RISPOSTA ALLA LETTERA DI BERLUSCONI

Elezioni 2008. Come di consueto Berlusconi invia una missiva agli italiani per convincerli, ammesso che ci riesca, a votare per il PDL.

Oggi, penso come altri italiani, ho ricevuto la lettera elettorale di Berlusconi con la quale mi chiede di votarlo. Ovvio che non lo potrò mai fare. In compenso gli ho scritto una lettera di risposta riportata di seguito.
Arrivederci

Caro Silvio, ho ricevuto oggi la Tua datata Marzo 2008. Mi lusinga che un ultra-miliardario, nonché già capo del governo, mi scriva, e con questa puntualità, poi. Non sarà forse per via delle elezioni?
Nella Tua lettera mi dici tante cose, su molte delle quali non sono tanto d’accordo. Non dispiacertene se te ne elenco qualcuna, so che sei suscettibile e non tolleri tanto l’essere contraddetto, ma proprio perché Ti sono amico lo farò, agli amici bisogna paralare con franchezza, non trovi?
Mi citi, nel Tuo accorato appello a votare per il Tuo partito, il ponte sullo Stretto di Messina che il Governo Prodi ha cancellato in cinque minuti di seduta del Consiglio dei Ministri. Se vuoi la mia Ti dirò che hanno fatto bene. Era un’opera inutile che non serviva a nessuno, se non a riempire le tasche di qualcuna di quelle imprese italianissime di cui parli; di quei Tuoi colleghi imprenditori tutti amici Tuoi. Sembrerebbe che a decretarne definitivamente la fine è stato quel giustizialista del Ministro Di Pietro che prima di sciogliere la società “Ponte sullo Stretto di Messina”, si era a dir poco indignato nel constatare che in tutti gli anni in cui sei stato Tu al governo, l’Impregilo (un’altra di quelle imprese che Tu conosci molto bene e di cui qualche amministratore è sicuramente Tuo amico) aveva solo prodotto carte, tante carte da riempire intere stanze, senza mai aver mosso un sasso. Sappiamo tutti che un’opera faraonica prima di essere costruita va progettata, ma con tutta quella scienza forse avremmo fatto prima ad organizzare un’operazione spaziale, piuttosto che costruire un ponte che forse non sarebbe servito nemmeno ai siciliani. E poi, consentimi, hai stretto un’alleanza tattica con la MPA di Lombardo che si professa un partito autonomista, non Ti sembra un tantino contraddittorio che un partito autonomista voglia legarsi al continente mani e piedi con un ponte? Se proprio dovessi vincerle Tu le elezioni forse sarebbe più opportuno che ultimassi una volta per tutte quella benedetta autostrada Palermo – Catania. Sembra che sia l’autostrada più inaugurata al mondo e ricordo che anche Tu una volta ti cimentasti sorridente a tagliare l’ennesimo nastrino.

L’immondizia a Napoli.

Caro Silvio, anche in fatto di immondizie a volte dimostri di avere la memoria corta. Nella Tua lettera mi parli dell’autunno 2007 come dell’inizio dei drammi napoletani. Ma come? Siamo proprio sicuri che tutto è nato in un lasso così breve di tempo. Rimembri quando eri Presidente del Consiglio e non facevi una grinza se Bassolino, proprio sotto il tuo governo, faceva il Commissario all’emergenza rifiuti? E non ricordi l’Impregilo e quella strana gara d’appalto vinta non da chi offrisse le migliori garanzie, ma da chi offriva il prezzo più basso? A volte caro Silvio mi deludi. Bassolino avrà sicuramente le sue colpe e responsabilità e ne renderà conto, ma sicuramente Tu non puoi dire di essere puro come un giglio.
Tu parli del Ponte sullo Stretto e dell’immondizia di Napoli come l’emblema di come il Governo Prodi ha trattato il Sud, e del governo regionale pugliese, che a Tuo dire avrebbe amplificato i danni causati dal Governo centrale. Mi dispiace contraddirti caro Silvio, non sono d’accordo ancora. Trovo che Nichi Vendola, a parte qualche imperfezione, come tutti del resto, stia operando bene e soprattutto noi pugliesi possiamo dire di non avere una classe di governo collusa col la mafia o con i mafiosi come accade in altre regioni del Sud, amministrate da destra o da sinistra. Questo penso che vada anche a merito del nostro Governatore. In quanto al tuo pupillo, invece, quello che durante un memorabile discorso all’apertura di una delle tante edizioni della Fiera del Levante, non ti risparmiasti a definirlo una Tua protesi tra l’ilarità dei presenti che pensarono subito malevolmente a chissà quali parti anatomiche, Ti ricordo che è ancora sotto botta della Magistratura per finanziamenti illeciti ricevuti dagli Angelucci durante una campagna elettorale. E se ricordi bene fu proprio un voto del Parlamento ad evitargli di finire in gattabuia: un voto trasversale, bipartisan, come si dice dalle vostre parti.

Il programma economico.

Caro Silvio, a proposito del Tuo programma economico trovo molto curiosa un’affermazione che fai, quando dici che la criminalità si vince con lo sviluppo economico. Credimi, ne hai dette tante, ma questa francamente mi sembra la più comica. Non mi risulta che orde di commercialisti, economisti, banchieri e magari assicuratori abbiano mai fatto arrestare un criminale. E’ strano che Tu non sappia che esiste una forma di criminalità, chiamata per l’appunto economica, che in quello che Tu chiami sviluppo ci sguazza. Io ho sempre saputo che per combattere la criminalità occorrono magistrati, poliziotti, gente in gamba e leggi studiate ad hoc. Prendiamo ad esempio una di quelle leggi di cui vai tanto fiero e che fu confezionata di bella posta dal quel Tuo ministro che Tu solevi chiamare il Genio dei Numeri. Sì, hai capito bene: Tremonti.
Ricordo si inventò una legge, chiamata scudo fiscale, che permetteva di far rientrare capitali dall’estero pagando una modica percentuale; non faceva tante domande su come quei soldi fossero finiti lì ed in più garantiva una sorta di immunità a chi quel denaro lo aveva magari accumulato con attività illecite. Lo scudo fiscale consentiva infatti, con un accettabile obolo versato allo Stato, di risparmiarsi anche fastidiosi accertamenti della Magistratura. Di occupazione e di investimenti con considerevoli ricadute economiche non se ne videro molti in quegli anni, di soldi che finivano nelle tasche dei soliti noti in abbondanza. Ad essere onesti qualche nuovo ricco lo vedemmo in quegli anni, ma non erano capitani d’industria, piuttosto erano i furbetti del quartierino, i parvenu, i Ricucci, i Coppola, gli Statuto: gli immobiliaristi. Gente nata dal nulla, a volte da modeste attività, di cui non si sapeva bene da dove venisse tutto quel grano. D’altronde furono valenti economisti ad ipotizzare un legame tra lo scudo fiscale e l’immensa quantità di denaro flottante che finiva inevitabilmente negli immobili.

ICI e detassazione degli straordinari.

Caro Silvio, la Tua trovata sull’ICI sembra uno di quei colpi da maestro di cui solo Tu sei capace. Già in Finanziaria 2008 è stato previsto un corposo abbattimento della fascia esonerata dal pagarla, ma la Tua trovata sulla cancellazione completa dell’ICI sulla prima casa, mi sembra quanto meno sospetta e ciò per due motivi: il primo è che ad avvantaggiarsene saranno i ricchi, quelli che magari vivono in castelli o in ville hollywoodiane, prime case anch’esse; il secondo è che a Te quella misura non costa nulla, essendo l’ICI una tassa pagata ai comuni. Per dirla con Ricucci: fai il frocio con il culo degli altri. La detassazione degli straordinari è una litania che ormai ci tocca sentire da tutte le parti. La vogliono i sindacati, la invoca il PD, alla loro non poteva aggiungersi che la tua voce.

Il nuovo.

Caro Silvio, accusi Veltroni di non rappresentare il nuovo perché mette insieme tutto il vecchio personale politico del precedente governo. Ma Tu quanto puoi dichiararti nuovo? Ormai hai la tua brava età. Sarebbe ora che trascorressi più tempo con in tuoi nipotini; che adottassi un cane; che facessi quelle cose che non hai mai fatto. La vita Ti ha dato tanto: due mogli; quattro figli; tanti maggiordomi pronti ad esaudire ogni Tuo desiderio; possiedi giornali, televisioni, ville. Ogni tanto Ti fai beccare da tua moglie con qualche giovane donzella del tuo entourage seduta sulle tue ginocchia. Disponi perfino di un vulcano finto che per le grandi occasioni erutta fumi e materiale magmatico con annesso terremoto artificiale, tanto da provocare preoccupati allarmi della Protezione Civile, ignara delle diavolerie che Ti sei inventato per farti stringere da qualche bella velina.
Insomma, hai tutto quel che potrebbe servirti per passare una dignitosa e forse anche movimentata vecchiaia, perché tormenti noi poveri uomini comuni, noi mortali, con la tua candidatura e con le tue lettere? Non è arrivato anche per Te il momento di goderti il riposo del guerriero e lasciare in pace noi italiani?

Un forte, cordiale abbraccio

Sabino


Sabino Saccinto

Pubblicato il 04.04.08 h 00:28
Modificato il 07.04.08 h 22:14

Eventuali commenti potranno essere inviati all'autore del sito utilizzando lo spazio sottostante o in alternativa inviando un'e-mail all'indirizzo sabino.saccinto@alice.it
Oggetto:
Indirizzo e-mail: (facoltativo):
Testo: