IL MUSEO ARCHEOLOGICO

Uno strano caso di accordo bipartisan

Martedì 11 Marzo è apparso su “La Gazzetta del Mezzogiorno” un articolo, a firma di Antonio Bufano, su un comizio tenuto in piazza Vittorio Veneto per un finanziamento, arrivato per giunta in tempo di campagna elettorale, di 20 milioni di euro per la costruzione di un nuovo museo archeologico a Canosa. All’apparenza non vi è nulla di strano anche se istituzionalmente quei soldi arrivano dalla Regione Puglia ed i più scafati, essendo la regione governata da una formazione di centro-sinistra ed il comune di Canosa di Puglia da una di centro-destra, avrebbero sicuramente fatto di tutto per rimandare l’annuncio, e la conferenza stampa, ad almeno dopo il 14 Aprile (data delle elezioni politiche).
Ma la Sinistra si è sempre vantata della sua diversità al punto da accettare l’eventuale strumentalizzazione dell’evento con annesso spot propagandistico. Fin qui tutto normale, o quasi, senonchè sia alla conferenza stampa tenuta negli uffici regionali, sia al comizio tenuto in piazza, ha partecipato, oltre al normale personale della destra politica, anche un ospite del tutto inatteso (almeno lo si sperava tale): l’on. Nicola Rossi, già deputato nel 2001 con l’Ulivo; deputato nel 2006 con l’Unione; candidato senatore nel collegio elettorale delle Marche per il PD; professore universitario già collaboratore economico di D’Alema; attuale esperto di economia nello staff di Veltroni; insomma una testa d’uovo, nonché personalità molto influente.
L’on. Rossi ha motivato la sua presenza smentendo voci di inciucio o di grandi alleanze in salsa canosina (parole di Bufano), ma rifacendosi ad un’idea alta della politica tutta tesa a promuovere l’interesse comune e tutta giocata in favore del bene dei cittadini di Canosa e del prestigio della città. Una spiegazione sicuramente condivisibile se non fosse per qualche piccolo neo. La domanda da parte di tutti i cittadini, di una gestione alta della cosa pubblica che guarda ai grandi temi, ai grandi ideali, e che sotterrerebbe in un colpo solo tutte le beghe e le begucce di partito, gli sgambetti, i veti resistenziali tesi solo a perseguire mediocri, se non infimi, interessi individuali, clientelari se non peggio, a totale danno e detrimento dei fondamentali interessi generali, è sempre stata forte e disattesa; dovrebbe, inoltre, funzionare da faro costante, continuo, non valere solo quando c’è da strappare un finanziamento milionario. Questo improvviso “volemose bene” quando sono in ballo soprattutto quattrini, mi insospettisce non poco. Per intenderci. E’ di ieri 14 Marzo la notizia che Legambiente ha concluso la raccolta di firme per richiedere la costituzione del Registro Tumori.
L’idea era nel programma del PD alle amministrative del 2007, ripresa sul web, sollecitata, abbracciata dal dott. Imbrici che si diede da fare per passare i moduli alle farmacie, punto di raccolta delle firme degli eventuali sottoscrittori. L’iniziativa partì in seguito ad un tentativo, concluso con scarso successo, dei consiglieri del PD di coinvolgere nell’iniziativa anche quelli rimanenti di maggioranza e opposizione, ne ricevettero un secco niet. Sull’argomento assistemmo tutti al silenzio assordante di sindaco ed amministrazione.
Mi chiedo, non sarebbe stato quello un ottimo argomento per intavolare un bellissimo dialogo bipartisan, avendo sempre come riferimento quella bella politica (per dirla con Veltroni) di cui ora più di uno si riempie la bocca? Domanda ovviamente retorica la mia. Già si sospettavano allora quali potessero essere i motivi per i quali quasi tutta la politica si rifiutava di compiere una scelta di civiltà.
Sottoscrivere, o peggio, avviare un’operazione di questo tipo avrebbe significato ammettere, sia pur implicitamente e sempre e comunque con beneficio di inventario, che un rischio, se non un pericolo, già era presente sul territorio. E qualche scheletruccio, nemmeno tanto nell’armadio, già c’era: discariche di rifiuti speciali; relazioni che prima ammettono livelli inquietanti di inquinamento delle falde acquifere e poi li smentiscono; dirigenti e legali rappresentanti di società che a Canosa hanno avuto a che fare ed ancora sono operanti nel settore delle discariche (COBEMA e BLEU) finiti sotto inchiesta e poi generosamente assolti; scarsa, se non scarsissima considerazione del principio di cautela a cui chi ha la responsabilità politica di una comunità dovrebbe prioritariamente ispirarsi.
Dove fosse il sindaco allora lo ricordiamo benissimo: ad una manifestazione assieme a consiglieri della sua maggioranza, ad assessori ed al Presidente del Consiglio comunale, per dire no ai rifiuti napoletani (urbanissimi) nelle discariche canosine. Forse chiedevano l’esclusiva per quelli speciali e di provenienza ignota. Dove fosse l’altro pezzo della politica alta bipartisan che si invoca in questi giorni, tutta tesa al perseguimento dell’interesse generale, lo sappiamo meno.
Forse tra i fumosi palazzi romani, forse tra le polverose aule di qualche biblioteca universitaria, forse in qualcosa di più importante per lo Stato e la nazione. C’è sempre qualcosa di più importante di cui val la pena occuparsi. Per ora quella cosa lì è il museo, costruzione tesa sempre più alla considerazione del passato che tanto per il futuro non c’è un granché da sperare.



