

Ducati Mondiale!
Ducati 1098
Fabio Taglioni
Desmosedici
916 996 998
851 e 888
Supermono
Desmosedici RR
Nel 1926, a Bologna, la famiglia Ducati ed altri investitori
bolognesi fondano la Società Radio Brevetti Ducati, con l'intento di produrre industrialmente
componenti per la nascente industria delle trasmissioni radio, basati su
brevetti di Adriano Ducati. Il primo prodotto, il condensatore Manens per
apparecchi radio, subito seguito da altri, ottiene un grande successo in tutto
il mondo, permettendo subito all'azienda di espandersi velocemente e di
conquistare il rispetto della comunità industriale internazionale
Il primo giugno 1935 viene posata la prima pietra dello stabilimento di Borgo
Panigale. Un progetto modernissimo ed ambizioso con il dichiarato obiettivo di
realizzare un polo industriale e tecnologico a Bologna. In questo periodo la
Ducati si sviluppa ulteriormente all'estero e apre sedi e filiali a Londra,
Parigi, New York, Sidney e Caracas assicurando un servizio e un'assistenza
diretta ai propri Clienti in tutti i principali mercati mondiali.
La Seconda Guerra Mondiale risulta fatale per gli stabilimenti di Borgo Panigale
che vengono rasi al suolo nel 1944. Fortunatamente, per tutta la durata della
guerra, i fratelli Ducati studiano e progettano nuovi prodotti da proporre sui
mercati internazionali alla conclusione del conflitto.
Nel
settembre 1946, alla Fiera di Milano, compare il Cucciolo: il piccolo motore
ausiliario per biciclette destinato a diventare il più famoso nel mondo. Venduto
prima in scatola di montaggio da applicare alla bicicletta, ha ben presto un
proprio telaio costruito dalla Caproni di Trento (altro marchio famoso in campo
aeronautico) su brevetto di Capellino. In breve tempo il Cucciolo diventa una
vera e propria motocicletta in miniatura. Grazie al successo del Cucciolo e dei
suoi derivati, Ducati diventa un marchio affermato anche nel settore meccanico.
Nel 1952 nasce l'avveniristico scooter di 175 cc. Cruiser, con avviamento
elettrico e trasmissione automatica.
Nel 1953, Ducati presenta una 98 cc., economica e spartana, che verrà presto
maggiorata a 125cc.
Nel 1954 arriva in Ducati un personaggio destinato a diventare un mito:
l'ingegner Fabio Taglioni, "doctor T". Insegnante alla "Tecniche" di Imola,
Taglioni ha già realizzato motori dalle caratteristiche tecniche originali e
dalle prestazioni sbalorditive. Il disegno Taglioni, ardito e anticonformista,
ha il suo battesimo nelle corse. Fin dal debutto in Ducati, Taglioni vuole
infatti dimostrare la qualità delle sue soluzioni partecipando alle gare di
granfondo come la Milano-Taranto e il Giro d'Italia.
Alla fine del 1956 nella gamma Ducati figura una 175 a 4 tempi per i tipi
Turismo, Special e Sport capaci di notevoli prestazioni (110-120-135 km/h).
1957 Nel 1957 al Salone di Milano figura insieme ai modelli citati anche un
modello "America".
Nel corso del 1958 la Ducati produce anche l'"Elite" di 200 cc. Il 1958 è anche
l'anno del trionfo del sistema desmodromico che l'ingegner Taglioni ha studiato
dal 1955. Da
questo progetto prende vita, nel 1960, il famoso bicilindrico di 250 cc.,
richiesto alla Ducati dal corridore inglese di fama mondiale Mike Hailwood, con
il preciso intento di ottenere una macchina dalle prestazioni "superiori" capace
di vincere sempre.
Nel frattempo si aggiunge alla serie prestigiosa dei monocilindrici commerciali
anche un modello di 250 cc. nei tipi Diana, Monza Aurea e più tardi G.P., capace
di velocità vicine ai 150 km/h, prestazioni davvero eccezionali per il tempo. Da
questo modello discendono direttamente tutti i monocilindrici Ducati fino ai
conosciutissimi "Scrambler" di 250, 350 e 450 cc. Nel 1964 con la Mach 250, in
grado di superare il tetto dei 150 km/h, la Ducati conquista il cuore degli
sportivi.
Nel
1968 li strega con le fantastiche prestazioni (oltre 170 km/h) della 450 Mark
3D, la prima Ducati di serie dotata di distribuzione desmodromica
Dopo il positivo riscontro ottenuto in America fin dai primi anni Sessanta con
le Scrambler, dal 1972 Ducati propone la stessa formula anche sul mercato
italiano, ottenendo un incredibile successo soprattutto con la 450 desmodromica.
La fine degli anni Sessanta coincide con il boom delle maximoto ed è ancora una
volta l'ingegner Taglioni a fornire alla Ducati l'arma vincente. Il 23 aprile
1972 la Ducati torna alle corse partecipando alla 200 Miglia di Imola con
un'inedita 750 bicilindrica desmodromica affidata a Paul Smart e Bruno Spaggiari
che concludono rispettivamente primo e secondo. Dalla 750 da competizione verrà
tratta una eccezionale 750 sportiva, la Super Sport.
