediterranea solarità. La spontanea visione del mondo le rende genuina e promettente la vita: ottimista diresti ma anche concreta apprendista delle vie di conoscenza. Contabile ferrea, sognatrice imperfetta, dispone e programma ogni parte dell’esistenza per poi prendere improvvise ma ponderate decisioni. Negli occhi vagola una sobria speranza di serenità coniugale.

Roberto Russo
IO+IO
RAFFAELA

Vertigine di passione e di consapevolezza le attanaglia il sentire e spesso questo traluce in un comportamento o sulla complessa superficie dipinta. Amore è il trasporto viscerale con cui affronta la vita attimo dopo attimo e diffonde senso di bellezza e serenità. E per questo non manca di opporsi anche in dura antitesi con le ambiguità e le ipocrisie del quotidiano. Scelse la pittura per vero obiettivo e non per vuota vetrina. Adesso incanta le persone con storie sincere …

Roberto Russo
ANNA
ANNA

L’amica solidale non esita a dimostrarsi vicina e comprensiva, abituata com’è a lottare con la spietata logica dell’essere e degli uomini in particolare... Si lancia, diretta e in genere senza esitazione, nelle sfide che intraprende e non perde attimo nel cercare la felicità. Condivide gioie e dolori con la matriarcale tribù in cui madre, sorelle e figlia sono vivaci componenti.

Roberto Russo
FIORE
FIORE

Ha gettato il seme della concordia e dell’unità familiare. Nella casa, che costruì da abile carpentiere, ritrovi ancora solida e cresciuta la gioiosa socievolezza che a tutti distribuiva e che lo hanno reso indimenticabile. Anche nei momenti più difficili gli ampi baffi riuscivano a mascherare ogni preoccupazione e l’insolita incertezza. La sonora risata restituiva poi serenità e buonumore.

Roberto Russo
GIOVANNA
GIOVANNA

Gorgonica la chioma appare ed avvolge le piacenti sembianze e l’indole riservata. Avresti potuto vederla sognare durante le lunghe giornate passate a sciogliere nodi e a montare acconciature. E allo stesso modo ha dato le fondamenta al solido palazzo dell’unità familiare, sostenendo spesso in silenzio i contrasti e le avversità quotidiane. Non rinuncia mai a coinvolgere l’amato compagno in vorticosi giri di ballo.

Roberto Russo
LEONARDO
LEONARDO

Il bambino è cresciuto. Si sta facendo uomo e ricorda l’infinito affetto che lega madre a figlio, creatrice a creato. La sua scelta diventa problema e il problema noia: posso farcela ? devo farcela ? mi hanno detto di farcela… Ma chi sono ? e chi sarò ? ripete quasi annoiato a se stesso.
Cerca una strada che lo porti a contatto con la realtà che sente troppo stretta e troppo difficile.
Ma è felice ! Intanto ha scoperto le emozioni del cuore che acuminate fuoriescono come un orecchino appuntito.

Roberto Russo
MINA
MINA

Orgoglio materno e spirito battagliero si incrociano nel forte sentimento che nutre per famiglia e le solide convinzioni acquisite. Ha diretto con precisione e sacrificio l’intimo focolare e oggi ne raccoglie vicinanza e soddisfazione. Non rimpiange di aver lasciato le aule di conoscenza per amor dei figli e dell’audace marito, anela piuttosto alle scorrerie infantili e agli arguti scherzi nel natio paese.

Roberto Russo
ROBERTO
ROBERTO

Nel segno del sorriso apre la socievole vista al mondo e alle persone. Ritiene che la conoscenza non abbia limiti e pregiudizi; mal sopporta il sopruso della formalità e della presuntuosa giustizia. Lo appassionano i colori sobri e le eccitanti sfide, ma nel rispetto del sentire comune e dei solidi principi personali. Per lui cultura è sottrarre barriere all’indifferenza e costruire basi di pacifica condivisione.

Roberto Russo
TINA
TINA

Infinito l’amore che si rinnova nei figli e nei nipoti e che l’accompagna nei mille percorsi dell’esistenza. Richiesta e ricercata come sapiente e attenta creativa, riesce spesso a sorprendere tutti per le scenografiche trovate di costumi colorati e fantasmagorici. Nella cucina non è da meno e spesso si presta a succulenti manicaretti e a inaspettati ritrovati alimentari di stampo pittorico.

