HOME
RAFFAELA MARIA SATERIALE
HANNO SCRITTO DI ME:
Roberto Russo, Roberto Baldassarri, Roberto Malfatti, Francesca Pepi, Federica Lessi
PAST DUST
PAST DUST

La polvere di Raffaela Maria Sateriale

Se con Elevage de poussière del 1920 Marchel Duchamp e Man Ray riuscirono a fissare nell'aoristo fotografico l'inconsistenza materica e plastica della polvere, nel 2004 una esaustiva monografia di Elio Grazioli e una mostra realizzata a Milano - dal titolo 'Polvere d'arte' - hanno ripercorso il rapporto dialettico tra gli artisti e l'antipatica deposizione a partire da Leonardo da Vinci, per continuare con Francis Bacon ed arrivare fino a Giacometti, Filliou, Richter e ai contemporanei. Oggi Raffaela Maria Sateriale ha voluto riprendere il tema, partendo però da diversi presupposti: il cromatismo mancato, velato, alluso e lo struggente richiamo del passato. Past Dust significa appunto 'polvere del passato', l'atomizzazione delle nostre memorie che soltanto uno sguardo attento e pacato riesce ogni tanto e in determinati momenti a ripulire e a risvegliare. Sateriale pone l'accento sul ricordo e rileva l'appassionante gradazione dei grigi su tutta la superficie figurativa. La serie di 'scatti', impressi sull'innovativo tessuto bandiera, rinnova la congerie degli affetti personali e solletica le comuni emozioni di fronte a visioni apparentemente banali e ricorrenti. La personalizzazione e unicità dell'evento è poi ritagliata in una 'cornice informale' dipinta, che nella composizione materica e granulare accentua in maniera astuta la reminiscenza e la contestualizza nel sentiero creativo della Sateriale, fatto spesso di informali evanescenti e stratificati.
E' sufficiente intuire le 'storie latenti' di ogni opera e dietro una bicicletta, una cantina abbandonata, un rudere o una scritta dimenticata per cominciare a interrogarsi e a 'rispolverare' sorrisi ed angosce di personale e comune possesso.




Roberto Russo, settembre 2007
PETITE MORT
Riscoperta

Ti ho vista vicino alla cassettiera della cucina. Ho visto te che armeggiavi con il caffè. Ho ammirato il tuo movimento felino, ho visto che ti abbandonavi tra i delicati filamenti colorati. Ti ho vista adorare i semplici affetti familiari, ti ho vista... e ti ho intravista sorbire un caffè, eri meravigliosa, sembravi così immediata come in una foto, ma eri accerchiata da tratti decorati, colorati, sgocciolati, intricati, impastati, ispessiti, affinati, calibrati, puntinati, riquadrati, ondulati, ...
Raffaela ti aveva ingabbiata, pareva che non avessi più scampo e che la pittura finalmente cancellasse traccia di te. Ma io ti vedevo e ti amavo, mentre osannavi le tue passioni più intime, mentre riscoprivi la sensualità del tuo corpo. Ho sperato che ti liberassi, che ti liberasse dai lacci dello smalto, che ti innamorassi di me, che ti abbandonassi a me, che tu fossi completamente mia.
Tu mia figura di bellezza interiore !

Roberto Russo, 2007
VIDEO INSTALLAZIONE PETITE MORT E INPUT
Divieto di Accesso

Cadono le rosse tracce del sentimento colpevole sulle angherie volute e vissute dall’umanità corrotta e corruttibile. Indifferenti ci sediamo di fronte allo sfacelo del mondo e ci consoliamo bevendo una bibita e ungendoci le mani di patatine. Intanto ci lasciamo ‘contaminare’ da violenza e atrocità nei nostri pigri soggiorni casalinghi, mentre la nostra mente è infarcita di spot e di passioni da soddisfare a tutti i costi. Noi, mostri consapevoli del quotidiano, ci siamo abituati a confondere aranciata e sangue, brandelli e patatine, e non sembriamo pentirci di ciò se continuamo a mescolare ‘l’orrendo pasto’ nella solita e obbligatoria frenesia. Sateriale, in questo cosmico ‘sonno della ragione’ che giganteggia e si ripete in maniera seriale, non ha la forza di denunciare ma ci bisbiglia all’orecchio il comune peccato e la tremenda condivisione. L’orrore si materializza tra le labbra e sotto i denti dello spettatore divenuto visionario allucinato da troppi stimoli pubblicitari e dai falsi dèi dell’etere affascinante. Purtroppo risulta impossibile interagire davvero con il male e penetrare nella verità dell’essere per condizionarla e apportarne le tanto reclamate mutazioni. Sembriamo pertanto inviluppati e irrigiditi in questo perenne divieto di accesso …

Roberto Russo,2006
FISIOGNOMICA COPERTINA CATALOGO
Fisiognomica " tratti somatici”

