Solitamente i canosini son persone che non amano molto parlare o scrivere. Capita, talvolta, che qualche fatto particolarmente eclatante li ridesti dal loro sonno antico e li faccia balzare agli onori delle cronache, sempre per questioni problematiche o fatti terribilmente seri che minacciano ora la squadra di calcio ingiustamente retrocessa, ora la crisi idrica che mette a repentaglio l’agricoltura, ora il livello basso dei prezzi dei prodotti agricoli, ora lo sversamento di rifiuti campani in discariche locali.
In questi giorni stiamo vivendo momenti gravi, ma spesso poco seri, se non addirittura comici. Sul portale Canosaweb.it è tutto un fiorire di ragionamenti sconnessi, di fatti assurdi, di pensieri che non centrano il problema, ma rimangono eternamente a girarci intorno. Prendiamo ad esempio la manifestazione di sabato 12.01.08. Indetta dal Forum per l’ambiente di recente costituzione per protestare contro l’ipotesi che rifiuti di non specificata natura venissero ammassati nella discarica privata della Bleu, quasi maledetta dal Presidente del Consiglio comunale, scettico il Sindaco (una persona affetta da una sindrome di dilatazione del proprio io a cui le celebri parole di Montanelli gli si ritaglierebbero addosso come un abito di Caraceni: se va ad un matrimonio vuol fare la sposa, se va ad un funerale vuol fare il morto) si è ritrovata ad essere stata disertata dalle forze di opposizione di centro-sinistra (forse erano le uniche a dover partecipare a buon diritto) ed ad essere frequentata da sindaco, assessori, presidente del consiglio e consiglieri di maggioranza. Solitamente le manifestazioni si fanno contro l’establishment, capita raramente che vi partecipi chi il potere in qualche misura lo detiene mentre chi rappresenta l’opposizione se ne sta a casa. Ma in quel di Canosa accade anche questo.

Le discariche.
Qualcuno, preso forse da un impeto obnubilatore, ha parlato addirittura con soddisfazione delle discariche in esaurimento. Riporto testualmente dal forum: Quando la terza sarà colma (con il pubblico controllo dell'aria e della terra), allora sarà colma la nostra solidarietà! E sarà BASTA per Canosa, che possa diventare per tutta la città il PARCO DEI PRINCIPI con vincolo paesaggistico e culturale.

La terza a cui si riferisce il blogger, è la discarica. Da notare la soddisfazione incontenibile che perfino la terza discarica sia colma. Non so che idea qualcuno abbia delle discariche, ma da quel che so io le discariche non sono cosucce da niente e soprattutto hanno l’antipatica abitudine di durare. Per intenderci: se scavo un buco per terra, la armo con una membrana resistente, mi preoccupo che tutto sia a tenuta stagna e ci ficco dentro le peggiori porcherie di questo mondo, forse risolverò il mio problema contingente e per un po’ non avrò da preoccuparmi su dove andare a ficcare altri rifiuti. E’ indubbio che se esagero, ma anche se mi contengo, un problemino nemmeno tanto piccolo lo avrò creato ai posteri, perché un pezzo più o meno grande del mio pianeta, del territorio in cui vivo, me lo sono giocato e l’ho reso inservibile. Altro che colmo di solidarietà e nei confronti di chi poi? Di certo non nei confronti degli epigoni. Sapessi poi che allegria passeggiare per un parco dei principi sapendo di calpestare una discarica, l’emozione è garantita.

Gli inceneritori. Qualcun altro particolarmente ferrato in materia di regole per una vita ecologicamente sostenibile, dal detersivo biodegradabile all’involucro di carta preferibile a quello di plastica, dal vuoto a rendere alla lattina di alluminio sconsigliabile e via dicendo tra trite e ritrite amenità, conclude: Non credete di essere un po troppo esagerati? Non sarebbe meglio invece proporre la costruzione di un termovalorizzatore e quindi affrontare il problema rifiuti?
Di sicuro l’inceneritore è la soluzione più rapida e sbrigativa per risolvere il problema dei rifiuti. C’è una piccola contraddizione però: bruciare, da quando il mondo è mondo, non ha mai rappresentato una soluzione ad un problema, semmai, al contrario, ha rappresentato il suo esatto opposto: l’elusione. E poi, nanoparticelle di cui si parla meno in questi giorni a parte, il prodotto solido della combustione di tali materiali che fine fa? Non credo sia possibile sottoporlo ad un secondo ciclo di incenerimento e così via all’infinito, finirà necessariamente in discarica, appunto. E si ritorna al punto di partenza, al parco dei principi.
Solidarietà. Come capita spesso, si confonde un termine con il suo esatto contrario e volendolo evocare si usa pensare al suo opposto. E’un’operazione piuttosto ricorrente. La formula coniata per la manifestazione è: la solidarietà non si può imporre. Ci mancherebbe altro. Svolgimento: Quando sento la parola solidarietà penso che sia avvenuto il terremoto in Irpinia, l'alluvione di Firenze o altro, invece si chiede la solidarietà per le popolazioni male amministrate. Esprimo quindi la mia solidarietà democratica alla gente napoletana, laboriosa, sobria, appassionata, italica, che merita di essere ben amministrata senza permettere che il male cronico andasse in metastasi.
Traduzione: la solidarietà, intesa come aiuto fattivo, materiale, si concede secondo una precisa declaratoria che comprende, tra i motivi che la rendono quasi obbligatoria, pena l’espulsione dalla categoria degli esseri umani, il cataclisma o la catastrofe naturale. Se una condizione altrettanto catastrofica deriva da una causa umana, come è appunto quella dell’immondizia napoletana, il concetto di solidarietà assume un significato diverso e non è più obbligatorio, diventa facoltativo. Se le città di Napoli finisce sommersa dai rifiuti per errori o inerzie amministrative, la colpa è solo loro e, si sa, chi è causa del suo mal pianga se stesso. Un concetto davvero edificante. Estendendo il caso ai rifugiati da stati totalitari per cause politiche potremmo dire: se sono perseguitati dai loro regimi un motivo ci sarà. Forse non erano sufficientemente bravi, buoni ed ubbidienti nei loro paesi. Troppo spesso parlavano di diritti e di libertà. Se invece di mettersi a fare i politicanti o i sindacalisti, fossero rimasti zitti e mosca, probabilmente loro non sarebbero stati costretti a fuggire e noi ad accoglierli prestando solidarietà. Gran bella grana questa solidarietà.
Abbiamo già dato e tanto basta.


Sabino Saccinto

Eventuali commenti potranno essere inviati all'autore del sito utilizzando lo spazio sottostante
Oggetto:
Indirizzo e-mail: (facoltativo):
Testo: