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IL TRENO DEI SAPORI 2007

Una gita spettacolare nel cuore della Garfagnana

 

Il Treno dei Sapori è un appuntamento irrinunciabile per chi come me adora la natura e il buon cibo.  Da "Ponti nel tempo"  vengono organizzate più gite per valorizzare il territorio della Garfagnana, in paesi che sono tagliati fuori dai normali flussi turistici e che in passato hanno sofferto terribilmente del fenomeno dello spopolamento.  In questi territori vengono organizzate manifestazioni come "Il borgo della poesia" a Castelvecchio Pascoli.

Il mezzo di locomozione usato è il treno, ma non un treno qualsiasi, un treno d'epoca con locomotore a vapore!  Tutto questo è reso possibile dalla passione di persone che hanno restaurato motrici e carrozze in modo impeccabile impegnando le proprie giornate in un lavoro spesso gratuito.  In questo caso la motrice era la 640-003.  Il treno parte da Livorno e dopo aver fermato a Pisa (stazione dove sono salito) e Lucca si inerpica nelle valli garfagnine tra paesaggi mozzafiato che dal treno (non certo TAV...) si possono godere appieno.  Arrivati alla piccola stazione di Castelvecchio ci attende addirittura la banda e con questo sottofondo musicale abbiamo finalmente il tempo di vedere nei dettagli la splendida motrice, è anche il momento più adatto per fare foto.  Come suggerimento a questo punto consiglio di indossare vestiti comodi e soprattutto scuri, non dimenticate che la motrice brucia carbone...  Evitare altresì scarpe con il tacco, è sempre una escursione montana anche se comoda.  Dopo aver salutato il treno ci incamminiamo verso il paese, ma per chi vuole c'è anche la navetta, e arrivati lì ecco il primo assaggio delle bontà della Garfagnana, antipasto di torte salate a base di farro, ricotta e farina di castagne.

A questo punto arriva la salita più dura, l'ascesa fino al borgo vecchio che ospita la casa di Giovanni Pascoli, ma la fatica è ripagata ancora dal paesaggio, una volta lasciati gli stretti vicoli del paese si prende un camminamento con fondo in pietre veramente spettacolare, così come è mozzafiato la vista del borgo e della valle sottostante dove sembra che veramente il tempo si sia fermato, pare di respirare la stessa aria del poeta.  Ma anche il corpo vuole la sua parte e così cominciamo a gustare il Convivio Pascoliano con un piatto a base di salumi locali e pane rustico, ebbene questo è il momento di ritrovare (o scoprire) i sapori autentici dei cibi, una vera prelibatezza per il palato.  Il convivio continua con la fettunta (o bruschetta), la polenta "incagiata" fatta con il granturco otto file tipico della zona, i formaggi tra cui un pecorino veramente ottimo gustato con il miele, per finire naturalmente i dolci accompagnati da ottimi liquori.  Il tutto naturalmente innaffiato con vino rosso corposo che fa passare anche il poco freddo rimasto...  A questo punto il sole prende il sopravvento sulla nebbia e la giornata diventa radiosa, nel primo pomeriggio iniziano gli spettacoli con i balli folcloristici e poi musica e letture di poesie del Pascoli per continuare una giornata fuori dai normali canoni.

     

Alle 18.00 ci aspettava alla stazione il nostro treno a vapore per riportarci verso casa e durante il viaggio di ritorno le tenebre che a mano a mano ammantavano il mondo hanno in qualche modo reso meno traumatico il ritorno alla normalità.  In conclusione mi sento di consigliare vivamente una giornata del genere, da vivere lentamente, da assaporare in ogni suo momento, è una terapia anti-stress favolosa a patto di saperla vivere.

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