IL DIMISSIONARIO MANCATO

Bisogna stare attenti a dar le dimisioni perchè qualche volta le accettano

Canosa, 13.02.08. A Palazzo S. Francesco stasera c’era la folla delle grandi occasioni. E’ stato convocato il Consiglio comunale d’urgenza con all’ordine del giorno un punto riguardante l’adeguamento ad una legge regionale in materia di porticati ed altro. Argomento tecnico da liquidare in meno di un’ora che ha visto la convocazione in seduta straordinaria dell’assise. Per scadenza imminente di alcuni termini di legge, dirà il Sindaco. Materia da non giustificare un così importante assembramento come in occasione di ben altre e ben più importanti decisioni. Ed infatti siamo tutti accorsi perché la voce circolante insistentemente riguardava un probabile atto di sfiducia nei confronti del Sindaco da parte della maggioranza del Consiglio comunale. Situazione strana e curiosa che proverò a ricostruire.
Secondo voci circolate ieri, il Rieletto stava meditando il gran salto. Per la verità di storie strane se ne sono sempre raccontate sul suo conto. Alcuni ritengono che il suo prossimo obiettivo politico sarà un posto di consigliere regionale nel 2010 e non sarebbe di sicuro un’ambizione da considerare di second’ordine. Ma pensare che stesse puntando direttamente a Monte Citorio ad Aprile è francamente al di fuori di ogni possibile immaginazione. Sia chiaro, è legittimo avere aspirazioni. D’altronde i politici amano far carriera ed entrare in pianta stabile nella casta è il sogno di molti, perché negarlo al Nostro. Quello che invece sembrava francamente anomalo era il piano che qualcuno aveva architettato per promuovere il Rieletto. Si trattava, in buona sostanza, non di seguire l’iter più logico e lineare: dimissioni da sindaco con relativa candidatura a deputato. No, per il Rieletto si parlava di una sorta di doppio salvagente. In altre parole, il Sindaco si sarebbe fatto sfiduciare dalla sua maggioranza. In questa maniera sarebbe stato possibile farsi rieleggere sindaco invocando una legge secondo la quale chi viene sfiduciato entro due anni dalla sua elezione, può ricandidarsi per un terzo mandato. Almeno questo è quanto si è raccontato. E’ realistico?
Francamente stasera più che arrabbiato ed indignato come può sentirsi un cittadino di fronte ai giochi della casta che per gli interessi di qualcuno è disposta a buttare a mare la fiducia ed anche un minimo di stima che si deve agli elettori, ero più che altro incuriosito di assistere a questa sorta di pochade. L’idea che il bravo sindaco che non ha mai sbagliato nulla, venerato dalla sua maggioranza oltre ogni modo, dovesse essere sfiduciato dai suoi consiglieri, mi attizzava parecchio. Non ci sarebbero state lacrime d’addio, paroloni, lodi sperticate, ma se il copione doveva mantenere una sua naturale coerenza, avremmo dovuto assistere al consigliere di turno che come nella congiura contro Giulio Cesare, scaglia la sua pugnalata e via via a seguire fino a quell’ultimo drammatico: “Tu quoque Bruto”. E chi avrebbe ricoperto il ruolo di Bruto? E come si sarebbe comportata l’opposizione? Avrebbe sfiduciato il Sindaco favorendo il suo disegno o avrebbe mandato tutto all’aria votando contro la mozione di sfiducia? Una situazione da commedia degli equivoci e con tutti gli uomini di spettacolo veri presenti in Consiglio comunale a vario titolo il divertimento non sarebbe mancato.
Tutto questo, per fortuna o per decenza, non è avvenuto e tre quarti di istituzioni forse ce li siamo salvati. Rimane l’amaro in bocca per quello che sarebbe potuto accadere se le decisioni non fossero state mutate nelle ultime ore. Rimane la delusione per quella comunicazione che non c’è stata. Tutti, in quella sala, sapevano il motivo della partecipazione così gremita di cittadini, non di sicuro venuti lì per assistere ad un Consiglio comunale farsa in cui si ratificava una norma tutto sommato di routine. Eppure nessuno, né il Sindaco, né il Presidente del Consiglio, né il capogruppo del partito di maggioranza relativa, né i capigruppo dell’opposizione hanno voluto renderci edotti sui motivi veri di quel Consiglio comunale e su come mai su Cansaweb.it si parlava di una riunione avvenuta la sera prima, durata circa tre ore, tra sindaco e capigruppo, non certo per discutere di porticati.
Le considerazioni che traiamo da quest’ultimo episodio non ci rallegrano tanto. Ancora una volta è tangibile, palpabile, come tra la casta ed i cittadini lo scollamento è purtroppo ampio e su come sia evidente che le decisioni importanti, quelle che contano, tendono sempre ad essere prese nei palazzi dove il cittadino non ha accesso. Si dice che le sedi della politica debbano essere come case di vetro, da dove sia possibile guardare ed osservare chiaramente tutto quello che accade.
Non pretendiamo così tanto, ma credo che dopo un fatto come quello accaduto oggi, dove a voci e forse illazioni, non sono seguite conferme o smentite, una qualche spiegazione ci sia dovuta.
Penso che sia giusto che a noi cittadini, il Sindaco, un suo segretario, la sua portavoce, il suo ufficio stampa abilissimo nello scattare foto durante gli interventi di qualcuno di lorsignori, ci racconti la verità su questi giorni e ci dica se è vero che il nostro Sindaco aveva già preso accordi per candidarsi come deputato; se è vero che aveva intenzione di dimettersi per poi ricandidarsi o se è tutta una bufala come ci auguriamo. In mancanza di spiegazioni di questo genere non possiamo sicuramente pensare di essere tenuti in un rapporto ispirato alla fiducia con i rappresentanti delle nostre istituzioni.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 13.02.07 h 23:43

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