Pizzuto: una caso ancora aperto?

La Destra a cui si ispira il Caracciolo ha una certa passione per i golpe che falliscono. Questa volta hanno tentato di deporre il Presidente del Consiglio che loro stessi avevano eletto un anno fa. Qualche riflessione sull’accaduto.

Sono riuscito ad avere una copia della mozione di sfiducia con la quale venti consiglieri, tutti di maggioranza, hanno tentato di sfiduciare l’avv. Michele Pizzuto dalla carica di Presidente del Consiglio comunale.
E’ una storia che nasce qualche mese fa, quando negli ambienti politici incominciò a circolare la voce che si stavano esercitando forti pressioni acché il Pizzuto si dimettesse dalla carica. Il 29 giugno era proprio da questo blog che veniva data la notizia di quanto stava accadendo in AN.
Il fatto è rimasto in sospeso per circa un mese, fino a quando lo stesso Michele Pizzuto ha confermato le voci circolanti sul sito Canosaweb il 22.07.08, in risposta ad una richiesta di Consiglio comunale monotematico su Contrada Tufarelle, regolarmente tenutosi il 29 luglio.
Alla questione viene data ancora più forza con una risposta ed un commento a quanto si stava preparando, usando perfino parole forti e dando ad intendere che quella mozione era in realtà un complotto mirante ad escludere dal gioco politico e democratico un uomo politico poco allineato.
Il 29 luglio accade invece che in seguito ad una questione più personale che altro, la difesa mediatica del Consigliere Caracciolo viene addirittura assunte dalla redazione di Canosaweb (un caso più unico che raro) ed il web-master si pone quesiti arcani sulla vicenda, cercando di intravedere interessi personali o reticenze nel comportamento del Pizzuto. Intanto si sa, dopo qualche giorno, che Caracciolo ha già depositato la mozione di sfiducia con cui verrà chiesto al Consiglio comunale di dimettere il Pizzuto.
Quello che accade dopo è storia recente, dal ritiro della mozione alle considerazioni a posteriori. Ma in questo marasma di fine estate ancora qualche quesito forse è lecito porselo: che il Caracciolo ambisse alla carica di Presidente del Consiglio non è smentito dallo stesso ed è in qualche modo confermato da una missiva del segretario provinciale di AN, in cui si fa direttamente riferimento alla sua persona. Cosa muove Caracciolo a questo passo? Ambizioni personali (discutibili, ma comprensibili) o un preciso disegno ordito da qualcuno che nell’intera vicenda non ha apparentemente mosso un dito ed è rimasto lì a guardare?
Se valesse questa seconda ipotesi ci sarebbe davvero da preoccuparsi. Utilizzare lo strumento Caracciolo può tornare utile a qualche operazione, politica o meno, che si sta preparando? Per ora il primo tentativo è stato sventato. Sicuramente l’eventuale ricorso alle Magistrature non sarebbe stato assolutamente auspicabile, se non altro per evitare che i riflettori accesi su Palazzo S. Francesco finissero con l’illuminare quinte ed altarini che sarebbe meglio tenere ascosi.
Staremo a vedere cosa accadrà in seguito.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 03.09.08 h 23:00
Modificato il 08.11.08 h 23:18

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