Il portale Canosaweb.it, ovvero un fenomeno misterioso

Avrei preferito non parlare ancora di una vicenda che ha quasi del personale. Procrastinare un dibattito oltre tempi umanamente accettabili rende noioso un portale e di problemi più assillanti e coinvolgenti sicuramente ve ne sono. Ma sembrerebbe che qualcuno ce l'abbia con me, pertanto ho deciso, almeno per questa volta, di rispondere al dott. Chiancone, buon ultimo nollo stroncare una mia precedente lettera inviata a "Il Campanile". Premetto che la lettera è stata scritta due mesi fa ed alcune di quelle situazioni sono pure cambiate, in peggio ovviamente.

E’ comparso, il giorno dopo ferragosto, sul portale Canosaweb.it un articolo di Romolo Chiancone che riprendeva i contenuti di una lettera da me inviata a “Il Campanile” circa due mesi fa ed apparsa sul suo ultimo numero a pag. 20. In quell’occasione mi interrogavo se il portale Canosaweb.it si potesse ritenere politicamente di destra, di sinistra o di centro e se seguisse una linea editoriale che riflettesse in qualche modo una matrice ideologica.
La mia tesi di allora, forse fin troppo prudente, era quella di ritenere Canosaweb.it non classificabile sotto questo profilo, non essendo dichiaratamente di destra, né di sinistra, né di centro. Denunciavo che quello seguito dal suo web-master era un metodo più che una linea editoriale: passare in uno stato di maggiore visibilità (la home-page) i post che arrivano al forum e che riscuotono un gradimento particolare da parte sua; una sorta di arbitro incontrastato che raggiunge l’obiettivo di popolare di contenuti, a volte polemici e spesso interessanti, uno spazio, venendo contemporaneamente incontro all’esigenza, o al desiderio, di chi si sarebbe sentito gratificato da una simile promozione e non avrebbe accampato altre pretese.
Da quelle parti non la presero tanto bene, anche perché fino ad allora il patron del portale aveva ricevuto solo elogi, spesso sperticati, e nessuna critica. Di loro se ne erano occupati non solo giornali locali che avevano definito un fenomeno quello del portale cittadino, ma anche qualcuno a diffusione provinciale che gli aveva dedicato un articolo in occasione del milionesimo contatto: un sorta di gallina dalle uova d’oro.
Indubbiamente un fenomeno in qualche modo lo è stato, con le sue luci (le prime, magari dettate dall’entusiasmo della novità) e con qualche ombra (le ultime, quando sono incominciate ad arrivare le prime critiche).
Nonostante io ritenessi conclusa la polemica e non rispondessi ad un pezzo apparso in home-page con cui si difendevano attaccando, adesso la palla sembra essere passata al dott. Chiancone, che con un tempismo eccezionale forse dettato dagli impegni vacanzieri (non ultimo la partecipazione alla festa dell’emigrante) riprende l’argomento a distanza di più di due settimane dall’ultimo intervento, ovviamente per dare ragione al patron di Canosaweb.it. E come avrebbe potuto essere diversamente visto che lo ospita periodicamente con una rubrica dal titolo molto esplicativo?
Non è mia intenzione rispondere punto su punto al dott. Chiancone, preferisco prendere in considerazione alcuni punti che “secondo me” sono alquanto significativi. Per usare una figura retorica colgo fior da fiore.
Ecco il primo fiore: il titolo, che è di quelli accattivanti, di quelli che invitano subito alla lettura: “Per chi gioca Canosaweb?” Nel sommario il web-master riporta già la risposta: Secondo me canosaweb una linea editoriale ce l’ha, e anche chiara.
Ovviamente per scoprire quale c’è da leggersi tutto il pezzo e dopo essere passati per le proverbiali forche caudine finalmente si concede:

“Secondo me” canosaweb una linea editoriale ce l’ha, e anche chiara. Forse anomala, diversa e proprio per questo non riconoscibile e non riconosciuta, dai più. Rifiutata, da qualcuno. Accolta con entusiasmo da qualcun altro (ego quorum). È una linea che lo stesso Sabino Saccinto, “secondo me” suo malgrado, ha individuato, ma che non accetta perché probabilmente non rientra negli schemi a lui familiari, non prende posizione, non si schiera. E, siccome invece preferisce farla rientrare in una categoria nota, ci ha pensato, ha trovato l’etichetta giusta e gliel’ha appioppata: dorotea. Ecco la linea editoriale di canosaweb, che si sarebbe collocata in “un’area indefinita per sostenere … che ha sempre ragione”. Ecco creato un nuovo-vecchio avversario, ben identificato e classificato, da contrastare con gli schemi xxx previsti ai capitoli zzz del manuale yyy.

