Le lacrime delle donne

Dio conta le lacrime delle donne

Questa sera vorrei dedicare il mio post a due episodi che hanno per protagoniste donne, donne in lacrime. Non ricordo se fosse il Talmud, o qualche altro libro sacro ebraico, a riportare la frase “Dio conta le lacrime delle donne”, come a significare che essendo l’altra metà del cielo più sensibile degli uomini al dolore, ed avendo con esso un rapporto quasi biologico, le sceglie per avere un’idea di quanta malvagità esista nel mondo.
In questi ultimi giorni di episodi di donne in pianto (non mi riferisco a tutte ovviamente, sarebbe impossibile riportarle) ne abbiamo contati almeno un paio: uno martedì 22 di sera alla trasmissione televisiva “Ballarò”; l’altro qualche giorno fa durante la conferenza stampa di Villa Certosa.
Del primo episodio non posso dire molto, si è trattata di un’inquadratura in secondo piano di una donna del pubblico. Non si sa chi fosse, una simpatizzante o forse una militante di sinistra, o probabilmente una dipendente di Alitalia che mentre il direttore de “La Repubblica”, Ezio Mauro, parlava della crisi della compagnia aerea di bandiera e raccontava i fatti così come si stavano sviluppando con un tono dimesso e grave della voce, visibilmente era in lacrime. Lo si capiva dall’espressione del viso, dagli occhi lucidi che si irritavano e tendevano al rosso, dall’asciugarsi. Un pianto continuo, incessante, come se in quel viso alterato da quel particolare stato d’animo vi fosse tutto il dolore e la delusione per una sconfitta cocente ed il presagio di giorni funesti. Chissà se qualche occhiuto operatore televisivo ha colto quel momento, se sapremo mai il nome di quella donna. Per ora ci rimane solo quell’immagine.
Il secondo episodio vede invece protagonisti due personaggi che conosciamo molto bene (Putin e Berlusconi) ed una giornalista russa che ha avuto l’imprudenza, se non la baldanza, di chiedere quello che ad uno zar non si dovrebbe chiedere mai: è vero che il nuovo regnante di tutte le Russie sta per divorziare dalla cinquantenne consorte per sposare una donna molto più giovane di lui? Una ginnasta uzbeka per la precisione?
Gelo in sala e visibile imbarazzo di Putin, irrigidimento l’ha definito Masha Kolobok in un pezzo per il sito articolo 21. E sempre Kolobok sostiene che quando lo zar si irrigidisce non ne viene mai niente di buono. Ad una giornalista che aveva compiuto una virata nell’atteggiamento tenuto verso la sua politica fu fatto recapitare un pacco esplosivo proprio vicino casa sua. Non vi erano le prove che il gentile cadeau fosse stato mandato dall’ex-capo del KGB, ma i sospetti erano molto forti. In Russia non ci si preoccupa molto del rispetto della libertà di stampa, né si tollera che qualche ficcanaso vada ad impicciarsi di questioni scottanti, specie se qualche potente rischia di finire sulla graticola mediatica. A mali estremi, estremi rimedi, compresa l’opzione della soppressione fisica. Il caso di Anna Politovskaia insegna.
Ma ciò che ha stupito la sala e costretta alle lacrime la ribalda giornalista è stato l’ennesimo gesto di colui il quale si sente già capo di governo al punto di invitare nella sua residenza privata lo zar Vladimir: con le mani ha mitragliato, i fa per finta, l’insolente reporter. Un modo come un altro per dire: attenzione, questo spara. E la giornalista deve averlo capito subito, vista la sua reazione.
Torna inevitabilmente sulla scena internazionale il Nostro a rimarcare pessime figure. Con le donne poi non ha un gran feeling. In questi scarsi due mesi ne abbiamo viste di tutti i colori: dalle battute sulle donne sdraiate a quelle sulle ministre del governo Zapatero (troppo numerose, secondo lui, chissà come farà a tenerle testa). Non sono mancate le reprimende, le sollevazioni ed in un’occasione perfino una lettera inviata ad un giornale da parte della moglie, Veronica Lario, ma questa è già storia vecchia. In realtà quello che si sta preparando e che di sicuro non tarderà a farsi sentire, è un clima poco favorevole alle donne. L’abbiamo visto durante la campagna elettorale: la lista pro-life di Giuliano Ferrara, la risposta del Cainano alla domanda di una giovane precaria; non ultimo lo sfruttamento da parte della Destra di alcune situazioni che hanno visto le donne vittime di violenza sessuale. La sicurezza la si vende come un prodotto a buon mercato scegliendo come testimonial chi meriterebbe solo scuse.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 23.04.08 h 23:57
Modificato il 28.04.08 h 23:01

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