Roberto Russo
SSS
BERLINGUER
Enrico Berlinguer
(Sassari, 25 maggio 1922 – Padova, 11 giugno 1984)
Di famiglia antifascista democratica, divenne comunista nel 1943, partecipando alla Resistenza. Chiamato alla carica di segretario dell’organizzazione giovanile sotto la guida di Togliatti, nel 1949, nel 1957 divenne segretario della Federazione mondiale della Gioventù Democratica. Protagonista di contrasti con la dirigenza sovietica dopo l’invasione della Cecoslovacchia, senza però volontà di rottura, divenne segretario del Partito Comunista Italiano nel 1972. Lo mobilitò su grandi prospettive: l’eurocomunismo, linea adeguata alle realtà occidentali che lo allontanava dalla tradizionale dipendenza dall’URSS, portandolo anche allo “strappo” del 1976; il compromesso storico, grande alleanza delle culture marxista e cattolica contro i rischi del fascismo emersi in tutto il mondo e in Europa. Resa impossibile la prospettiva dalle permanenze della guerra fredda, appoggiò la cosiddetta solidarietà nazionale, appoggio esterno al governo democristiano, come contributo al superamento della crisi italiana, ma dovette constatare la crescente opposizione delle forze conservatrici, tornando all’opposizione. Il suo progetto si fondava su una forte affermazione dei valori morali e sociale della società italiana e della classe operaia, la cosiddetta “questione morale”, e la sua morte improvvisa, durante un comizio a Padova lasciò grande costernazione nel Paese.

Fabio Bertini
MODIGLIANI
Amedeo Modigliani
( Livorno 1884 - Parigi 1920)

Per chi a Livorno non ti avesse ancora conosciuto eri "il fratello pittore di Mené, quello che sta a Parigi", perché più noto era ancora Emanuele, l'onorevole dalla barba ruscellante. Per Parigi diventasti Modì, che in francese suona "maledetto", e fosti assurto tra i loro - e nostri e di tutti - geni sregolati, destinati ad una vita leggendaria ma breve. Invece per Eugenia Garsin, tua madre, e per gli amici artisti del caffè Bardi sei rimasto per sempre solo Dedo. Per noi infine, i livornesi d'oggi, sei l'orgoglio amaro di possedere di te solo teste fasulle e un dubbio bozzetto macchiaiolo.

Giorgio Mandalis
MASINI
Galliano Masini
(Livorno, 7 Febbraio 1896 - 15 Febbraio 1986)

Grande interprete pucciniano, debuttò nel 1924 nei panni di Cavaradossi nella “Tosca”. Era l’inizio di una carriera artistica folgorante che lo portò sui maggiori palchi del mondo e sul set cinematografico.
La sua voce è stata considerata una delle più belle del ‘900, capace di far tremare platee e (soprattutto!) loggioni. Le soprano che duettavano con lui avevano, invece, un altro motivo per tremare: pare che Masini,
per motivi di salute, fosse solito mangiare grosse quantità di aglio prima di andare in scena. Severo con se stesso e con gli altri, si racconta che dimostrò la sua irriverenza tutta livornese in occasione del finale di
una rappresentazione di Cavalleria Rusticana: non avendo apprezzato l’esibizione di un collega, alla frase “Hanno ammazzato Compare Turiddu!” Galliano Masini urlò dal pubblico “e hanno fatto bene!!!”.

Susanna Tofanari
ELIGIO CIAMPI
Carlo Azeglio Ciampi
(Livorno, 9 dicembre 1920)
Laureato in Lettere alla Normale di Pisa, nel 1941, sottotenente in Albania, militante del Partito d’Azione durante la guerra, arruolato del Corpo italiano di Liberazione, e laureato anche in Giurisprudenza nel 1846. Governatore della Banca d’Italia, dove aveva percorso tutti i gradi della carriera fino a direttore, la guidò dal 1979 negli anni difficili della crisi economica e dell’inflazione. Nel 1993, fu il primo Presidente del Consiglio non parlamentare della storia italiana guidando un governo tecnico in conseguenza del crollo dei partiti. Da Ministro del Tesoro, nel 1996-1999, condusse in prima persona la battaglia il contenimento del debito pubblico, per la creazione dell’Euro e per l’accoglimento della lira in quel sistema. Da Presidente della Repubblica, tra il 1999 e il 2006, seppe garantire al Paese l’equilibrio costituzionale in un tempo arduo, dandogli la certezza dei valori risorgimentali e resistenziali, dei simboli della Nazione e dei valori europei in costruzione.

