Fascisti a Roma

Alemanno nuovo sindaco di Roma

Lunedì 28 Aprile. Oggi è accaduto un fatto che andrebbe ricordato per gli anni a venire. Al ballottaggio per il sindaco di Roma ha vinto Gianni Alemanno contro Francesco Rutelli, la sconfitta si è trasformata in una disfatta. Su questa sorta di premio di consolazione si era puntato molto a sinistra, si sperava che almeno la roccaforte romana riuscisse a resistere agli attacchi della Destra. Fort Alamo invece è caduto e la vittoria della Destra sta assumendo le dimensioni del cappotto.
Di sicuro non possiamo ritenerci contenti per la vittoria di Alemanno, il centro-sinistra ha amministrato Roma per quindici anni ed era naturale che subentrasse una certa stanchezza e l’adattarsi alla corrente delle destre che cavalca in tutta la nazione.
Ma abbiamo qualcosa da rimproverarci? E questa volta l’esame di coscienza sarebbe opportuno che ce lo facessimo tutti, PD e Sinistra Arcobaleno, perché almeno alle amministrative non possiamo dire di essere andati separati, almeno ai ballottaggi.
Qual è stato l’argomento su cui abbiamo ceduto, perdendo di conseguenza maggiori consensi? Facile rispondere, anche chi non è romano, ascoltando le interviste e le tribune elettorali, ha capito che il ventre molle su cui la Destra, come un sol uomo, ha battuto maggiormente è stato il tema della sicurezza; in altre parole ha trasformato fatti di cronaca sicuramente efferati in alcuni casi, nel paradigma a cui l’Amministrazione Veltroni ha, secondo lei, fatto riferimento: la tolleranza nei confronti degli immigrati stranieri, romeni e rom in particolari. L’uccisione della signora Reggiani ha rappresentato l’avvio ed allo stesso tempo il culmine di tale propaganda, non per niente Alemanno ha dichiarato oggi, subito dopo ave appreso della vittoria, che si recherà immantinentemente dal marito della vittima a porgergli chissà cosa, se condoglianze postume o ringraziamenti per essere servita alla bisogna ed avergli dato modo di riuscire in un’impresa nella quale non era dato certo per vincente, vista l’esiguità degli argomenti.
Veltroni ha indubbiamente gestito male quel tragico evento, il farsi prendere la mano e correre da Prodi a chiedere leggi speciali sulle espulsioni dei rom ha dato la possibilità ad Alemanno di evidenziare che con quel gesto il sindaco di Roma si dava torto. Se Roma è una città sicura che necessità c’è di invocare l’emergenza? E per farlo si doveva aspettare proprio quell’episodio?
Ad una settimana dal ballottaggio non può mancare la ciliegina sulla torta: una ragazza viene aggredita e stuprata da un uomo, si diffonde subito la voce che sia stato un romeno. Di solito si è colpevoli solo quando lo decreta l’ultimo grado di giudizio, ma c’è giustizia e giustizia. Solitamente questo banale principio dello stato di diritto vale quando alla gogna, che oggi è soprattutto mediatica, ci finisce un potente possibilmente di centro-destra, se ci finisce uno di centro-sinistra o un poveraccio la condanna, almeno sui giornali, scatta subito. Ad oggi vi sono molti dubbi sull’aggressione a “La Storta”, ma il gioco è fatto: Roma non è una città sicura perché vi sono troppi immigrati irregolari. Andrebbero rimosse le sacche di immigrazione con le loro baracche e i loro accampamenti. E la ricetta che Alemanno propone è proprio questa. Parla più che alla pancia, alle paure della gente. Paura di finire prima violentate e poi ammazzate percorrendo a piedi il marciapiede male illuminato di una stazione ferroviaria; paura di essere rapinati o borseggiati; paura di subire un furto in appartamento senza mai scoprire il colpevole e senza mai essere indennizzati.
Paure a cui Alemanno pensa di far fronte con una ricetta semplice semplice: tolleranza zero, la chiama lui, magari sul modello di quella di Rudolph Giuliani quando era sindaco di New York.
Alemanno non crede alle ronde ed alla giustizia fai da te, meno male, ma chiede maggiore vigilanza nei punti sensibili e propone la riduzione del problema alla radice: se a delinquere maggiormente, almeno così fanno capire giornali e televisioni, sono gli stranieri, eliminiamo gli stranieri; una sorta di progrom di chiunque non abbia il permesso di soggiorno in regola (scaduto o mai posseduto) a prescindere che possa trattarsi di un delinquente o meno.
E se omicidi e stupri ci saranno ancora che si fa? A tutto può pensarci la televisione amica. Sappiamo benissimo che un fatto oggi esiste solo se ne parlano in tv, ergo se con la mano complice di qualcuno che è al governo si rimuovono dai telegiornali tutte le notizie scomode che parlano di omicidi, violenze e quant’altro fa sentire meno sicuri gli spettatori, potremmo ragionevolmente far crescere la sensazione di sicurezza percepita anche se i dati statistici dimostrano il contrario. Non vorrete mica credere che si preoccuperanno realmente dei problemi di sicurezza. La sicurezza, come ogni cosa al mondo, ha un costo e questo Alemanno, che è stato anche ministro, lo sa benissimo. Come diceva un suo vecchio sodale: con i fichi secchi non si fanno i matrimoni. E se un governo propone di abbassare le tasse a tutti, ma in special modo a chi guadagna di più, è naturale che non ci siano i soldi per pagare poliziotti, carabinieri e magari vigili urbani. Per ovviare a ciò basta sempre un’invenzione, un colpo di genio che tenga buone le masse. Ve li ricordate quei soggetti strani che il Berlusca si inventò quando fu lui capo del governo, per risolvere il nodo sicurezza? I poliziotti di quartiere, appunto. In pochi hanno avuto la fortuna di osservare da vicino qualcuno di questi rari virgulti del genio italico, ma Alemanno, in un’intervista televisiva, ha sostenuto che esistono.
Prodigi della comunicazione di massa.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 28.04.08 h 23:13
Modificato il 05.05.08 h 22:29

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