Efferato duplice omicidio

Duplice omicidio a Canosa. Un uomo uccide la moglie e la suocera probabilmente a martellate dopo essere rientrati da qualche giorno dalla luna di miele. Caso di comune violenza sulle donne da parte di mariti violenti o c’è qualcosa di marcio da scandagliare nel nostro mondo?

Canosa 02 Agosto 2008. Oggi si celebra a Canosa la festa di S. Alfonso che secondo un calendario tutto nostro, è il secondo giorno di festa patronale. Ore 12: una macchina con a bordo tre persone (un uomo e due donne) si ferma in via Sardegna, escono le due donne e si dirigono verso uno dei portoni di una palazzina costruita quasi una ventina di anni fa. Case non molto grandi, edilizia residenziale per classe media. Un quartiere tranquillo sostanzialmente, ma da non considerarsi come luogo poco battuto dai Carabinieri che già in passato avevano qui compiuto qualche arresto: per lo più malavitosi coinvolti in traffici di droga.
Le due donne si chiamano Lucia Di Muro e Mariagrazia Prisciandaro, sono figlia e madre e stanno salendo le scale di quella palazzina per andare a recuperare dalla casa della figlia quelle ultime cose che sanciranno, forse, l’ultimo atto formale di una separazione matrimoniale sopraggiunta dopo pochi mesi di nozze. Non sanno di stare andando incontro ad un tragico destino, così come non lo sa il padre Domenico, rimasto in macchina ad attenderle.
Lucia (trentacinquenne) si era sposata a maggio con Giovanni Valentino, un trentaduenne commerciante in prodotti ortofrutticoli. Erano appena tornati da un viaggio di nozze passato chissà come, magari vissuto come una luna di fiele, ed avevano già litigato, duramente, tanto da costringere la giovane sposa ad abbandonare il tetto coniugale ed a rifugiarsi, per una notte, a casa della mamma. Avviene spesso quando una coppia non riesce a superare le difficoltà di un rapporto che appare impossibile.
Separazione consensuale? Tacito accordo? Apparentemente sì, o almeno così devono aver pensato le due donne quando hanno varcato l’uscio di quella casa che i giornali riferiscono ancora non completamente arredata, come accade spesso alle giovani coppie.
Sta di fatto che il Valentino non deve averla pensata alla stessa maniera: una lite furibonda e poi il duplice omicidio, con le due donne che verranno ritrovate dopo dal papà della giovane sposa in una pozza di sangue. Cranio sfondato, questa almeno sembra, a prima vista, la causa del decesso.
L’arma del delitto viene cercata dai Carabinieri intervenuti, ma non ritrovata. Il presunto autore dell’omicidio fugge e viene ritrovato più tardi in uno dei suoi magazzini.
Quello delle violenze sulle donne, ad opera di mariti o fidanzati, o semplicemente ex-compagni, è ormai un classico, le cronache sempre più spesso ci riferiscono episodi di questo genere. Di omicidi in preda a raptus non mancano. La singolarità di questo caso sta nel fatto che accade molto raramente che insieme alla propria compagna venga ammazzata anche la suocera.
Mi son sempre chiesto se vi è una causa generale in questi fatti così efferati, se sono la spia, la campanella d’allarme di un disagio sociale profondo anche se maturato in classi non sicuramente di emarginati, o se sia da considerare come un fatto di scarsa o poca importanza, come se l’ammazzare, perfino in questa maniera così efferata, faccia parte in qualche modo del gioco, del prezzo da pagare ad un mondo che va così, derubricato all’ennesimo caso di morti ammazzati, di vite innocenti stroncate buone per le statistiche.
Il giovane sembra che non abbia profferito parola, che si sia chiuso in una sorta di mutismo forzato. Ad oggi non ha nemmeno parlato con il suo avvocato. Tentativo di rimozione? Incapacità di rievocare momenti tanto terribili da non essere in grado nemmeno di trovare le parole per farlo? O quello che è accaduto oggi è il male più profondo di una generazione che vive la sua vita sospesa tra una fiction ed un video-game di genere splatter, capace di far fallire un matrimonio prima ancora di averlo iniziato, incapace di darsi un progetto di vita coerente, e che alle prime difficoltà preferisce rompere tutto, distruggere il giocattolo.
Quello dei matrimoni che falliscono prima ancora che si riesca a stare insieme un anno, è un caso da tenere in considerazione. Quali le cause? Superficialità? Immaturità? Mente traviata da modelli di vita improbabili? L’omicidio passionale spesso scatena le fantasie più ardite, si sublima in trama romanzesca, tragica. Più ovvio sarebbe chiedersi come è possibile che in una società civile ed avanzata, dove l’omicidio d’onore non rappresenta più un’attenuante per il Codice Penale, ma in un caso come questo la violazione dell’onore sarebbe tutta da dimostrare, e dove alle controversie tra coniugi è dedicata perfino una branca giurisprudenziale, si arrivi a dare sfogo alle pulsioni più animali per recuperare una situazione forse già compromessa. Sarebbe interessante ascoltare quanto il presunto assassino riferirà, non tanto per un voyeuristico piacere, ma quanto, piuttosto, per verificare in che misura i nostri stili di vita ed i nostri “valori” possano perfino generare mostri, aberrazioni da duplice omicidio.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 05.08.08 h 00:45
Modificato il 12.11.08 h 13:57

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