è la nuova sfida con la quale si confronta Raffaela Maria Sateriale, pittrice eclettica e sorprendente per l’innovazione che riesce a sviluppare nei media artistici. Il cimento è di quelli che fanno tremare i polsi: la Sateriale si confronta con il ritratto, genere consolidato e codificato dell’espressione creativa. E lo fa cogliendo la storia su un doppio binario. Da un lato rende omaggio al quattrocentesimo anniversario della nascita di Livorno, riprendendo le sembianze di uomini che hanno reso importante il nome della città labronica nel mondo, dall’altro – come ci ha insegnato l’antropologia francese – cataloga con metodo quasi scientifico i tratti somatici di una miriade di figure che costellano la sua percezione quotidiana. Gli estremi, così apparentemente lontani e diversi, si toccano e si fondono sulla superficie animata delle opere che, come al solito, riflettono un’accurata preparazione e composizione. La personale di Sateriale raggiunge il carattere di un catalogo antropologico ragionato nell’installazione video in cui centinaia di volti noti e sconosciuti si susseguono in una contestualizzazione digitale e con un sonoro appositamente preparato nel laboratorio multimediale dell’artista. Nella pubblicazione che accompagna l’evento si materializzano le provocazioni e gli scimmiottamenti della società attuale, a partire dal formato editoriale che assomiglia più a una rivista gossip che a un catalogo d’arte. Stimolante poi la plurivocità di autori che tratteggiano con la penna un’ideale biografia dei personaggi ritratti e che danno compimento in tal modo ad un progetto letteralmente ‘a tutto tondo’.

Roberto Russo, 2006
ARMONIA PUDICA
Nette corrispondenze animano le opere di Sateriale: bellezza e armonia, colorismo e proporzione, contaminazione e purismo.

I suadenti influssi magrebini e presahariani, vissuti dall'artista per anni, si riflettono sulle superfici smaltate, mentre l'Oriente affiora nei profili e nei ritratti delle Armonie, bianche silhouette femminili che caratterizzano angoli intimistici o paesaggi notturni.
Ottimismo puro e progressivo ? Banali esternazioni di stati d'animo ?
Nulla di più sbagliato. Da ogni particolare si avverte una sottile inquietudine: le braccia si alzano e si avvolgono attorno al capo pensoso. L'Armonia è assorta e rimarca un disagio latente e quasi ossessivo: un nastro nero o rosso si avviluppa come la congerie di pensieri con la quale ciascuno di noi è abituato a convivere.
Ma Sateriale non si accontenta e procede nell'approfondimento soggettivo con un procedimento inverso. Riproduce infatti contesti immaginari che chiama 'fondali dei miei pensieri', quasi che nel reticolo meandriforme delle proprie dinamiche interiori si annidassero altre speranze e inquietudini. E le ardite coloriture, su cui si ergono con stupefacente plasticità i reticoli, ci danno modo di ideare infiniti altri mondi possibili. La donna è riuscita a comunicarci il proprio mondo, a farci conoscere meglio una parte di noi stessi.

Roberto Russo, 2005
ARMONIA VOLUTTUOSA
Presentazione

“Armonia voluttuosa” riunisce nelle tre sale del centro comunale una cinquantina di opere frutto della maturità dell’artista svizzera che risiede a Livorno.
Grandi volti dipinti a smalto su masonite, silouhette di matissiana memoria, foto rielaborate pittoricamente, disegni, due installazioni e un video sono uno spettro di immagini e di mezzi espressivi che ruota intorno all’universo di Sateriale, quello femminile.
Un viaggio compiuto in prima persona dall’artista, che ha accompagnato ogni fase della propria crescita umana e professionale con l’espressione artistica. Ma anche un omaggio ad un eterno feminino spiritualmente elevato e solare che si pone come coscienza di sè e del proprio stare nel mondo.
Mistero per antonomasia, che il percorso propone giocando sullo svelamento e la scoperta, e consapevolezza del proprio essere che punta sull’iterazione del volto e del fisico femminile. Così la sala principale ospita al termine di un corridoio buio una serie di 4 grandi volti tra superfici geometriche realizzati in colori primari a smalto su lastre bianche di masonite, e un autoritratto coloratissimo, più dieci foto in trasparenza che celano identità embrionali.
L’installazione con 22 disegni plastificati e volti-simbolo che scendono dal soffitto creano una rete di segni riferibili alla femminilità. Nella stessa direzione il video “I colori delle donne” presenta un caleidoscopio di immagini tratte da contesti diversi che si pongono come sfaccettature della donna nella società attuale. Le armonie - quella che dà il titolo alla mostra incarna questa femminilità matura e consapevole - presentano qualità tipiche come pudore e seduzione che l’artista simboleggia in silouhette senza identità, cui ognuno potrà associare un volto o rispecchiarsi.
Interessanti sono le foto digitali di nudi di donna inserite in un frame pittorico di filamenti di colore, doppia allusione ad un ingresso nell’intimità femminile più segreta e ad un ostacolo che pregiudizi e schemi culturali pongono tra la donna e la società. (Federica Lessi 2005)

