UN NUOVO PIANO DI LOTTIZZAZIONE

Comparto edilizio 2. Ovvero il pomo della discordia

Canosa 13.03.08: aula consiliare di Palazzo S. Francesco. Chiunque ha avuto modo di assistere alla seduta del Consiglio Comunale può ritenersi una persona fortunata, sia per l’interesse degli argomenti trattati, sia per la sorpresa finale delle votazioni. Purtroppo non posso fare mia tale soddisfazione perché l’orario insolito non me l’ha consentito. Parlerò attenendomi a quanto mi è stato riferito da amici ed a quello riportato su “La Gazzetta del Mezzogiorno” del 16.03.08.
All’ordine del giorno vi era: “Adozione piano di lottizzazione del comparto edilizio n. 2”. Ed un punto come questo bastava da solo a meritare l’orario inconsueto dell’assise. Si sa che quando si parla di edilizia si toccano tasti estremamente sensibili. Che buona parte dei consiglieri di maggioranza fosse poco al corrente di quanto si andava a discutere e si stesse per votare, ha quasi dell’incredibile. E questa è la sensazione che molti hanno avuto in sala.
Il comparto edilizio n. 2 fa riferimento ad una zona della città finora rimasta immacolata, almeno dalle ruspe. Si tratterebbe della parte terminale di via Corsica, grosso modo tra gli impianti dell’acquedotto e “Il giardino del Mago”. Potrà sembrare anacronistico. Ormai Canosa ha quasi più abitazioni che abitanti, ciononostante si continua a sversare cemento. Le aree verdi in città diventano poco a poco un miraggio. Si costruisce perfino sui pendii, colmando con terra di riporto dislivelli naturali, fregando così metri quadrati che nel conteggio finale fanno guadagnare qualche migliaio di euro in più. Il costo proibitivo delle case, per chi avesse intenzione di prenderne una adesso senza già essere proprietario di un’altra da cambiare, dovrebbe scoraggiare simili imprese, ed invece si assiste all’esatto contrario. Non paghi si cercano nuovi spazi, nuovi pezzi di terra che dovranno diventare nuovi rioni, con tutto l’annesso di acqua, fogna, elettricità, telefoni, possibilmente larga banda, gas.
E’ veramente necessario? Esiste un’emergenza abitativa tale da giustificare tale scelta e la conseguente spesa? Nuovi quartieri periferici privi di servizi sociali, scuole, punti di aggregazione, che non faranno altro che moltiplicare i problemi irrisolti della nostra città. Nuovi dormitori che fanno la felicità di chi investe nell’affare, un po’ meno di chi dovrà sorbirsi mutui trentennali con rate che pendono come spade di Damocle sulla testa di chi cercava la casa e forse ha trovato la dannazione.
E’ di questo che si è parlato in quel pomeriggio a Palazzo S. Francesco, non in questa forma forse; non prevedendo di arrecare ulteriore danno, altre ferite ad un territorio che andrebbe tutelato diversamente. Si è parlato. Ma deve essere scattato qualcosa nei meccanismi della maggioranza che sostiene il Sindaco, non più così oleati come fino a qualche mese fa. Per la prima volta si è verificata una cesura tra il suo partito e gli alleati di AN, del PRI e di due liste civiche (“Pensionati” e “Canosa nel cuore”). Colpa del malessere dettato dalla situazione nazionale? Fibrillazioni pre-elettorali? Sensazione di essere stati fagocitati dal Cavaliere e dai suoi luogotenenti? Lobby dei palazzinari non più così forte e convincente? Sta di fatto che dopo una discussione vivace, AN e pezzi della maggioranza si sono astenuti, ma la delibera è passata comunque grazie al “soccorso nero” de “La Destra” storaciana in salsa canosina. Qualcuno parla di maggioranza in frantumi, anche se mi pare un tantino esagerato o quanto meno difficile da credersi a distanza di nemmeno un anno dal plebiscito che ha riportato sugli scranni il Rieletto. Ancora più strano se si considera che il soccorso è arrivato proprio da quello che sembrava uno strenuo avversario del Sindaco. Segno che il Nostro ha davvero nove vite come il gatto mammone. Perde una maggioranza e subito se ne costituisce una di complemento.
Al momento ciò che dovrebbe maggiormente preoccupare il contribuente è il costo futuro di questa scelta per le già esangui casse comunali. La boccata di ossigeno dei ventiduemilioni di euro stanziati per il nuovo museo, senza che ci sia un progetto noto ai più, potrebbe, dopo opportuni storni, dirottare qualche milioncino all’ordinaria amministrazione, turando qualche falla che al momento si è creata. Anche se non manca chi è disposto a scommettere che ci saranno sorprese: sono i tre consiglieri del PD. Il loro capogruppo ha rilasciato ad un quotidiano locale (“La Gazzetta del Mezzogiorno”) la seguente dichiarazione:

la maggioranza, con l’ausilio del gruppo de “La Destra”, ha respinto l’emendamento, lasciando che nel corpo di delibera fosse ancora presente una norma che prevede prezzi bassi per i costi di esproprio, a discapito dei proprietari dei terreni ed esponendo, a nostro parere, l’ente ad una serie di contenziosi assolutamente da evitare per non gravare sulle casse comunali. Di seguito, avendo preso atto del rifiuto da parte della maggioranza a recepire il nostro emendamento, abbiamo depositato delle osservazioni che esenteranno i consiglieri del nostro gruppo da eventuali personali responsabilità, nel momento in cui questa delibera fosse oggetto di verifica e controllo da parte della magistratura contabile.

In altre parole, nella Finanziaria del 2008 è cambiata la modalità di considerazione degli espropri che dovranno essere effettuati secondo il valore “venale” del bene, in pratica a prezzi di mercato. Ciò per recepire una sentenza della Cassazione che aveva ritenuto non costituzionale quanto previsto dalla legislazione precedente. Ovvero, sostiene il dott. Di Fazio, potremmo trovarci di fronte ad una marea di ricorsi di espropriati che, impugnando i provvedimenti, chiederanno indennizzi superiori a quanto loro concesso; ed avendo la legge dalla loro potremmo ritrovarci nella spiacevole posizione di dover rispondere alla Corte dei Conti delle maggiori spese. Ad malora, direbbero i latini, con il sospetto che a pagare sarà ancora Pantalone.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 17.03.08 h 22:27
Modificato il 17.03.08 h 23:18

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