So che quello che sto per scrivere non piacerà a molti, ma riportare cose spiacevoli o controcorrente è spesso il mestiere di chi sceglie di scrivere. Stiamo assistendo tutti, spesso da semplici spettatori, a volte da protagonisti, al dibattito che si sta sviluppando intorno alla questione dei rifiuti campani. Ricadiamo spesso nella critica facile, conformista, ma se provassimo ad analizzare con quello che potrebbe essere il senno di poi, ciò che sta accadendo in questi giorni, forse arriveremmo ad altre conclusioni.
Oggi, sabato 12 gennaio 2008, si è tenuta a Canosa una manifestazione per dire no al conferimento nelle discariche private della Bleu dei rifiuti provenienti dalla Campania. Decisone legittima e sotto certi aspetti giustissima, motivata da qualcuno con un “abbiamo già dato” di più infelice memoria. Ebbene, sarebbe utile ragionare un tantino su quello che sta accadendo, invocando gli eventi che in questi giorni si sono rapidamente succeduti.
Domenica 06 gennaio appare, rilanciata su Canosaweb.it, una notizia riportata su “La Repubblica” a firma di Foschini, secondo la quale a Canosa starebbero per arrivare rifiuti, di non ben precisata natura, dalla Campania. Ovvi sono stati gli attacchi a quello che è sembrato un fatto paradossale in sé. La crisi campana è stata causata dall’impossibilità di ulteriore smaltimento di rifiuti urbani, Canosa è sede sì di una discarica, ma di rifiuti speciali, sembra impossibile che fra i due fatti ci sia un nesso.
Ciononostante la notizia viene confermata. Nel frattempo si convocava urgentemente il Forum Ambiente, nato qualche settimana prima per altre necessità. Sia la Presidentessa locale di Legambiente che il Sindaco, intervenuto in quella circostanza, ci tegono a precisare che la Regione Puglia, prima per bocca del suo assessore all’ambiente, Losappio e dopo con voce confermata dal Presidente Vendola, avevano dato disponibilità solo per i siti gestiti direttamente dai privati, non per le discariche pubbliche. Aggiungono che si sono sentiti con non specificati dirigenti della Bleu e che quest’ultimi non si sono mostrati interessati alla questione, quindi probabilmente ci sarebbe stato un nulla di fatto. Sostengono questo mentre riconoscono il carattere privato dell’impresa, ammettendo di non avere giurisdizione alcuna sulle determinazioni che la Bleu è libera di assumere autonomamente.

