San Giorgio Village


In data 04.01.08 appariva sul portale Canosaweb un mio post sul S. Giorgio Village, un complesso ubicato nella contrada canosina S. Giorgio-Cupolone che sarebbe composta da un parco divertimenti a tema, un centro commerciale, un ospedale per la riabilitazione di pazienti che hanno subito lesioni alla colonna vertebrale, un cinema-teatro e chissà quant'altro.
Ricordo che le reazioni a quel pezzo non furono molto forti, pressochè nulle quelle delle autorità cittadine. Fatto teoricamente anomalo se si considera che il nostro sindaco ama spesso rispondere direttamente ai cittadini, specie quando gli argomenti sono appetitosi. E' stato con somma mia sorpresa, quindi, constatare sulle pagine di un periodico edito sotto la responsabilità diretta della Cattedrale (si presume estremamente prudente) che un tal Eraclio, corsivista de "il Campanile", attaccasse con foga addirittura inusitata gente che aveva avuto la sola colpa di aver espresso liberamente un'opinione; divergente sicuramente dal comune sentire, ma pur sempre un'opinione propria.
E' per questo motivo che essendomi occupato solo del S. Giorgio Village ed essendo stato chiamato in causa, presumo, solo per tale questione, ho deciso di raccogliere in questa pagina web le informazioni, a mio parere più significative, reperibili in internet sull'argomento precedute dalla mia risposta alla redazione de "il Campanile".

Buona lettura

Lettera inviata per e-mail alla redazione de "il Campanile"

Pregiatissima Direzione de “il Campanile”, nel numero 2 dell’anno XV è comparso un corsivo a firma di Eraclio in cui si bastonavano, più o meno ferocemente, quanti sono soliti dichiararsi scettici verso talune iniziative intraprese dai nostri uomini “seduti” sugli scranni delle massime istituzioni cittadine. Appartenendo anch’io alla categoria dei “gufi neri”, dei “bastian contrari”, dei “soliti filosofi di casa nostra”, dei "saputi" ignoranti che sparlano dei virtuosi che operano per il bene comune, nonché degli (audite, audite) “dietrologi” che “sanno sempre qualcosa più degli altri”, vorrei fare qualche piccola precisazione. Innanzi tutto abbracciare in un pezzo di una paginetta scarsa così tanti argomenti tutti insieme, limitandosi semplicemente alle citazioni ed ad alcuni giudizi tranchant, senza analizzare le ragioni degli uni e degli altri, non è un gran servigio reso all’informazione. E poi sarebbe opportuno che si mostrasse più rispetto nei confronti di chi difficilmente si adatta al “Pensiero Unico Dominante”; siamo una minoranza (non sto usando il plurale maestatis, mi arrogo semplicemente il diritto di parlare anche per gli altri), meriteremmo di più che i nostri argomenti venissero dibattuti e criticati magari aspramente, piuttosto che insultati i loro sostenitori o trattati come dissidenti.

In merito al grande bailamme di questioni che vengono poste, vorrei limitarmi a considerare solo quella della quale mi sono personalmente interessato: il San Giorgio Village.

In un post inviato nel forum del portale Canosaweb, ripreso in home-page dallo stesso sito il 04.01.08 e leggibile ancora oggi all’indirizzo www.canosaweb.it/canosa/informa/1408.html , mi ponevo non tanto una questione di impatto ambientale, economico o architettonico (per quello son bastati altri “gufi neri” come i Verdi di Canosa o il sito specializzato in architettura eddyburgh.it ), più semplicemente un problema di percorribilità tecnica ed economica. In altre parole mi sono chiesto chi sarebbero stati gli investitori in un progetto così ampio, articolato ed oneroso e se la società che se ne stava occupando (la GESCOS) avesse i titoli, la tecnologia, le conoscenze ed il know-how per realizzare un’opera dal prezzo non trascurabile e di fatto imprecisato, visto che vi è stata un’autentica escalation: si è partiti dai 120-140 milioni di euro per raggiungere cifre che sfiorano i 400 milioni di euro. Così come mi sono chiesto se l’indotto occupazionale che veniva promesso (2000 o 3000 addetti) fosse catalogabile come buona occupazione, visto che la GESCOS sul suo sito non parla di assunzioni, ma si propone come leader di cooperative che dovrebbero gestire i servizi legati al parco. Chi di noi conosce un po’ il mondo del lavoro moderno capisce, si insospettisce e già sente tremare le vene ai polsi.

