SALVATORE PRISCO
IN QUESTA PAGINA
l'artista nel suo studio (foto)
la fontana dei delfini (olio)
ultimo atto (olio)
sensibilità naturale (bassorilievo)
salto mortale ( olio )
il giardino dell'amore ( scultura murale )
La pittura di Salvatore Prisco
Le attuali dimensioni intimistiche della pittura di Salvatore Prisco trasfigurano in poesia le istanze degli anni del raccolto che,nella sensibilità dell’arte e della presa di coscienza di una maturità culturale, annotano i segni della esperta ragione. Li sottraggono però al terreno concreto, alla strada, al quotidiano, e, tra stesure allusive e cieli indefiniti, intensi nella loro imperturbabilità, e a vapori di nuvole, vaghe di forme che la fantasia vi indovina, disloca nella loro essenzialità le presenze il cui sospiro si fa metafora del tempo che scorre tacito e inesorabile. La coscienza della stagione estiva è Pierrot, un universo noto,sentimentalmente connotato, calato nel ruolo del suo impeccabile perbenismo. Pierrot risplende nel tempo che passa ed è ricco di memorie, ma ancora più di desideri,ora che intende il senso delle cose tanto vere da sembrare finte e tanto ingannatrici nella finzione da sembrare vere …………
Pierrot domina tra cielo e nuvole. L’ora del tè lo accoglie nel grembo di una bambola e c’è una sola tazzina pervasa di nuvole come la teiera e la zuccheriera. Pierrot e la bambola poggiano sul colore dell’aria soffice sotto cieli tersi, perfetti nella silente intimità: un tè di sogno in una sola tazza; un arco teso i loro corpi da cui scocca il vivo desiderio; il bersaglio è il ricordo.
Questa pittura calda, luminosa, connotata tra spazi essenziali sperimenta quindi cieli e nuvole altrove, per la poesia di quotidiani eventi.
Quando Pierrot interrompe il colloquio vuol dire che il falso ed il vero lo illudono alla stessa maniera. Allora egli volge le spalle al passato,non vi attinge più quelle forme e memorie che sono sirene dal canto persuasivo ed esige la vita col suo canto di primavera. Essa esplode con un canto nuovo e in tanta perenne vitalità c’è posto per le dimensioni di tutti. Il pon pon di cui si adorna il nostro filosofo Pierrot che ad occhi asciutti si cerca e si ritrova, è vivo in un fiore di primavera, è vaporoso ed aereo nel suo messaggio. Segue quindi la legge naturale come le liliacee spontanee e le ginestre d’affascino che splendono per la gioia del pittore con quel giallo sempre amato……..
Pierrot e la bambola si ritrovano all’orizzonte, nel giro mai concluso dove approda il volo di una coppia silente, sognata-sognante. In quello spazio si approda e si orbita da sempre e per sempre, e anche per gli anni del disordine delle svolte epocali,della violenza sfrenata e smemorata, ottenebrata dalla peste scura, del dolore e della disumanizzazione per gli eccessi ed il disordine, questa pittura è motivo a ritrovarsi. Fa il punto sui valori della costruzione umana e dai frutti umili, dai sentimenti perenni,tre linfa per le certezze di primavere a venire.
Ci sono sempre pennelli e colori che confortano nell’attesa e, al centro del desiderio di vivere e conoscere, fanno convergere, come verso un ombelico esistenziale, le passioni, le contemplazioni segrete, gli effimeri obliati nella festa conclusa. E solo l’art sa giustificare,rendere naturale, ogni evento, affidandolo al sorriso dell’armonia.
Primavera ci ritrova impazienti nella sua gioventù, vera di sapere e conoscenza, ignota alle stagioni riflessive.
Angelo Calabrese
“ dal catalogo –PENSANDO PIERROT- cuzzola editore salerno
magia di colori
A DESTRA
magia di colori ( bassorilievo )
sensibilità ambientale (bassorilievo )
brocca ( formato pompeiano
l'estate sta finendo (olio )
bottiglia ornamentale
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