L'altalena - "vozzica" scena 15
XV scena "A
vozzica" (L'altalena).
I ragazzi di 50 anni fa dovevano aguzzare 1'ingegno per giocare e divertirsi.
Spesso costruivano loro stessi i giochi, quali: "i ciappeddi" (gioco con pietre
piatte), a 'ncugna (gioco con monetine o bottoni), "acchiappa acchiappa"
(rincorrersi), "scinnincravacca" (scaricalasino), "ammuccia ammuccia"
(nascondino), il gioco del "pallone" (praticato con un pallone di carta
arrotolata), ... In palio c'erano sempre i bottoni che puntualmente mancavano
dagli indumenti familiari e le figurine dei campioni di ciclismo o di calcio
dell'epoca. Uno dei giochi pił belli per i bambini era la "vozzica" (altalena),
infatti la XV scena la rappresenta appesa ad un grosso ramo e, come si nota
dall'illustrazione, era un divertimento assicurato, mentre il gioco pił
praticato dai pił grandicelli era quello " du tuppetturu".

Grafica acquerellata cm 20x30

Grafica B/N
La trottola - " u tuppetturu " scena 16
XVI scena
"U tuppetturu" non era altro che una biglia sfilata da un lato con in punta un chiodo. Questa, per mezzo di un laccio tenuto fra due dita e arrotolato dalla punta fino al limite della parte conica, veniva lanciata con forza a terra. Questo movimento gli imprimeva un senso rotatorio su se stessa e la prima che si fermava perdeva la partita. Era divertimento e confronto. Chi perdeva pagava il pegno: 5, 6, 12 o addirittura 20 pizzate, cioe: chi vinceva colpiva con la punta del proprio "tuppetturu" la superficie superiore di quella dell'avversario che, spesso, per troppi colpi ricevuti si rompeva, provocando amarezza e delusione.
Grafica acquerellata cm 20x30
Grafica B/N