Ovviamente ho parlato di questo citando fonti ufficiali: articoli di giornali con annesse dichiarazioni di esponenti politici e sociali della Confcooperative; dati riportati su un sito della cui esistenza nessuno sapeva: quello della GESCOS.

Il mio, all’epoca, fu un mero lavoro di ricognizione, come spesso si fa prima di scrivere un pezzo che inevitabilmente non potrà fare a meno di suscitare polemiche. Di reazioni, lo dico sinceramente, non ne ho contate molte, specie da parte degli organi istituzionali che speravo precisassero, ammettessero o rigettassero quanto da me riportato. E soprattutto chiarissero come mai la GESCOS ha una sede a Canosa (non si capisce bene se la principale o la secondaria) in Piazza Terme, dove è presente una targa che lo ricorda, e come di fatto sia impossibile contattarli, visto che sui citofoni di quella scalinata non è segnato GESCOS su nessuna delle targhette, tra l’altro tutte piene.

E’ per questo che trovo stranissimo oggi che un corsivista del Vostro periodico scriva: Invece tra di noi, c'è sempre chi sa qualcosa di più degli altri, e da esperto dietrologo, usando la lingua come una mannaia, giudica inutile il progetto, sentenzia sui personaggi che se ne occupano, con il solito gusto di distruggere e diffidare di tutto e di tutti.

Sarebbe stato opportuno, giusto detto per evitare che insorgessero strani sospetti, che il Vostro corsivista avesse detto precisamente e direttamente a quali organi di informazione, articoli, pezzi, commenti, autori o altro si riferisse quando attaccava “l’esperto dietrologo” (una precisazione: per essere dietrologi non bisogna essere esperti, basta esserlo; l’esperto conferisce un’aura di verità che è l’esatto opposto della dietrologia, pratica che si fonda sul probabile e non sull’accertato). Solitamente i corsivisti seri, prima di partire con le loro prolusioni, citano fatti ed episodi non facendo mai mancare il soggetto, il predicato ed i complementi. Non facendolo si rischia di ingenerare confusione, di non distinguere le argomentazioni serie dai semplici sentito dire e di collocarli nello stesso calderone dove trovano posto quelli del “Bar dello sport” e chi invece si sforza di rendere un servigio alla comunità “usando magari la lingua” (la penna sarebbe più del caso) “come una mannaia”, previo studio, ricerca ed informazione.


In attesa di un chiarimento Vi saluto cordialmente.


Sabino Saccinto alias Obi-One.

Link verso siti internet trattanti l'argomento SGV

  1. E S. Pio benedì il S. Giorgio Village. Articolo apparso sul sito eddyburg.it a firma di Luigi Di Gioia
  2. S. Giorgio Village e la pubblica utilità. apparso sul sito eddyburg.it a firma di Luigi Di Gioia
  3. Il Sindaco scrive al Presidente della regione. Fonte Canosaweb.it pubblicato il 15.11.07
  4. I soldi chi li mette? fonte Canosaweb.it pubblicato il 04.01.08
  5. Entro il 2009 Canosa avrà il San Giorgio Village. Fonte "Il Boemondo" pubblicato il 08.09.07
  6. A canosa la nuova Disneyworld del Sud Italia. Fonte "Andrialive.it" pubblicato il 15.12.06
  7. Presentato il progetto. Fonte "iatcanosa.it" pubblicato il 20.02.08
  8. Un tempio al dio-sviluppo sui colli di Canusium. Fonte "verdicanosa.it" pubblicato il 07.12.06
  9. I beni archeologici alla BIT. Fonte "La gazzetta del Mezzogiorno" pubblicato il 20.02.08
  10. BIT 2008: a sorpresa i concept di Latinland Fonte "parksmania.it" pubblicato il 26.02.08. Molto interessanti le considerazioni trattandosi di un sito specializzato
  11. Buona la prima. Fonte "agcanosa.it" pubblicato il 03.03.08. Sito di Azione Giovani. Interessante la domanda dubbiosa che viene posta al Sindaco sul SGV
  12. Il cemento copre la storia. Fonte "archivio.carta", autore Luigi Di Gioia
  13. GESCOS Sito ufficiale del consorzio GESCOS
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Data creazione del documento: 24.03.08 18:33
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