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Le saline di
Trapani

Territorio
Da tempo immemorabile Trapani è legata all'industria del sale. Pare
che già i Fenici producessero e commerciassero sale, ma memoria sicura delle saline si ha
dalle descrizioni del geografo arabo Idrisi nel 1154. Nei secoli, con alterne vicende
l'industria del sale è arrivata fino a noi, producendo, oltre che il sale, un ambiente
non naturale ma splendidamente integrato con la natura, quello delle saline. Infatti il
processo di estrazione del sale non è inquinante (i "motori" che fanno
evaporare l'acqua di mare sono il sole ed il vento), e non vi sono scorie di produzione
inquinanti (l'acqua da cui ha cristallizzato il sale viene conservata e riutilizzata
l'anno seguente; persino il fondo delle vasche di cristallizzazione, fatto di sale misto a
fango, la "mammacaura", veniva utilizzato per impermeabilizzare fondo ed
argini). L'ambiente delle saline, al contrario, costituisce una particolare nicchia
ecologica in cui si può praticare la piscicultura ed in cui prosperano organismi amanti
degli ambienti sovrasalati, oltre ad uccelli di tutti i tipi. Tutto ciò è possibile un
po' perchè lungo i 25km fra Trapani e Marsala la costa è bassa e, si può dire, votata
quasi geologicamente a questo scopo (basti pensare ai cicli di emersione ed immmersione
che hanno visto questo tratto completamente asciutto fino alle Egadi oppure con livello
marino decine di metri più alto dell'attuale); un po' per le condizioni climatiche, cioè
forte insolazione (17,9°C la temperatura media giornaliera), piogge (a Trapani 440mm
annui) distribuite soprattutto nei periodi autunnale ed invernale e quasi assenti
d'estate, venti frequenti ed intensi (con prevalenza dello Scirocco in estate e della
Tramontana in inverno). In base a quanto detto è chiaro che la salina può funzionare
solo in primavera-estate; d'inverno riposa: ha un suo ciclo, come gli esseri viventi.
Altre macchine della salina che caratterizzano ancora il paesaggio e per funzionare
sfruttavano "carburanti" non inquinanti erano i mulini a vento: quelli
imponenti, a sei pale in legno, di tipo olandese, e quelli più piccoli a 24 pale di
lamiera, di tipo americano, introdotti alcuni decenni fa. Servivano ad azionare spire per
innalzare l'acqua da livelli più bassi a vasche più alte, oppure, collegati a macine,
per macinare il sale. Attualmente solo alcuni sono stati restaurati, ma le loro funzioni
originarie sono svolte da macchine.
L'attuale zona coperta da riserva va dal porto di Trapani a Salina Grande, interessa i
Comuni di Trapani e Paceco, e si estende per 580 ettari di zona A e 467 ettari di zona B.
La Riserva Naturale Orientata "Saline di Trapani e Paceco" è stata istituita
con Decreto del 10/6/1991.
Ambiente
Le
saline sono essenzialmente un ambiente di origine artificiale, costruito nel corso dei
secoli strappando terra al mare, mediante la creazione di nuove vasche e spostando la
linea di costa iniziale di alcuni chilometri. Sebbene siano di origine artificiale, le
saline riproducolo un ambiente naturale: quello di laguna, che, sebbene in forme diverse,
preesisteva alla creazione delle saline.
Si tratta quindi di acque basse, calde, e di salinità variabile, da quella del mare e
molto salata, laddove possono vivere solo pochi organismi, tra i quali gli alobatteri,
alcuni tra i più primitivi organismi viventi.
Tutti gli organismi delle saline sono appunto quelli di una laguna, con alcune variazioni
dovuta appunto alla presenza di zone sovrassalate (anche se pure in natura ritroviamo
delle "saline naturali" laddove abbiamo stagni costieri che si dissaccano
lasciando depositi di sale). Avremo quindi numerose specie di molluschi, crostacei, vermi
policheti, oltre naturalmente ad una ricca vegetazione algale. Tra i crostacei ricordiamo
la nota Artemia salina, adattata a vivere in acque sovrassalate.
I pesci, almeno nelle vasche cosidette "fridde", cioè quelle la cui salinità
si discosta poco da quella del mare, sono molto numerosi. Spigole, Orate, Cefali, sono i
pesci più frequentemente allevati.
(Testo scritto in coll. col dott. Bruno
Albano, geologo)
Fauna e flora
Per
quanto riguarda l'avifauna, rimando alla versione "on
line" di un lavoro che ho scritto nel 1995, e tuttora inedito.
Tra i mammiferi sono stati riscontrati la Volpe, la Donnola e qualche tana di Coniglio ai
margini della zona umida.
Tipica di zone umide salate, la flora comprende specie per lo più alofite, cioè adattate
appunto ai terreni salini. Tra le specie più rappresentative ricordiamo la Salicornia, la
Sarcocornia, il Limonio, il Fungo di Malta, una curiosa pianta parassita che produce delle
ifiorescenze marrone-violaceo. Inoltre l'Arthrocnemum, la Salsola soda e la Suaeda
maritima.
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© 1997 -1998 - 1999 Salvatore Russo - Tutti
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