Nel 1978 Mike Hailwood, cresciuto con le monocilindriche Ducati, torna di nuovo
in sella al Tourist Trophy e, strabiliando pubblico e appassionati, vince la
Formula 1 TT sul mitico Mountain. La moto è una Super Sport portata a 900 cc. di
cilindrata. In ricordo dell'eccezionale impresa la Ducati realizza, a tiratura
limitata, la splendida 900 SS Mike Hailwood Replica.
Nel 1983 la Ducati è acquistata da Claudio e Gianfranco Castiglioni ed entra a
far parte del Gruppo Cagiva. L'azienda passa, quindi, nelle mani di due grandi
appassionati di moto e di corse che porteranno la marca ai fasti dell'era
Superbike.
L'avventura inizia nel 1988 con Marco Lucchinelli che porta al debutto la 851,
realizzata dall'Ing. Massimo Bordi. Con la gestione Castiglioni, la Ducati
amplia i propri segmenti nel mercato motociclistico, introducendo nuovi modelli,
allargando l'offerta nelle cilindrate più grandi e naturalmente riconfermando il
suo impegno nel settore delle moto sportive.
Nel 1993 nasce il Monster, ad opera dell'argentino Miguel Galluzzi. Davanti agli
occhi degli appassionati compare una Ducati insolita. La moto è denudata e
rivestita con il minimo necessario. Presto diventa un mito, interpretando in
modo affascinante un nuovo concetto di motocicletta nel filone delle fun bike.
Il filone sportivo tradizionale della Supersport continua nel 1994 con la
nascita della 916. E' ancora rivoluzione del mercato, questa volta nelle
sportive ad alte prestazioni. Nella 916 tecnologia e stile, prestazioni e
bellezza raggiungono i massimi livelli. Ducati, ancora una volta, centra
l'obiettivo coniugando funzionalità ed armonia delle forme, logica ed emozione.
La 916 ottiene il titolo di "Moto dell'anno" dalle più prestigiose riviste di
tutto il mondo. In questo periodo viene realizzato anche il Supermono, uno dei
più elevati esempi di design motociclistico mai concepito.
1995
Nonostante le innovazioni nei prodotti e i successi nelle corse, la Ducati entra
in una profonda crisi finanziaria. I suoi fondi vengono prosciugati da
iniziative sfortunate di altre compagnie facenti parte del Gruppo Castiglioni.
Il controllo della Ducati passa al Texas Pacific Group, un fondo d'investimento
americano, che porta la liquidità necessaria e un nuovo gruppo di manager
internazionali. Al tempo stesso, il lancio della famiglia ST permette alla
Ducati di entrare nel segmento Sport Touring del mercato.
Il grande successo di questi anni si chiama Monster Dark, la moto in assoluto
più venduta in Italia tra il 1998 e il 1999. La Ducati inizia a trasformarsi da
un'azienda puramente metalmeccanica in un'azienda di intrattenimento. Ora offre
un'esperienza motociclistica completa, incentrata sull'eccellenza tecnologica
delle sue moto, ma che si estende anche alle corse, alla tradizione, agli
accessori e all'abbigliamento.
Il primo World Ducati Weekend sottolinea la rinnovata consapevolezza della
Comunità Ducati, riunendo a Misano 10.000 Ducatisti provenienti da tutto il
mondo.
L'era del turn-around raggiunge il suo apice il 24 marzo del 1999 con l'entrata
del titolo Ducati Motor Holding nelle Borse di New York e di Milano.
2000 La MH900e diventa la prima motocicletta a essere venduta esclusivamente su
Internet. A poche settimane dall'alba del nuovo millennio, 2000 appassionati
avevano già prenotato la nuova moto progettata da Pierre Terblanche in omaggio a
Mike Hailwood.
Basandosi sul successo della MH900e, la Ducati rafforza il suo impegno
strategico su Internet fondando Ducati.com, una consociata indipendente, che
porterà i successi della Ducati nel cyberspazio. Nel 2001 viene presentata la
nuova sportiva di punta il cui compito ingrato è di sostituire la 916/998, viene
svelata la 999. Nonostante la moto sia globalmente migliore
del vecchio modello, l'estetica non convincerà mai del tutto Entra nel listino
Ducati anche la Multistrada, una moto trasversale dedicata alle strade di
montagna con ciclistica sopraffina e motore desmo due valvole ma ancora una
volta la linea disegnata da Pierre Terblanche non incontra i favori dei
ducatisti, la sensazione è che lo stile sia troppo "barocco". Il 2003 è un anno
fondamentale per l'azienda, avviene il debutto nel motomondiale con la
Desmosedici che negli anni a seguire darà molte soddisfazioni. Nel 2005 al
salone di Tokyo viene presentata la serie SportClassic equipaggiata con il due
valvole ad aria mentre l'anno successivo, il 2006 vede la nascita della 1098,
vera erede della 916 di cui riprende lo stile, viene commercializzata nel 2007
ed è subito un successo! Nello stesso anno vedono la luce la Hypermotard e
la Desmosedici RR, diretta discendente della omonima da corsa, un sogno
costruito direttamente dentro il reparto corse. Il 2007 vede anche un
cambio al vertice dell'azienda, Minoli lascia la carica di AD a Gabriele Del
Torchio rappresentante della nuova proprietà. Sempre il 2007 vede
l'azienda raggiungere quello che è il suo obbiettivo sportivo più alto, la
conquista del titolo mondiale nella classe Moto GP, una moto italiana sul tetto
del mondo dopo 33 anni dall'ultima vittoria firmata MV Agusta.
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