LEGGE 194

Qualcuno sta tentando seriamente di metterla in discussione o il tutto fa parte di un combinato disposto per vincere le elezioni?

Da qualche mese a questa parte ha preso piede una discussione che in questi giorni sta diventando particolarmente virulenta sui blog, forum e quant’altro, foraggiata anche dalla decisione di Giuliano Ferrara di presentarsi alle elezioni politiche con una lista a tema tutta sua: Pro-life, ovvero in difesa della vita.
Già qualche mese fa aveva suscitato scalpore un suo articolo su “Il Foglio”, il giornale di cui è direttore, in cui si pronunciava a favore di una moratoria sull’aborto. Lo faceva, forse, sulla falsariga di quanto il Governo italiano era riuscito ad ottenere in sede ONU: la moratoria sulla pena di morte.
L’idea ferrariana piacque subito al Cardinale Ruini, da rammentare è che in quei giorni c’erano state anche alcune pronunce papali in tal senso. Piacque tanto che l’Elefantino pensò bene di costruirci su addirittura una lista elettorale. Alle domande se sia o meno un attacco alla legge 194 sulla maternità responsabile, l’Elefantino si guardò bene dal rispondere affermativamente. E come avrebbe potuto farlo d’altronde? Ha ridotto o non ha ridotto in questi anni il numero di aborti. E poi, effettivamente, quante persone l’hanno mai letta prima di pronunciarsi contro od a favore di tale legge.
Oggi, 18 Febbraio 2008, su Canosaweb.it è apparso un commento che definisce addirittura vecchia la 194, essendo del 1978 ed avendo compiuto trent’anni tondi tondi. Se si considera che nel nostro codice sopravvivono ancora i regi decreti; che la nostra Costituzione ha compiuto sessanta (dico sessanta) anni e che nelle nostre università (e non solo nostre, ma anche straniere) si studia il diritto romano, mi vien da pensare che qualcuno forse è convinto che le leggi siano come i computer: vecchi dopo tre mesi. Invece il commento riteneva superata la legge 194 (liquidata come un vecchio arnese del “68, ma la legge è del 1978) e da consegnare tout court all’armamentario del passato, solo perché in questi anni la medicina ha trovato il modo di salvare la vita a feti abortiti di 22 settimane. Si propone quindi di abbassare il limite per non creare pericolosi problemi di coscienza a quei medici che si troveranno nella condizione di dover rianimare un feto appena abortito ma pervicacemente in vita.
In realtà, questo di cui si discute è un caso abbastanza particolare di aborto, comunque contemplato nella legge 194 e che riguarda l’interruzione di gravidanza per scopo terapeutico, in altre parole quella che si pratica oltre i novanta giorni ed in presenza di feti malformati o di condizioni pericolose, o estremamente tali, per la salute fisica o psichica della donna. La legge 194 già prevede il ricorso alla rianimazione. Si premette, tra l’altro, che spesso si fa confusione tra legge e linee guida della legge. Le discussioni su questioni più dettagliate non attengono infatti agli articoli di legge considerati nella loro essenza, ma alle interpretazioni che di volta in volta si forniscono. Alla fine potrebbe perfino risultare che discussioni apparentemente dirimenti sono solo questioni di lana caprina.
La cosa alquanto curiosa, comunque, di questo gran parlare su un argomento che sembrava chiuso da giusto trent’anni e suggellato perfino da un referendum popolare, è il fatto che a discuterne in maniera estremamente accanita non siano tanto le donne, visto che la questione riguarda soprattutto loro, ma gli uomini. Come al solito il mondo alla rovescia. L’uomo che morde il cane, direbbe Marco Travaglio. E’ come se ponendo la questione al contrario e chiedendoci se piuttosto non fosse la donna a dover abortire, ma l’uomo ad essere reso meno insidioso, un convivio di donne estremamente potenti si ponesse il problema se per l’uomo il metodo anticoncezionale più opportuno fosse la sterilizzazione o la castrazione chimica. Credo che il non sentirsi consultati produrrebbe negli uomini un forte senso di ribellione.
Questo è quello che sta accadendo. Si discute di questioni importanti e delicate con la levità di un elefante, come se l’utero fosse diventato un organo maschile, o come se qualcuno ne avesse invidia.
Se a questo aggiungiamo che qualche personaggio strano della politica sta ricorrendo a discettazioni inconsuete per una campagna elettorale, proprio per mascherare la mancanza di argomenti validi, il gioco è fatto ed il disegno è chiaro. Si utilizzano argomentazioni eticamente sensibili come armi di distrazione di massa per far dimenticare a chi vive di salari spesso miserrimi, a chi ha visto pericolosamente precipitare il potere di acquisto del proprio stipendio verso il basso, a chi corre il serio rischio di ritrovarsi senza un lavoro, che il problema è sempre un altro e che quello immanente che li riguarda, li coinvolge, non c’entra nulla, c’è sempre qualche motivazione etica superiore.
Si sta cercando di salvare il salvabile dall’antipolitica? Dall’estremo gesto di chi ne ha piene le tasche e freme dalla voglia di mandare tutti a quel paese?
Gli spin doctor più o meno in incognito, come l’Elefantino, ci danno sotto da matti per farci credere che il problema vero non è quello di un uomo che in cinque anni che è stato al governo non ha risolto uno, che sia uno, dei problemi di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese; che continua a godere di un potere di condizionamento delle menti quasi assoluto e che come un mantra ci ripropone le stesse menate di sette anni fa. Quest’anno, complice un avversario meno tignoso, si sta proponendo, almeno per ora, ma non è detto che il gioco regga fino alla fine, in una veste più rassicurante, meno scioccante: un autentico moderato.
Un vero valium o un pifferaio magico felice di portarci tutti alla rovina per salvare solo se stesso.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 18.02.07 h 23:48

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