Impressioni sulla mostra "Armonia Voluttuosa"


Raffaela Maria Sateriale mi ha permesso di visitare il suo atelier e mi ha mostrato in anteprima molte delle opere che adesso vengono esposte al pubblico. Cosa ancora più importante, mi ha illustrato il significato della mostra. Ha fatto insomma come lo scrittore che legge ad un amico alcuni brani del romanzo che da lì a poco pubblicherà e gliene riassume la trama.
I quadri sono tutti davvero molto belli, ma più della bellezza delle singole opere, mi ha colpito il fatto che la storia che ognuno di essi racconta si intreccia con quella degli altri, e contribuisce a dare vita a un racconto di grande respiro.
"Armonia Voluttuosa" avrà sicuramente un impatto forte e diretto sul pubblico anche perchè per comprendere le cose che l'artista propone non c'è bisogno di utilizzare particolari chiavi di lettura o di compiere complicate operazioni di decifrazione. Questa mostra è sì prima di tutto una mostra di opere d'arte, ma ha anche il merito di farsi leggere con facilità; è davvero un ottimo esempio di buona comunicazione.
Uscendo dallo studio della Sateriale ho provato le sensazioni che provo dopo aver visto, ascoltato o fatto una cosa fatta bene. In queste circostanze avverto un particolare senso di leggerezza e la mia mente inizia a compiere evoluzioni piuttosto notevoli. Le esegue con grande agilità, rincorrendo velocissime associazioni di idee; è un volo fluido, sicuro. Su un'idea ci si posa il tempo strettamente necessario, poi passa a quella successiva, puntando sempre più in alto. E così capitato che mi sia trovato a pensare a una donna che è esistita soltanto nel regno della fantasia, ma che io ho riconosciuto nei quadri che ho visto e che quindi, è sicuro, sarà presente per tutta la durata della mostra: Sherazade.

Il breve riassunto che segue può essere utile per chi non conosce la storia di questa meravigliosa ragazza.
Sherazade è la protagonista delle "Mille e una notte". Era una fanciulla molto bella, figlia del visir del re Shahriyàr. Quest'ultimo, avendo scoperto di essere stato tradito dalla moglie, iniziò a provare un odio smisurato nei confronti dell'intero genere femminile e decise di vendicarsi. Ordinò quindi che ogni notte gli venisse condotta una vergine di cui abusare prima di farla uccidere.
Per tre anni, ogni notte, una fanciulla pagò con la propria vita il debito contratto dal sesso femminile con l'orgoglio ferito di quell'uomo onnipotente. Ma un giorno Sherazade, che non riusciva a tollerare questa situazione, senza essere tenuta a farlo, si offrì di passare lei la notte con il sovrano. Queste la parole che rivolse a suo padre, complice del re assassino: "O rimarrò in vita, o sarò il riscatto delle vergini musulmane e la causa della loro liberazione dalle mani del re e dalle tue". Per non essere uccisa come le altre poverette Sherazade ricorse a un astuto espediente: per mille e una notte riuscì a stimolare la curiosità dell'uomo con una serie di racconti affascinanti, disposti in modo da lasciare in sospeso la loro conclusione: ucciderla avrebbe significato non conoscere il finale di una storia avvincente. Quando il ciclo dei racconti giunse al termine (era inevitabile che prima o poi dovesse accadere) il re non provava più l'odio di un tempo per le donne e anche la sua sete di vendetta si era placata. Sherazade aveva vinto: aveva salvato se stessa ed era riuscita a far risparmiare la vita di oltre mille fanciulle. E aveva conquistato il cuore del sovrano.

Come si può capire, Sherazade non era soltanto una ragazza astuta. La sua intelligenza e le sue doti seduttive non sono infatti messe al servizio della propria ambizione, tutt'altro: sono il senso della giustizia e l'amore per la vita a darle il coraggio di sfidare la morte per oltre mille volte. Un solo errore, un solo istante di noia e il sovrano le avrebbe fatto subire ciò che già altre avevano subito. Le doti evidenti in questa fanciulla sono quindi la purezza di cuore, la nobiltà di sentimenti, il coraggio e la capacità di agire in modo vantaggioso.

Sono le doti che manifestano anche le donne dipinte da Raffaela Sateriale. Molte di loro sono estremamente sensuali e disinibite, ma nessuna è volgare. Donne pure e innocenti, ma non ingenue; coraggiose, ma non sprezzanti. Donne pazienti e costanti, ma non passive. Donne pronte a iniziare di nuovo ogni giorno, nonostante la fatica, gli sbagli, i sensi di colpa, la paura e le delusioni; esattamente come Sherazade che ogni notte riusciva a proseguire il suo racconto. E' grazie a queste capacità forse che la donna può essere definita portatrice di vita: non lo è soltanto perchè sa generare e allevare altri esseri; lo è perchè prima di tutto desidera che la vita viva. E' questo desiderio, questa voluttà armoniosa a farne, ricca o povera che sia, la vera signora di questo pianeta.
E' questa la donna ritratta da Raffaela Maria Sateriale.