NON FACCIAMOCI DEL MALE

Il museo delle polemiche. Nel PD non sono tutti d'accordo su come rapportarsi con l'Amministrazione del Rieletto. Scoppia la polemica

Un tempo si chiamava disciplina di partito, oggi i partiti sono diventati così leggeri che anche la disciplina si è in qualche modo rarefatta. Mi sto riferendo alla mezza polemica sorta tra il consigliere comunale Giovanni Quinto ed il segretario del PD Gianluca Patruno. Polemica da finire addirittura sulle pagine di un quotidiano di larga diffusione in Puglia come “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Materia del contendere: l’intervento dell’on. Rossi in un comizio tenuto a Canosa il fine settimana scorso per annunciare il finanziamento milionario per il nuovo museo archeologico. Già qualche giorno prima c’era stata una conferenza stampa nelle sale della Regione a cui avevano partecipato organi istituzionali (Presidente della Regione e Sindaco) e lo stesso on. Nicola Rossi, nella qual occasione si lasciò andare alle seguenti dichiarazioni riportate dagli organi di informazione:

D’altronde, è straordinario quanto è accaduto negli ultimi anni nella nostra città: dai lavori in cattedrale, agli interventi nelle aree archeologiche, alla ristrutturazione del teatro comunale e oggi il finanziamento del museo archeologico. Questo dimostra quanto è importante l’intesa tra le varie forze politiche, di cui tanto si parla a livello nazionale: noi, a Canosa, l’abbiamo messa in pratica da anni e ha funzionato.

Affermazioni legittime dal tono estremamente ecumenico e dal significato politico evidente che non possono non aver procurato qualche mal di pancia tra le file democratiche . Tirare in ballo interventi dei quali l’Amministrazione comunale se ne è intestata impropriamente e spesso la titolarità, ricondurle ai meriti della politica ed evocare operazioni molto criticate in passato come l’acquisto del teatro D’Ambra, annoverandole tra le opere premianti frutto di un’intesa fra le forze politiche, lascerebbe un tantino perplesso anche il più navigato dei politici. E dove sarebbe l’intesa, poi, fra il sindaco Ventola e l’on. Rossi? Ed il resto dei locali politici di opposizione non conta nulla? E quel riferimento al livello nazionale cosa fa presagire? Una politica delle larghe intese come temono i partiti minori? Frase poco condivisibile da militanti, simpatizzanti e potenziali elettori. Frase, consentitemelo, un tantino sibillina.