Fabio Bertini
WOITYLA
Giovanni Paolo II
(Karol Wojtyla)

(Wadowice, 18 maggio 1920 - Città del Vaticano, 2 aprile 2005)

Di famiglia operaia, operaio egli stesso, giovane inquieto e autore teatrale, fu vittima della carcerazione nazista. Arcivescovo di Cracovia, fu tra i difensori della coscienza cattolica sotto il regime comunista polacco, divenendo cardinale nel YYY. Divenne papa nel 1978, primo non italiano dal 1522, in una fase storica delicatissima per l’emergente crisi dei regimi comunisti e fu fondamentale per l’affermazione del movimento politico – sindacale di Solidarnosc che guidò la trasformazione nazionale. Da Pontefice, lottò per il dialogo ecumenico, il confronto con le altre religioni, ma anche per la difesa dell’identità cattolica, la dignità umana davanti alle storture del processo economico capitalista e all’illiberalità del socialismo reale, riaffermando con forza i doveri della Chiesa per lo sviluppo del Terzo mondo e per la dottrina sociale.


Fabio Bertini
SALVADOR DALI'
(Figueras 1904 - 1989)

Mi viene da sorridere quando certi pittori, andando in cerca di contenuti, riempiono le tele e le gigantesche pareti degli spazi pubblici con le edificanti icone dell'impegno civile. I tuoi contenuti furono in prevalenza ossessioni di castrazione, putrefazione, voyerismo, masturbazione, coprofilia e impotenza. Né gli occhi spiritati e i baffi stravaganti hanno mai aiutato ad avere di te un'immagine più decente. Eppure nessuno più di te riuscì mai a rendere materica la luce e tangibili i nostri sogni, anche quelli di cui Sant'Agostino ringraziava Dio per non averlo reso responsabile.


Giorgio Mandalis
MASCAGNI
Pietro MASCAGNI (Livorno 1863 - Roma 1945)

I doviziosi anelli che, a iniziare dal solo mignolo, orpellarono con gli anni tutte le dita possibili; il gagliardo toscano pendulo - provocatoria risposta alle ostentate, ma esili e pallide sigarette pucciniane -; la chioma estensibile, solluchero di tutti i vignettisti di ieri e di oggi: non perdesti mai la tua smargiassa anima labronica e i Livornesi, anche quelli rossi come pomodori maturi, ti hanno perdonato (beninteso, con un po' di fatica e non senza qualche sofferto ripensamento) persino il fez e la feluca.

Giorgio Mandalis
ALDO MORO
Aldo Moro
(Maglie, presso Lecce, 23 settembre 1916 – Roma, 9 maggio 1978)
Laureato in Giursprudenza e poi docente universitario, formato alla scuola di Giovan Battista Montini e della dottrina sociale della Chiesa, partecipò alla Federazione Universitaria dei Cattolici Italiani, tra coloro che vi trovarono un’alternativa all’imperante fascismo, e fu presidente del Movimento laureati dell’Azione Cattolica. Vicino alla componente sociale della Democrazia Cristiana, deputato alla Costituente, partecipò più volte al Governo e ne fu Presidente. Convinto sostenitore del Centro – Sinistra che perseguì con prudenza, divergendo da Fanfani sui tempi, guidò il primo Governo con ministri socialisti. Negli anni Settanta impostò la linea di lento e progressivo confronto con il partito comunista, le “convergenze parallele”, visto con sospetto da chi, nel suo Partito o negli ambienti diplomatici, osteggiava lo spostamento a sinistra. Presidente del Consiglio nazionale della DC, fuapito, il 16 marzo 1978, dalle Brigate Rosse che volevano colpire quel disegno. Sterminata la sua scorta, fu tenuto prigioniero 55 giorni, oggetto di una lunga trattativa conclusasi drammaticamente con la sua uccisione. Durante la prigionia scrisse lettere di un’importanza rilevantissima e di grande lucidità politica che inquadravano i motivi più profondi di crisi del sistema politico italiano. La sua stessa uccisione faceva intravedere un pauroso scenario di trame che intrecciavano la sua vicenda con altri grandi misteri italiani.

Fabio Bertini
Elio Toaff ( Livorno 30 aprile 1915)

Le diversità di fede non si integrano, si accettano e si comprendono come le identità di altri. Questo è il grande insegnamento del rabbino Elio Toaff , maestro non solo del pensiero ebraico, ma arguto e sereno messaggero di quei universali valori che accomunano e stimolano chi è predisposto ad ascoltare. " Il rabbino Toaff ha mostrato la sua gioia di vivere, di essere ebreo,di essere tra noi" , splendida immagine per uno dei pochi grandi del nostro paese.

Giancarlo Sacripanti
RAFFAELA MARIA SATERIALE
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