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QUADRO DELLA MADONNA

QUADRO DELLA MADONNA

IL QUADRO DELLA MADONNA

Non essendo riuscito a trovare un pittore professionista, mi è stata indicata una persona di Caulonia, un certo Ilario Tarsitani, che per hobby si dedicava anche alla pittura.

Appena l'ho contattato, egli si è subito reso disponibile e ha cominciato ad eseguire l'immagine secondo le mie indicazioni.

Saltuariamente mi recavo a casa sua per seguire il lavoro, ma il pit­tore, mentre dipingeva, arrivato vicino al collo, gli si bloccava la mano. Non riuscendo ad andare avanti, decise di prendere un'altra tela e ricominciare daccapo.

Anche con la seconda immagine, quando arrivò vicino al collo, si verificò lo stesso fatto, per cui decise di abbandonare anche quella e ricominciare su un'altra tela.

Con la terza immagine, il pittore, quando arrivò vicino al collo, si bloccò nuovamente e, quando sono tornato a casa sua, mi accompagnò nel laboratorio, mi disse scoraggiato:

"Ditemi voi cosa devo fare, poiché neanche questa volta riesco a completarla".

Io, non sapendo cosa rispondere, gli dissi:

"Non vi preoccupate, che la Madonna ci penserà" e me ne sono andato, dicendogli che sarei ritornato il giorno dopo.

La sera successiva, arrivato a casa sua, egli è venuto ad aprirmi e, con le lacrime agli occhi, mi prese dal braccio e mi condusse verso il laboratorio, dicendomi:

"Venite a vedere cosa è successo". Siamo arrivati davanti all'immagine e, con grande stupore, ho visto che era stata completata anche sul viso e gli ho detto:

"L'avete già completata?".

Egli, pieno di commozione, mi rispose:

"Io non ho fatto niente, si è fatta da sola durante la notte. Oggi ero venuto di buon mattino per finire il lavoro e, con grande sorpresa, ho visto l'immagine già completa".

Ha aggiunto: "Ora devo solo dipingere i piedi e fare qualche altro ritocco".

Ma io gli risposi:

"Non mettete più mano, lasciatela così com'è".

Il giorno dopo mi sono recato da lui con un amico per prendere l'immagine e l'abbiamo trasportata a casa mia con un motocarro e, dopo qualche giorno, l'abbiamo sistemata nella cappella.

Dopo che è stata messa a posto, mi sono accorto che, spostandomi da una parte all'altra della cappella, gli occhi della Madonna mi seguivano, come se si trattasse di una persona vivente, e questo fatto viene continuamente con­statato anche da numerosi pellegrini.

Durante la mia infanzia rimanevo sempre colpito dal bellissimo ritratto di mia zia Pilet, che troneggiava nella grande sala troglodita di mio nonno a Rochecorbon, e dal suo sguardo che ci seguiva dagli angoli più lonta­ni, di destra e di sinistra. Questo ci affascinava. Quando un pittore dipinge uno sguardo vivo che guarda davanti a sé, quello sguardo sembra che guardi fisso chiunque.

I dipinti "miracolosi" di cui si parla, non sono, in generale, dei capolavori da esposizione: l'immagine è fedele a ciò che Fratel Cosi­mo ha visto, senza eguagliare ciò che ha visto. Egli sa bene che l'apparizione è ineffabile e che non si può "fare come era", secondo la formula di Bernadette.

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