Secondo episodio: comizio celebrativo del Sindaco domenica 09 Marzo che ci tiene a far sapere che la Regione Puglia ha stanziato ventimilioni di euro per il nuovo museo. Al momento non esiste un progetto, non esistono piani, ci sono, o sono in arrivo, un bel po’ di quattrini e tanto basta a farli esultare tutti. Riferisce la cronaca di Antonio Bufano che sul palco vi era un po’ tutto il centrodestra, dall’intera giunta chiamata a raccolta, al presidente del Consiglio comunale, oltre al Sindaco ovviamente. A sorpresa compare l’on. Rossi e permane per tutta la durata del comizio. Sconcerto in piazza. Il consigliere del PD Gianni Quinto commenta:

con mia somma incredulità, condivisa peraltro da tanti altri elettori e simpatizzanti del Pd presenti in piazza, su quel palco insieme alla giunta di centro-destra, è rimasto presente anche l’on. Nicola Rossi, che ha tentato di spiegare che quel finanziamento è arrivato anche per merito suo. Esistono vari modi per far percepire alla cittadinanza il proprio ruolo e la propria azione politica. Quello di domenica sera mi sembra il meno opportuno e sicuramente il più deleterio per il nostro partito, soprattutto in campagna elettorale. Da oggi avrò, perfino, difficoltà a fare opposizione a questa amministrazione di centrodestra.

Replica del segretario del circolo canosino del PD Gianluca Patruno:

Domenica sera la politica del fare è salita sul palco e ha fatto scuola. Il Pd, il Governo centrale e la nostra Regione sono stati rappresentati dall’on. Nicola Rossi, che ha mostrato i risultati raggiunti per il bene della città, senza guardare al colore politico di chi l’amministra. L’impegno profuso e la sinergia mostrata hanno determinato lo stanziamento da parte del governo Prodi, cofinanziato dalla Regione Puglia, del tanto agognato Museo archeologico. A nome di tutta Canosa sento il dovere di ringraziare questo Governo, questa Regione e, non ultimo, l’on. Nicola Rossi per il risultato ottenuto.

In altre parole, Patruno cerca di far passare per un successo della sua parte politica il finanziamento ricevuto. Non si è accorto, forse, che sul palco vi era tutto il centro-destra canosino e l’on. Rossi che svolgeva un ruolo più da comprimario che da protagonista. Chi esultava ed incassava non era di sicuro Prodi (sfiduciato e rimasto in carica solo per la normale amministrazione), né Nichi Vendola, né tanto meno lui che forse avrebbe avuto qualche diritto di salire lassù, ammesso che il suo partito avesse avuto un ruolo in solido per i finanziamenti.

Qualche considerazione.

L’elettore del PD non sarà rimasto sicuramente ben impressionato da questa performance e ciò per qualche buona ragione. Una volta si usava concordare le dichiarazioni ed i dissensi venivano smussati nelle secrete stanza del partito. Oggi assistiamo ad episodi con personalità che girano a ruota libera. Una domanda su tutte. A che titolo e con che ruolo l’on. Rossi si promuove a protagonista di una vicenda di finanziamenti pubblici, visto che è semplicemente un parlamentare decaduto per effetto dello scioglimento delle Camere; non ha incarichi di governo e si candida nel collegio senatoriale delle Marche? Incomprensibile mistero. A che titolo parla di sinergie tra forze politiche naturalmente contrapposte che starebbero dando i loro frutti a Canosa, proponendola addirittura come laboratorio per il livello nazionale? Ancora mistero.
La seconda osservazione riguarda i rapporti interni al circolo canosino del PD. Posto che l’on. Rossi goda di guarentigie particolari, essendo un parlamentare nazionale e che quindi non debba preoccuparsi più di tanto degli equilibri interni locali, ma è naturale che discussioni di tale portata trovino spazio sui giornali prima ancora che vengano portate all’ordine del giorno in un direttivo di partito? E’ giusto che gli elettori canosini sappiano prima qual è la linea del loro partito. Così, anche per regolarsi un pochino. Se la Segreteria del PD ha deciso che il rapporto con gli avversari non deve più essere conflittuale, ma ispirato alla politica del fare; che l’on. Rossi rappresenti un partito sul palco con il Sindaco, quando sarebbe più corretto che a rappresentarlo sia un’autorità locale del partito; è bene che ne discuta, ne faccia un comunicato e dopo se ne assuma le responsabilità. Giusto per evitare che qualcuno non sappia o non capisca e ne derivi qualche cocente polemica. Solitamente i partiti seri, dove le autorità si fanno sentire, funzionano cosi.


Sabino Saccinto

Pubblicato il 15.03.07 h 23:29

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