
Fabio Taglioni ovvero il Dottor "T"
Non
si può pensare alle moto Ducati senza dovere riconoscere quanto forte sia stata
l’impronta che la genialità di Fabio Taglioni ha lasciato su ogni progetto da
lui realizzato. Tuttora le attuali moto di produzione, così come le moto da
gara, utilizzano concetti e idee sviluppate dal famoso ingegnere lughese.
Fabio
Taglioni era nato a Lugo di Romagna il 10 settembre 1920. Il padre, Biagio,
aveva una piccola officina dove Fabio imparò i primi rudimenti della meccanica.
Proprio in questa officina Taglioni ebbe occasione di conoscere per la prima
volta Enzo Ferrari e Tazio Nuvolari. Durante la guerra conobbe e sposò Norina,
la moglie che ancora oggi tutela e preserva i ricordi dell’indimenticato “Dottor
T”.
Ferito durante il conflitto, rientrò a casa e nel 1949 cominciò a collaborare
con l’azienda motociclistica Ceccato. Nel 1950 fu assunto alla Mondial, dove
rimase fino al 1954.
Proprio in quell’anno, Giuseppe Montano, Amministratore Delegato della neonata
Ducati Meccanica, decise di creare ex novo un team di persone che fossero in
grado di sviluppare moto esclusivamente per le gare, le cui tecnologie potessero
successivamente essere utilizzate per la produzione. La scelta cadde su
Taglioni. Ducati, in quel momento, non era una azienda forte nel settore
motociclistico ed era necessario i
mporsi
in gare che richiamassero un grande pubblico.
Taglioni realizzò in sei mesi, senza percepire uno stipendio, la prima vera moto
da corsa della Ducati, la Gran Sport “ Marianna “, che si sarebbe
successivamente imposta al Motogiro d’Italia e alla Milano - Taranto del 1955,
1956 e 1957.
In quegli anni Taglioni realizzò anche il primo motore con sistema desmodromico
per moto, che permise alla Ducati di conquistare gare e campionati non solo su
strada ma anche in circuito.

Sarebbe impossibile citare tutti i progetti realizzati da Fabio Taglioni in
trent’anni di carriera in Ducati. Di sicuro, possiamo dire che la tecnologia
applicata sulle moto Ducati da strada e da gara deriva ancora oggi dai progetti
sviluppati dall’ingegnere lughese e dai suoi due “discepoli“, che, di fatto,
raccolsero il suo testimone: Gianluigi Mengoli e Massimo Bordi. Dal telaio a
traliccio al sistema desmodromico, dal motore bicindrico alla distribuzione a
coppie coniche e a catena, tutta la tradizione tecnologica della Ducati poggia
ancora saldamente sulla genialità di Fabio Taglioni.
Anche dopo la sua scomparsa (il 18 luglio 2001), lo spirito innovativo del
Dottor T è ancora vivo e applicato anche sulla Ducati più avanzata mai
realizzata, la Desmosedici.

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