
Diario di bordo
Ho tenuto sul sito il trailer di Annozero (la trasmissione di Santoro) fino a quando non è iniziata. Ricordate la polemica sulla mancata trasmissione sulle reti nazionali? Come me hanno fatto anche altri blogger e gestori di siti più importanti. Se il successo di pubblico è stato notevole, come i dati Auditel riferiscono, un po’ è anche merito nostro.
A distanza di qualche giorno sta infuriando un’altra polemica, questa volta non si capisce bene se nel merito della trasmissione o sul metodo. Di fatto si sta sfiorando il grottesco. Sembrerebbe che il Ministro dello Sviluppo economico, Scajola, abbia criticato duramente la trasmissione di Santoro. Evidentemente i problemi di produzione industriale devono essere stati tutti superati, se il ministro competente sceglie di occuparsi d’altro. E si fa accompagnare da Paolo Romani, sottosegretario alle Comunicazioni, da tempo immemore difensore strenuo del diritto del premier ad esercitare il proprio conflitto di interessi. Solitamente, i programmi televisivi non allineati, della TV pubblica, ai desiderata dei governanti di turno, finiscono sì sotto inchiesta, ma con procedure differenti: li segnalano alla Commissione di Vigilanza o al Consiglio di amministrazione della RAI che poi si pronunciano. Questa volta, invece, sono stati direttamente emeriti rappresentanti del governo in carica a voler prendere l’iniziativa, nella fattispecie il Ministro dello Sviluppo economico, depositario, per conto del governo, del contratto di servizio sottoscritto con la RAI. Si sono mossi perché alcuni punti di quell’accordo non sarebbero stati rispettati, e più precisamente quello sulla pluralità di voci nel servizio pubblico.
Tesi piuttosto ardita a sostenersi. Annozero, infatti, ospita regolarmente rappresentanti delle opposte coalizioni, siano essi politici in carriera o giornalisti chiaramente schierati. E a nessuno di loro vengono poste limitazioni, censure o contrazioni a vario titolo, ognuno parla liberamente e sostiene ciò che crede. Ma tutto questo allo Scajola o al Romani non va bene. Annozero è una trasmissione di parte a prescindere, nonostante il contraddittorio sia sempre garantito.
Pretendono ancora pari condizioni di trattamento anche se non si comprende bene quali. Tutto è estremamente fumoso e farebbe riferimento al comportamento in generale di Santoro, giudicato troppo orientato.
Da alcune indiscrezioni, invece, sembrerebbe che l’ordine di partire lancia in resta sia arrivato direttamente da Papi mentre era in missione a Pittsburgh (quella della ormai celeberrima foto di lui che, di fronte a Michelle Obama, agita le mani in un movimento rotatorio e dall’espressione del viso lascia intendere qualcosa del tipo: “guarda che roba, quanta abbondanza!”) dopo che solertemente qualcuno dei fedelissimi gli aveva riferito del contenuto della trasmissione. I soliti informati riferiscono che l’intervista a Patrizia D’Addario ha fatto la differenza. Scajola, il 28 settembre, ha giustificato la sua iniziativa facendo riferimento al rispetto che la televisione deve avere verso i minori. Non risulta che ragazzi, bambini e adolescenti seguano le trasmissioni di Santoro, ma se anche l’avessero fatto – ingrossando lo share - per curiosità e per sentir raccontare le gesta erotiche del proprio capo del governo che passa le notti con donne prezzolate, ci sarebbe da preoccuparsi non poco e non tanto per la violazione della privacy, quanto per la qualità che i loro genitori esprimono in fatto di scelta dei governanti.
Dirimente rimane la posizione di Paolo Garimberti, il presidente della RAI. Ha fatto sapere di non aver gradito molto l’iniziativa del ministro, anche perché le procedure prevedono tutt’altro e di soggetti, istituzionali o meno, che sorvegliano giorno e notte tutto quanto abbia un’attinenza politica in RAI, non ne mancano. Ha già annunciato che potrebbe trovarsi davanti ad una situazione molto imbarazzante se Santoro dovesse essere sanzionato e in tal caso potrebbe perfino decidere di dimettersi dalla presidenza. Santa decisione, visto che ormai la presenza di uomini legati, o graditi all’opposizione, in posti chiave, sta sortendo l’effetto contrario, nel senso che la maggioranza non rinuncia ad abusare di una situazione strutturalmente viziata, e l’opposizione legittima di fatto tale stato accettando incarichi di responsabilità. La giustificazione secondo cui ritirarsi sull’Aventino rappresenti il male peggiore di sicuro ci rende in qualche modo complici di una condizione che di democratico ha ancora molto poco.
Immagini manifestazione a Roma del 12.06.09
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