Platone (427 – 347 a.C.): Filosofo ateniese di insigne nobiltà soprattutto per parte di madre, la cui famiglia contava come antenato Solone ed era imparentata con Crizia, l’aristocratico che fu capo dei Trenta Tiranni. A vent’anni circa l’evento fondamentale della sua vita: l’incontro con Socrate. Dopo la morte del maestro Platone compie il suo primo viaggio in Sicilia: qui venne in contatto con gli ambienti pitagorici che lasciarono traccia profonda nel suo pensiero. Entrato in aperto contrasto con il tiranno di Siracusa Dioniso fu costretto a partire su una nave che lo sbarcò ad Egina, allora in guerra con Atene. Fu catturato ed esposto sul mercato degli schiavi, venne però riscattato e restituito alla libertà. Ritornato in patria fondò una scuola dapprima nel ginnasio consacrato all’eroe Academo, da cui venne alla scuola il nome di Accademia. Qui trascorse il resto della sua vita con l’eccezione di altri due viaggi in Sicilia a cui si lasciò indurre dalla mai sopita fiducia di poter fondare uno stato filosofico in collaborazione con il prediletto Dione, cognato del tiranno di Siracusa. Entrambe le imprese furono un insuccesso. Platone morì a ottant’anni: secondo una fonte durante un banchetto nuziale, secondo altri mentre era intento a scrivere. Ma più suggestiva è una terza tradizione: egli era ammalato, ma aveva ugualmente accettato di ricevere un ospite caldeo. Durante la conversazione una donna tracia faceva musica, ma commise un errore di ritmo; il filosofo lo fece notare al caldeo e questi disse che l’errore era comprensibile in un barbaro poiché solo i Greci hanno il senso innato del ritmo. Platone approvò l’esattezza dell’osservazione e durante la notte morì.
Le opere di Platone sono giunte a noi secondo una suddivisione in nove Tetralogie, ossia gruppi formati ciascuno da quattro di esse; comprendono 34 dialoghi (tra gli altri Fedone, Cratilo, Simposio, Gorgia, Repubblica, Timeo, Leggi) e l’Apologia, il discorso immaginario tenuto da Socrate per difendersi davanti al tribunale.