BREVE STORIA DELLE FCL:


Nel 1905 con la nazionalizzazione delle ferrovie e la nascita delle Ferrovie dello Stato, la Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo si era vista espropriare la propria rete, ma disponeva ancora di ingenti capitali da reinvestire il prima possibile. Dopo decenni di attese e discussioni giungeva finalmente alla progettazione esecutiva la rete secondaria dell'Italia Meridionale, approvata con la legge 580 del 21/07/1910 che ne affidava la costruzione e l'esercizio a privati. Pertanto nel 1911, la Soc.Mediterranea firmò un apposito contratto con lo stato. Nel 1915 la società assunse la denominazione di Società Mediterranea per le Ferrovie Calabro - Lucane (MCL), e ben presto intraprese la costruzione di 1271 Km di linee a scartamento 950mm; di questi, 60 erano già in realizzazione e 203 dovevano essere realizzati tramite interposizione di terza rotaia su sede preesistente a scartamento ordinario. Il piano prevedeva la realizzazione di una rete che avrebbe collegato le maggiori località Calabre, Lucane ed in parte Pugliesi, sconfinando anche in Campania, lungo l'asse Bari - Altamura - Potenza - Guardia Perticara - Lagonegro - Spezzano Albanese - Cosenza - Catanzaro - Gioia Tauro, con varie ramificazioni.

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Nel 1926 presa coscienza di un'inutilità di un piano così ambizioso, ormai non più adeguato, venne deciso, attraverso un'apposita convenzione con lo stato, di ridimensionare il tutto e di completare i lavori già iniziati. Nel 1934, quando furono sospesi i lavori, erano in esercizio 765 Km (su 1271 previsti), di cui ne facevano parte rami del tutto fini a se stessi, che di fatto non avrebbero avuto grande utilità. Nel 1956 viene completato l'ultimo tronco Camigliatello - San Giovanni in Fiore.
Scattando una foto al parco rotabili (vetture e carri) dell'epoca, avremmo trovato, uniformemente su tutte le linee, un grande numero di carri merce, chiusi e scoperti, di varie tipologie (cisterne, tramoggia,...) e per i passeggeri di vetture ad assi e carrelli del tipo a terrazzini, integrati con altrettanti bagagliai (inclusi i particolari bagagliai-freno utilizzati sulle tratte a cremagliera). Il tutto costruito dalla ditta Carminati e Toselli Co. di Milano a partire dal 1915 in poi. Il parco trazione invece fu composto da diversi gruppi di locomotive, di cui si parla nella scheda Rotabili Storici, e di automotrici suddivise nel gruppo M1 ad assi e nel gruppo M2 a carrelli. Per il gruppo M1, le prime automotrici furono le M1c80 INOX con cassa inossidabile e propulsore OM, costruite dalla Piaggio nel 1936-37; queste furono utilizzate sulle linee di Cosenza, sulla Lagonegro - Spezzano e sulla Atena - Marsiconuovo. Alla chiusura della linea Atena - Marsiconuovo (1966), le due automotrici presenti, vennero trasferite sulla Lagonegro - Spezzano, dove svolsero servizio tra Castrovillari e Rivello (essendo prive di ruota dentata per i tratti a cremagliera presenti tra Castrovillari e Spezzano), dove conclusero la loro carriera con altre consorelle, alla soppressione anche di questa linea (1977). Per il gruppo M2 le prime furono le M250 INOX costruite in quattro esemplari, sempre dalla Piaggio nel 1937, e tutte assegnate al deposito di Cosenza; in seguito, nel 1948-50 furono modificate da Breda, sostituendo il sistema di trasmissione, da elettrico a meccanico. Successivamente per il gruppo M1 sono seguite le più note "Emmine" (M190r) costruite dalla Ranieri di Roma tra il 1951 e il 1953, attrezzate con sistema di ruota dentata per cremagliera Strubb e quindi utilizzate sulle linee a cremagliera Lagonegro - Spezzano e Catanzaro - Catanzaro Lido; la loro particolarità, oltre ad essere di modiche dimensioni, come le precedenti M1c80 INOX, era quella di avere un grosso volante per la combinazione delle marce.