E’ chiaro adesso ragazzi? Non è vero che la linea editoriale non ci sia, c’è eccome. Solo che è invisibile. I più non la capiscono o non riescono ad individuarla e quando qualcuno ci prova e magari con più o meno buona approssimazione riesce perfino a trovare la parolina giusta per definirla, si tratta sempre e comunque di una classificazione vecchia, arcaica, che rimanda alla preistoria, a quando c’erano i democristiani, il Grande Centro, il doroteismo. Termine ovviamente desueto, concepito da una persona altrettanto desueta che si incaponisce a far rientrare tutto in schemi prefabbricati, precostituiti, classificazioni precise di cui si posseggono già gli strumenti culturali (gli anticorpi) per combatterla. Vogliamo provare a trovare una definizione più moderna, più ricorrente, a la page, che sia fuori dai vecchi manuali da oscura sezione del PCI? Va bene se invece la chiamiamo terzista o, se si preferisce, cerchiobottista? Sarebbe molto interessante sentire la riposta del Chiancone, ammesso che sia tra i frequentatori di questo blog.

Di seguito il Chiancone parla di una “grossolana contraddizione” in cui sarei ricaduto sostenendo che il portale di proprietà del Caputo riporta spesso in home-page (quindi attribuendogli pari dignità) tesi contrapposte. Di sicuro se il patron le sostenesse in pari misura non dovremmo preoccuparci tanto del fatto che possa sempre ritenere di avere egli stesso ragione, quanto del suo equilibrio mentale sic et simpliciter. In realtà quella scelta è funzionale al captare l’attenzione dei frequentatori del sito, perché il contatore dei contatti che si incrementa significa maggiori introiti economici. Dare maggior peso ad una polemica è funzionale a questo scopo e non allo sposare la causa di una delle due parti.
L’idea di stare sempre e comunque dalla parte della ragione è invece tipica di chi solitamente preferisce non sposare tesi nette ed estreme, magari invocando, questo sì grossolanamente, quell’antico proverbio latino per il quale la ragione sta sempre nel mezzo, credo che invece i romani volessero intendere che nella moderazione sta la virtù, che è cosa alquanto diversa.

Ma le chicche non finiscono qui. Nelle note a margine dell’articolo il Chiancone tiene a precisare che il suo intervento postumo, evidentemente argomenti più interessanti al momento (considerato anche il ferragosto) non sono rintracciabili, non vuole essere un atto d’ufficio di difesa del portale al quale collabora (io personalmente non ho mai avuto questo sospetto) bensì non sappiamo bene cosa. L’argomento era già chiuso, lo dice lui, con un pezzo pubblicato dal Caputo. In questo cade in un errore, in quanto il titolo di quel pezzo non è esattamente quello da lui riportato (“Salvate il soldato Pizzuto”), ma un altro: Canosaweb: la libertà di pensiero e di informazione ovvero......salviamo il soldato Pizzuto?!
Sarebbe molto interessante sapere dal dott. Chiancone cosa pensa di quel pezzo e se gli dedicherà qualche numero della sua acutissima rubrica, giusto per non far torto a nessuno. Io gli suggerirei di iniziare da queste frasi:

Vediamo cosa sarebbe successo se avessimo avuto, come da lei auspicato, un “linea editoriale”: avremmo scelto i nostri redattori tra i nostri amici politici e di partito, avremmo guidato i loro argomenti e le loro menti imponendogli metodi di lettura e punti di vista diversi dal loro libero pensiero. Avremmo fatto di Canosaweb un portale politico a senso unico, alla fine poi.... avremmo dovuto dare supporto ai leaders di turno da candidare alle elezioni i quali, in cambio, ci avrebbero fatto arrivare sovvenzioni (finanziamenti) per continuare a comprarci e tenerci buoni amici. Avremmo dovuto sottostare alle loro “indicazioni” e forse Lei non avrebbe avuto modo di “inviare” i suoi scritti a Canosaweb perché forse li avremmo censurati prima, così nessuno avrebbe saputo dell'esistenza del Sig. Saccinto e del suo “pensiero” , a meno dei suoi “fortunati blogger” e dei suoi amici sul web ed amici di “pensiero” a cui avrebbe chiesto di leggere i suoi interventi

In quanto al S. Giorgio Village poi, la rimanderei sempre a Canosaweb e ad un pezzo apparso il 4 gennaio 2008 dal titolo San Giorgio Village: i soldi chi li mette ?
Scoprirà che evidentemente la malattia di impiegare il tempo libero per discutere “di idee fumose piuttosto che di fatti” è comune a molti, anche ad un tale che si firmava Obi-One e che di solito era bene accolto in Canosaweb, magari proprio per quelle idee fumose.

Ad maiora, dott. Chiancone.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 20.08.08 h 14:22
Modificato il 12.11.08 h 13:48

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