Salviamo il soldato Pizzuto

Circolano strane notizie. Sembrerebbe che AN stia facendo pressioni per far dimettere da Presidente del Consiglio comunale l'avv. Michele Pizzuto, considerato forse troppo indipendente e garantista, facendo spazion al consigliere Gennaro caracciolo, autentico ras del partito.
Chi la spunterà? Pizzuto non sembra disposto a mollare, mentre Caracciolo sta addirittura mobilitando gli organi regionali del partito. Intanto, dietro questa vicenda si celano interessi molto particolari di personaggi occulti interessati a due grandi affari: eolico e S. Giorgio Village.


Il 24 giugno è stata pubblicata su questo portale una lettera aperta inviata al Presidente del Consiglio comunale, avv. Michele Pizzuto. Abbiamo atteso qualche giorno che ci arrivasse una risposta o che destasse qualche reazione. Ebbene, stamane, domenica 29 giugno, ho incontrato personalmente l’avv. Pizzuto che mi ha confermato di aver raccolto il messaggio in bottiglia. Non ha potuto darmi risposta scritta per stesso mezzo in quanto oberato di lavoro, ma aveva promesso a se stesso che incontrandomi, dietro le quattro chiacchiere, mi avrebbe fornito le risposte che cercavo. Devo dire che è stato di parola.
Mi ha spiegato che non ha alcuna remora a convocare un Consiglio monotematico sulla questione dell’inceneritore in Contrada Tufarelle, non può farlo ovviamente da solo. Occorrerebbero cinque firme di consiglieri per richiederlo ed al momento ve ne sono soltanto quattro.
Ma non c’è solamente questo: da qualche giorno circola sempre più insistentemente la voce che la sua permanenza sullo scranno di presidente sia a rischio. Nuvole nere, anzi nerissime si addensano su Palazzo S. Francesco. Circola voce che sia proprio il suo partito a volerlo destituire da quell’incarico. Circola voce che sarebbe il personaggio più potente di AN a Canosa, il consigliere Gennaro Caracciolo, a reclamare per sé quel posto. Circola voce che il Pizzuto sia sotto assedio, che siano stati addirittura mobilitati organi extra-cittadini del partito, al fine di farlo desistere dalla permanenza in quella carica: “ci manca solo – scherza Pizzuto – che lo chiami Gianfranco Fini”.
La battaglia contro un sol uomo prosegue senza soluzione di continuità e da quanto mi è stato riferito da voci informate, e confermato, sia pure in forma ipotetica, da altre fonti, il trappolone dovrebbe prendere le forme di una mozione di sfiducia presentata dalla maggioranza. Il che avverrà fra circa un mese. Sembrerebbe, però, che destituire una carica di garanzia non sia così facile, vale un po’ la regola che vale per il Presidente della Repubblica: una volta eletto può solo dimettersi volontariamente oppure esservi costretto da fatti gravi compiuti nell’espletamento del proprio ruolo. Pizzuto a dimettersi volontariamente non ci pensa nemmeno, è decisissimo a restare in sella fino a fine mandato ed in quanto al suo operato sembra abbastanza improbabile che possa macchiarsi di colpe così gravi da farlo ritenere indegno del ruolo.
Rimane ovviamente un quesito, perché AN lo vuole vedere ridotto al rango di semplice consigliere? Cosa c’è dietro? La semplice ambizione personale di Caracciolo o un progetto più ampio?
Probabilmente entrambe le cose, o quantomeno l’una non escluderebbe l’altra. Della presidenza Caracciolo non conservo francamente un buon ricordo. L’impressione che mi ha dato è stata di una scarsa indipendenza; tanto scarsa da sembrare addirittura funzionale più all’Amministrazione che al Consiglio comunale. Una sorta di supporto esterno al Sindaco.
Difficile dimenticare i consigli comunali, specie sulle questioni più sentite o spinose, convocati vergognosamente di mattina, quando pochissimi cittadini vi potevano assistere facendo venir meno il ruolo della pubblica opinione. Con la presidenza Pizzuto almeno questo finora ce lo siamo risparmiato. Sembrerebbe inoltre che al Pizzuto venga rimproverata troppa tolleranza nel concedere tempi anche larghi all’opposizione, qualcuno vorrebbe che parlassero meno e che il Presidente si facesse in qualche modo latore di tali desiderata. Ma il Pizzuto non ci sta. L’ha fatta per troppo tempo l’opposizione per dimenticare quanto sia importante il confronto tra opinioni diverse: è il sale della democrazia, se vogliamo.
Ma non vi sono solo questioni di metodo, qualcuno sostiene che siamo alla vigilia di importanti decisioni in cui soggetti non puramente politici, ma evidentemente molto vicini alla maggioranza, potranno essere avvantaggiati o meno da certe scelte che a Palazzo S. Francesco si stanno per operare. La presenza di ruoli di garanzia espletati rigorosamente, per qualcuno possono rappresentare addirittura un problema. Ed allora è meglio semplificare.
Sto parlando ovviamente di ciò che gira intorno a due affari dai contorni ancora non molto ben definiti, ma molto sensibili per la stabilità politica, e non solo: eolico e S. Giorgio Village. Avere in posti chiave personaggi non controllabili non giova al partito degli affari.
Parlando e discutendo di certe questioni, senza magari approfondire troppo gli argomenti per saperne di più, rimanendo semplicemente nel vago, nel detto e non detto, nel qui lo dico e qui lo nego, si riceve sempre e comunque l’impressione che qualcosa di inquietante avvenga nei meandri più bui della politica; dove si aggirano strani personaggi, fantomatiche figure.
Di più non so e forse non potremo mai sapere. Quelli che percepiamo sono semplicemente segni, flash, brevi immagini. Di sicuro i canoni della politica in questi anni anche a Canosa sono molto cambiati. Un tempo ci si divideva sulle grandi idee, su una visione del mondo. La corruzione è ovviamente sempre esistita, ma aveva una valenza di piccolo cabotaggio: la piccola tangente, la raccomandazione per un posto di lavoro. Oggi invece è tutto più tecnologico, più sofisticato ed anche le relazioni tenute da certi politici sono quantomeno molto pericolose. Un tempo si aveva l’impressione, almeno a Canosa, che il crimine politico avesse sì tentacoli in quello più generalmente comune, ma che non ne fosse parte organica. Oggi invece è francamente difficile scorgere i confini tra la politica apparentemente normale e quel substrato viscido, fluido che ne costituisce il suo lato oscuro: la parte in cui si degenera nel malaffare organizzato. Una volta si conoscevano nomi e cognomi di coloro i quali erano i beneficiati, oggi invece è tutto molto più confuso, etereo, ambiguo.
Sembrerà strano, ma la gran pressione che si sta facendo verso il Presidente del Consiglio comunale, l’avv. Michele Pizzuto, suggerisce questi strani pensieri, rimanda a questi inquietanti scenari.
Sembrerà paradossale, ma la carica di Presidente sembra essere un crocevia obbligato acchè certe situazioni possano essere risolte in un modo o nell’altro.
Non possiamo che augurarci che l’avv. Pizzuto resista. Salviamo il soldato Pizzuto.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 29.06.08 h 18:01
Modificato il 17.11.08 h 22:40

Eventuali commenti potranno essere inviati all'autore del sito utilizzando lo spazio sottostante o in alternativa inviando un'e-mail all'indirizzo sabino.saccinto@alice.it
Oggetto:
Indirizzo e-mail: (facoltativo):
Testo: