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Moto Guzzi California, la storia

 

 

La genesi della California è tutta particolare. L'idea iniziale fu quella di sviluppare, utilizzando come base la V7, una moto che potesse partecipare ad una gara d'appalto indetta per le forze di Polizia italiane. Il motore della V7 di 700 cc però non soddisfaceva pienamente questa particolare destinazione d'uso, era un po' sottodimensionato per le pesanti sovrastrutture richieste. Le evoluzioni commerciali della V7 che arrivarono alla fine degli anni sessanta, le V7 Special da 757 cc e V7 850 GT da 850 cc, fornirono la base per ritentare la fornitura. Nacque proprio così, modificandone l'estetica ma non la base tecnica, la V7 California 850.
Vista l'ottima base e la perfetta adattabilità all'uso per cui era stata destinata, la Moto Guzzi, su impulso dell'importatore locale, partecipò e vinse, con grande sorpresa e tra mille clamori, la gara per la fornitura di mezzi indetta dal Los Angeles Police Department (L.A.P.D.). La California era appena nata, e già solcava le strade degli Stati Uniti. In un Paese, gli Stati Uniti appunto, fino ad allora invaso solo dalle Harley Davidson e dalle copie giapponesi di queste, si affacciava finalmente qualcosa di nuovo che manteneva lo spirito "cruiser" tipico di quel mercato introducendo però doti stilistiche nuove. Particolare riferimento al tipico motore Moto Guzzi, bicilindrico a V raffreddato ad aria (come le Harley Davidson) ma con angolo fra le bancate di 90° e disposizione trasversale frontemarcia. La trasmissione a giunto cardanico era un altro importante elemento di distinzione.
Il telaio della V7 Special, le cui doti stradali erano allora da riferimento, conferivano alla V7 California doti di guida e di sicurezza fino ad allora sconosciute al genere Cruiser.

Nel 1973 Moto Guzzi lancia la 850 T, seguita nel 1975 dalla 850 T3 (che fra l'altro montava il sistema di frenata integrale, brevettato da Moto Guzzi - Brembo). Da entrambe viene derivata una versione California intervenendo sulle parti estetiche. Successivamente anche dalle V1000 I Hydroconvert (con cambio automatico) e V1000 G5 (con cambio meccanico) viene allestita la versione California.
Nel 1981 il nuovo proprietario Alejandro De Tomaso inaugura l'era del motore soprannominato "testa quadra" che sostituiva la precedente generazione del "testa tonda". Questa curiosa definizione prende spunto dalla forma dei coperchi valvole dello storico V2, tondi inizialmente, squadrati in seguito. Nello stesso anno la California diviene un modello a sé, e nasce la California II con il motore da 948 cc della LeMans III. Moto di indubbio successo ed ancor oggi ricercata, rimase disponibile in una versione unica (ad esclusione di una versione a cambio automatico riservata agli USA) fino al 1987.

La California II viene sostituita nel 1987 dalla California III, inizialmente con lo stesso motore di 948 cc. Stilisticamente molto più Cruiser della precedente, si fa subito notare per la pulizia delle forme imperniate intorno al morbido serbatoio, e la sua forte personalità. In un mondo che ruota intorno all'Harley Davidson ed ai suoi cloni, Moto Guzzi crea una moto dalla spiccata personalità. La California III, declinata in diverse varianti ma sempre essenzialmente la stessa, è ancora ai giorni nostri un modello apprezzato e stilisticamente valido. L'evoluzione non si è però mai arrestata. Già dal 1990 si affiancava alla versione standard la Classic (senza parabrezza) e la FF completamente carenata. Il motore era disponibile alimentato a carburatori o ad iniezione. Già nel 1991 viene reso disponibile lo scarico catalizzato.
Negli anni novanta la tendenza all'aumento delle cilindrate generalizzato nel settore motociclistico, spingono all'evoluzione del motore dai 948 cc ai 1064 cc (cubatura arrivata fino ad oggi). Nel 1994 viene quindi presentata la California 1100 e la California 1100i (ad iniezione), che oltre al motore presentavano aggiornamenti e perf
ezionamenti in oltre 200 componenti, pur rimanendo esteticamente quasi identiche a prima. Il motore 1064 venne sviluppato originariamente per la 1100 Sport, e si sposò alla perfezione con il telaio e le caratteristiche della California. Questa, nonostante potenze non esasperate (ma coppia mostruosa ai bassi regimi), divenne e restò per lunghissimo tempo la Cruiser più veloce del mondo. La notevole maneggevolezza e tenuta di strada della California I venne ulteriormente migliorata sulla III, ancor oggi una moto dal comportamento stradale ineccepibile.
La versione Tourer dedicata ai lunghi viaggi nel 1997 venne ribattezzata California EV, mentre tutta la gamma disponeva di iniezione elettronica. Nel 1999 è il turno della California Special, nuda ed essenziale come non mai, cui fece seguito la California Special Sport.
N
el 1999 viene lanciata una versione più "povera" per allargare il bacino d'utenza. La California era diventata troppo opulenta, con dotazioni tecniche di valore assoluto (sistema frenante Brembo Serie Oro, ammortizzatore di sterzo, forcelle e cerchi al top), ma anche con un prezzo importante. La California Jackal era la versione d'attacco, fedele al mito della California ma senza alcun fronzolo. Divenne poi nel 2001 California Stone, successivamente solo Stone per differenziarla ulteriormente a livello di marketing.
Nel 2003 vengo presentate le versioni California Titanium e Californ
ia Aluminium in onore dei colori che si rifanno esplicitamente ai due nobili metalli. Sempre nello stesso anno si affacciano le punterie idrauliche, senza manutenzione e dalla rumorosità ridotta, che però inizialmente diedero notevoli problemi intaccando il mito di affidabilità assoluta che la California si era meritata sul campo in oltre 30 anni di onorata carriera.
Ai giorni nostri la California continua a vivere sopravvivendo ad ogni moda.
Per celebrare i 35 anni di vita di questo modello unico Moto Guzzi presenta al Salone di Milano del 2005 la California Vintage, ispirata chiaramente agli anni settanta ed alle moto della polizia (l'inizio della
storia). Nera con profili bianchi su sella e carrozzeria, borse in metallo, parabrezza, paragambe e 3 fari anteriori, ancora una volta di più stupisce per la bellezza fuori da ogni tempo, da ogni schema, al di sopra di ogni moda.
 

 

 

 


 

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