Roberto Malfatti, 2005
Consiglio regionale della Toscana
Comunicato n. 44 del 18/01/2005


Un percorso femminile nell’arte. Inaugurata a Cecina la mostra di Sateriale

Provenzali: “Anche l’arte aiuta a superare pregiudizi e schemi culturali tra la donna e la società”

E’ stata inaugurata, nei giorni scorsi, a Cecina, la mostra della pittrice Raffaela Maria Sateriale dal titolo “Armonia voluttuosa”. Alla presenza di un folto pubblico, insieme alla giovane artista, che da alcuni anni vive in Toscana, hanno preso parte all’iniziativa Roberto Malfatti, promotore d’arte, Massimo Marini, assessore alla cultura del comune di Cecina e Leopoldo Provenzali, Vicepresidente del Consiglio Regionale, che ha voluto patrocinare questa personale per l’originalità, il significato, il valore artistico di un’opera dalle numerose sfaccettature.
“La sensibilità artistica e la poliedricità espressiva della Sateriale ci permettono di cogliere, nelle sue opere, la coscienza di sè e la consapevolezza del proprio essere che il mondo femminile ha a lungo rivendicato e finalmente conquistato”, ha affermato Provenzali che ha poi aggiunto come “l’arte al femminile debba essere valorizzata ed esaltata e proprio le istituzioni devono dare voce alle donne artiste anche per consentire il superamento di pregiudizi e schemi culturali tra la donna e la società”.
“Il Consiglio regionale della Toscana si è impegnato, in questa legislatura che volge al termine, a valorizzare le migliori energie artistiche del nostro territorio, offrendosi come sede culturale frequentatissima” ha sottolineato Provenzali “un ponte fra istituzioni, politica e arte, che ha pochi precedenti nel passato.
Anche al di fuori dei propri palazzi istituzionali, il Consiglio regionale ha voluto concretamente far sentire la propria presenza, in modo da avvicinare le diverse località, le diverse province, che tutte possono vantare patrimoni e ricchezze artistiche spesso inesplorate”.
Segnalazione mostra "Armonia Voluttuosa"

Mi è capitato spesso di constatare che una donna che si apre completamente e che inizia a raccontare le proprie emozioni, le proprie sensazioni, le proprie fantasie e i propri desideri incontra una certa ostilità da parte chi la sta ascoltando, soprattutto da parte delle altre donne. Credo di non sbagliare se dico che in linea di massima in una donna si tollerano, o addirittura si gradiscono e si ammirano, atteggiamenti e comportamenti disinibiti e anche spregiudicati, soltanto se quella donna è una donna che non vive nei nostri paraggi. Benissimo quindi che una star della canzone o dello spettacolo faccia tutto quello che vuole, ma per favore che la nostra amica non si metta a dire a nostro marito ciò che le passa per la mente in certe situazioni, o che cosa sogna quando sogna.
Questo, come ho detto all'inizio, è ciò che ho potuto verificare. Risultato, i rapporti tra i due sessi e all'interno dei due sessi sono abbastanza limitati e falsati ; e tra i due, non c'è dubbio, è quello femminile a dover reprimere maggiormente la propria voglia di raccontare.
Credo pertanto che vada apprezzato il coraggio di Raffaela Maria Sateriale che il proprio bisogno di raccontarsi lo ha tradotto in quadri, in molti quadri che verranno esposti dal 15 al 30 Gennaio prossimi a Cecina.
Il titolo che Raffaela ha scelto per la sua mostra è "Armonia Voluttuosa".
Nessuno di coloro che la visiteranno dovrà arrossire; anzi sono convinto che le donne che ci andranno accompagnate dai loro uomini avranno soltanto da guadagnarci. La donna che di solito viene mostrata, proposta e spacciata è una rozza caricatura, scarabocchiata per allettare ed abbindolare il maggior numero possibile di clienti/consumatori. Se davvero esiste "l'immaginario maschile", bene è pensando a come fare per attirarne l'attenzione che quasi sempre si parla di donna e di donne.
Ognuno di noi quindi può solo trarre benefici ascoltando una donna che in prima persona parla di se stessa, racconta le proprie debolezze e i propri insuccessi, ma anche le proprie vittorie.
Una volta tanto, questa volta, la protagonista non è una perdente: quanto spazio viene dato a poetesse pittrici ed artiste in genere che incarnano la predestinazione alla sconfitta e al sacrificio della donna. In questo caso va tutto nella direzione opposta: una bella donna, dinamica e affermata nel suo lavoro di promotrice d'arte e dotata di grande creatività e di talento artistico, espone le sue opere in cui è raccontato il suo mondo pulsante. Sono fiero di averla conosciuta.

