Il capocoda abbandonato  - " u capucuda abbannunatu "      scena 8

VIII scena '"U capucuda abbannunatu" (II capocoda abbandonato).
Con questo disegno si e voluto mettere in luce la povera casastalla che molti contadini dividevano con gli animali da lavoro, in questo caso, il mulo. L'arredamento molto ridotto composto dalla "cascittina" (cassa-armadio), dal "vacile" (bacinella per 1'acqua), due sedie ed un piccolo tavolo, rispecchiava la povertà e lo spirito d'adattamento della gente di campagna. Il baldacchino che sovrasta il grande letto in ferro battuto, con tavole appoggiate sui "trispa" in ferro, e 1'ultimo ricordo dei tempi in cui il capocoda era un ricco proprietario terriero, caduto in disgrazia economica ed anche abbandonato dalla moglie. In questa scena 1'autore riesce magnificamente a descrivere e comunicare la grande umanità dei contadini che si recano in visita dall'amico e, per lenire il dolore della solitudine, gli portano in dono panieri di frutta. Generi commestibili come: pane, olio, vino, frutta o altri, erano i doni più graditi nelle visite di cortesia o addirittura merci di scambio per una giornata di lavoro. A questo proposito, era usuale mandare i ragazzi, da talune persone, con panieri pieni di uova per sdebitarsi di una cortesia ricevuta. Poi, se per fatalità questi inciampava, per lui erano guai seri.

 

Grafica acquerellata cm 20x30

Grafica B/N

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