Home

Gli abbronzati

Ennesima gaffe di Berlusconi che definisce Barak Obama bello, giovane e abbronzato suscitando polemiche in mezzo mondo e anzichè scusarsi aggiunge che la sua era semplicemente una carineria e chi non capisce è un imbecille.

Come diceva il buon vecchio Indro Montanelli: “Berlusconi non delude mai, quando deve dire una scempiaggine, lo fa”. Si fosse trovato a vivere ancora oggi chissà cosa avrebbe scritto nei suoi editoriali e chissà come le avrebbe prese le infinite gaffe a cui il Presidente del Consiglio ci ha ormai abituati da tempo. Quando va in visita estera, non importa se ad un capo di stato, ad un capo di governo, al Parlamento europeo, ad un vertice internazionale o più semplicemente in villeggiatura, il nostro ometto di stato è come una bomba ad orologeria: prima o dopo lascerà la sua impronta indelebile, quel tocco da maestro da consegnare ai posteri, meglio della sceneggiatura di un film comico-demenziale di Zucker.
Che prima ancora che un uomo di stato il Nostro sia un uomo di spettacolo è risaputo ed i ruoli spesso si intrecciano, si avvinghiano, si confondono. Ed i risultati sono magicamente esplosivi. L’ultima l’ha combinata in Russia durante una visita di stato al Presidente della Confederazione, Medvedev. Augurandosi in maniera un po’ polverosa ed un tantino ufficiale che il nuovo presidente degli Stati Uniti collabori con Mosca, non ha potuto fare a meno della stoccata sorprendente, perché a Berlusconi l’ufficialità va stretta, lo ingessa. Così ha aggiunto che Barak Obama è bello, è giovane, ma anche e soprattutto abbronzato. Una battuta che al Bagaglino ci sarebbe stata benissimo, peccato che non erano a teatro e che a riprendere l’evento c’erano le televisioni di mezzo mondo. D’altronde c’era da aspettarselo che qualcuno, prima o dopo, sarebbe scivolato in una gaffe sul colore della pelle di Obama e, visti i precedenti, il timore che toccasse proprio al Nostro era più che fondato. Ma il termine “abbronzato” riferito ad una persona con la pelle variamente scura, ha un copyright di tutto rispetto. Il primo ad utilizzarlo fu l’attuale Ministro della Semplificazione, già Ministro delle Riforme, al secolo Calderoli Roberto, durante una trasmissione televisiva quando, forse infastidito dalle domande ficcanti della giornalista Rula Jebreal, la apostrofò come “quella signora abbronzata”.
Da allora la tentazione di chiamare abbronzati tutti gli africani, gli arabi e varia colorata umanità, è diventato un pensiero ricorrente della Destra. A dire il vero i leghisti si sono mostrati molto più truculenti coniando per gli immigrati di colore il termine “Bingo Bongo”. Ma i leghisti sono beceri e razzisti, lo sappiamo. Diventa più difficile catalogare come razzista l’attacco di Berlusconi, specie nei giorni scorsi che più di uno, del suo entourage, si era avventurato in improbabili paralleli, stabilendo che ci fosse una certa sintonia e qualche punto in comune, tra il Nostro ed Obama. Esercizio da vero acrobata se si considera, ad esempio, che Obama è un democratico vicino alla Sinistra ed il Cavaliere è un destro; che Obama è molto giovane e lui potrebbe essere suo padre; che Obama è un avvocato che fa politica professionale solo da qualche anno e lui sta diventando un vecchio arnese della politica; che Obama la campagna elettorale se l’è dovuta pagare partendo dal nulla e con donazioni di pochi dollari da parte di gente comune, e lui è proprietario personale di tre reti televisive ed è ricco come Creso; che Obama è alto e lui decisamente molto meno; che Obama è sposato con moglie e due figlie e lui invece di mogli ne ha una in attivo, dall’altra è divorziato, molti più figli ed una lunga schiera di signorine che compongono una sorta di harem abusivo di cui spesso mena vanto; che Obame è nero, lui abbronzato artificialmente.
Sapute delle reazioni scatenate da questa sua ultima sortita, il Cavaliere non ha avuto il coraggio di smentire quello che ha detto (di solito arrivano il giorno dopo) come solitamente fa in Italia, ma è stato costretto ad una difesa estrema nel suo stile, con il risultato di rimediare una toppa peggiore del buco. Incurante delle reazioni del mondo intero e dei giornali stranieri (probabilmente nel suo immaginario li vede come orde al soldo del comunismo mondiale) ha dato dell’imbecille a chiunque non avesse capito che si trattava di una carineria, evidentemente il termine più realistico ed appropriato doveva essere un altro.
Il giorno dopo si è scatenata l’offensiva mediatica dei suoi sottoposti , secondo i quali il Cavaliere è innocente come un giglio ed i veri cattivi sono i tetragoni sinistrorsi, sempre pronti a sfruttare ogni occasione pur di metterlo in cattiva luce. I soliti che non capiscono lo scherzo e l’acume delle battute del Nostro. Rimane da vedere se Barak Obama abbia apprezzato la “carineria” del premier italiano e se, soprattutto, il colore della pelle sia materia sulla quale un capo di governo possa permettersi di scherzare. D’altronde al premier le gaffe non fanno mai difetto, lui esterna così, come gli viene, senza rifletterci tanto. Ad esempio, qualche mese fa ne ebbe anche per Mac Cain. Si augurò che il futuro Presidente degli Stati Uniti fosse stato lui, così nei consessi del G8 avrebbe potuto dire che il più vecchio non era Berlusconi. L’ennesima battuta passò quasi inosservata, o quantomeno non suscitò polemiche, ma uno dei punti deboli del candidato Mac Cain era proprio la sua età, considerata troppo avanzata per un futuro Presidente degli Stati Uniti. Ma il Nostro è fatto così, scherza, ma quando lo fa riesce sempre ad essere devastante.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 09.11.08 h 23:59
Modificato il 12.11.08 h 23:52

Eventuali commenti potranno essere inviati all'autore del sito utilizzando lo spazio sottostante o in alternativa inviando un'e-mail all'indirizzo sabino.saccinto@alice.it
Oggetto:
Indirizzo e-mail: (facoltativo):
Testo: