San Giorgio Village

E' comparso un manifesto in cui si invitano i proprietari di terreni in Contrada San Giorgio a mettrsi d'accordo bonariamente per trattarne la vendita. Ma sarà proprio un parco divetimenti quello che sorgerà, una manovra speculativa o tutte e due le cose insieme?

Qualche doveroso aggiornamento sul San Giorgio Village. Nei giorni scorsi, passeggiando per la città, vi sarete sicuramente imbattuti in un manifesto che ho ricopiato a mano, relativo al misterioso parco divertimenti che sorgerà (se accadrà realmente) nella Contrada di S. Giorgio Titolone. Ve ne rimetto il testo:

Realizzazione di una grande area attrezzata per lo sport, il tempo libero, il commercio e le attività sociali denominata San Giorgio Village in Canosa di Puglia.

A seguito degli accordi raggiunti con tutti i soggetti impegnati nella realizzazione dell’iniziativa in oggetto

GESCOS

nella sua qualità di promotore e proseguendo nella già avviata fase di acquisizione bonaria delle necessarie aree site in Contrada S. Giorgio Titolone

INVITA

tutti i proprietari delle aree site nella zona sopra individuata che volessero accettare la procedura di cessione bonaria a contattare l’ing. Antonio Pugliese con ufficio in Canosa alla Piazza Terme n. 27, tel . 0883/663047 designato con mandato conferito da GESCOS a seguire tale procedura per definire e sottoscrivere i previsti atti preliminari di compravendita.

Come i bene informati sapranno, il mese di Giugno 2008 rappresenta per GESCOS (il consorzio fantasma presentatore del progetto di realizzazione del mega-parco dei divertimenti) una data molto importante, perché, già dai documenti reperibili in internet sul suo sito, tale mese è indicato come quello in cui i lavori partiranno. Lavori che stanno proseguendo a rilento, dobbiamo dire, se si considera che siamo già quasi in Luglio e del mega-parco ancora non si è visto nulla. Si sa, di per certo, che GESCOS sta comunque operando per acquisire i terreni; operazione non facile, visto che si è nella fase di conferimento bonario al quale molto difficilmente ne seguirà uno coatto, non essendo, una struttura per il tempo libero, annoverabile tra i servizi di prima necessità, come potrebbero essere le strade, le ferrovie, gli acquedotti.
Da quanto si sa, GESCOS sta proponendo ai proprietari dei fondi una cifra standard che si aggirerebbe su circa 11 euro al metro quadrato. In altre parole, chi possiede un ettaro in zona potrebbe sperare di concludere l’affare per circa 110.000 euro, somma assolutamente insperabile se lo stesso terreno viene rivenduto senza cambio di finalità d’uso ad un altro agricoltore.
Non sappiamo come stanno procedendo le trattative e la vendita, quanti siano disposti ad accettare la proposta e quanti stiano tirando sul prezzo. Informazioni di questo tipo non trapelano.
Il manifesto affisso in questi giorni presenta comunque qualche spunto abbastanza interessante. Ad esempio: ogni volta che si è parlato di S. Giorgio Village non si è mai fatto a meno di citarlo insieme al parco a tema “Latinland “, definibile come il motore di tutta l’operazione. Questa volta non se ne fa assolutamente cenno, si parla più vagamente di un’area attrezzata per il tempo libero. E’ stata solo una svista? Ma il Latinland non doveva essere la punta di diamante di tutta l’opera?
In un pezzo che inviai al portale Canosweb mesi fa, mi posi il problema della rintracciabilità della sede legale o secondaria di detto consorzio, recandomi proprio all’indirizzo indicato nel sito della GESCOS e scoprendo che a fronte di una targhetta esposta di fianco al portone d’ingresso, non vi era alcun riferimento, sui citofoni, di un ufficio intestato a loro. A quel civico vi erano due studi professionali, uno dei quali era proprio quello dell’ing. Pugliese, l’attuale incaricato a curare la pratica di acquisizione dei terreni. E’ pensabile, a questo punto, che tale professionista non sia, come sembra si voglia far credere, semplicemente un incaricato ad hoc, ma che sia in qualche modo organico al consorzio, anche se non figurerebbe tra i soci palesi. Di GESCOS al momento sono noti, da fonti giornalistiche, solo il presidente ed il direttore generale.
Sono elementi, quelli riassunti, che potrebbero perfino risultare insignificanti, ma che di sicuro alimentano quei dubbi che ho sempre nutrito su tale operazione, in particolar modo sulla sostenibilità finanziaria e sul reperimento delle risorse; sulla reale capacità di saper gestire un impianto dalle proporzioni stratosferiche come un parco divertimenti; sulla generalità e, se vogliamo, anche promiscuità degli impianti offerti: si parte dal Latinland per allocare, nei pressi, perfino un ospedale per chi ha subito traumi spinali.
Un’operazione strana e davvero poco credibile che alla fine potrebbe semplicemente rivelarsi una mera occasione speculativa da cui al massimo ne potrebbe venir fuori un centro commerciale, forse una multisala cinematografica, qualche impianto sportivo e magari perfino un centro residenziale. Intanto del San Giorgio Village sarà rimasto solo il ricordo e la carta che il Rieletto si è giocata per la riconferma a sindaco.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 24.06.08 h 23:04
Modificato il 17.11.08 h 22:42

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