Roberto Malfatti, 2005
2004 INFORMALE INGROVIGLIOLATO 1 TECNICA MISTA SU CARTA RISO
L'informale espressione di libertà

Si guarda ancora con una certa diffidenza alla pittura astratta e più in generale a tutte le forme artistiche che non utilizzano linguaggi convenzionali.
Questa diffidenza dipende da varie cause, la più importante delle quali, insieme a una scarsa conoscenza della storia dell'arte moderna e contemporanea, è un diffuso conformismo culturale che rende difficile all'osservatore, se non impossibile, entrare in sintonia con un'opera astratta. Costui può essere portato a pensare che sia colpa dell'artista, che ha voluto rendere incomprensibile il messaggio contenuto nell'opera; in realtà è vero il contrario: è l'osservatore che non riesce a liberarsi dai propri schemi e tabù.
Riuscire a farlo non è difficile, si tratta soltanto di imparare a capire il linguaggio che è stato utilizzato dall'artista, esattamente come si fa quando studiamo una lingua straniera.
Nel caso della pittura astratta lo sforzo decisivo da compiere è quello di spogliarci delle nostre convenzioni, abbandonarci alla visione dell'opera e lasciare che i colori agiscano sulla nostra mente.
E' una "tecnica" mentale simile a quella che lo psicanalista adotta per liberarsi dai propri schemi e poter entrare in sintonia con l'inconscio del suo paziente; una tecnica che, come tutte le altre, può essere appresa. Quando ciò sarà avvenuto, allora si potrà comprendere che anche l'artista, nell'istante della creazione, è riuscito a liberarsi da costrizioni, inibizioni e pregiudizi: questo gli ha permesso di guardare in se stesso e nel mondo e di raccontarlo. E' ciò che Raffaela Maria Sateriale riesce a fare.

Roberto Malfatti, 2004
2001 IL CUSCINO TECNICA MISTA SU TAVOLA
La figura umana

Nata in Svizzera da famiglia di origini campane, Raffaela Maria Sateriale dimostra fin da bambina una certa propensione artistica che si rivolge alla scrittura e alle arti figurative. Il passaggio al dipinto non fa che accrescere in lei il bisogno di ricerca interiore, d’introspezione, che si esplica attraverso un uso continuo dell’immagine che si appropria degli spazi in un crescendo di forme e di colori che colpiscono per incisività e dinamismo.
Quadri “da leggere”, non solo da vedere: è questa la sensazione di chi si accosta per la prima volta alle opere dell’autrice. Più che la ricerca della tecnica sterile e descrittiva, l’artista si concentra sulle emozioni che le trasmette un’analisi autobiografica ed interiore. La figura umana non è inserita nel paesaggio ma è essa stessa il paesaggio.
L’uso del colore a tinte forti e decise, delineate ed allo stesso tempo sfumate e confuse, denota la caratteristica principale di questo stile pittorico: il colore quale emozione, pensiero, moto dell’animo; splendido mezzo di mediazione fra l’anima ed il reale. Alla ricerca intimistica contribuisce anche la flebile luce che traspare, diafana, dal fondo della tela: non c’è faro, fanale o proiettore a dettare i termini ma è una luminosità che scende dal pennello alla tela per poi emergere sulle onde di colore che solcano la superficie del quadro.
Le figure vivono di luce propria e non hanno bisogno di interventi esterni che le modifichino, un richiamo alla propria consapevolezza di esistere per sé stesse al di là dei cambiamenti del tempo e delle stagioni. Difficile poi resistere, per l’autrice, al richiamo dell’esotico: certamente la sua permanenza nel continente africano ha contribuito notevolmente alla ricerca di una dimensione diversa, più naturale e calda come le dune sahariane, fatta di grandi spazi e di silenzi incontaminati.
Non è facile, ad una lettura più attenta, non rimanere affascinati da questa esplosione di colori persino aggressivi , ma efficaci nel raccontare una forza interiore che fatica ad essere contenuta in forme ben delineate per esondare, alla fine, dal quadro stesso ed attraverso lo sguardo dello spettatore scaturire con un mondo d’immagini sensuali ed appassionate.
Le poesie seguono da vicino la naturale ricerca espressa dai quadri. Le parole prendono il posto dei colori ma a questo livello non sono più solo una forte espressione dell’animo e anzi seguono una strada diversa fatta di numerose sfaccettature, più delicate e tenui, con deliziose note di malinconia che si intrecciano a vivaci cambiamenti di scena in un vortice di velata solitudine che fa da sfondo a tutte le opere.
La solitudine umana vissuta come ineluttabile strada da percorrere per giungere alla liberazione dell’anima.

Roberto Baldassarri, 2003
RASSEGNA STAMPA
DAL “IL TIRRENO”
Pittori e studenti ai Bottini dell Olio
22-09-2007, 09 Livorno
LIVORNO. Da oggi fino al sabato 29 settembre il salone dei Bottini dell’Olio ospiterà una grande rassegna
d’arte di pittori conosciuti, livornesi e non, e di alunni delle scuole. La mostra di pittura è promossa dal Centro
Culturale “Massimo Luschi”. Oltre 140 le opere esposte a cui si aggiungono i disegni (oltre 200) degli allievi
del centro culturale e degli alunni delle scuole elementari. Esporranno Mauro Balzini, Massimo Bardi, Fulvio
Berti, Andrea Borella, Adastro Brilli, Mauro Busoni, Gabriella Caverni, Lorella Ciampelli, Maria Vittoria
Ciochino, Marisa Corvino, Antonio Cristiano, Umberto Croce, Francesca Dantes, Tiziana de Felice, Ennia
Demurtas, Giovanni Del Vivo, Francesconi Sergio, Giancarlo Garzelli, Sabrina Garzelli, Dino Giorgi,
Riccardo Giorgi, Siliana Lenzi, Giuliana Lippi, Maria Lorenzelli, Silvio Lunardi, Massimiliano Luschi, Pierpaolo
Macchia, Marco Antonio Mancini, Vincenzo Marano, Carlo Marasco, Ines Marfé, Fabio Mattolini, Nilo Morelli,
Rossana Parenti, Giada Pasini, Maria Pennisi, Giovanni Petagna, Giuseppe Pierozzi, Pietro Pirina, Maurizio
Pupilli, Francesca Razzauti, Luigia Re Costa, Adriana Ristori, Angela Sacchelli, Ivo Silvestri, Alessandra
Sommati, Umberto Tofani, Stefano Urzi, Arturo Molinari, Ted Taylor, Enio Corti. Tra gli invitati Maurizio Bini,
Gino Del Corona, Costantino Giannetti, Nedo Luschi, Nadia Paci, Mario Piram, Ferruccio Rosini, Marc
Sardelli, Raffaella Sateriale, Temistocle Scola. Del gruppo “Massimo Luschi” esporranno Sabatino Bianchi,
Franco Bonsignori, Vasco Canziani, Antonio Colorà, Alberto Fornaciari e Ivano Rossi. Info. La mostra, ad
ingresso gratuito, è visitabile dalle 17 alle 19.30. Chiude sabato 29 settembre 2007
*****************************
Una via dell’arte al femminile
04-08-07, 06 Cecina
CASTAGNETO. Cosa pensa la gente quando vede qualcosa di bello nell’arte al femminile? La provocatoria
idea, che nasce dalla Caesar onlus appositamente per l’Acchiappastelle di oggi e domani a Castagneto
Carducci (orario 17-24), è quella di mettere a confronto, in un ideale dialogo simbiotico arte di matrice
femminile con quella maschile. Nel poliedrico e scenografico contesto della Via dell’Arte, tre artiste
agguerrite contenderanno la palma della bellezza e della bravura ad un maestro della pittura
contemporanea. Si tratta di Camilla Riccardi, artista e grafica di Rosignano Marittimo, nota per i dipinti
fortemente materici e le installazioni dal destrutturante candore, Annalisa Demi, pittrice livornese dedita alla
sperimentazione fotografica diplomata all’Accademia di Belle Arti di Carrara, infine R affaela M aria S ateriale,
direttrice artistica delle mostre presso l’Ecomuseo dell’Alabastro di Castellina Marittima, poliedrica artista con
una inclinazione innata per la multimedialità. Sul fronte opposto, ma non contrario, esporrà il maestro
Fabrizio Breschi, docente di pittura presso le prestigiose Accademie di Brera a Milano e a Carrara, nonché
pittore metafisico dalle eccelse capacità tecniche. Pertanto una partecipazione festosa e scanzonata per
divertire i passanti e riempire di bello la pubblica visione, addirittura con la possibilità di portare a casa un
buon pezzo d’arte per la propria collezione. Durante l’Acchiappastelle, kermesse coordinata da Simonetta
Cirella, saranno esposti anche due grandi moduli - di 3 metri per 4 ciascuno - composti dagli elaborati dei
partecipanti al concorso internazionale La Vela della Felicità, che campeggeranno lungo via Vittorio
Emanuele.
**********************************
Omaggio alla Pop art
10-12-06, 09 Cecina
Omaggio alla Pop art
CASTELLINA. Omaggio Pop nasce come il proseguimento di un progetto, intrapreso dalla Bellini Arte,
galleria d’arte di Cascina, per riportare alle luci della ribalta una corrente creativa mai sopita, ma che in
questi ultimi anni si era eclissata sotto i colpi di un’arte digitale, fotografica e immaginifica onnipresente. La
mostra “Omaggio Pop”, promossa dalla Caesar Onlus di Livorno, si ricollega all’Ecomuseo di Castellina
Marittima: gli esponenti della pop art, resa celebre dall’ormai mitico Andy Wharol, si uniscono ad un museo
dove l’opera dei cavaioli, dei minatori e dei reperti in essi contenuti nobilitano ogni aspetto della vita
quotidiana e la sacralità del lavoro. Gli ecomusei conservano infatti la memoria di una comunità e con essa
crescono nel quotidiano della Storia, attuando una continua osmosi tra dinamiche esterne e collezioni
