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Ducati 916, 996, e 998

 

La 916 viene presentata nel 1994 e di colpo tutte le altre moto invecchiano di almeno dieci anni!  La 916 rappresenta un nuovo modo di intendere la moto sportiva, agile, leggera e potente quanto basta per la meccanica e una linea mozzafiato per la carena, i silenziatori sotto sella sono stati un'innovazione che tutti prima o poi hanno seguito, lo stesso vale per i fanali a sviluppo orizzontale.  La prima 916 pesava circa 200 Kg in ordine di marcia e questo le garantiva un buon vantaggio sulle sportive jap dell'epoca che andavano dai 230 Kg ai 245 Kg.  Il forcellone monobraccio rende il retrotreno unico e libero anche dai silenziatori.  La snellezza della moto viene accentuata anche dal motore naturalmente bicilindrico a "L" in versione Desmoquattro che garantiva una carena attillata ma soprattutto circa 105 cavalli "veri" alla ruota e una coppia generosissima.  La guida è elettrizzante, dove le altre moto dondolano e arrancano la 916 corre via come sulle rotaie e se sui rettilinei rende qualcosa, ma poco, alle concorrenti a quattro cilindri in curva , in frenata e in accelerazione saluta la compagnia e se ne va.  Nelle competizioni debutta vincendo il mondiale Superbike con Carl Fogarty ed è solo la prima stella in una carriera lunghissima nonostante i continui cambiamenti regolamentari che ne faranno lievitare il peso minimo.  Delle varie versioni prodotte giova ricordare la 916 Senna che portava i colori e l'allestimento scelto dal campione di Formula Uno poco prima di morire e le versioni SP e SPS che si caratterizzavano come le più sportive e ricche.

Dalle competizioni arriva lo sviluppo della moto in pieno stile Ducati, il motore nelle versioni SBK viene portato prima a 955 cc e successivamente a 996 cc per contrastare la maggior potenza delle 4 cilindri.  Proprio l'ultima cubatura viene scelta per il modello stradale che sostituisce la 916, nasce così nel 1999 la 996 che si avvale ancora del motore Desmoquattro. La moto è una evoluzione della precedente e se nelle corse continua ad eccellere di fonte alle nuove sportive jap comincia a segnare il passo, infatti le nuove norme di omologazione più restrittive fanno sì che la potenza del motore non cresca più di tanto.  Inoltre l'Azienda paga le passate vicissitudini che avevano portata ad un quasi totale blocco di produzione e investimenti.  Rimane comunque una ottima moto sportiva. 

L'evoluzione e lo sviluppo arrivano con la 998, lo stile della moto rimane quasi inalterato, ma la sostanza cambia quasi del tutto, vengono eliminati alcuni vecchi difettucci e viene varata una seria politica di qualità costruttiva che porta la moto a crescere decisamente.  Arriva inoltre una versione molto evoluta del motore, il Testastretta nel quale viene ristudiata ex-novo la fluidodinamica interna e l'elettronica di gestione con enormi benefici di potenza e guidabilità.  Versioni degne di nota sono le "R", in cui l'accessoristica e il motore sono ai massimi livelli. La produzione della 998 continuerà fino al 2003 e il sua fine lascerà molti cuori infranti, infatti la linea creata dieci anni prima da Massimo Tamburini è ancora attualissima e con pochi ritocchi potrebbe fare la voce grossa.

 

Tra i piloti che hanno condotto in pista questa moto possiamo ricordare Giancarlo Falappa, il già citato Carl Fogarty vincitore di ben 4 titoli iridati, Troy Corser,  John Kocinsky e il mitico Troy Bayliss.

 

 

 


 

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