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Alcune di queste automotrici, dopo la chiusura della Lagonegro - Spezzano (1977), vennero trasferite sulla linea Catanzaro - Catanzaro Lido dove prestarono servizio fino al 1989, a seguito della messa in opera degli spintori SLM gr.700. Di queste automotrici, ne esistevano diverse versioni, prive di ruota dentata e più capienti, che prestarono servizio sulla restante rete FCL. Invece per il gruppo M2, seguirono le M2 serie 100, costruite in 26 unità dalla Breda tra il 1952 ed il 1956 e derivate dalle ALn 880 FS. Questa serie di automotrici, di cui se ne costruirono almeno altre tre versioni (tra cui anche delle rimorchiate) fino agli anni '70, cominciò a dominare l'intero servizio passeggeri delle linee MCL (poi FCL), soppiantando nei decenni il servizio delle vetuste e meno affidabili automotrici del gruppo M1, ed eliminando completamente la trazione a vapore dal servizio passeggeri. Ancora oggi queste automotrici svolgono gran parte, se non la totalità, del servizio passeggeri sulle linee ex FCL. La prima versione di questa automotrice fu oggetto di modifiche in anni recenti per cui alcune radiate dal servizio, sono oggi visibili come rimorchiate.
Nel 1961, dopo un grave incidente avvenuto presso Soveria Mannelli, lo stato riscattò tutte le concessioni alle MCL e l'intera rete passò sotto la Gestione Commissariale Governativa delle Ferrovie Calabro Lucane. La nuova Gestione varò un piano di ammodernamento della rete, individuando i rami improduttivi da eliminare. Questa scelta comportò così la sopressione di molte linee che furono sostituite da autoservizi. Nel 1977 si conclude simbolicamente la trazione ordinaria a vapore nelle FCL con il treno d'addio alla Lagonegro - Spezzano Albanese, da parte del GRAF. Nel 1981, a seguito dei danni causati dal sisma del 1980, viene chiusa definitivamente anche la Potenza - Laurenzana; nel 1984 nessun progetto di valorizzazione riesce ad evitare lo smantellamento della Lagonegro - Spezzano. Nel 1985 entrano in servizio le nuove automotrici M3 FIAT costruite dalle officine FERROSUD che affiancano le locomotive Diesel LM4 già in servizio dagli anni '70. Nel 1986 le FCL si scindono in FC (Ferrovie della Calabria) e FAL (Ferrovie Appulo Lucane), a nove anni dalla soppressione dell'unica linea calabro - lucana. Nel 1994 infine entra in servizio l'ultimo gruppo di automotrici: le M4 FIAT, sempre costruite dalla FERROSUD, ed in esercizio sulla tratta Bari - Altamura - Matera.
Ultimo capitolo, per quanto riguarda le soppressioni, con l'inaspettata chiusura delle linee Camigliatello - S. Giovanni in Fiore e Palmi - Sinopoli S.P. nel 1997, di cui solo la prima vede transitare convogli amatoriali e turistici, per un utilizzo in questi ambiti.
Recentemente, nel 2002, vengono effettuati importanti lavori di ammodernamento alle infrastrutture ferroviarie, nonchè ai sistemi di segnalamento e di regolazione del traffico, che portano alla scomparsa definitiva del vetusto segnalamento a disco e all'automatizzazione della maggior parte dei passaggi a livello presenti nelle linee Potentine.



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DICO LA MIA:


Dopotutto, oggi, non ci si può lamentare; le odierne FAL e le odierne FC, stanno portando avanti (seppur infinitamente meno che nei tempi passati) un progetto notevole, atto al recupero del loro patrimonio e alla preservazione dei "pezzi storici" a fini turistici e feramatoriali, cosa, che dimostra l'interesse per un passato così radicato ed ancora attuale; a differenza di come avviene per le meno scrupolose FS. Basti visitare un qualunque deposito FCL per palpare la strana sensazione di trovarsi indietro nel tempo.
E questo, sicuramente, ci tiene soddisfatti.

DOVE TROVARE MATERIALE STORICO?


Il deposito FCL per antonomasia è quello di Cosenza, qui possiamo trovare le più vere rarità e le macchine che hanno fatto da pietre miliari nell'evoluzione di questo mezzo di trasporto. A Cosenza infatti, ci possiamo imbattere in M2 serie 100, M1c80 INOX, locomotive del gruppo 400 e 300 ancora in pressione, e tanti altri "bastioni".
Non di meno sono però, i depositi di Gioia Tauro (che fino a poco tempo fa ospitava l'ultima locomotiva del gruppo 100 delle FCL, peraltro ancora atta), Catanzaro (Con la sua FCL 504 dotata di ruota dentata per la tratta del lido), Potenza (che conserva ancora atta la FCL 402 insieme a diversi carri d'epoca restaurati e ad una emmina del gruppo M1c), Bari (anch'essa conserva una locomotiva atta: la FCL 421, con altrettanti carri restaurati ed una emmina identica a quella del DL di Potenza), nonchè gli svariati carri e le svariate locomotive accantonate lungo le linee dell'intera rete (tra cui si citano diverse locomotive accantonate lungo la linea Cosenza - Camigliatello e circa una decina di rimorchi, ex automotrici SFD, ricoverati lungo la linea Bari - Matera).