conservate in essi. La mostra è visitabile il sabato e la domenica dalle ore 15,30 alle 19. Ed ecco gli artisti
in mostra: Valerio Adami, Franco Angeli, Fabrizio Alibrando, Alinari, Giancarlo Amici, Enrico Baj, Franco
Baroni, Federico Bellini, Pier Luigi Bellini, Armanda Bertolina, Giovanni Boffa, Giovanni Boldrini, Marcela
Bracalenti, Fabrizio Breschi, Claudio Calvitti, Antonio Cecchi, Anna Lisa Demi, Fabian, David Fedi, Folon,
Piero Frangioni, Patriza Garberi, Vanessa Gemma, Gianfranco Gentile, Fabrizio Giorgi, Keith Haring, Anna
Ka, Bruno Magoni, Leonardo Maniscalchi, Robert Mapplethorpe, Giovanna Marino, Cristiano Mazzanti,
Giorgio Mondolfo, Ugo Nespolo, Luca Polesi, Edy Polverosi, Brigida Puttini, Camilla Riccardi, Raffaela Maria
Sateriale.
************************************
Fisiognomica: i ritratti in mostra
29-10-06, 10 Livorno
LIVORNO. E’ stata inaugurata ieri alla “Bottega del Caffè” in Viale Caprera, “Fisiognomica - Tratti somatici”,
la mostra personale di pittura di Raffaela Maria Sateriale dedicata ai ritratti di personaggi livornesi famosi e
non. L’evento, che è stato patrocinato dal Comune di Livorno, è organizzato dalla Caesar Onlus. Gli oltre 40
dipinti esposti saranno accompagnate da un video intitolato “Le tre sorelle” e da una installazione visiva. La
nuova sfida di Raffaela Maria Sateriale, è di quelle che fanno tremare i polsi: la Sateriale si confronta con il
ritratto, e lo fa cogliendo la storia su un doppio binario. Da un lato rende omaggio al 400º anniversario di
Livorno, riprendendo le sembianze di uomini che hanno reso importante il nome della città labronica nel
mondo, tra cui anche il presidente Ciampi, dall’altro - come ci ha insegnato l’antropologia francese - cataloga
con metodo quasi scientifico i tratti somatici di una miriade di figure quotidiane. La mostra raggiunge così il
carattere di un catalogo antropologico ragionato nell’installazione video in cui centinaia di volti noti e
sconosciuti si susseguono in una contestualizzazione digitale e con un sonoro appositamente preparato nel
laboratorio multimediale dell’artista. Nella pubblicazione che accompagna l’evento si materializzano le
provocazioni e gli scimmiottamenti della società attuale, a partire dal formato editoriale che assomiglia più a
una rivista gossip che a un catalogo d’arte. Stimolante poi la plurivocità di autori che tratteggiano con la
penna un’ideale biografia dei personaggi ritratti e che danno compimento ad un progetto a tutto tondo. La
mostra è aperta fino all’11 novembre 2006 dal lunedì al venerdì, con orario 15.30-18
*****************************************
Sateriale, un viaggio nell’identità femminile
13-01-05, 06 Cecina
CECINA. Un viaggio nell’identità femminile attraverso dipinti, disegni, video e installazioni. È il percorso
compiuto da un’artista, Raffaela Maria Sateriale e dedicato ai volti della donna contemporanea, che si potrà
ammirare nella personale che apre i battenti al Centro Espositivo sabato 15 gennaio alle 17.30. “Armonia
voluttuosa”, patrocinata dal Consiglio Regionale Toscano, riunisce nelle tre sale del centro comunale una
cinquantina di opere frutto della maturità dell’artista svizzera che risiede a Livorno. Grandi volti dipinti a
smalto su masonite, silouhette di matissiana memoria, foto rielaborate pittoricamente, disegni, due
installazioni e un video esprimono con mezzi diversi l’universo femminile. Un cosmo che parte dall’identità
dell’artista ma si riferisce all’identità di ogni donna, a quell’eterno feminino fatto di mistero, pudore e purezza,
ma anche intensa solarità di cui sono specchio i grandi ritratti che costituiscono il leit-motiv dell’esposizione.
Così la sala principale ospita al termine di un corridoio buio una serie di 4 grandi volti tra superfici
geometriche realizzati in colori primari a smalto su lastre bianche di masonite, e un autoritratto coloratissimo,
più dieci foto in trasparenza che celano identità embrionali. L’installazione con 22 disegni plastificati e voltisimbolo
che scendono dal soffitto creano una rete di segni riferibili alla femminilità. Nella stessa direzione il
video “I colori delle donne” presenta un caleidoscopio di immagini tratte da contesti diversi che si pongono
come sfaccettature della donna nella società attuale. Le armonie - quella che dà il titolo alla mostra incarna
questa femminilità matura e consapevole - presentano qualità tipiche come pudore e seduzione che l’artista