Nella giornata di giovedì 10 gennaio in Regione si è tenuto un incontro a cui ha partecipato anche il sindaco di Canosa ed alla conclusione del quale è emerso che i siti di stoccaggio dei rifiuti campani in Puglia saranno tre. Mal comune mezzo gaudio? Nemmeno per sogno. Venerdì 11 gennaio viene convocato urgentemente il Consiglio comunale. Ordine del giorno: i rifiuti campani nella discarica canosina.
E’ qui che si sprecano le considerazioni più incredibili e sulle quali sarebbe opportuno ragionare. Il tutto si incentra sulle presunte responsabilità del Presidente della Regione, Nichi Vendola. Il messaggio che qualcuno si sforza di far passare è che la responsabilità della scelta di far approdare nella discarica locale i rifiuti campani sarebbe tutta sua. Ed in una cittadina dove il sindaco attuale è stato votato con più del settanta per cento dei suffragi, è un gioco da ragazzi.
Vediamola ora dal punto di vista del Presidente della Regione Puglia. Scoppia con il nuovo anno un’emergenza eterna ed annunciata. Soprattutto a Napoli, ma anche nel resto della Campania, l’immondizia non viene più raccolta ormai da giorni, rimane per strada. Le discariche sono strapiene e non possono accettarne altra. L’unica che potrebbe fare al caso è quella già chiusa anni fa di Pianura, un quartierone napoletano a cui i politici locali avevano promesso una bonifica con annesso campo da golf a diciotto buche. A Pianura scoppia la rivolta, la gente occupa il sito, chiude le strade. Quarto, un altro quartierone napoletano, rimane isolato per due giorni interi, senza rifornimenti, senza alimentari freschi e con i suoi abitanti impossibilitati a muoversi. Ci sono perfino difficoltà per le emergenze sanitarie, le ambulanze, per venir meno ai blocchi stradali, devono sperare nella clemenza dei capi della rivolta.
A Napoli la situazione politica si fa difficilissima. Si vivono momenti drammatici, lo Stato sembra sull’orlo di afflosciarsi su se stesso. Uomini politici che fino a prima avevano goduto di ampi consensi appaiono figure eautorate,prive di qualsiasi capacità di incidere e decidere, chiusi, arroccati nelle loro stanze e palazzi. Non appaiono, non si sporgono se non per rispondere con argomenti che sembrano non convincere nessuno. Sul Rettifilo qualcuno ha l’idea di appendere una ventina di fantocci impiccati e con un cartello legato al collo con i nomi di Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania, e Rosa Russo Iervolino, sindaco di Napoli. L’ennesimo Commissario alla raccolta dei rifiuti sta per essere dimesso. La situazione è talmente complessa ed all’apparenza priva di vie d’uscita che le competenze vengono assunte direttamente dal Governo centrale.
Prodi convoca un vertice a cui partecipano il Ministro dell’Interno e quello della Difesa. Viene nominato come nuovo commissario straordinario Gianni De Gennaro, ex capo della polizia. Viene preparato un nuovo piano d’uscita dall’emergenza, prevede la riapertura di cinque discariche, tra cui anche quella di Pianura ed il completamento dell’inceneritore di Acerra, completo quasi al novanta per cento, ma con i lavori bloccati ormai da anni. Viene chiesta disponibilità a tutte le regioni d’Italia ad accogliere, sotto ovvi compensi, la mondezza partenopea. Ditemi voi, in un contesto di tale portata, quale poteva essere la risposta del Governatore della Puglia ad un’emergenza che rischia di infettare ed espandersi a macchia d’olio e diventare un guaio nazionale?
Non ho ascoltato l’intervento di un giovane leone de “La Destra”, votato con una lista civica che imbarcava anche partiti di sinistra e poi passata armi e bagagli alla formazione di Storace. Ma dal rimbrotto che gli è arrivato da un suo collega consigliere mi è sembrato di capire che si ispirasse all’egoismo più becero, da Lega Nord per intenderci. Possiamo anche essere tutti d’accordo che i rifiuti ognuno se li debba smaltire in casa propria, ma vorrei rispondere a questi giovani leoni che si inerpicano sui sentieri angusti della politica, spesso carenti delle più elementari nozioni di storia patria, che con il popolo campano, noi pugliesi abbiamo un debito antico: quello dell’acqua. Se questo giovin signore avesse studiato un po’ di storia, ma non è mai troppo tardi per farlo, avrebbe saputo che un tempo ci fu un signore, di nome Matteo Renato Imbriani, irpino di nascita ed eletto deputato nel collegio elettorale di Trani, che forse non era una grande mente della politica, forse non era un gran teorico, ma aveva una idea fissa, fondamentale: soddisfare l’eterna sete delle terre e degli abitanti di Puglia. Fu per la volontà e per l’impegno di quel vecchio signore, ancora ricordato da statue bronzee che ne rimembrano la memoria, che nacque l’Acquedotto Pugliese. E da dove si alimentava questa che è stata ed è ancora la più grande rete acquifera d’Europa? Da un fiume campano per l’appunto: il Sele. Acqua che proviene da quella regione di cui pervicacemente i nostri amministratori rifiutano le immondizie.
Altro argomento sostenuto dai nostri politici: “non possiamo accettare che Canosa diventi la pattumiera della Campania”. Premesso che il Governatore della Regione Puglia non ha rilasciato licenze per l’apertura di nuove discariche, ma semplicemente disponibilità acchè fosse possibile stoccare in discariche esistenti i rifiuti campani in una misura comunque contenuta, sorge spontanea un’osservazione: intanto è possibile portare rifiuti in una discarica in quanto una discarica già c’è. La storia delle discariche canosine è lunga e complessa, si potrebbe scrivere un libro. In questi anni è perfino impossibile andare a rintracciare materiali e documenti ed individuare responsabilità. Sta di fatto comunque, coma ha ricordato il Consigliere Di Fazio, che nel Maggio del 2007, cioè ad un mese dalle elezioni, il nostro sindaco ha rischiato il commissario ad acta se non fosse riuscito a trovare qualche buon introito per poter presentare il bilancio previsionale. Quell’introito, di circa 250 mila euro, è giunto da una transazione portata a termine con la Bleu s.r.l., in cui si sanava un pregresso contenzioso e si decretava di fatto la ripresa del conferimento di rifiuti speciali nella discarica. Ci siamo tutti chiesti, con il senno di poi, ma se quella transazione non fosse mai avvenuta e si fosse colta al balzo l’occasione per chiuderla una volta per tutte, quella discarica di zona Tufarelle, forse oggi non ci saremmo ritrovati in questa situazione. Domanda legittima, non pensate? Tanto più sarebbe stata giustificata, tale scelta, come atto politico (considerato il procedimento giudiziario già avviato e concluso, anche se con l’assoluzione degli imputati nei confronti della Bleu) ispirato al principio di cautela che in situazioni delicate come queste, quando vi è di mezzo la salute di esseri umani, dovrebbe rappresentare un punto fermo per tutti coloro i quali hanno responsabilità di governo.
Del resto del convitato di pietra Bleu già si era discusso nel forum ambientale di mercoledì 09 Gennaio a proposito dei controlli e dell’inquinamento indotto da tale impianto nelle falde acquifere. Fatto non peregrino se si considera che uno dei capi di accusa mossi alla Bleu era proprio quello di aver “truccato” i pozzi sentinella. Ma al Sindaco bastano i dati dell’ARPA (“ente preposto”) per dire che tutto va bene, madama la marchesa. Men che meno sentir parlare di malattie o di redigendi registri tumori, solo a parlarne gli viene l’orticaria.
In Consiglio comunale si è sfiorato il paradosso quando il Sindaco ha parlato della crisi da mondezza sfiorata a Canosa il 01 Gennaio 2008, data in cui la discarica di Andria ha chiuso e si è ripiegato su quella di Trani. Domanda altrettanto legittima: come è possibile che una città sede di discarica si ritrovi a dover mendicare con il cappello in mano per depositare i propri rifiuti? E poi che sono tutti quei riferimenti alle cave abbandonate, luogo buono per nuove discariche? Qualcuno sta già pensando un qualche ampliamento? Con l’immondizia si fanno ottimi affari, con l’emergenza si cavalcano le tigri e molte volte la scaltrezza di qualcuno porta a risultati altrimenti impensabili, tanto da ribaltare situazioni e verità.


Sabino Saccinto

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