simboleggia in silouhette senza identità, cui ognuno potrà associare un volto o rispecchiarsi. Interessanti
sono le foto digitali di nudi di donna inserite in un frame pittorico di filamenti di colore, doppia allusione ad un
ingresso nell’intimità femminile più segreta e ad un ostacolo che pregiudizi e schemi culturali pongono tra la
donna e la società. La mostra è aperta fino al 30 gennaio, venerdì, sabato e domenica ore 16.30-20. F.L.
******************************
Sateriale alla Cinquantina
30-03-05, 06 Cecina
CECINA. Il centro culturale enogastronomico Villa Guerrazzi, ospita nei locali de L’Osteria Enoteca La
Cinquantina, alcune delle opere più rappresentative di Raffaela Maria Sateriale, confermandosi nel suo
ormai consolidato ruolo di vetrina espositiva delle più disparate forme d’arte che sono nate e si stanno
sviluppando nella nostra zona e non solamente. Raffaela Maria Sateriale, nata in Svizzera da genitori italiani
nel 1964, mette a frutto nelle arti figurative una passione innata e l’esperienza accumulata in anni di attività
creativa ed imprenditoriale nel settore della moda. Determinante per lo sviluppo dei suoi stilemi artistici
diventa la residenza pluriennale in Tunisia, che la mette a confronto con gli illimitati paesaggi magrebini e
presahariani. Il ritorno in Italia nel 2002 sancisce una maturazione dei linguaggi pittorici della Sateriale, che
si tramuta in mostre ed eventi espositivi realizzati nel territorio livornese e toscano.
*********************************
Trentasette artisti livornesi espongono alla Regione
29-06-04, 08 Livorno
LIVORNO. “Province d’arte: Livorno”. Fino al 5 luglio le sale affrescate di palazzo Panciatichi a Firenze, sede
del Consiglio regionale della Toscana, ospitano la mostra di arti visive di 37 artisti livornesi organizzata in
collaborazione con la Caesar onlus di Livorno. “Parte da qui la rassegna dedicata alle espressioni artistiche
del territorio regionale - ha detto il vice presidente del consiglio regionale Leopoldo Provenzali - alla scoperta
dell’inesauribile ricchezza creativa dei ‘distretti culturali’ toscani.
Pittori, scultori e fotografi che sono stati scelti e selezionati accuratamente, danno il senso della vivacità e
dell’innovazione creativa della città labronica.
Come ha ricordato Provenzali, Livorno esprime una grande varietà di artisti. Da Livorno nasce quindi la
collaborazione del Consiglio regionale della Toscana con la Caesar onlus, ente specializzato
nell’organizzazione e promozione di mostre d’arte, nonché nel monitoraggio delle esperienze artistiche sul
territorio.
Gli artisti livornesi erano rappresentati da Renato Spagnoli, nelle veci di “decano”, che ha donato al
consiglio regionale l’opera “Riflessione formale”.
“Fino a qualche anno fa, nella piazza di Livorno era molto difficile fare il nostro mestiere perché contava solo
il figurativo tradizionale - ha detto -. Oggi invece i nuovi artisti possono anche vincere premi con il
contemporaneo astratto”. Fra le opere esposte vi sono quella di Dario Ballantini, pittore oltre che famoso
imitatore di “Striscia la notizia”, Mario e Giorgia Madiai, Raffaele De Rosa, Max Ceccherini, Enrico Bacci,
Franco Baroni, Giancarlo Barsotti, Giovanni Boffa, Enrico Bertelli, Franco Monsignori, Sandro Bottari, Sergio
Cantini, Fabiano Di Cocco, Valter Cardenti, Maurizio Faleni, David Fedi, Ilio Fiengo, Paolo Francesconi,
Fabrizio Giorgi, Ivo Lamobardi, Andrea Luschi, Giavanna Marino, Max Mazzoli, Giuliano Nannipieri, Paolo
Netto, Fabio Peloso, Diego Piccaluga, Piero Rolla, Michael Rotondi, Raffaela Maria Sateriale, Simone Tani,
Antonio Vinciguerra, Nicola Vukich, Anna Ka.
Cristina Olivieri
***********************************
Al via «Appropriazione indebita»
29-11-03, 06 Cecina
CECINA. Apre i battenti alle 18 al Centro Espositivo Comunale «Appropriazione Indebita. Immagini e
parole», personale di pittura di Raffaela Maria Sateriale. La giovane artista svizzera espone a Cecina 36
dipinti dalle tonalità intense e decise, specchio di un uso del colore come fonte di emozione e motore del
sentimento, dovuto anche ad una permanenza nel continente africano. Caratterizzate da incisività formale e
echi di genuinità primitiva le forme di Sateriale si collocano in una dimensione intima con un parallelo nei
versi dell’autrice che accompagnano il percorso, interpretati dal vivo da Fulvio Marabotti. La mostra si potrà
visitare fino al 3 dicembre, tutti i giorni dalle 15.30 alle 19.30 e domenica anche dalle 10 alle 14. (f.l.)
RAFFAELA MARIA SATERIALE
VISITATORI: